Cronaca di una preghiera male digerita

7 luglio 2008
di Parole

Spasmodica rinuncia in cerca di raggelanti verita’, raggirato unicamente per troppo buon senso, esule prigioniero nella sua casa, funestamente mesto. Ogni prova superata apre nuove finestre di complicazioni, le succulente responsabilita’ impongono nuovi inchini, le propulsioni ataviche sono oramai zone derattizzate, mentre non so scrivere ne’ pronunciare le mie idee. I cancelli sono aperti ma la guardia e’ vigile, si ergono nuovi muri di differenziazione, non c’e’ comunicazione; le strade sono il campo di battaglia, uomini morti, abbandonati, mentre si scappa, si cerca riparo e si spera ancora in un po’ di vino. La stagione dell’avvoltoio e’ appena cominciata, parte la musica: iniziano le danze. Dov’e’ la mia dama? Che fine ha fatto la mia stabilita’? Chi ballera’ con questo solitario cavaliere affranto avvelenato da nuvole viziose? Arrivo’ l’Angelo ad annunciare Amore. Le campane suonarono a lutto. Il cielo si oscuro’. Tutto divenne una piccola macchia opaca inghiottita dal ragno del perdono. Molti lasciarono il loro lavoro, qualcuno addirittura la casa, le cose care, i cari, le probabilita’ di riuscita si annullarono, le voci tutte uguali, nessun canto di liberta’, si era sovvertito l’ordine dei momenti e non rimaneva che una buffa opera da due soldi. Strana la vita, i peccati disorganizzati, le ingiurie e le falsita’, le dissolute maschere, i rapaci alberi spogli, mostruose deformazioni della realta’, una donna desiderata mai avuta. E poi ritorno’ l’estate, col caldo insopportabile e l’afa che non permetteva di respirare. Vota e commenta la poesia sul nostro forum Visita il MY SPACE* di PAROLE

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