“Vengo”, le disse l’uomo sopra di lei. Poi Sara senti’ quell’ultima spinta piu’ forte, che, lo sapeva, precedeva la fine. E infatti, un attimo dopo, lui le crollo’ addosso dandole il solito bacio alla base del collo, sopra i capelli umidi di sudore. Sara rimase immobile finche’ non senti’ il respiro di lui farsi piu’ pesante, poi scivolo’ fuori dal letto e ando’ a farsi la doccia. “Vengo”, le scrisse il giorno dopo un altro uomo. Sara senti’ un brivido percorrerle piacevolmente la spina dorsale, poi rispose: “Ci saro’.” Lei lo individuo’ per prima nel caos di persone e bagagli della stazione. Lo raggiunse fendendo la folla a passi veloci, gli sfioro’ un braccio e lui si volto’, trasformando in un attimo l’espressione del viso da ansiosa a sorpresa a felice. Era alto e magro, i capelli ricci e disordinati che gli sfioravano il collo, la carnagione scura su cui spiccavano solo il bianco dei denti e degli occhi. La abbraccio’ e Sara soffoco’ contro il suo petto i battiti del tutto fuori controllo del suo cuore, affondando con volutta’ il naso nella sua camicia. Poi gli chiese: “Come ti chiami?”. “Francesco”, rispose lui. “E tu?”. Camminarono per tutto il giorno, e parlarono, senza mai fermarsi. Milano non le era mai sembrata cosi’ bella. Il Duomo, la Galleria, la Scala, San Babila, li conosceva bene, eppure erano nuovi per lei, adesso che poteva vederli attraverso gli occhi di Francesco. Ad un certo punto lui le prese la mano e non la lascio’ piu’, neanche al tavolo della pizzeria in cui si fermarono per cena. I Navigli erano gremiti di persone uscite a cercare un po’ di refrigerio nella sera estiva; dal loro rifugio temporaneo loro le guardavano passare come sullo schermo di un cinema, protetti com’erano dalla bolla invisibile del loro momento perfetto. “Questo e’ per te”, le disse Francesco ad un certo punto, sfilandosi dal polso un braccialetto di conchiglie. Sara gli porse la mano e lui le mise il bracciale. Lei lo rimiro’ a lungo, ammutolita dalla gioia, come se fosse stato di brillanti. “L’ho fatto io”, sorrise lui. Poi aggiunse: “Devo andare”. Davanti al treno l’abbraccio’ ancora, poi le prese il viso tra le mani e la bacio’, sulla fronte, sugli occhi, sul naso e infine sulla bocca. Sara si protese verso di lui per godere il piu’ possibile di quella pioggia benefica, finche’ il fischio del capotreno non li divise. Lui fece appena in tempo a salire, poi la porta si frappose tra di loro e in pochi attimi il treno spari’ alla vista. Sara rimase a guardarlo finche’ non fu che una luce lontanissima, accarezzandosi la guancia su cui poteva ancora sentire il tocco delle mani e del viso di Francesco. “Domani ho la partita di calcetto”, disse l’uomo seduto di fronte a lei quella sera stessa. “Lo so”, rispose Sara. “Mi ci vuole proprio, cosi’ mi scarico un po’. A lavoro mi stanno davvero col fiato sul collo ultimamente…” L’uomo seduto di fronte a lei continuava a parlare, ma Sara non lo ascoltava gia piu’. Si rigirava le piccole conchiglie del bracciale tra le dita e sorrideva, fissando qualcosa o qualcuno che solo lei poteva vedere, nel buio oltre la finestra. Vota e commenta il racconto sul nostro forum *Visita il MySpace di Parole!*
- HOME
- NEWS + COMUNICATI
- ROMA
- OLTREMONDO
- ARTIFICI
- MURALES
- SPECIALI + INCHIESTE
- FESTIVAL DELLE SCIENZE 2012
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2011
- SALONE DELL’EDITORIA SOCIALE III
- ASIATICA FILM MEDIALE XII
- II FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA
- INCHIESTA: ROMA CITTA’ STRANIERA
- REFERENDUM 2011: ACQUA, NUCLEARE E GIUSTIZIA
- REFERENDUM 2011: I 4 SI E I 4 PERCHE’ DI FLM
- GM COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
- FAR EAST FILM FESTIVAL 2011
- C’È GROSSA GRISI: RELIGIONI STRAMBE PER ANNI SENZA DEI
- ALCOHOLIC HISTORY X: ALCOLICI, STORIE E LEGGENDE
- ECOPOLIS 2011, LA CITTÀ SOSTENIBILE
- INCHIESTA: ABITARE LA ROMA IMMOBILE
- INCHIESTA: STUDENTI E RICERCATORI IN RIVOLTA
- PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI 2010
- ASIATICA FILM MEDIALE XI
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2010
- SALONE DELL’EDITORIA SOCIALE 2010
- SETTIMANA DELLA STORIA 2010

















