Sabato pomeriggio. Malato. Sono di nuovo malato. Pensavo di essere guarito. Credevo di essere guarito. Ne ero convinto. Stavo bene, mi sentivo sereno, ogni cosa sembrava realmente andare per il verso giusto. Era bello vivere. Amavo vivere. Amavo la vita. Poi di nuovo buio profondo. Cosa fare? Che faccio? Ho riempito giusto due dita di vino rosso. Il sapore e’ buono. Si tratta di un cabernet sauvignon dell’Umbria, un gran bel vino. Indica tredici gradi e mezzo. Sono praticamente digiuno. Ho terminato di mangiare quasi quattro ore fa. Riso con salsiccia e asparagi. Sono gia’ andato a pisciare due volte. Adoro l’odore dell’urina dopo aver mangiato gli asparagi, e’ bellissimo. Questo vino e’ buonissimo, butto giu’ un altro sorso. Va quasi meglio. Mi sento gia’ piu’ rilassato. Non mangio mai riso, dopo mezz’ora ho nuovamente fame. Cerco la forza, la forza e’ in me, per scrivere questo racconto che magari verra’ letto da un uomo o una donna seduto su un cesso, a cercare di cacare. Molte persone hanno bisogno di leggere qualcosa per riuscire a defecare, e’ anche per questo che esistiamo noi scrittori. Anche per questo, perche’ il problema e’ serio e ci si prova in tutti i modi, di cacare per bene, c’e’ chi ci prova con lo yogurt, chi con le prugne, chi con i cereali, fibre, tanta verdura, chi non caca se non e’ a casa propria, e chi una casa per cacare non ce l’ha, e fa un po’ qua, un po’ la’, dove capita, dietro una siepe, nascosto da un albero in un parco o tra due cassonetti. Quando scappa scappa. Io vado al bagno regolarmente, alla faccia dei miei lettori stitici, ogni mattina e per due o tre volte al giorno. Ho una vita regolare, se si parla di cacare. Una vita regolare. Tu vorresti avere una vita regolare? Io no di certo, nonostante la viva, con tutta la sua monotonia, monogamia, mononucleosi e risposte monosillabi. Che faccio di bello? Nulla, veramente nulla. Una volta, quando ero piu’ giovane, uscivo tutte le sere, andavo per mostre e concerti, tiravo a trovare l’alba ogni notte, le mie lunghe notti che non trovo piu’. Adesso, a parte scrivere e lavorare, non faccio nulla. Ogni tanto esco. Raramente. Sempre piu’ raramente. La vita e’ fatta di incontri. Conoscere persone e’ la cosa piu’ interessante di questo mondo, figuriamoci per me che faccio lo scrittore. Uomini e donne, con le loro storie nascoste da raccontare, infiniti personaggi, mentre la storia va avanti, incalza, non si ferma. Dove ci troviamo? Roma, Italia, e siamo nel 2008. Io sono nella mia stanza a tempo determinato, tra quattro mesi devo cambiare casa e ancora non ho trovato niente, certo quattro mesi sono tanto tempo, ma e’ vero pure che passano in un attimo. Sono nella mia stanza a tempo determinato, che pago con i soldi che guadagno con un lavoro a tempo determinato, ed e’ tutto a tempo determinato, e non c’e’ nulla di sicuro, nulla su cui poter contare. Sono solo, uno come milioni di solitudini. La convivenza e’ tremenda. Ma il precariato e’ cosi’, da studente a lavoratore, cambiando stanze in affitto e coinquilini afflitti, e non e’ nemmeno vero che quello che salva e’ l’amore, ma lasciamo perdere quello che e’ un discorso a parte, altre complicazioni, e domani ci rivedremo io e lei e sara’ bellissimo fare all’amore, ma oggi sono solo, nella mia stanza precaria, e voglio scrivere. Voglio scrivere, si’, perche’ e’ la cosa piu’ bella che si possa fare, quando tutto attorno e’ buio nero pesto e oscuro e profondo e terrificante, e non vedi prospettive per reagire, e ti senti impotente, ma cosa importa, sei libero, altre due dita di rosso, il vino e’ buonissimo, e non ci pensare. Scrivi. Scrivo perche’ qualcuno legga, poi, un giorno. Oggi non riesco a togliermi dalla testa l’idea di questo ipotetico lettore seduto sul cesso, che saresti tu, si’, sto parlando proprio di te, in cerca dello stimolo decisivo. Scusate le divagazioni, sono piu’ forti di me. Mi riempio altre due dita di rosso, dopo essere stato interrotto da una telefonata, e mi sono perso nelle trame di questo racconto senza trama, dedicato a questo lettore seduto sul cesso, che non riesce a cacare, e da leggere sottomano trova questo pessimo racconto di uno scrittore che poi in realta’ non e’ neppure cosi’ malvagio come appare in questo suo esperimento. Devo dire per dovere di cronaca che ho pisciato un’altra volta, e l’odore degli asparagi sta gia’ svanendo. Rimarra’ il ricordo. E la prossima volta che mangero’ asparagi quell’odore mi riportera’ a ricordare oggi, che mi sento triste, e per esorcizzare provo a scrivere un racconto allegro, se mi riesce. Domenica mattina. Malato. Sono malato. Non sono guarito. Devo stare veramente male. Ieri ho lasciato il racconto cosi’ com’e’ e mi sono messo a dormire alle nove e un quarto. Non ero mai andato a dormire cosi’ presto. Mi sono addormentato senza cenare, con quel poco di riso che avevo in corpo. Dell’odore degli asparagi nelle mie urine oggi non e’ rimasta alcuna traccia. Sparito. Naturalmente stamattina mi sono svegliato prestissimo. Ho fatto una colazione abbondante con yogurt, fette biscottate integrali con burro e marmellata di fragole, quindi un abbondante tazzina di caffe’. Avevo in mente tanti propositi buoni, ma sono svaniti tutti. Sono andato in bagno alla faccia dei miei lettori stitici, e dopo mi sono messo a cazzeggiare in giro su internet. Ho trovato una serie di documentari allucinanti su questo paese, l’Italia, in cui accadono le cose piu’ assurde. Il potere e’ nemico della democrazia, che poi continuiamo a chiamare democrazia una democrazia che democrazia non e’. Dobbiamo essere grati a voci come Travaglio, giornalisti seri, veri, onesti, come ce ne sono sempre meno. Dobbiamo essere grati a uomini e donne di legge come la Forleo e De Magistris, la Boccassini e Caselli, che lottano ancora per un po’ di giustizia, se questa oggi fosse ancora davvero possibile. Questi sono gli eroi dei nostri giorni. Come Falcone e Borsellino che sono morti per la nostra liberta’, per la liberta’ del popolo, e non per il popolo delle liberta’. E’ un paese assurdo, il nostro, e non riesco a capacitarmi di come tutto questo sia potuto accadere. Da che volevo scrivere per farvi ridere, ieri, per esorcizzare la mia tristezza, oggi la vostra merda la voglio lasciare intirizzita nelle vostre budella, per il mio sdegno, che dovrebbe essere anche il vostro, perche’ se vi e’ rimasta ancora un po’ della capacita’ di indignarvi, beh, per oggi dovete star male, e non dovrete riuscire a cacare. Sono incazzato nero. La situazione e’ piu’ che preoccupante, e’ allarmante. Bene hanno fatto quelli che le urne le hanno disertate. Io personalmente non sono andato a votare. Come me tanti altri, e se aggiungiamo quelli che hanno imbucato la scheda bianca, quelli che l’hanno annullata, raggiungiamo quasi un terzo del paese, e pensare che per dissentire c’e’ addirittura qualcuno che la scheda se l’e’ mangiata, e spero che non gli avra’ fatto male, quando sara’ andato a cacare, anche perche’ le liste erano veramente indigeribili. Vorrei un attimo che prima di criticare a priori le mie affermazioni vi soffermaste un secondo a riflettere sulle motivazioni che a malincuore, mi hanno portato ad astenermi da dare la mia preferenza. Non votare, per me, e’ stata una grandissima sconfitta personale. Innanzitutto non avevo nessuna preferenza da esprimere. La vigente legge elettorale non permette nessun tipo di possibilita’ di preferenza, i candidati li scelgono i partiti, e sono i vertici dei partiti a mettere nelle liste elettorali i futuri deputati e senatori di questa repubblica disastrata in base ai loro interessi. Gli addetti ai lavori sanno bene che il numero in listino ha un prezzo. Quanti hanno pagato per andare in parlamento? E a chi? E che fine hanno fatto quei soldi? I manifesti, gli slogan e le dichiarazioni del Partito democratico e del Popolo delle liberta’ erano praticamente identici. Famiglia, sicurezza, lavoro. Sono anni che ascoltiamo e leggiamo le stesse fregnacce. C’e’ grossa confusione. Non credo piu’ a nessuno, e non sono il solo. C’e’ molta diffidenza nelle istituzioni. Il popolo e’ sfiduciato. Tutto aumenta tranne che gli stipendi, il paese e’ in forte declino. Nel nuovo parlamento appena eletto ci sono una settantina di parlamentari condannati per reati anche gravi. Nessuno dice nulla. Nessuno fa nulla. A nessuno importa nulla. E’ l’Italia. Un ritratto agghiacciante di un paese culla di arte e poesia, bellezze naturali e un popolo stupendo un tempo, ma che ora ha perso la bussola. Se solo si spegnessero le televisioni per due mesi, e ci si sciacquasse un po’ la coscienza con dei libri, magari dei buoni libri come ne sono stati scritti tanti, oggi che non si legge piu’, e come canta Bugo in una recente hit sparata a palla dai media, c’e’ crisi dappertutto. Non ne potevo piu’ di votare turandomi il naso. Due anni fa l’ho fatto con Prodi, e la cosa che piu’ mi lascio’ sconcertato fu la cattura di Provenzano all’indomani del voto proprio mentre c’era incertezza sul chi aveva vinto le elezioni. Festeggiava la Casa delle liberta’, e festeggiava l’Unione, schieramento politico in cui vi erano tutti, democristiani, socialisti, radicali e comunisti, tutti uniti contro Berlusconi, tutti uniti nell’unione, e mentre si era punto a punto, e tutti festeggiavano, e qualcuno denunciava brogli elettorali, in mezzo al marasma, il boss dei boss di Cosa Nostra, dopo non so quanti anni di latitanza, veniva catturato. La cosa piu’ assurda e’ che si trattava di un vecchietto che viveva come un barbone, e che stava nella sua Sicilia da tantissimo, e guarda caso, viene arrestato proprio mentre si svolgevano i conteggi delle schede. Non e’ che si trattava solo di un depistaggio dell’attenzione dell’opinione pubblica? A quei livelli, quando un pezzo di quella maniera viene arrestato, e’ perche’ qualcuno ha cantato, lo hanno venduto perche’ il successore evidentemente era gia’ stato designato. Quello che era un dubbio che mi assillava da tanto, mi e’ stato svelato dal nostro nuovo presidente del consiglio, che ha parlato della lotta alla mafia del suo mandato conclusasi con l’arresto del suddetto boss. Tutto e’ lampante. Ennesima operazione mediatica, lungimirante, ingegnosa. Non ci sto capendo proprio niente. Ma cos’e’ oggi la mafia? E’ curioso che nell’ultima intervista prima di morire rilasciata ad un giornalista francese Paolo Borsellino parlasse di un mafioso per condanna, amico intimo dei nostri governanti, come del tassello di comunicazione degli intrecci tra mafia e politica. Mi viene da pensare che c’e’ qualcosa che non va. Io che sono un povero ignorante, queste cose le ho apprese leggendo riviste come il Mucchio, cercando in rete, guardando filmati su youtube, leggendo Travaglio, il figlioccio di Montanelli, uno dei piu’ grandi giornalisti che ci sono oggi in Italia, un uomo libero e coraggioso, adorato e adottato dal popolo di sinistra, lui che e’ fondamentalmente un liberale, un uomo di destra. L’assurdo dell’Italia. Ma che ne voglio sapere io? Per mille euro faccio un lavoro massacrante. Le spese di affitto e le bollette sono devastanti, non posso permettermi nemmeno di abitare un monolocale tutto per me per scrivere in pace, la benzina e’ carissima, una vacanza non e’ possibile nemmeno quando sono in ferie, non si arriva a fine mese, si sopravvive. Epilogo. Dove volevo arrivare? Non lo so. Volevo solo scrivere per mio piacere personale. E’ questo un racconto? Non spetta a me deciderlo. Volevo farvi ridere perche’ mi sentivo triste. Poi la stanchezza di un lavoro che sfianca mi ha fatto andare a letto presto. Poi mi sono svegliato con un gran bisogno di informazione non filtrata, lontana dai giornali e dalle televisioni di regime. Ho cercato e trovato in rete tantissimo materiale da far rabbrividire anche l’uomo piu’ inconsapevole e sprovveduto, e mi e’ venuta la rabbia per lo schifo che ci circonda. E di farvi ridere mi e’ passata la voglia, perche’ oggi come oggi, la liberta’ e’ in pericolo, e qualcuno con la nostra Costituzione e’ intenzionato a pulircisi il culo, nonostante il sangue versato, dimenticato e vituperato. Volevo mettervi sull’attenti, invitarvi a riflettere, ad informarvi, studiare, osservare, cercare di capire. Spero almeno sia riuscito a farvi cacare. Vota il racconto sul nostro forum *Visita il MySpace di Parole!*
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