Notorious

20 luglio 2009
di Erminio Fischetti

4582L’ennesimo biopic edulcorato su un rapper redento e morto troppo giovane, Christopher “ The Notorious B.I.G.†Wallace, definito dallo stesso protagonista che lo interpreta, Jamal Woolard, “lo Shakespeare di Brooklynâ€. Le solite cose, si comincia con la figura del padre assente, quella di una madre forte e determinata affinché il figlio non finisca i suoi giorni spacciando crack, che, però, puntualmente cade dentro le maglie del giro e finisce dritto dritto in prigione, dove capisce di voler fare qualcosa di meglio nella vita, cominciando a scrivere i suoi versi, per proseguire verso la scalata al successo, la fama, le troppe donne. La storia di Biggie và dalla miseria delle strade più povere della Brooklyn di Bedford Stuysvesant alle vette miliardarie di icona dell’hip hop dei volgarissimi anni Novanta, dove si trovò al centro di una diatriba sull’origine del  genere musicale, che vedeva contrastarsi la costa est da quella ovest, scaturita nella rivalità con il “west†Tupac Shakur, entrambi legati dallo stesso triste destino, ovvero quella di essere assassinati in un’auto in una strada buia da non si sa quale mano, anche se molte sono state le verità scottanti sussurrate.

La dice lunga il fatto che la pellicola sia prodotta dalla madre, Voletta Wallace, e dai manager del defunto, Puffy Combs, Mark Pitts e Wayne Barrow. Sottotesto: tutti loro ne escono come se fossero Madre Teresa, pronti ad aiutare l’irruento Biggie Smalls per amicizia, amore e affetto, non interessati al suo “valore†economico. Regia mediocre, sceneggiatura (ma che ne parliamo a fare!) melensa, stantia e intrisa di luoghi comuni. Una pellicola che cerca, in tutti i modi, di giustificare comportamenti aberranti come lo spaccio di droga alle donne incinta e ai ragazzini e di esaltare figure discutibili che guadagnano milioni di dollari perché inneggiano alla violenza e all’uso delle armi, dipingendo loro addosso un sensazionalismo eroico ed emulativo. Cosa francamente piuttosto immorale ed aberrante. E lo è ancora di più se intrisa di un moralismo ipocrita e perbenista che gli vuole concedere un’aria “ripulitaâ€.

Dal mucchio della negatività si salva una buona recitazione del gruppo di attori e nell’apprezzare, in particolare, Angela Bassett, nel ruolo di Voletta Wallace, contemporaneamente dispiace vederla, ultimamente, in pellicole di così scarsa qualità. Notevole anche Jamal Woolard, attore non professionista e rapper di strada con un background simile a quello del suo alter ego Notorious. Il giovane interprete imita talmente bene le movenze del defunto rapper che sembra mimetizzarsi in lui. Hollywood che decanta il mondo dello spettacolo come se fosse quello di una puntata de La casa nella prateria, gira film sui suoi “amichetti†descrivendoli tutti come Gandhi e San Francesco, mentre le loro “amichette†desiderose di far carriera attraverso la mutua donazione di orgasmi, tra un letto e l’altro acquisiscono le fattezze di Pollyanna e Heidi. È come dire che i campi di concentramento sono stati un collegio per educande e Hitler e Stalin possedevano l’accondiscendenza di Mary Poppins. Mancavano solo Bambi e i sette nani, ma loro almeno dovevano vedersela contro i bracconieri e la strega cattiva. Per carità, tenetevi alla larga mille miglia da questo minestrone di luoghi comuni.

Notorious
Titolo originale: id.;
Regia: George Tillman Jr.;
Interpreti: Angela Bassett, Derek Luke, Jamal Woolard, Anthony Mackie, Antonique Smith, Naturi Naughton, Kevin Phillips, C. Malik Whitfield;
Produzione: USA, 2009;
Durata: 122’;
Uscita italiana: 17 luglio 2009

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