Gli scempi della Shell in Nigeria a 14 anni dalla morte di Ken Saro Wiwa

lunedì, 16 novembre 2009
di Andrea Scutellà

Tipico paesaggio del delta del niger.

Tipico paesaggio del delta del niger.

Mi si perdoni il gioco di parole: è un cliché  ben radicato pensare che parlar male delle grandi multinazionali sia ormai solo un cliché. Le persone spesso non ne vogliono sapere, o non se ne interessano, o credono che sia appunto l’ennesimo luogo comune radical chic.

Il 10 Novembre 1995 morì Ken Saro Wiwa. A quattordici anni dalla sua morte, ben poche cose sono cambiate in Nigeria. La Shell continua a versare nel delta del Niger petrolio, gas e rifiuti inquinando l’aria, l’acqua e la terra, distruggendo il territorio dove è radicata l’etnia Ogoni. La Nigeria è il settimo paese produttore di petrolio al mondo. La popolazione però non ne beneficia, anzi, oltre a navigare nella povertà più assoluta è costretta a vivere in una regione sfruttata e dilaniata dalla brama di denaro della multinazionale ricordata per il carburante V-Power. Come non provare ribrezzo per chi oltraggia la terra di tutti?

Allora cerchiamo di raccontare una storia. La storia di Ken Saro Wiwa, uno scrittore, un poeta, un rivoluzionario che abbracciò sin dagli anni ’80 la causa dell’etnia Ogoni contro la Shell e contro il governo nigeriano corrotto (che permette tutt’ora che sia perpetrato lo scempio di una terra meravigliosa). Accusò la multinazionale petrolifera di danneggiare oltre all’ambiente anche l’agricoltura di sussistenza che l’etnia radicata nel Delta del Niger pratica da tempo immemore.

Nel 1990 fondò il MOSOP, acronimo inglese di “Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni”, che balzò all’attenzione dei grandi media per un corteo di 300000 persone che fu guidato dallo stesso Saro Wiwa, dopo una detenzione ingiustificata e senza processo. Venne poi arrestato definitivamente nel 1994 e impiccato a Port Hancourt,  dopo l’ennesimo processo farsa, assieme ad altri 8 appartenenti al movimento da lui fondato.

Quest’anno è terminato il processo intentato contro la Shell per appurare che ruolo abbia avuto la compagnia petrolifera nell’esecuzione di Saro Wiwa. La multinazionale ha patteggiato pagando 15 milioni e mezzo di dollari per risarcimento, specificando però di non ammettere la propria colpevolezza nell’esecuzione dello scrittore, ma di voler con questo gesto avviare un nuovo processo di conciliazione.

Saro Wiwa è morto. La Shell continua ad aggredire il territorio nigeriano con particolare efferatezza. Le parole del poeta però risuonano ancora nell’aria, nell’acqua, nella terra inquinata dalla multinazionale, come un lamento, un grido di dolore:

Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte

Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
E’ il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina

E’ questo
E’ questo
E’ questo

Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione

Non era la durezza del carcere a spaventare Saro Wiwa. Era la reticenza alla giustizia, l’avidità, la meschinità di quel governo complice della Shell, che lavorava contro la gente che avrebbe dovuto difendere. Era l’ipocrisia. E’ questo che tutt’oggi rende il nostro bel mondo un gigantesco orinatoio.


2 Commenti per “Gli scempi della Shell in Nigeria a 14 anni dalla morte di Ken Saro Wiwa”

  1. louie

    ci sono anche dei bellissimi racconti di ken saro-wiwa pubblicati in italiano dal titolo Foresta di fiori

  2. Familiare

    Ho cercato di sopportare Ciò che non potevo perdonare.
    Ho visto le cose tanto più chiaramente una volta che tu sei stato nel mio…retrovisore
    E’ difficile da credere Ma alla fine le ombre si rialzano.
    Ho visto le cose molto più chiaramente, Una volta tu… Già… Specchietto retrovisore.
    Wiwa.
    E di tanto in tanto arrivano questi lampi a ciel sereno ma sai come la penso?
    C’era un senso ma è stato venduto allo stato. I topi si sa non scompariranno mai.

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