Glaad Media Awards 2010: un premio contro i pregiudizi

lunedì, 18 gennaio 2010
di Maria Tridico

Nonostante tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, il problema dell’omofobia rimane concreto e visibile.
L’omofobia definita come paura e ostilità illogica nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e queer (comunità GLBTQ) è un drammatico fenomeno che
interessa da decenni tutto il mondo.In diverse nazioni (dalla vecchia Italia alla nuova America) le persone omosessuali sono condannate dalla legge come criminali, sono
oggetto di varie forme di soprusi e di conseguenza molti ragazzi con orientamento sessuale diverso dalla preponderanza di eterosessuali sono inclini a eclissarsi rinnegando
il legittimo diritto di denunciare umiliazioni, vicende sfortunate, minacce o pressioni.
A causa di questa condizione parecchi giovani omosessuali non possono ammettere la propria “diversità” reputandosi “imperfetti”; il clima di ostilità però non si sviluppa
solo nelle scuole, nelle vicinanze dei luoghi di ritrovo omosessuale o nei locali gay ma la gran parte delle aggressioni ai danni di ragazze e ragazzi, tutti giovanissimi, si
consuma in famiglia.
Gli adolescenti che si domandano sulla loro sessualità dal momento che conoscono bene le opinioni dei genitori sull’omosessualità, si trovano di fronte a momenti di
costernazione e afflizione: possono averli visti manifestare i loro pensieri negativi nei confronti di un fatto di cronaca o di una trasmissione tv.
Proprio la televisione porta nelle case il tema dell’omosessualità, non solo tramite servizi al telegiornale ma anche con film, telefilm, documentari, e personaggi del mondo
dello showbiz che sono riusciti a descrivere la cultura omosessuale con naturalezza, equanimità e rispetto.
Nel 1990 sono stati creati i premi annuali GLAAD Media Awards, assegnati dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation alle persone e alle produzioni
dell’intrattenimento, per il loro contribuito nel dare un’immagine più veritiera e accurata della comunità LGBT e delle questioni che riguardano la loro vita.
La Gay & Lesbian Alliance Against Defamation è un’organizzazione no-profit di attivismo LGBT, finalizzata nel promuovere e garantire un’accurata rappresentazione
delle persone LGBT, allo scopo di eliminare l’omofobia e la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale; negli anni l’organizzazione continua ad
incoraggiare un’immagine positiva dell’omosessualità, per permettere agli organi di informazione di utilizzare una terminologia più adeguata alla descrizione della comunità
LGBT, spesso descritta in modo stereotipato. Sul red carpet scenderanno quindi volti noti e star amiche delle comunità omosessuali: negli anni precendenti la serata è
stata animata da personaggi quali la comica Kathy Griffin che si presentò in bikini per risultare ancora più divertente di quello che ha dimostrato nel reality show “Kathy
Griffin: My Life On The D-List”; le sposine coraggiose Ellen Degeneres e Portia de Rossi che apparirono mano nella mano a Los Angeles; la gay friendly Charlize
Theron che durante una trasmissione sulla abc, dichiarò “non ho intenzione di sposarmi perché l’istituto del matrimonio, in questo momento, non rispetta i diritti di tutti.
Voglio vivere in un paese dove le persone abbiano gli stessi diritti. Ho molti amici gay e lesbiche che vorrebbero unirsi in matrimonio e se io mi sposassi, mentre loro non
possono, non sarei a posto con la mia coscienza”; il Reverendo Robinson (impegnato nella lotta all’Aids e divenuto famoso per aver dato il suo contributo al discorso di
apertura durante la cerimonia d’insediazione di Barack Obama al Lincoln Memorial) che commosse la platea americana dicendo che “Dio non fa mai errori, ma la Chiesa
spesso sì… La tolleranza non è sufficente è tempo che ci concentriamo di più sul tipo di doni che dobbiamo portare al mondo”.
In attesa di vedere quali sorprese ci riserverà questa ventesima edizione dei Glaad, consigliamo di visitare il sito ufficiale della manifestazione dove si può consultare
la lista dei designati alla vittoria del premio annuale contro i pregiudizi:

GlaadNonostante tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, il problema dell’omofobia rimane concreto e visibile. L’omofobia definita come paura e ostilità illogica nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e queer (comunità GLBTQ) è un drammatico fenomeno che interessa da decenni tutto il mondo. In diverse nazioni (dalla vecchia Italia alla nuova America) le persone omosessuali sono condannate dalla legge come criminali, sono oggetto di varie forme di soprusi e di conseguenza molti ragazzi con orientamento sessuale diverso dalla preponderanza di eterosessuali sono inclini a eclissarsi rinnegando il legittimo diritto di denunciare umiliazioni, vicende sfortunate, minacce o pressioni.

A causa di questa condizione parecchi giovani omosessuali non possono ammettere la propria diversità reputandosi imperfetti; il clima di ostilità però non si sviluppa solo nelle scuole, nelle vicinanze dei luoghi di ritrovo omosessuale o nei locali gay ma la gran parte delle aggressioni ai danni di ragazze e ragazzi, tutti giovanissimi, si consuma in famiglia.

Gli adolescenti che si domandano sulla loro sessualità dal momento che conoscono bene le opinioni dei genitori sull’omosessualità, si trovano di fronte a momenti di costernazione e afflizione: possono averli visti manifestare i loro pensieri negativi nei confronti di un fatto di cronaca o di una trasmissione tv. Proprio la televisione porta nelle case il tema dell’omosessualità, non solo tramite servizi al telegiornale ma anche con film, telefilm, documentari, e personaggi del mondo dello showbiz che sono riusciti a descrivere la cultura omosessuale con naturalezza, equanimità e rispetto.

Nel 1990 sono stati creati i premi annuali GLAAD Media Awards, assegnati dalla Gay & Lesbian Alliance Against Defamation alle persone e alle produzioni dell’intrattenimento, per il loro contribuito nel dare un’immagine più veritiera e accurata della comunità GLBTQ e delle questioni che riguardano la loro vita. La Gay & Lesbian Alliance Against Defamation è un’organizzazione no-profit di attivismo GLBTQ, finalizzata nel promuovere e garantire un’accurata rappresentazione delle persone GLBTQ, allo scopo di eliminare l’omofobia e la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale; negli anni l’organizzazione continua ad incoraggiare un’immagine positiva dell’omosessualità, per permettere agli organi di informazione di utilizzare una terminologia più adeguata alla descrizione della comunità GLBTQ, spesso descritta in modo stereotipato.

GLAAD

Sul red carpet scenderanno quindi volti noti e star amiche delle comunità omosessuali: negli anni precendenti la serata èstata animata da personaggi quali la comica Kathy Griffin che si presentò in bikini per risultare ancora più divertente di quello che ha dimostrato nel reality show Kathy Griffin My Life On The D-List; la gay friendly Charlize Theron che durante una trasmissione sulla ABC, dichiarò “non ho intenzione di sposarmi perché l’istituto del matrimonio, in questo momento, non rispetta i diritti di tutti. Voglio vivere in un paese dove le persone abbiano gli stessi diritti. Ho molti amici gay e lesbiche che vorrebbero unirsi in matrimonio e se io mi sposassi, mentre loro non possono, non sarei a posto con la mia coscienza“;  le sposine coraggiose Ellen DegeneresPortia de Rossi che apparirono mano nella mano a Los Angeles; Ellen Degeneres and Portia de Rossi il Reverendo Robinson (impegnato nella lotta all’Aids e divenuto famoso per aver dato il suo contributo al discorso di apertura durante la cerimonia d’insediazione di Barack Obama al Lincoln Memorial) che commosse la platea americana dicendo che “Dio non fa mai errori, ma la Chiesa spesso sì… La tolleranza non è sufficente è tempo che ci concentriamo di più sul tipo di doni che dobbiamo portare al mondo“.

In attesa di vedere quali sorprese ci riserverà questa ventesima edizione dei Glaad, consigliamo di visitare il sito ufficiale della manifestazione dove si può consultare la lista dei designati alla vittoria del premio annuale contro i pregiudizi.


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