Obama a capo degli USA che fanno la guerra da casa

25 gennaio 2010
di Michele Ponte

Pakistan

Pakistan

Il Nobel per la pace a Obama è stata una scelta strana, lo sappiamo tutti: mai prima d’ora era stato conferito un tale premio a un politico che per di più è a capo del più forte esercito del mondo. Scelta che finora ha portato più contraddizioni che altro, visto che gli USA sono in guerra da anni nel medio oriente.

Sapevamo che la guerra al terrorismo sarebbe continuato e così è, ma non sapevamo in che modo. Ebbene ora si cerca d’individuare i capi terroristi grazie degli aerei pilotati a distanza (solitamente dei Predator) e poi si lanciano una o più bombe tramite gli stessi. Il tutto avviene grazie a joystick controllati da soldati che non necessitano d’aver preso alcun brevetto di volo. In pratica è come stare a casa propria a giocare al computer con un simulatore, e infatti questi soldati la sera sono a casa dalle famiglie. Gli unici soldati che necessitano di stare sul campo, o nei pressi, sono quelli che devono rifornire questi aerei di carburanti e di missili. Poi l’aereo è pronto per partire e può viaggiare tranquillamente per ventidue ore, scrutare il territorio da seimila metri d’altezza essendo in grado di leggere i titoli sulla prima pagina di un giornale, oltre che riprendere e registrare a 360°  tramite numerose telecamere poste su di esso.

Questi droni (velivoli senza pilota comandati a distanza) vengono usati dall’esercito statunitense in Afghanistan e in Iraq e dalla CIA in tutto il mondo contro le persone sospettate di terrorismo, quindi anche in paesi dove non ci sono soldati americani. La CIA aveva ricevuto l’autorizzazione dall’amministrazione Bush e l’amministrazione Obama l’ha lasciato così com’era, anzi i bombardamenti tramite droni nei primi nove mesi e mezzo sotto il suo mandato sono stati pari a quelli di Bush in tre anni. Pensate che i primi due bombardamenti sono stati autorizzati tre giorni dopo il suo mandato. Nel primo raid sono morti quattro arabi, probabilmente di Al Qaeda, ma nel secondo è stata presa di mira la casa sbagliata ed è morta un’intera famiglia, tutti civili, tra cui tre bambini di cui uno di cinque anni. Ambo gli attacchi non sono stati confermati.

I bombardamenti autorizzati da Obama sono poi proseguiti al ritmo di uno alla settimana e tra gennaio e ottobre sono morte tra le 326 e le 538 persone e la gente del luogo li accusa d’aver ammazzato uomini e donne innocenti e bambini.

us_predator_timestarsIn Pakistan uno dei peggiori attacchi è stato durante la celebrazione di un funerale. Coloro che vi partecipavano si erano detti “Ci sono le vespe – termine che loro usano per indicare i droni, poiché pur essendo difficili da vedere ad occhio nudo, producono un piccolo ronzio – subito dopo la celebrazione ci dobbiamo allontanare!†Ma non hanno fatto in tempo, infatti, a funerale non ancora ultimato sono stati bombardati e decine di persone, forse 86, sono morte. Questo è avvenuto per colpire 4 terroristi.

La popolazione locale era furiosa, sia con gli USA che col governo pachistano che è stato definito: “Un burattinoâ€.

Secondo molti studiosi americani, questa situazione porterà sempre più giovani che hanno perso fratelli, sorelle, mogli e figli ad unirsi ad Al Qaeda. Ma i capi dell’esercito USA per ora non hanno altre alternative.

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4 Responses to Obama a capo degli USA che fanno la guerra da casa

  1. Yashar Talebi on 27 gennaio 2010 at 00:27

    ciao michele,
    premesso che per la tua età(non la prendere come offesa) e per l’ambiente contaminato dove siamo cresciuti(americanizzato a palla) questo articolo è importante e ti fa onore,vorrei farti i complimenti per la tuà abilità nel scrivere ed anche una critica-consiglio-suggerimento:ciò che scrivi per molti sarà nuovo(non per me),per altri sarà antiamericano e basta scritto da uno che non capisce che stì musulmani sono tutti terroristi(non per mè)e allora vorrei suggerirti,visto che palesemente hai reperito queste informazioni(come del resto tutti i giornalisti del mondo)da qualche parte,di riportare le tue fonti che sicuramente saranno attendilbili in modo da rendere ancora più credibile ciò che scrivi e crearti una posizione rispettabile nel tuo futuro,sicuramente roseo,di giornalista ed emergere dalla melma degli schiavi del sitema che mettono a disposizione dei potenti la loro abilità nel scrivere,inventando spesso e volentieri notizie che non hanno altro scopo che politico e di buisness dimenticandosi quale sia il vero ruolo del giornalista…….cordiali saluti da Yashar Talebi(anni 28 e quindi non molto più grande di te).

  2. Michele Ponte on 1 febbraio 2010 at 00:11

    Ciao Yashar,

    io leggo il NY Times e di tanto in tanto il New Yorker. Proprio su quest’ultimo nei primi di novembre avevo letto un articolo intitolato “The predator war” e ancora non scrivevo per questo settimanele. Poi quando il settimanale Internazionale l’ha ristampato di recente, mi sono accorto che mi andava di parlarne e allora ho letto tutti gli articoli della stessa autrice di quel pezzo, Jane Mayer, e ho fatto qualche ricerca su Google. Questo è il risultato.

    Ora qualcuno potrebbe dire che ho copiato, ma sinceramente me ne frego. Volevo soltanto far circolare questa notizia, tutto qua. E queste informazioni le posso venire a sapere solamente leggendo altri giornali visto che è difficile farsi pagare per fare un salto in Pakistan o in USA per fare due domande alla CIA…

  3. yashar talebi on 20 febbraio 2010 at 13:52

    michele,
    non volevo dire che hai copiato,e neanche mettevo in dubbio la veridicità dell’articolo(quello che hai scritto è tutto vero) ma bensì suggerirti di riportare sempre le fonti…in questo modo dai una prova a chi legge che non hai inventato niente ma che ti sei documentato prima di scrivere….la maggior parte delle persone è scettica(non io che invece ci godo) quando legge un articolo che attacca israele o gli usa.Il 95% dei giornalisti che scrive su internet non riporta le fonti,e come tu ben sai la rete è piena di spazzatura;se vuoi allargare il numero di lettori e apparire credibile e rispettabile come di sicuro sei accetta il mio consiglio(per accettare non intendo che lo devi attuare)ed evita di reagire con i me ne frego o con “salto in pakistan”,reazioni tipiche di chi scrive sui giornalini delle scuole superiori!
    In bocca al lupo per tutto.

  4. Michele Ponte on 20 febbraio 2010 at 18:58

    Crepi il lupo e grazie per i suggerimenti!
    Michele



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