Anche quest’anno ci avviciniamo ad una nuova edizione degli Oscar, l’ottantaduesima, nella quale le nomination annunciante oltre un mese prima sanciscono il definitivo conto alla rovescia della cerimonia, che quest’anno avverrà domenica 7 marzo nella consueta Los Angeles. Come sempre addetti ai lavori non hanno visto tradire i propri pronostici e così grosse sorprese non se ne sono avute durante l’annuncio delle nomination dello scorso martedì dal presidente dell’Academy e dalla bella quanto assonnata Anne Hathaway.
L’unica vera e importante novità , annunciata però già dallo scorso marzo, era stata l’allargamento del numero dei candidati da cinque a dieci per quanto riguarda la categoria del miglior film. Lo scopo di questa manovra è di permettere anche ad altre tipologie di opere come quelle d’animazione, commedie e i cosiddetti film di genere di avere una maggiore possibilità di poter rientrare fra i titoli “dell’annoâ€. In questo modo, così, viene ripresa una tradizione antica dell’Academy che vedeva appunto dieci candidati per quanto riguardava il miglior film nei lontani anni Trenta e all’inizio degli anni Quaranta (fino all’annata del 1943 per la precisione) e permette così anche ad altri titoli di poter usufruire dei vantaggi pubblicitari ottenuti attraverso le nomination agli Oscar consentendo loro una vita commerciale più lunga. Ed è così che alle roccaforti di Cameron, Tarantino, Reitman, Bigelow e Daniels (il candidato “indie†dell’anno per eccellenza), con la certa menzione per via dell’alto numero di candidature in generale ricevute dai loro film- Avatar con nove, The Hurt Locker con nove, Tra le nuvole con sei, Inglorious Basterds con otto e Precious con sei-, hanno fatto capolino anche l’ironia dei fratelli Coen con A Serious Man, l’educazione sentimentale di An Education della danese Lone Scherfig, la produzione neozelandese di District 9, l’animazione di Up, e il valore dello sport per gli americani di The Blind Side con Sandra Bullock, pellicola che nelle settimane della Festa del Ringrazimento ha incassato in patria un bel po’ di dollari.
Indipendentemente dall’essere buone o meno, queste pellicole si configurano nell’equilibrio del rientro a miglior film per essere molto diverse fra loro e per rappresentare una panoramica delle uscite più consistenti dell’annata 2009 negli Stati Uniti. Questi dieci titoli proposti non vogliono certo rappresentare in assoluto la qualità ottimale dei film dello scorso anno, che certo non ha brillato per una massiccia qualità cinematografica, ma ha dato pur sempre qualche brivido d’emozione a platee di gusti e aspettative differenti. Ad una percentuale di accontentati resta sempre un’altrettanta di delusi e forse è meglio parlare di questi ultimi perché le nomination elencate qui sotto parlano da sole (e ognuno potrà da solo farsi le proprie personali opinioni, essendo l’Oscar un premio dettato dal “gustoâ€Â e non da comprovate ricerche scientifiche), mentre gli assenti purtroppo non possono difendersi. Allora, Invictus di Clint Eastwood si aspettava sicuramente qualcosa di più, ma bisogna dire che la critica ha accolto molto tiepidamente l’ultimo lavoro del regista americano che deve accontentarsi di sole due menzioni, andate agli attori Matt Damon e al ritratto di Nelson Mandela di Morgan Freeman; A Single Man, splendido esordio dietro la macchina da presa dello stilista Tom Ford, vede citato solo il protagonista Colin Firth; la commedia (500) giorni insieme, del tutto assente, avrebbe certamente dovuto avere almeno una nomination per lo splendido lavoro di sceneggiatura, mentre la prova del giovane Joseph Gordon-Levitt aveva sicuramente più valore di quella di George Clooney per Tra le nuvole (si sarebbero visti molto meglio almeno altri tre o quattro nomi al suo posto invece del suo quest’anno); Il nastro bianco solo miglior film straniero e fotografia? Ma, per favore! Questo solo per citare qualche grossa mancanza, anche se in fondo, in linea generale, proprio per la sua carenza di capolavori non è che sia una di quelle edizioni in cui ci si strappa i capelli per l’incompetenza dell’Academy! Film belli, più che belli, discreti, buoni, più che buoni, pessimi, ottimi anche. Capolavori assoluti? Mmmm.
Continuando, nulla da obiettare sull’unica vera sorpresa, ovvero la candidatura come miglior attrice non protagonista alla brava Maggie Gyllenhaal per Crazy Heart, lontana da qualsiasi pronostico poiché totalmente assente dalle menzioni dei vari premi di categoria dell’anno, mentre quella a Penélope Cruz per il fallimentare Nine (che totalizza ben quattro nomination) appare oltremodo tanto prevedibile quanto oltraggiosa. 
Ma alla fine chi vincerà ? Beh, anche qui i giochi appaiono oltremodo fatti. La lotta sembra tutta giocata in casa fra il titanico James Cameron e la sua ex-moglie Kathryn Bigelow. Per quanto bello Avatar, il nostro cuore va al superiore film della Bigelow! Probabilmente finirà ad armi pari concedendo a lui il miglior film e a lei la miglior regia con The Hurt Locker (e l’Academy ci farebbe una bella figura perché per la prima volta darebbe ad una donna il premio come miglior regista, perso in passato da Lina Wertmuller, Jane Campion e Sofia Coppola), mentre il sopravvalutato Tra le nuvole si dovrà “accontentare†del terzo scalino del podio con la miglior sceneggiatura non originale. Fra gli attori appare sempre più certa la vittoria di Jeff Bridges per l’indipendente Crazy Heart, mentre fra le attrici ad una iniziale certezza di Meryl Streep, irritante nel mediocre Julie & Julia, si fa sempre più spazio non si capisce bene perché la muscolosa Sandra Bullock per The Blind Side. Di certo, in questo caso, non finirà ad armi pari come al premio della critica con un appassionato bacio saffico sul palco. Purtroppo la fresca ed eccellente Carey Mulligan resterà al tappeto insieme a Gabourey Sidibe ed Helen Mirren. Mo’nique e Christoph Wlatz, rispettivamente per Precious e Inglourious Basterds, invece, è come se lo avessero già portato a casa l’Oscar come interpreti non protagonisti. Categorie tecniche? Tutto Avatar è ovvio, mentre miglior film straniero confidiamo ne Il nastro bianco di Michael Haneke e per l’animazione Up appare già una vera certezza. Potremmo continuare così nel dettaglio, ma non si vuole deludere chi confida in un minimo di sorpresa. Chissà magari c’è qualcuno che spera nella vittoria de Il divo per il miglior trucco. Al 7 marzo!
Di seguito la lista completa delle nomination dell’82° edizione degli Oscar.
MIGLIOR FILM
Avatar
The Blind Side
District 9
An Education
The Hurt Locker
Inglourious Basterds
Precious: Based on the Novel Push by Sapphire
A Serious Man
Tra le nuvole
Up
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jeff Bridges-Â Crazy Heart
George Clooney- Tra le nuvole 
Colin Firth- A Single Man
Morgan Freeman- Invictus
Jeremy Renner- The Hurt Locker
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Sandra Bullock- The Blind Side 
Helen Mirren- The Last Station
Carey Mulligan- An Education
Gabourey Sidibe- Precious: Based on the Novel Push by Sapphire
Meryl Streep- Julie & Julia
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Matt Damon- Invictus
Woody Harrelson- The Messenger
Christopher Plummer- The Last Station
Stanley Tucci- Amabili resti
Christoph Waltz- Inglourious Basterds
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Penélope Cruz- Nine
Vera Farmiga- Tra le nuvole
Maggie Gyllenhaal- Crazy Heart 
Anna Kendrick- Tra le nuvole
Mo’Nique- Precious: Based on the Novel Push by Sapphire
MIGLIOR REGIA
Kathryn Bigelow- The Hurt Locker
James Cameron- Avatar
Lee Daniels- Precious: Based on the Novel Push by Sapphire
Jason Reitman- Up in the Air
Quentin Tarantino- Inglourious Basterds
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
The Hurt Locker- Mark Boal
Inglourious Basterds- Quentin Tarantino
The Messenger- Alessandro Camon, Oren Moverman
A Serious Man- Joel Coen, Ethan Coen
Up- Bob Peterson, Pete Docter, Thomas McCarthy
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
District 9- Neill Blomkamp, Terri Tatchell
An Education- Nick Hornby
In the Loop- Jesse Armstrong, Simon Blackwell, Armando Iannucci, Tony Roche
Precious: Based on the Novel Push by Sapphire- Geoffrey Fletcher
Tra le nuvole- Jason Reitman, Sheldon Turner
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Avatar- Mauro Fiore
The Hurt Locker- Barry Ackroyd
Inglourious Basterds- Robert Richardson
Harry Potter e il principe mezzosangue- Bruno Delbonnel
Il nastro bianco- Christian Berger
MIGLIOR MONTAGGIO
Avatar- Stephen E. Rivkin, John Refoua, James Cameron
District 9- Julian Clarke
The Hurt Locker- Bob Murawski, Chris Innis
Inglourious Basterds- Sally Menke
Precious: Based on the Novel Push by Sapphire- Joe Klotz
MIGLIOR SCENOGRAFIA
Avatar- Rick Carter, Robert Stromberg, Kim Sinclair
Nine- John Myhre, Gordon Sim
Parnassus: L’uomo che voleva ingannare il diavolo – David Warren, Anastasia Masaro, Caroline Smith
Sherlock Holmes- Sarah Greenwood, Katie Spencer
The Young Victoria- Patrice Vermette, Maggie Gray
MIGLIORI COSTUMI
Bright Star- Janet Patterson
Coco avant Chanel: L’amore prima del mito- Catherine Leterrier
Nine- Colleen Atwood
Parnassus: L’uomo che voleva ingannare il diavolo – Monique Prudhomme
The Young Victoria- Sandy Powell
MIGLIOR TRUCCO
Il divo- Aldo Signoretti, Vittorio Sodano
Star Trek- Barney Burman, Mindy Hall, Joel Harlow
The Young Victoria- John Henry Gordon, Jenny Shircore
MIGLIOR COLONNA SONORA
Avatar- James Horner
Fantastic Mr. Fox- Alexandre Desplat
The Hurt Locker- Marco Beltrami, Buck Sanders
Sherlock Holmes- Hans Zimmer
Up- Michael Giacchino
MIGLIOR CANZONE
Crazy Heart- T-Bone Burnett, Ryan Bingham (“The Weary Kind”)
Faubourg 36- Reinhardt Wagner, Frank Thomas (“Loin de Paname”)
Nine- Maury Yeston (“Take It All”)
La principessa e il ranocchio- Randy Newman (“Almost There”)
La principessa e il ranocchio- Randy Newman (“Down in New Orleans”)
MIGLIOR SUONO
Avatar- Christopher Boyes, Gary Summers, Andy Nelson, Tony Johnson
The Hurt Locker- Paul N.J. Ottosson, Ray Beckett
Inglourious Basterds- Michael Minkler, Tony Lamberti, Mark Ulano
Star Trek- Anna Behlmer, Andy Nelson, Peter J. Devlin
Transformers: La vendetta del caduto- Greg P. Russell, Gary Summers, Geoffrey Patterson
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO
Avatar- Christopher Boyes, Gwendolyn Yates Whittle
The Hurt Locker- Paul N.J. Ottosson
Inglourious Basterds- Wylie Stateman
Star Trek- Mark P. Stoeckinger, Alan Rankin
Up- Michael Silvers, Tom Myers
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI
Avatar- Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones
District 9- Dan Kaufman, Peter Muyzers, Robert Habros, Matt Aitken
Star Trek- Roger Guyett, Russell Earl, Paul Kavanagh, Burt Dalton
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coraline- Henry Selick
Fantastic Mr. Fox- Wes Anderson
La principessa e il ranocchio- John Musker, Ron Clements
The Secret of Kells- Tomm Moore
Up- Pete Docter
MIGLIOR FILM STRANIERO
Ajami (Israele)
Il canto di Paloma (Perù)
Il nastro bianco (Germania)
El secreto de sus ojos (Argentina)
Il profeta (Francia)
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Burma VJ: Reporter i et lukket land
The Cove
Food, Inc.
The Most Dangerous Man in America: Daniel Ellsberg and the Pentagon Papers
Which Way Home
MIGLIOR DOCUMENTARIO (CORTOMETRAGGIO)
China’s Unnatural Disaster: The Tears of Sichuan Province
The Last Campaign of Governor Booth Gardner
The Last Truck: Closing of a GM Plant
Królik po berlinsku
Music by Prudence
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE
French Roast
Granny O’Grimm’s Sleeping Beauty
La dama y la muerte
Logorama
Wallace and Gromit in ‘A Matter of Loaf and Death’
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Door
Istället för abrakadabra
Kavi
Miracle Fish
The New Tenants

















