
- Tracklist:
- La cameretta
- Terra
- Valentina
- La Globalizzazione
- Nicotina
- Com’è
- Mania
- Zanzibar
- Mosconi
- MaLaVolessimo?
Sorrisi, musica e movimento. Questi sono probabilmente gli effetti di quella ‘musica ricreativa’ che i Saesciant affermano di produrre e che attraversa l’intero viaggio sonoro di ‘Andiamo a Zanzibar’.
Miscela di testi e sonorità che regalano un ascolto vivace addentrandosi in tematiche importanti, ma mai seriose. Canzoni divertenti e colorate di quell’ironia e surrealismo che solo ‘personaggi’ come Edoardo Bennato o Rino Gaetano sapevano dipingere, sulle tavolozze grigiastre di una società addormentata.
10 travolgenti brani si susseguono in un’alternanza di sonorità che dal classic rock, passando per brevi tratti per il funk e il reggae, ritorna sapientemente ad una musicalità piu tipicamente italiana.
“Se un progetto è il punto di vista, beh, l’arte secondo noi sta nel punto di fuga”, affermano i Saesciant, che affrontano ‘l’elogio dela fuga’ con uno sguardo surreale ed intelligente, in compagnia del Tenente Sciant, di due fanciulle misteriose Valentina e Giovanna ed una schiera di personaggi pittoreschi e animati solo dalla passione dei quattro frizzanti ragazzi romani.
Intervista con Marco Pofi (Chitarra – Voce) e Umberto Cutillo (Basso – Voce)
Cosa significa la parola ‘Saesciant?
Marco Pofi – Fermati a riflettere spegnendo la logica del cervello e prova ad ascoltare un bel suono che sa di fiaba, di mistero di zoppi vestiti di porpora e mostri che suonano il flauto
Umberto Cutillo – Segreto. Però è quello che pensi ora.
Come nasce il vostro gruppo?
M - Per il sogno di suonare a Non è la Rai e conoscere Ambra
U – Per eguagliare le frustate di Steve Harris

‘Andiamo a Zanzibar’ è la vostra prima creazione discografica. Cosa rappresenta per i Saesciant questo disco?
U – Un punto di sosta, un momento, un arrivederciamoreciao.
M – Beh fermare qualcosa per sempre non è facile…quindi credo che ci abbia insegnato molto, ci siamo pure tolti un bel pezzetto di discografia…soddisfatti, più leggeri e pronti a riempirsi di nuovo


















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