
Da quale parte del vetro - locandina
Due giovani uomini di trent’anni si rincontrano, a loro insaputa, in una camera d’albergo, entrambi invitatati al matrimonio di un vecchio amico in comune. Arrivati nella pensione che li ospiterà per qualche giorno, insieme alle rispettive compagne, con l’idea di trascorrere un po’ di ore in serenità , lontani dalla frenesia delle loro vite, dovranno fare i conti con il loro passato. Il tempo ha coperto di polvere la loro storia e la loro vecchia amicizia, ma, in un istante, il momento di un sguardo posato sull’altro, tutto riaffiora in superficie. I dieci anni passati dall’ultima volta che si sono incontrati sembrano essere volati via, senza lasciar traccia. Stefano e Giorgio, questi i nomi dei due protagonisti, erano amici. Più che amici, erano quasi come fratelli. Le loro giornate, all’università , passavano spensierate e se Giorgio, più maturo e responsabile era già fidanzato con Miriam, la sua attuale moglie, Stefano, poco propenso allo studio e all’idea di crescere, non aveva mai avuto una storia seria. Due personalità diverse accomunate da una grande amicizia.
Cosa li ha portati alla rottura, tanti anni fa? La frizzante Francesca, compagna di Stefano, ormai divenuto uomo, ignara di tutto, cerca di scoprire cosa ci sia sotto gli strani comportamenti del suo Stefano e dei suoi vecchi amici. A volte la verità , anche se tangibile, non può essere svelata. Soprattutto se di mezzo ci sono dieci anni di vita trascorsa. Giorgio e Stefano, stando sotto lo stesso tetto non possono ignorarsi, perché quell’amicizia che prima li univa, anche se trascurata per così tanto tempo, non può rimanere in silenzio. Passati quei giorni di forzata convivenza, l’affiatamento tra i due sembra essere ritrovato. Certo, le cose non saranno mai più come prima, ma la sensazione è che tra i due si possa ricucire un rapporto. Purtroppo le cose non andranno così. I giorni vissuti insieme, in quell’albergo di campagna, sono solo una parentesi nella loro vita. Giorgio, con i suoi mille problemi con Miriam, pensa alla possibilità di diventare padre. E Stefano, un tempo gioioso, allegro e pieno di vita, oggi è un’altra persona. Francesca, quando sente parlare del vecchio Stefano, stenta a credere che sia la stessa persona che conosce lei. Il tradimento, o presunto tale, di Stefano è la chiave della storia. Ciò che ha rotto l’anello della catena che teneva così uniti Giorgio e Stefano.
L’incapacità di comunicare, forse la vera piaga dei giorni nostri, strangola ogni rapporto reale. A volte, basterebbe una parola per cambiare il corso di intere vite. Quella parola, la verità che, però, in certe situazioni, forse, farebbe più male della menzogna. E allora si preferisce vivere nella menzogna, piuttosto che scontrarsi con l’immagine reale del proprio essere.
Da quale parte del vetro, in scena al Teatro dei Contrari , fino al 14 febbraio, racconta questa storia. Silvio Nanni, autore e regista, porta sul palco una commedia contemporanea. Agrodolce, com’è il nostro tempo. I temi sviluppati, come detto , sono quelli dell’amicizia, dell’amore, del tradimento e dell’odio.
La qualità dei dialoghi, ironici e pungenti, sono la vera forza dello spettacolo. La commedia, con un buon ritmo, descrive in modo lucido le vicende dei quattro protagonisti. Frammenti intervallati tra loro mostrano i momenti passati in albergo e indossando delle felpe sullo sfondo, i personaggi della commedia si ritrovano catapultati nella loro giovinezza, ai tempi dell’università .
Anche gli attori, soprattutto Silvio Nanni (anche autore e regista) e Daniele Rosi, regalano delle buone prove, donando naturalezza ai loro personaggi.
Un’ottima commedia, insomma, che evidenzia il talento del giovane Silvio Nanni, appena ventiquattrenne, capace di far riflettere con il sorriso.
Da quale parte del vetro
scritto e diretto da Silvio Nanni
con Silvana Censabella, Silvio Nanni, Daniele Rosi, Teresa Sciarretta
dal 2 al 14 febbraio 2010
TEATRO DEI CONTRARI - via Ostilia, 22 – zona Colosseo

















