Diario Sei Nazioni di Rugby 2010: Irlanda – Italia 29-11

lunedì, 8 febbraio 2010
di Francesco Trinchera

Rugby 6 Nazioni 2009 - Irlanda vs Italia

Finalmente ci siamo. Le incoraggianti prestazioni in sede di test-match hanno portato aspettative di grande portata nei confronti di una nazionale che si è sì ben comportata, ma che deficita di un elemento basilare come il capitano nonché giocatore più rappresentativo, Sergio Parisse.
Mallett a Croke Park, tempio del rugby irlandese ripropone le linee guida dei test match autunnali, con Una mischia capeggiata da capitan Ghiraldini ed il solito problema di trovare un calciatore
affidabile, mentre gli irlandesi agli ordini di Kidney presentano i soliti tre quarti molto temibili. E non dimentichiamo che sono i campioni uscenti vincendo tutte le partite nella scorsa edizione.
La partita è introdotta dagli inni, in particolare per O’Driscoll e company il consueto “Ireland Call”, inno proprio di questo sport, identitario di tutta l’Irlanda e cantato all’unisono dalla tifoseria in verde.
Partita che inizia all’insegna di un’Italia combattiva ma poco precisa. Un primo calcio per l’Irlanda concesso in maniera forse troppo generosa è trasformato da O’Gara. Un’ingenuità in fase difensiva degli italiani a metà campo regala palla ai trequarti irlandesi, e dopo un’azione insistita danno a Heaslip la possibilità di andare in meta. O’Gara trasforma. Dopo un periodo in cui entrambe le squadre sbagliano parecchio, l’Italia ottiene un calcio dopo un fallo in mischia dei verdi. Gower, decretato calciatore “da lontano”, realizza. Subito dopo però un’altra decisione dubbia dà un nuovo calcio ad O’Gara, che la mette nell’H. L’Irlanda attacca ancora, con una supremazia territoriale in touche e sviluppa un’azione che porta ad un calcio e la conseguente espulsione temporanea di Gonzalo Garcia. O’Gara trasforma la punizione. Ancora un errore in touche regala agli irlandesi una nuova meta, stavolta ad opera di O’Leary. O’Gara si conferma cecchino infallibile aggiungendo i due punti del piazzato. Un lumicino di speranza arriva su un errore irlandese che lascia l’ntercetto a Robertson che va in meta. Stavolta tocca a Mirco Bergamasco calciare: la posizione non è facile e purtroppo sbaglia. Risultato del primo tempo: 23-8.
Il secondo tempo si apre con un’Italia vogliosa, nonostante piccole indecisioni, tanto che gli azzurri conquistano un calcio che stavolta Mirco non sbaglia. Purtroppo non c’è il tempo di gioire, perchè c’è subito un calcio per l’Irlanda: O’Gara fa sei su sei. Qualche minuto dopo da segnalare il rientro di Marco Bortolami, assente da tempo per un’operazione alla spalla, con l’intento di dare la svolta in touche. Cosa che non avviene e questo, insieme ad un arbitro molto casalingo, tiene gli azzurri lontani dalla linea di meta di un’Irlanda comunque meno incisiva del solito. L’equilibrio rimane sostanzialmente intatto per diversi minuti, fino a quando non c’è un nuovo calcio per l’Irlanda realizzato da Paddy Wallace, che ha sostituito O’Gara. L’Italia non può far altro che difendere concedendosi poche sortite, tranne un lampo in chiusura che purtroppo non dà l’esito sperato. Il risultato finale è 29-11. Man of the match David Wallace, terza linea irlandese.
Le premesse non sono certo delle migliori: non si è vista l’Italia brillante dei test match invernali, al cospetto anche di un’Irlanda che ha sembrato essenzialmente amministrare la partita. Prossimo appuntamento domenica prossima al Flaminio contro un’Inghilterra lontana dai fasti del passato ma che comunque non abbiamo mai battuto.


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