Food & Helth

8 febbraio 2010
di Orietta Gianjorio

etichettaLo abbiamo sentito nel discorso di Obama State of the Union, Michelle si occupa attivamente di un progetto che aspira a migliorare la salute e soprattutto ridurre l’obesità infantile. Lo abbiamo anche visto alle News, tanti giovani nel giardino della Casa Bianca zampettare e fare hula hop. È compito delle first ladies della Casa Bianca, da sempre, dedicarsi proprio alla salute. Hilary, nel primo term della presidenza Clinton, lo ha dimostrato. E, poi, qualcosa dovranno pur fare considerando che appena il marito diventa Presidente devono abbandonare l’impiego che svolgevano prima.

Allora, vediamo se possiamo dare dei consigli che possano aiutare the change. Facciamoli pure correre questi adolescenti, parliamogli dei benefici dell’attività fisica che permette al cuore di rimanere in salute, del sollevamento pesi che aiuta le ossa a consolidarsi, dell’importanza della frutta e delle verdure. Non dimentichiamoci di aggiungere il valore della carne bianca e del pesce, del latte, dello yogurt, del pane nero. Però, se da uno studio condotto nel 2009 dall’Endocrine Society la prevalenza degli adulti obesi negli Stati Uniti è di un terzo, forse questo non basta. Un terzo significa che, se prendi un aereo, di quelli a tre posti, se sei magro sicuramente gli altri due passeggeri ti possono rendere il viaggio un inferno!

Per i bambini le cose non stanno meglio. Un sondaggio del The National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) dimostra che le percentuali di obesità infantile sono salite dal 2003 al 2006, per bambini d’età tra i 2 e i 5 anni, dal 5.0% al 12.4% e, per quelli d’età tra i 6 e gli 11 anni, l’incremento va addirittura dal 6.5% al 17.0%. Parliamo di più 7 punti nel primo caso e di 11.5 nel secondo.

hula hopSe l’obesità è il risultato di uno sbilanciamento tra le calorie consumate e quelle ingerite, naturalmente, l’attività fisica e il controllo delle calorie sono importanti, ma forse le cause sono più complesse. Lasciando da parte i fattori genetici, importanti certo, ma sui quali non abbiamo molto controllo, ci possiamo invece, concentrare su altri che forse possiamo cambiare. Fattori più significativi, perché, se sull’attività fisica i genitori hanno un minimo di influenza, su molti altri, non possono fare molto, hanno bisogno di un aiuto dall’alto.

Se le industrie alimentari non sono obbligate ad elencare tutti gli ingredienti sulle etichette del cibo, non ci vorrebbe un cambiamento che arriva dall’alto? Se i prodotti low fat o fat free che per eliminare il grasso aggiungono zuccheri e, quindi, finiscono per avere più calorie di quelli fat, ma hanno la malafede di farci credere di essere dietetici, non ci vorrebbe un intervento dall’alto? E se gli snack, di qualsiasi natura, vedi un hamburger (1 dollaro) costano meno della frutta fresca?

Se la società americana è basata su porzioni extralarge (sia di cibo che di bevande), sui drive thru, dove nemmeno consumi quelle 10 calorie per andare a prendertelo il piatto, sull’uso ininterrotto di sodas (categoria alla quale appartengono bevande tipo Coca Cola, Sprite) che contengono un  valore di sodio di 50 mg per lattina e se le pubblicità televisive, che influenzano i gusti e le scelte dei ragazzi, pubblicizzano 3 volte tanto la pizza invece un qualsiasi prodotto salutare e ci fanno credere che il ragù contiene tre porzioni di verdura non ci vorrebbe un cambiamento dall’alto?

Non fermiamoci, parliamo degli ormoni che le industrie alimentari danno da mangiare alle bestie per farle crescere più in fretta e fornire più carne ad un’America che, nel 2007, ha consumato, secondo il National Turkey Federation, 38.50 kili di pollo, 28.80 di carne bovina, 21.86 di maiale, 7.93 di tacchino a persona. E dei polli che sono allevati in stanze chiuse e modificati geneticamente per sviluppare più petto (perché gli americani amano il petto) e crescono talmente in fretta che non riescono a sviluppare la struttura ossea adeguata per reggersi in piedi. Le mucche che vengono nutrite di mais e pascolano nelle loro feci, invece di essere lasciate libere, di essere mucche, nei campi aperti. E degli alimenti organic che sono considerevolmente più costosi di quelli non organic, anche se è ampiamente dimostrato che sono migliori per la salute.

Menzioniamo anche le differenze del tessuto sociale Americano. Secondo il Centers for Deseases Control and Prevention gli afro americans sono 51% e gli hispanic il 21% più obesi dei caucasian, nel sud o nel midwest ci sono più obesi (sia bianchi che neri) rispetto al west e al nord.  

Ma non fermiamoci qui, nutriamo la nostra mente e il nostro pensiero. Se molte ricerche evidenziano che potrebbero essere proprio i vaccini somministrati ai bambini, tutti in una sola siringa, i responsabili dell’insorgere addirittura dell’autismo, per non parlare di quello che scopriremo fra qualche anno su un vaccino immesso sul mercato così in fretta e distribuito in modo così esteso come l’H1N1, non ci vorrebbe un cambiamento dall’alto?

Allora, considerando tutto questo, sì alla giornata di hula hop, ma guardiamo in faccia le cause e non curiamo i sintomi come prima del change, altrimenti non change.

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