Il concerto. Alla scoperta dell’armonia suprema

lunedì, 8 febbraio 2010
di Maria Tridico

il concertoIl concerto, dopo il passaggio all’ultimo Festival del Cinema di Roma dove ha ottenuto un considerevole consenso sia di critica che di pubblico, è finalmente uscito nelle nostre sale.

Un direttore d’orchestra del Bolshoi allontanato dal suo lavoro per aver avuto il coraggio di difendere i suoi musicisti ebrei è costretto a fare l’inserviente.  Un fax dello stimato Théâtre du Châtelet captato per una strana coincidenza.  Un sogno e un desiderio irrealizzabile- riunire i musicisti di un tempo e andare ad eseguire le note di Ciajkovski a Parigi fingendosi il vero Bolshoi – che si traduce in realtà. Trentanni passati a rincorrere un’idea inverosimile, a dirigere un’orchestra dentro i suoi pensieri, a trasformare un sogno in tormento continuo origliando ogni singola nota degli strumenti: da un trillo di un cellulare ha inizio una storia che porterà lentamente alla scoperta dell’armonia suprema.

Da qui parte un’avventura avvincente e buffa: Andrei -astuto e scaltro- vuole la sua rivincita: vuole ricomporre la sua orchestra anche solo per una sera.  I personaggi sono tanti, e le loro particolarità grottesche li rendono speciali; hanno messo da parte gli strumenti per trent’anni e hanno ripiegato su vite misere ed occupazioni diverse: doppiatori di hard movie, facchini, venditori, uomini delle pulizie e autisti di ambulanza.
Andrei Filipov li sorprende con ovvietà in quella esistenza accomodante e propone loro l’occasione del riscatto artistico.

Tra mille difficoltà prende il via il film che vede il gruppo finalmente giungere a Parigi concertoma, mentre i parigini iniziano a dubitare però dei musicisti e gli sforzi di mettere insieme una vera orchestra procedono in modo tragi-comico, emerge una storia sibillina di deportazioni e sofferenza che fa ricongiungere le diverse anime del film,pungente e politicante, esilarante e teatrale, in un’esecuzione ridotta del Concerto n.35 per violino e orchestra di Ciajkovski .

Le vicende rocambolesche si concludono sfarzosamente con un concerto nobile e un abbraccio nostalgico e malinconico tra chi si era perso e si è ritrovato. Attraverso la metafora del concerto, si affronta il tema dei rapporti necessari quanto difficili tra il singolo e la collettività; si ritrova attraverso la musica un’armonia che si plasma attraverso gli scambi tra russi, gitani e francesi che hanno una visione del mondo molto diversa.
Facendosi forte del dialogo interculturale, Il concerto si può ritenere sicuramente un grande film, artistico e poetico con l’ironia tipica di Mihaileanu che sconfigge il triste ricordo della dittatura con rapidità e dolcezza.Finale

Titolo originale: Le Concert
Nazione: Francia, Romania, Belgio, Italia
Anno: 2009
Durata: 119’
Regia: Radu Mihaileanu
Cast: Aleksei Guskov, Mélanie Laurent, Dmitri Nazarov, Valeri Barinov, François Berléand, Miou-Miou, Lionel Abelanski


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