MIKE PATTON – MONDO CANE
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01 Il Cielo In Una Stanza 02 Che Notte! 03 Ore D’Amore 04 Deep Down 05 Quello Che Conta 06 Urlo Negro 07 Scalinatella 08 L’Uomo Che Non Sapeva Amare 09 20 KM Al Giorno 10 Ti Offro Da Bere 11 Senza Fine |
Chi non conosce Mike Patton potrebbe trovare strano che un cantante icona della musica rock si dedichi al rifacimento di vecchi (e vecchissimi) successi della musica italiana. Ma in realtà Patton è un artista talmente poliedrico che i suoi interessi spaziano dappertutto. Ed è così che nasce il progetto Mondo Cane, inizialmente nel 2007 con tre date italiane in cui il nostro unitamente a Roy Paci ed altri professionisti del mondo della musica italiana, con il grande e gradito supporto della Filarmonica Arturo Toscanini, canta 22 successi e brani misconosciuti. Il successo dell’operazione porta a ripetere l’esperimento esportandolo anche al di fuori dell’italico stivale, in particolare con la data di Amsterdam dalla quale si vocifera debba uscire un album. E così è, anche se c’è stato da attendere molto. Infatti, in un rincorrersi di date, il nuovo progetto di Patton vede la luce il 4 maggio di quest’anno. Ma rispetto alla versione originale, c’è più di qualche distinguo. Innanzitutto, il numero delle tracce, dimezzate. Il disco infatti consta di 11 tracce, una prima selezione a quanto si dice, in attesa probabilmente di un secondo volume. Quindi, la manipolazione in studio per appianare gli errori (musicali e non). Cosa ne risulta? Un disco probabilmente svuotato della carica e del sentimento originari, oltre che decurtato di alcuni pezzi che dal vivo avevano una gran presa sul pubblico. Restano alcuni brani che hanno intrinsecamente il loro valore, come un “Urlo Negro†dei Blackmen che per quanto risulti asettico rispetto alla versione live conserva almeno nell’introduzione la carica originaria. Poi poco o nulla: canzoni come “Il cielo in una stanzaâ€, la morriconiana “Deep Downâ€, “Senza Fine†sembrano ibridi che si trascinano abbastanza stancamente, e niente più. Una piccola delusione insomma, nonostante Patton dimostri la consueta dimestichezza e poliedricità nel canto. Lo attendiamo ad un secondo eventuale volume, speranzosi che corregga il suo errore.


















