Aspettando “Il 36° Giusto”. Intervista a Claudio Vergnani

31 maggio 2010
di Federica Federico

il36giusto1“Sapevo (lo avevo letto chissà quando, da qualche parte, ma inevitabilmente e in più di un’occasione) che ogni volta che avessi girato la testa per guardarlo, il piccolo cane nero sarebbe cresciuto e, crescendo, da piccolo e innocuo che era, si sarebbe a poco a poco mutato nel mostro irsuto e fiammeggiante che le leggende avevano descritto tanto bene. La strada era lunga, e la mia paura e la mia scarsa fede la allungavano ulteriormente.
Alla luce di quella luna indifferente, mi voltai tre volte: la prima per avere conferma – e l’ebbi, purtroppo – che davvero la creatura si stesse trasformando; la seconda per controllare la rapidità con la quale mutava; la terza perché costretto dalla mia stessa angoscia.
Mi voltai anche una quarta, che mi servì solo a comprendere che la quinta sarebbe stata l’ultima. Allora dissi a me stesso che non mi sarei girato ancora, che almeno non gli avrei dato quella soddisfazione. Presa la decisione, mi sentii un poco meglio; ora non rimaneva che continuare a camminare. (…)
(…) Alicia mi attendeva seduta su un muretto coperto d’erba. Mi vide, vide il cane. Da come ci guardò entrambi seppi che aveva compreso. Mi salutò con un cenno della mano. Poi indicò il cane; disse:
“Bel cane. E che occhi ! Lo hai trovato nel bosco? – Sorrise – Se ti ha seguito fin qui, allora puoi anche tenerlo.â€
Ma non sapevo – non sapevo veramente – se quella donna che – sia pure  forse soltanto per un fugace istante avevo amato -  era viva.
Ancora una volta potevo soltanto patire la disperata solitudine dell’impotenza e del dubbio.
Ma potevo ripercorrere i tanti passi che mi avevano portato fino a lì …”

Inizia così il secondo romanzo di Claudio Vergnani, autore de Il 18° Vampiro, un successo editoriale edito dalla Gargoyle Books.

Il 36° Giusto è il seguito di quell’avventura?
Il 18° Vampiro – le cui vendite sono andate eccezionalmente bene, tanto da aver veduto una seconda edizione a pochi mesi dall’uscita – pur essendo un’opera a sé stante – lasciava aperta la strada ad un sequel “naturaleâ€, ad una evoluzione della storia. Cosa che è – appunto – Il 36° Giusto (titolo che strizza dichiaratamente l’occhio al lettore).
L’idea di base, al di là della trama, era di proporre – ancora una volta – un romanzo d’intrattenimento che fosse ad un tempo originale ed efficace, con personaggi e situazioni – sia pure in un contesto dichiaratamente horror – decisamente realistici, non solo nel modo di pensare e agire, ma anche e soprattutto nel fare i conti con i loro limiti fisici e psicologici, cosa che raramente avviene in un libro o in un film. Inoltre, lo sfondo horror – che pure in molti brani mi si dice sia disturbante – pare però, a volte, quasi un pretesto per permettere ai personaggi di indagare e sondare sulle tante  e insolute contraddizioni della natura umana, aggiungendo quindi un’onesta dose di introspezione alle fasi di avventura e azione.

Un’altra – peculiare – tua caratteristica, è quella di alternare agghiaccianti momenti squisitamente horror e noir ad improvvise ed estranianti virate ironiche.
Autoironia, soprattutto, che insieme alla rassegnazione (un uomo privo di speranza è a suo modo invincibile) sono forse le armi più efficaci sulle quali possano contare i nostri simpatici vampyr-slayers.

In America successi editoriali diventano spesso film. Ho in mente la recente saga di Twilight di Stephenie Meyer e prima di lei i numerosi racconti di Stephen King. Abbiamo autori horror, in Italia, la cui trasposizione cinematografica potrebbe essere altrettanto efficace e più vicina culturalmente al pubblico, penso a te e a tuoi colleghi come Danilo Arona o Gianfranco Manfredi. Mancanza di soldi o mancanza di immaginazione?
Il mercato video americano e ora anche francese sono avversari ostici. Il primo per l’enorme tradizione – cui è abituato anche e soprattutto lo spettatore  -  il secondo per lo spazio che i produttori hanno deciso di riservargli e per le buone intuizioni. Non sempre e non tutti i mercati possono buttarsi a corpo morto sull’horror – e ovviamente anche il lato economico ha il suo peso. Tuttavia, in Italia ci sono ottimi registi e prima o poi potrebbe arrivare la buona occasione.

Ritroveremo alcuni dei personaggi de Il 18° vampiro?
Sì, i protagonisti sono sempre un gruppo di ammazza vampiri italiani raffazzonati, spinti alla loro dubbia attività unicamente dal bisogno di denaro e dalle necessità spesso avvilenti della vita. Dopo un periodo che li vede separati e in disarmo per stanchezza, demotivazione e paura, si ritrovano costretti da mere necessità economiche a riunirsi nuovamente per fare l’unica cosa che la società in cui vivono concede loro: eliminare vampiri per professione. Stipendiati da un personaggio privo di scrupoli che sfrutta la minaccia vampirica per improvvisarsi manager, Claudio, Vergy, Gabriele ed Elisabetta – insieme a nuovi personaggi – dovranno confrontarsi con antiche paure e nuovi pericoli. Costretti ad accettare compiti per cui non posseggono né competenze né mezzi adeguati, faticheranno a trovare in loro stessi motivazione e risorse per far fronte ai terribili incarichi, con la conseguenza di dover affrontare tragici fallimenti e soprattutto il rischio di una morte che, anziché essere una pietosa liberazione, potrebbe essere solo l’inizio di un incubo straziante e senza fine. In breve, la condizione umana a cui venga però sottratta la pace della liberazione.

Claudio Vergnani
Il 36° Giusto
ed. Gargoyle Books
in libreria da fine agosto

Claudio Vergnani
Il 18° vampiro
ed. Gargoyle Books
euro 14,00
in libreria o sul sito www.gargoylebooks.it/site/content/il-18esimo-vampiro

Share





//MURALES