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Raccontare la vita è tutto qui

28 giugno 2010 | By | 84 Replies More
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Ogni volta che ci ritroviamo davanti un libro, ogni volta che giriamo pagina per scoprire cosa avverrà al protagonista che stiamo seguendo, siamo tutti coinvolti in un magico rito. In quel momento, infatti, un pezzo di una vita sta passando magicamente da fuori a dentro, nella nostra mente. Ogni volta succede di imparare qualcosa.
Nel tempo i grandi temi sono arrivati al lettore attraverso grossi tomi, volumi deputati a scovare la soluzione al male di vivere o a quello di soffrire per amore.
Tutt’oggi, alla fine, non è cambiato molto.
Ancora si racconta di uomini e di donne, di amori traditi, di sentimenti taciuti, di cibo e di ricordi lontani.
La magia resta sempre lì: efficiente, silenziosa, unica.
Assorbiamo senza saperlo pezzi di altre identità, sentiamo i loro odori e i loro turbamenti.
In questo quadro, i racconti raccolti in È tutto qui (Intermezzi Editore) hanno raggiunto il loro scopo: hanno compiuto ancora l’incantesimo.
L’empatia è rapida, quasi istintiva. I personaggi sono impiegati come noi, ragazze e ragazzi che vivono difficoltà fuori e dentro casa, pendolari, viaggiatori, conviventi e amanti.
Il titolo esplica bene questa volontà di raccontare quello che è facile vedere, ma che si finisce per ignorare: piccoli dolori privati, piccole gioie quotidiane, dilemmi insuperabili e problemucci di tutti i giorni.
Ogni racconto è confezionato nell’intento di raccontare un momento breve, anche brevissimo. L’autore, Matteo Scandolin, sembra ripercorrere quel filone iniziato dallo scomparso Raymond Carver che, come nessuno, era capace di raccontare dei fotogrammi, delle scene statiche, con una sensibilità capace di insegnare comunque qualcosa. Il fatto che non succedesse nulla, insomma, non impoveriva quell’incantesimo. Raymond Carver ha reso unico il singolo momento narrato: una fotografia di vita è vita, un minuto di racconto di vita è già racconto.
La vita è vita nei nostri piccoli quadri quotidiani: il lavoro, le nostre strade, le nostre città.
E non c’è ragione per la quale non sia utile raccontarla.
La scrittura di Scandolin, poi, è strumento degno della modalità di racconto scelta: asciutta, puntuale, rapida, ma ricca di particolari e attenta ai cambiamenti.
Vi sembrerà di vivere in laguna e di spiare la vita dei vostri vicini di casa.
Il messaggio è chiaro: la vita è tutto qui (il nord Italia, il mondo, l’umanità) e non è una visione pessimistica.
Perché scrivere per raccontare la vita ha ancora senso.
Esiste forse un altro motivo?

Informazioni
È tutto qui, Matteo Scandolin
Intermezzi editore
2010, 110 pp., € 10,00

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Category: Libri

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Comments (84)

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  1. Sono sempre felice di poter leggere un buon lavoro.
    E se mi trovo a recensirlo devo fare capire che lo è:
    non è una cosa così diffusa nella nostra editoria (a tutti
    i livelli!).
    è stato un piacere, MCristina Costanza

  2. Cara Maria Cristina, grazie per la bellissima recensione. Di cuore.
    MS

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