L’Italia dello spreco: 1,5 tonnellate di cibo buttate nel secchio.

29 novembre 2010
di Eleonora Pochi

Mentre il 3% del Pil italiano finisce nella spazzatura, le file alle mense sociali s’allungano sempre di più. Paradossalmente c’è chi ingerisce e compra troppo e chi non ce la fa a mangiare. Il prossimo anno sarà l’anno europeo dello spreco ed ognuno di noi può contribuire alla diffusione di un modello di consumo etico e sostenibile.

Distribuzione-spesa-caritas-320x400In Italia ci sono 8.370.000mila persone povere, di cui oltre  393.390mila vive in condizioni di povertà assoluta, cioè non è in grado di accedere a beni di primaria necessità, quali cibo ed assistenza medica di base, che consentono di vivere uno standard di vita minimamente accettabile.
D’altra parte, ben 37miliardi di euro di cibo finiscono nel secchio.
Non solo quindi si potrebbero tranquillamente sfamare i poveri di casa nostra, ma con una quantità tale, ci si potrebbe sfamare una buona parte d’Africa.
Che il caso italiano serva da riflessione quindi, per sfatare l’enorme bugia dell’insussistenza di cibo per aiutare gli affamati del mondo. Di cibo ce n’è e pure in abbondanza.
In occasione delle giornate europee contro lo sprechi, è stato presentato il 4novembre all’Università di Bologna il “Libro nero dello spreco alimentare in Italia”, un dossier curato da Luca Falasconi e Andrea Segrè che analizza quanto e come sprecano cibo gli italiani: 250chili di cibo vengono buttati via ogni giorno dai supermercati, 20tonnellate all’anno di cibo ancora buono finiscono nel secchio di casa o in giacenza sui campi agricoli. L’alimento più “cestinato” è la carne, ne vengono buttate circa 245tonnellate all’anno.
E se ogni famiglia spreca cibo per 450euro e, solo in occasione del Natale, finiscono in malora 52euro di cibo per casa, d’altra parte, da quando è scoppiata la crisi, centinaia di persone si sono viste costrette a rivolgersi a strutture caritative per procurarsi un pasto, oppure andare a rovistare nei cassonetti.

Per contrastare il problema la soluzione è una : consumo etico.
Non andare al supermercato all’arrembaggio sarebbe già un passo avanti, ossia non riempire il carrello di cose inutili che poi fanno da soprammobile nel frigorifero con tanto di muffa. Scrive in merito Tristram Stuart, uno scrittore inglese “In Inghilterra ogni anno, finiscono in discarica 480 milioni di yogurt mai aperti”.
Una volta presa consapevolezza di questo, si potrebbero sostenere le varie campagne ed iniziative di Organizzazioni, Ong e Onlus a favore del consumo etico…tanto per citare qualcuno: Banco Alimentare, Mani Tese e Caritas sono attivamente impegnate nella lotta allo spreco alimentare.

Spreco Alimentare

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