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Dismissione immobiliare del patrimonio Enasarco, parla Angelo Fascetti dell’Asia Usb

10 gennaio 2011 | By | 25 Replies More
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Entrando nella sede dell’Asia Usb ho avuto l’occasione di ascoltare  il discorso di un pensionato.  Abitava in una casa di proprietà dell’Enasarco, che recentemente aveva aumentato il suo affitto da 350 a 450 euro. Fortunato, direte voi, per abitare a Roma al giorno d’oggi ce ne vogliono minimo 800 al mese! Tuttavia questa persona percepiva una pensione mensile di 585 euro netti, era invalida e non poteva contare sull’appoggio di nessuno. “Come vedi tutto è relativo…” mi dice Angelo Fascetti dell’Asia Usb, in confidenza. Ora pensate a 17mila appartamenti. Quante situazioni simili e forse ancora peggiori, possiamo trovare? La dismissione immobiliare dell’Enasarco, ente pensionistico prima pubblico, poi divenuto privato è un affare intricato. Perchè si situa in quel punto in cui i privati dovrebbero garantire un interesse pubblico. Solo che non ce l’hanno proprio nel DNA. Preferiscono giocare in Borsa. Magari partecipando a società come la Fimit Sgr (di cui Enasarco detiene il 10%) – tra i papabili acquirenti degli appartamenti dell’invenduto della dismissione del fondo pensionistico – che al suo interno comprende la Fimit S.A.R.L., legata alla Banca Lehman Brothers, il cui fallimento ha dato inizio alla crisi economica. O forse ancora preferiscono investire nel fondo Anthracite, definito da Adusbef come un virus della finanza globale. Abbiamo intervistato a tal proposito, Angelo Fascetti dell’Unione Sindacale di Base.

Da inquilino a proprietario il passo è breve, recita un inquietante manifesto pubblicitario dell’Enasarco, appeso nei palazzi della fondazione. E da inquilino a sfrattato, secondo lei, quant’è lungo il passo?

È breve: basta essere pensionati, lavoratori precari o lavoratori a basso reddito. Credo che l’Enasarco voglia mettere gli inquilini sotto lo zerbino, voglia nascondere il fatto che c’è un piano di dismissioni a prezzi speculativi, contrario ai principi su cui è fondato il suo statuto, perchè gli enti pubblici in seguito privatizzati non hanno perso la loro funzione sociale, sono stati privatizzati nella gestione, ma non nella funzione.

Come giudica le attuali condizioni di acquisto delle case rispetto alle dismissioni immobiliari attuatesi in passato, considerando che la maggior parte degli inquilini ha cominciato il suo rapporto d’affitto con un ente pubblico e si è ritrovata da un giorno all’altro nelle mani di un privato?

L’accordo sottoscritto da tutti i sindacati ad eccezione del nostro si basa sulla vendita a prezzi di mercato: lo sconto del 40% c’è persino se si compra una casa occupata in precedenza. Qui lo sconto è del 30% e si raggiunge il 40% solo se il 70% degli inquilini di uno stabile acquistano, affidando il mandato collettivo a una cooperativa (cosa del tutto impossibile, soprattutto che il 70% degli inquilini comprino considerate le attuali condizioni economiche ndr). Stiamo sottolineando questo fatto con un ricorso che presto il legale consegnerà alle sedi competenti. La funzione degli enti pubblici non è stata privatizzata, ci deve essere ancora, è scritta nei loro statuti e precisata dalla legge. C’è poi una discriminazione rispetto a due inquilini, che sono partiti entrambi in affitto da enti pubblici che avevano una funzione calmieratrice, poi l’inquilino che per caso è rimasto in un ente pubblico ha avuto la  dismissione o l’affitto a prezzo equo, invece l’inquilino che è in un ente privitizzato in seguito, si trova a fronteggiare una dismissione a prezzo speculativo -  vendita di 3 o 4 volte maggiore -  o affitti aumentati anche del 100%. Magari i due, abitano l’uno nel palazzo di fronte all’altro.

Come si stanno muovendo le istituzioni in questa vicenda?

Mentre i sindacati che hanno firmato l’accordo, i quali hanno le loro rappresentanze nel Consiglio d’Amministrazione dell’Enasarco, sono molto attaccati allo strumento del mandato colletivo – che comporterebbe che gli inquilini aderiscano a cooperative da loro create, trasformandosi così di fatto da sindacati in finanziarie – noi abbiamo scelto di investire le istituzioni in questa vicenda, perchè abbiamo serio motivo di credere che queste dismissioni, che riguardano 17000 appartamenti a Roma, vadano ad alimentare il problema delle abitazioni che già esiste nella capitale. Da queste istituzioni stiamo ottenendo delle risposte. Il prefetto convoca spesso gli enti per discutere con loro, cercando di fargli capire la gravità della questione. In Parlamento ci sono due risoluzioni, una della maggioranza, una dell’opposizione che chiedono la moratoria subito. Cosa che hanno detto anche l’assessore alla casa del Comune di Roma, il Sindaco, la Governatrice della Regione Lazio (anche se nel frattempo, tagliavano  i finanziamenti…) e il Sottosegretario alle Politiche della Casa. Ma alle parole bisogna sempre far seguire i fatti.

L’Enasarco ha dichiarato di voler vendere per tutelare il suo interesse principale di fondo pensionistico, quanto c’è di vero in queste parole?

Le motivazioni pubbliche per cui la fondazione afferma di voler vendere sono false: non sono gli appartamenti che non rendono, sono i loro investimenti in titoli spazzatura – come quelli nel fondo Anthracite – che hanno causato un debito nel bilancio, che loro vogliono appianare con la vendita del patrimonio immobiliare. Ricordiamo che nel 2006 quando volevano vendere a Ricucci, stimavano le loro proprietà 1,8 miliardi di euro, oggi invece che lo devono vendere agli inquilini vogliono ricavarci 4,5 miliardi. È una speculazione indebita. Noi abbiamo incontrato i direttori tecnici del Ministero delle Finanze lo scorso 6 e 7 ottobre e ci hanno confermato le nostre informazioni: l’Enasarco vende per riparare le perdite prodotte dai loro rischiosi investimenti. Non ha pagato nessuno per tutto questo: l’Enpaia ha addirittura pubblicamente ammesso di aver perso questi soldi giocando in borsa. Questi investimenti sono contrari allo statuto degli enti, che ancora sottolinea la loro funzione sociale.

Come si pone rispetto all’articolo di Paolo Foschi pubblicato lo scorso 1 dicembre sul Corriere della Sera, dove si descrivono gli inquilini dell’Enasarco come una casta di privilegiati?

A Foschi i nostri comitati degli inquilini hanno risposto – ma anche inquilini singoli – e da parte sua non c’è stata neanche l’onestà intellettuale di pubblicare la nostra lettera. Io credo che così si metta in moto il meccanismo della speculazione: la stampa non ha mai riportato, se non costretta, le iniziative che abbiamo promulgato, perchè c’è questa credenza che gli inquilini di questi enti siano una casta di privilegiati. Qui però non parliamo di chi vive nel lusso, ma dei lavoratori precari e di tutti le categorie svantaggiate. Tra l’altro, sappiamo tutti nelle mani di chi sono i giornali romani, cioè dei grandi speculatori.

Quali sono le condizioni strutturali in cui versano gli stabili affittati?

Ci sono palazzi, anche in zone centrali come Viale Somalia, che stanno letteralmente crollando. Nell’accordo c’è scritto che l’Enasarco terrà conto dello stato di conservazione degli immobili,  ma sarà la fondazione stessa a scegliere dei suoi tecnici di fiducia per valutare gli stabili. Chi le paga queste persone? Quel che è sicuro è che non faranno gli interessi degli inquilini.

Quand’è quegli inquilini riceveranno la lettera da parte della Fondazione in cui dovranno scegliere se comprare o meno casa? In caso non potessero permettersi di farlo quale sarà il loro destino?

Secondo l’Enasarco dovrebbe partire i primi mesi del 2011, ma io penso che sia una previsione ottimistica da parte dell’ente previdenziale, perchè devono anzitutto ottenere l’autorizzazione del Ministero e poi quella della Corte dei Conti, perchè loro non possono utilizzare tutti i soldi ricavati dalle vendite coprire le perdite, ma da Statuto devono reinvestire il 75% di quei fondi nel sociale. Loro hanno molti amici in alto. Noi mobiliteremo gli inquilini e cercheremo di far abbassare i prezzi investendo anche le istituzioni, così ne rimarrano di meno che non possono comprare i loro appartamenti. Tuttavia, anche chi vuole restare in affitto e chi non può permettersi di acquistare la casa in cui vive, deve essere tutelato.

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Category: Attualità

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Comments (25)

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  1. MARCELLO SBORDONI scrive:

    CREDO CHE DOVREMMO REAGIRE COME LA NOSTRA SOCIETA’ NON E’ PIU’ CAPACE DI REAGIRE, CREDO CHE I NOSTRI FRETELLI ARABI (AI QUALI SI PENSA DOBBIAMO PORTARE LA DEMOCRAZIA)
    CI STANNO INSEGNANDO CHE SI DEVE AVERE LA DIGNITA’ DI CONSIDERARSI UOMINI, CHE I DITTATORI E MAFIOSI VANNO ABBATTUTI CON LA FORZA, ANCHE A RISCHIO DELLA PROPRIA VITA, NOI NON PORTIAMO CIVILTA’ A NESSUNO PERCHE’ HANNO UCCISO LA NOSTRA DIGNITA’
    MARCELLO SBORDONI

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