In un paese dove il senso dell’onore e l’abnegazione al lavoro sono tutto, il nucleare non è esente da atti di falsificazione, di occultamento, da verità nascoste che hanno causato la morte di diverse persone e ora l’apprensione per la possibile esplosione; oltre alla certezza che la radioattività intorno alla centrale nucleare di Fukushima è alle stelle e la popolazione non potrà sopportare a lungo una simile dieta di radiazioni.
Greenpeace negli ultimi giorni ha diffuso un documento-shock, riguardo la recente storia della TEPCO, attualmente proprietaria di ben 17 reattori nucleari, cui, secondo il progetto della società, se ne dovrebbero aggiungere altri 4 tra il 2014 e il 2018. Secondo quanto diffuso dall’associazione ambientalista nel 2002 si scopre che “TEPCO ha falsificato per oltre venti anni i dati sulle violazioni alle disposizioni sulla sicurezza nei suoi reattori” e solo allora la compagnia di Tokyo ha chiuso i suoi 17 reattori per i controlli e le riparazioni di routine. Nel 2006 è il giornale tedesco Der Spiegel a rendere pubbliche le nuove accuse contro la società giapponese, rea di aver manipolato i resoconti sulla temperatura dell’acqua di raffreddamento dell’impianto. La TEPCO però, lungi dall’imparare la lezione, viene accusata nel 2007 di aver falsificato di nuovo i dati sulla sicurezza delle sue centrali.
Segue nel documento di Greenpeace una cronologia di tentativi di occultamento di alcuni avvenimenti, che non può che lasciarci a bocca aperta: dal ’94 al ’97 si parla di incidenti con fuoriuscite radioattive nella centrale di Fukushima; nell’agosto del 2004, addirittura il Der Spiegel diffonde la notizia della morte di quattro operai per una fuga di vapore surriscaldato nella centrale di Mihama; nel 2006 sempre a Fukushima viene registrata la fuoriuscita di vapore radioattivo; nel 2007 un terremoto danneggia gravemente l’impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa riversando nel Mar del Giappone 1135 litri di acqua radioattiva, inoltre si scopre che la centrale è stata costruita proprio sopra una faglia senza alcuno studio geologico precedente;nel 2008 ancora fuoriuscite di acqua da una piscina in cui erano stoccate barre di combustile nucleare esausto, ovviamente sempre nell’impianto colpito dall’attuale terremoto.
Quel che è chiaro è che la centrale di Fukushima è vecchia, non adeguata alle norme di sicurezza e che la TEPCO è una compagnia che è pronta a passare sopra la vita di milioni di persone. Due dei quattro reattori che l’azienda di Tokyo voleva aggiungere alle sue centrali dovevano proprio essere destinati a un impianto fatiscente come quello in questione. Adesso probabilmente il progetto naufragherà. Tutti questi fatti sono noti da tempo, ma c’è voluta una tragedia fuor di misura per portarli alla ribalta dell’opinione pubblica mondiale.



















