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Sfratto “sacro” a Roma Nord

28 marzo 2011 | By | 59 Replies More
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Il 7 Aprile un Ufficiale Giudiziario darà esecuzione allo sfratto di 10 famiglie di contadini dal parco dell’Acqua fredda nel XVIII municipio. Proprietario dei terreni in questione è il Capitolo di San Pietro, vale a dire il Vaticano. In tal modo, gli agricoltori perderanno oltre al lavoro anche le loro case site nel parco, senza che vi sia stata offerta altra dimora o quant’altro. La loro presenza nell’area, nella quale vivono con i proventi dei prodotti agricoli che vendono al mercato Trionfale di Roma, è datata di quattro generazioni. La forte opposizione allo sfratto è scaturita dal fatto che il Vaticano non ne ha nè motivato la decisione, nè proposto soluzioni alternative, per giunta in un’area destinata all’uso agricolo da una legge regionale del 1997, e dunque non edificabile. In realtà l’esucutività dello sfratto era prevista per il 25 Gennaio, salvo poi essere rinviata al 15 Febbraio e poi al 7 di Aprile, giorno in cui la forza pubblica sarà chiamata a dare esecuzione alla sentenza buttando in strada la piccola comunità. Tale rinvio è stato favorito sia dalla resistenza degli interessanti, sia dalla solidarietà trasversale pervenuta dalle realtà istituzionali, politiche e associative della capitale. I contadini si sono resi protagonisti delle più svariate forme di protesta: dalla lettera alla Santa Sede, al volantinaggio davanti alle parrocchie, passando per la distribuzione gratuita di ortaggi tipici della loro coltivazione. Per il 7 Aprile, così come è avvenuto il 25 Febbraio, è stato convocato un presidio antisfratto al quale parteciperanno i movimenti di lotta per il diritto alla casa e tutte le forze della sinistra capitolina.

L’Unione degli inquilini, Action e i Verdi sono tra i più decisi nel far valere le ragioni dei contadini contro quello che viene bollato come un insulto a diritti fondamentali quali quelli alla casa e al lavoro. Inoltre, forti sono le perplessità sulle ragioni reali che hanno portato alla notifica di sfratto, dato che in molti sostengono che dietro tale decisione ci sia la solita speculazione edilizia in un area che da tempo fa gola ai grandi costruttori. Ad oggi la zona non è edificabile, ma la situazione potrebbe cambiare una volta liberata dagli odierni inquilini. Dunque, la protesta assume anche un carattere ecologista, visto che il parco dell’Acqua fredda è considerato uno dei polmoni verdi di Roma e che pertanto, va preservato in quanto tale. Di fatto, non è facile trovare altre spiegazioni sul perchè, gente che da sempre vive e lavora nel parco, pagando regolarmente l’affitto e contribuendo alla manutenzione del sito, ne debba essere allontanata in modo così improvviso e ingiustificato. Alcune settimane fa, la disputa tra i contadini e il Vaticano era stata portata alla ribalta nazionale da diversi quotidiani e dal tg satirico di Canale 5 “Striscia la Notizia”, prima di passare nel dimenticatoio nel giro di pochi giorni.

Del resto, il caso presenta notevoli ambiguità da diversi punti di vista: in primo luogo è la natura stessa dell’ente proprietario dei terreni a far montare le polemiche. Che senso hanno le omelie e i discorsi che inneggiano al diritto per ogni essere umano ad un lavoro e ad una degna abitazione di fronte a questi avvenimenti? Come è possibile che prprio il Vaticano possa perpetrare uno sfratto ai danni di inermi contadini senza curarsi della loro sorte? Se anche da un punto di vista legale, la Santa Sede avesse il diritto di ricorrere allo sfratto su una sua proprietà, da un punto di vista etico, umano, cristiano, esso rappresenta la negazione dei principi solennemente declamati dall’oltretevere. A questo si affiancano le polemiche sulla speculazione e quelle relative alla salvaguardia di un fiore all’occhiello della Roma verde. L’imbarazzo mostrato dalla proprietà nel fornire spiegazioni e lo sdegno più volte manifestato dalla cittadinanza delle aree limitrofe, sono indicatori importanti per satbilire da che parte stiano ragione e torto.

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Category: Attualità

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