S.C.O.T.C.H di Daniele Silvestri: un album incredibilmente eclettico

4 aprile 2011
di Sandra Capitano

Ascoltando S.C.O.T.C.H. brano dopo brano, si fa strada la convinzione che Daniele Silvestri sia uno dei cantautori italiani più stupefacenti dei nostri tempi.

Capace da sempre di adattarsi a una gamma di suoni e stili molto variegati, in questo suo decimo lavoro, crea un sublime equilibrio di estremi, alternando sfida e rassegnazione, note acute e istintive, a melodie dolci e soavi.

E’ dunque un album difficile da incasellare. Quindici tracce: un misto di rock, ska, pop melodico, charleston e reggae, dove ironia e intelletto si sussurrano in brani intimisti dai cupi orizzonti, per poi essere urlati con rabbia in testi dal disagio sociale e politico, tema in primo piano per Silvestri dai tempi de L’uomo col megafono (1994).

Basta ascoltare gli archi nostalgici di Acqua stagnante, per scoprire un musicista gentile, delicato e acustico, lo stesso di Strade di Francia e Un giorno Lontano (Il Dado, 1996) e in grado di far sciogliere anche il più duro dei cuori.  Ritmata chitarra elettrica e feroce batteria sono utlizzate per descrivere invece la rabbiosa impotenza in Monito® (in versione inglese anche come bonus track), dedicata al presidente (della Repubblica, Napolitano, ndr), intento a meditare prima di firmare l’impedimento e che “alla fine firmerà, il Presidente firmerà”. Silvestri raggira la debolezza con una fantasia, quella di “una penna disonesta, che legga nella testa e che se sbagli lo impedisca, che piuttosto ferisca su questa mano destra”. La canzone è una geniale chicca e sarà apprezzata senza dubbio da chi stilisticamente considera Il Dado il miglior capolavoro del cantautore.

Fifty-fifty è invece un insieme funk metropolitano ornato di parole ossessionanti che ricordano l’allegra Sempre di Domenica (Unò-duè, 2002), mentre la delicata Ma che discorsi, realizzata con chitarra acustica, ha tutti gli ingredienti di una potenziale hit (ed è già la più suonata per radio).

Le navi e Questo paese sono ballate-voce-e-piano in cui rimane viva la struggente rinuncia, la stessa dei suoi primi lavori quali Illuso o Prima di essere un uomo (Prima di essere un uomo, 1995), dove “non c’è più niente per cui piangere o tornare”.

Abbandonati i suoni elettronici di Gino e l’alfetta, Manifesto ed E’ secondario, in nome di accordi più genuini curati morbosamente, in quest’ultimo lavoro di Silvestri ce n’è ancora davvero per tutti i gusti. Precario il mondo, già cantata a Vieni via me di Fazio e Saviano, ospita qui il napoletano Raiz che arricchisce il ritornello con un sublime riadattamento di Che bella faccia (riferito a Berlusconi, ndr), contenuta ne Il Latitante del 2007.

Il valore delle ulteriori collaborazioni presenti in S.C.O.T.C.H. è inestimabile: Sornione è duettata con il  romano Niccolò Fabi, Acqua che scorre con il milanese pop-rock Diego Mancino, mentre la teatro-canzone-poesia Lo scotch, che da nome anche all’album, ospita il commovente timbro di Peppe Servillo e la voce siciliana dello scrittore Andrea Camilleri. E poi ancora: il dolcissimo pianoforte del jazzista Stefano Bollani nella nostalgica Questo Paese e Gino Paoli ne La chatta, una rivisitazione de La Gatta, in perfetto stile Silvestri, come già sperimentato nell’ironica Mille euro al mese di Live Transito del 2004.

Nostante sia chiaramente l’album della maturità, di un Silvestri quarantenne che riesce a mixare con disinvoltura quel che urla con ciò che sente dentro di sé, in In un’ora soltanto -il brano migliore di tutto l’album- sopravvive intatto l’eterno tormento malinconico del cantautore, che ricorda più gli struggimenti di un adolescente innamorato che le preoccupazioni sociali dell’ex uomo col megafono. E’ un disco straordinario.

S.C.O.T.C.H.

Daniele Silvestri

Etichetta: Sony Music

Anno: 2011

Tracklist: 1. Le Navi; 2. Sornione; 3. Cos’è sta storia qua; 4. Fifty-fifty; 5. Acqua stagnante; 6. Precario è il mondo; 7. La chatta; 8. Io non mi sento italiano; 9. Ma che discorsi; 10. Acqua che scorre; 11. Lo scotch; 12. L’appello; 13. In un’ora soltanto; 14. Questo Paese; 15. Rock for President

www.danielesilvestri.it

 


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