Continua la mobilitazione dei movimenti per il diritto alla casa

18 aprile 2011
di Michele Lupo

Settimana di protesta per i movimenti per il diritto alla casa organizzati con AS.I.A./USB


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Dopo aver presidiato l’assessorato alla casa del Comune di Roma e la sede della Giunta della Regione Lazio, i movimenti romani per il diritto alla casa, gli inquilini degli enti privatizzati, gli abitanti degli alloggi Ater e del Comune di Roma organizzati con ASIA/USB hanno deciso di organizzare una serie di manifestazioni in tutta Italia per far sentire la propria voce sulla questione abitativa.

Così il 13 aprile in occasione del vertice interistituzionale presso il Ministero delle Infrastrutture tra il ministro Matteoli, il sindaco Alemanno e l’assessore alla Casa Antoniozzi (doveva essere presente anche il governatore della Regione Lazio Polverini ma ha dovuto dare forfait per i noti problemi di questi giorni) si è svolta una manifestazione per richiedere un posto al tavolo delle trattative e per aprire un dialogo sugli sfratti, sulla dismissione del patrimonio degli enti previdenziali e della necessità di realizzare un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica.

Alla fine all’incontro ha partecipato una delegazione dei movimenti ed è stata visto come un piccolo passo avanti: è stato annunciato che a breve ci sarà un incontro congiunto con i ministeri dell’Economia e degli Affari sociali per discutere della drammatica situazione in cui versano gli inquilini degli enti previdenziali e sono state fatte promesse per tutelare i cittadini posti sotto sfratto, considerando anche la diffusa situazione di quelle famiglie che si trovano in condizione di morosità “incolpevole”. Ma il vero nodo su cui i movimenti si volevano focalizzare era quello della necessità di riformulare un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica che preveda una ripartizione di competenze e responsabilità tra le istituzioni con una gestione delle risorse e della tempistica tale da poter riuscire a costruire nuove case popolari in breve tempo, e di cambiare la politica attuale orientata verso il social housing. Il Comune di Roma si è già detto disponibile all’adozione in tempi brevi di un provvedimento che individuerà le aree da destinare al piano casa.

Quello che ancora rimane da stabilire sono i fondi da destinare a queste iniziative. Infatti per ora i finanziamenti previsti con i fondi ex GESCAL oltre ad essere inadeguati per affrontare la situazione – si stima siano tra i 100 e i 200 milioni – non sono ancora stati usati. Per questo i movimenti per il diritto alla casa hanno richiesto alla Regione Lazio di investire i fondi stanziati per l’edilizia sovvenzionata e un contributo in questo senso anche da parte del governo. Per questo motivo è molto importante continuare il dialogo in questa direzione e far sì che il tavolo interistituzionale sia riconvocato entro 15 giorni per aggiornarsi sulle situazioni in sospeso e sugli obiettivi da raggiungere. Tra le altre cose da verificare ci sarebbero le parole dell’ass.Antoniozzi rilasciate ai giornalisti subito dopo il summit in cui ha annunciato che giovedì 14 sarebbero stati sbloccati 40 milioni dalla Regione Lazio e destinati proprio ad arginare il problema abitativo.

Le azioni di protesta del movimento sono continuate anche il giorno seguente a Roma, a Milano e a Bologna, ma non si sono sempre concluse discretamente. A Bologna la manifestazione organizzata sempre da ASIA/USB sotto la Giunta regionale che chiedeva una politica più attenta ai cassaintegrati e a contrastare gli sfratti è stata violentemente fatta sgombrare dalla polizia dietro la richiesta del governatore Errani. Solamente la determinazione dei manifestanti ha obbligato una delegazione della Giunta a ricevere una rappresentanza dell’USB e dell’ASIA.

Dopo gli scandali di Affittopoli e dell’Ufficio Condono Edilizio del Comune di Roma sarebbe una buona occasione per le Istituzioni di dimostrare di avere a cuore l’interesse del cittadini.

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