Una raccolta di citazioni tra il serio e il faceto di due autentici anticonformisti
Sembrerebbe una coppia improbabile quella formata da Sacha Guitry e François Truffaut, se non altro per ragioni anagrafiche. Il primo, drammaturgo, attore, regista teatrale e, in seconda battuta, cinematografico, visse tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Il secondo, critico, sceneggiatore e regista della Nouvelle Vague, si affermò invece durante la seconda metà del secolo scorso. I due non si conobbero mai eppure, come tenta di dimostrare il libro di Claudio Nutrito, I due magnifici insolenti – Le parole irriverenti di François Truffaut e Sacha Guitry, c’è un filo leggero che lega i due artisti francesi.
Sono proprio quell’insolenza e quell’irriverenza citate nel titolo che fanno da trait d’union tra i due uomini di spettacolo. A testimoniarlo ci sono le frasi pronunciate da loro stessi e dai personaggi delle loro opere. Parole sfrontate, per l’appunto, ma che colpiscono nel segno in modo puntuale e che Nutrito ha raccolto estrapolandole da giornali, libri, film e commedie teatrali.
Attraverso un collage fatto di citazioni, alcune già piuttosto note, altre più ricercate, Nutrito svela quello spirito beffardo e pungente che caratterizza i protagonisti del suo libro. Accostando le parole di Guitry a quelle di Truffaut, l’autore si diletta a costruire un divertente parallelo tra i due artisti dalla lingua lunga. Il libro è una raccolta di boutade e aforismi, ma anche di riflessioni più profonde, che Truffaut e Guitry hanno prodotto nel corso delle loro rispettive carriere.
Quel che emerge da questo raffronto è dunque una sorprendente affinità tra due uomini appartenenti a due generazioni, sia anagrafiche sia artistiche, differenti. Entrambi avevano una personalità forte che non aveva alcun timore di esternare il proprio pensiero, andando spesso anche contro la morale comune. Senza preoccuparsi di poter causare scandalo e urtare la mentalità dei benpensanti, Guitry e Truffaut hanno lanciato nel corso degli anni delle vere e proprie provocazioni che tutt’oggi suscitano una riflessione ben più acuta e profonda della loro apparente levità.
Alla base di tutti questi pensieri irriverenti c’è l’insofferenza, da parte dei due artisti, per qualunque costrizione o norma sociale che intralci la libera espressione dell’individuo. Fino al punto che, se per Truffaut l’insegnamento è una professione svolta da “individui spesso poco dotati o complessati, persone che hanno paura di entrare nella vita”, per Guitry le scuole sono addirittura “luoghi dove s’insegna ai ragazzi ciò che è indispensabile sapere per diventare professori”.
Lontani però dal voler impartire lezioni moralistiche o decodificare la realtà a loro contemporanea, Truffaut e Guitry hanno sempre mostrato e rivendicato un totale distacco dalle problematiche socio-politiche della propria epoca. I loro argomenti favoriti erano le donne, l’amore, l’infedeltà coniugale, l’infanzia, l’arte teatrale e quella cinematografica. Temi apparentemente leggeri ma dotati di un valore senza tempo.
I due magnifici insolenti – Le parole irriverenti di François Truffaut e Sacha Guitry
Autore: Claudio Nutrito
Casa editrice: Effepi Libri, 2011
Pagine: 148
Prezzo: 12 €



















