La CDS - Casa dei diritti sociali - di Roma: l'attività , i progetti, la scelta di un approccio interculturale
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“C’è in tutte le ident
ità che si costruiscono o ricostruiscono, una quota di mancanza e di sofferenza che può costituire una leva forte per la convivenza possibile; riconoscere che gli altri ci mancano significa imparare a limitare le pretese della nostra differenza. Questa capacità di autolimitarsi dovrebbe costituire uno dei perni dell’educazione interculturale; perché quello che ci manca e che gli altri hanno per noi è in questo momento una delle chiavi imprescindibili per fondare il riconoscimento della convivenzaâ€.
Così, Alberto Melucci in Culture in gioco, differenze per convivere. È su questa capacità di autolimitarci che tutti noi dovremmo imparare a riflettere, i n una società che, oggi più che mai, ci chiama ad accogliere, integrare, convivere. È al riconoscimento della convivenza che lavora, dal 1985, la CDS -Casa dei diritti Sociali- di Roma, associazione di volontariato laica, attiva nel campo sociale, culturale e ambientale, con strategie di auto-aiuto e di promozione dei diritti di cittadinanza, che tendono a riaffermare il diri tto di ognuno ad essere parte attiva della società .

Il Gruppo Alfabetizzazione
All’interno della CDS, il Gruppo Alfabetizzazione si occupa dell’insegnamento della lingua italiana ai migranti e non solo.
“L’approccioâ€, nelle parole di Augusto Venanzietti, uno dei coordinatori del gruppo, nonché coordinatore della Rete Scuolemigranti, è “ all’insieme dei problemi degli immigrati. Noi non ci limitiamo solo a fargli lezione, ma ci preoccupiamo di inserirli nel contesto sociale, di estendere l’insegnamento dell’italiano ai problemi del relazionarsi col mondo del lavoro o con l e strutt ure burocratiche.
Tendiamo a sviluppare un’intercultura: tutti quegli eleme nti che possono facilitare i migranti nella comprensione dei codici etici e comportamentali della nostra società e nel trasmetterci, al contempo, quelli della loro cultura d’origine. È questo un lavoro che serve a loro, come a noi, per una nuova identità collettiva.

L’errore che viene fatto oggi da molti Governi è quello di difendere la propria identità , concependo l’intercultura come adattamento di una cultura ad un’altra. Questo non solo è sbagliato concettualmente, ma è anche antistorico, nel senso che è proprio da un mix di culture, codici etici e comportamentali che è nata la nostra società . E questo è l’elemento qualificante di una società che si evolveâ€.
In quest’ottica l’attività del Gruppo Alfabetizzazione prevede, oltre ai corsi d’italiano (che si tengono dal lunedì al venerdì a via Giolitti) una serie di attività d’incontro con i migranti: le “passeggiate romaneâ€, per far loro conoscere la nostra città , ma anche per farci scoprire cosa c’è delle loro culture qui a Roma (come è successo con la visita alla Grande Moschea), il cineforum, il laboratorio fotografico, il torneo di scacchi, le par tite di calcio, la festa di fine anno (che ha visto coinvolti in prima battuta gli studenti, con la preparazione di piatti tipici dei loro Paesi).
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