Una classica commedia dai risvolti sentimentali che racconta con ironia ed eleganza come il vibratore divenne, da rimedio contro l’isteria, un giocattolo sessuale
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Apre la Selezione Ufficiale dei film in concorso Hysteria di Tanya Wexler, sfavillante commedia romantica sulla nascita del sex toy prediletto dalle donne: il vibratore, protagonista indiscusso e motore trainante di tutta la pellicola. Pare che sia stato lo scrittore Howard Gensler a raccontare alla produttrice Tracey Becker la vicenda storica abbastanza ignota di Mortimer Granville, un talentuoso medico inglese che verso fine Ottocento lanciò sul mercato il cosiddetto “martello di Granville”, ovvero un apparecchio elettronico che aveva lo scopo di alleviare i dolori muscolari ma che ben presto fu utilizzato per piacevoli “massaggi vaginali” ritenuti, fin dall’antica Grecia, un ottimo rimedio contro l’isteria. Nella puritana Inghilterra vittoriana, in cui più di un quarto della popolazione femminile era considerata affetta da tale disturbo (con il quale in realtà venivano identificate le problematiche più svariate), l’invenzione e la diffuzione del vibratore può essere considerato come uno dei primi sintomi dell’emancipazione femminile.
Sulla base di questi presupposti, romanzando la storia vera di riferimento, Hysteria si sviluppa in modo ironico, deliziosamente irriverente e intelligente puntando su un cast qualitativamente eccellente. Nella Londra del 1880 lo stimato medico Mortimer Granville (Hugh Dancy) si ritrova senza lavoro a causa dell’ostinazione che dimostra nel voler mettere in pratica le sue teorie progressiste in ambito clinico. Inizia così a girovagare per vari studi finché non si imbatte nel “miglior specialista in medicina femminile” Robert Dalrymple (Jonathan Pryce) e nelle sue due diversissime figlie. D’improvviso, merito anche della sua avvenenza, le pazienti aumentano a dismisura e presto Mortimer va incontro ad una strana sindrome del tunnel carpale che gli impedisce di soddisfare le numerose “isteriche”. Gli viene incontro Edmund (Rupert Everett), amico di vecchia data e inventore di un piumino elettrico che suggerirà casualmente al protagonista la soluzione a tutti i suoi problemi.
Ottimo mix di comicità e romanticismo Hysteria dosa bene tutti gli
elementi che lo compongono non eccedendo mai o scivolando nel sentimentalismo spicciolo. Nella rappresentazione dei pruriginosi anni in cui l’orgasmo veniva chiamato parossismo e il piacere della masturbazione mascherato da pratica terapeutica, la sceneggiatura cerca continuamente il doppio senso sempre però con originalità e senza volgarità. Nel film di Tanya Wexler c’è inoltre anche spazio per accennare ad un discorso progressisticamente femminista che in quegli anni si andava diffondendo con le ancora troppe difficoltà causate dalle rigide costrizioni sociali. Ad esserne portatrice è il personaggio di Charlotte Dalrymple (Maggie Gyllenhaal), una sorta di eroina ribelle dotata di grande intelligenza, che mette profondamente in crisi Mortimer sia dal punto di vista medico che sentimentale. Una riuscitissima classica commedia britannica, come classico è pure il finale che chiude in maniera appagante una pellicola che non si prende mai troppo sul serio.
Hysteria
Id.
Regia: Tanya Wexler
Sceneggiatura: Jonah Lisa Dyer, Stephen Dyer
Cast: Hugh Dancy, Maggie Gyllenhaal, Rupert Everett, Jonathan Pryce, Felicity Jones, Ashley Jensen
Paese: Regno Unito, Lussemburgo 2011
Durata: 95ʹ
Produzione: Informant Media, Beachfront Films, Forthcoming Productions
Distribuzione: BIM Distribuzione gennaio 2012



















