L’industriale: inquietudini tinte di grigio

31 ottobre 2011
di Riccardo Feleppa

Un film umano per un pubblico umano. Orgoglio decadente, tormenti lucidi e menzogne velate in un mix che attrae anche Mr. President


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Giuliano Montaldo approda la Festival con il cupo dramma de L’industriale, presentato fuori concorso nella Selezione Ufficiale. In sala, accanto ad un ricco cast italiano, fanno il loro ingresso fonici, costumiste, tecnici del suono e macchinisti stemperando quella aura di divismo che fortunatamente o sfortunatamente, si estende anche al grande schermo nostrano. Finalmente si palesa in una serata di gala, il cinema che sta dietro il cinema, la mano d’opera attiva che edifica la pellicola con dedizione. Semplici lavoratori tremendamente umani e per questo estremamente simili a chi, da seduto in sala, al netto di riflettori puntati, sogna di sfilare sul red carpet. Una troupe di comuni mortali notoriamente sconosciuti, niente di più. Parte l’applauso.

Il film si apre all’insegna dei toni scuri. La Torino di  Montaldo è dipinta in sfumature di grigi, con una fotografia che avvolge ed annebbia le sagome dei personaggi, rimandando alle inquietudini celate nel loro intimo. Nicola (Pierfrancesco Favino) è un imprenditore sull’orlo del fallimento che rifiuta orgogliosamente qualsiasi forma di risanamento indotta, in forma di favore, dalla famiglia di sua moglie. Tormento e maledizioni per una soluzione che sembra essere dietro una porta chiusa, della quale non se ne possiede la chiave.

La versione piemontese di Favino non convince fino in fondo. Si ha spesso l’impressione che i suoi toni drammatici stiano per sfociare nel macchiattistico. Per un corrugamento della fronte più pronunciato, la platea ride alle scene in cui dovrebbe zittirsi. Tutta opera della faccia malleabile dell’attore. Laura (Carolina Crescentini bella come non mai) è una moglie innamorata post trascuratezza da parte del marito. Dopo aver cercato invano di risollevare Nicola dal fardello economico, comincia a cercare altrove una cura alle mancanze della coppia. Il rifugio è nelle attenzioni velate di un lavoratore rumeno (Eduard Gabia già visto in Coverboy di Carmine Amoroso). Il feeling matrimoniale si incrina facendo largo alla menzogna che caratterizzerà la storia sino all’epilogo. Bugie e chiarimenti mancati che risaldano una gelosia maschile ed una superficialità femminile. Degenerazioni del rapporto coniugale che nell’equivoco condurranno al tragico. Tra pedinamenti e sotterfugi, a farne le spese, come al solito, è la pedina centrale dell’equivoco, aprendo ad un pre-finale che turba e segna in maniera indelebile i protagonisti. Peccato non si possa dire lo stesso per gli spettatori.

La Crescentini sembra muoversi bene nei panni della borghese caritatevole, pur non sfruttando a pieno le potenzialità del suo ruolo. A tratti, sembra lasciare sul pubblico un alone accennato del suo personaggio di attrice cagna nella serie tv Boris, suscitando quindi lo stesso effetto comico involontario di Favino. La rivelazione invece è Elena Di Cioccio nei panni della migliore amica di Laura. Essenziale e spontanea, la iena sembra a rientrare con naturalezza nel ruolo secondario affidatole.  Buono il passaggio dalla tv al grande schermo. Nonostante le pecche ravvisate bisogna dire che Montaldo conserva debitamente il suo stile lucido, a tratti un po sporco ma decisamente aperto alla realtà, così come la si vive, senza mezze misure e senza artifici. Un ottimo motivo per vedere il film.

Dulcis in fundo, la sorpresa inaspettata. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che già lo scorso anno aveva preso parte ad una proiezione in Santa Cecilia, (Una vita tranquilla di Cuppellini) quest’anno ritorna a sorpresa in sala, con tanto di biglietto pagato a sue spese. Un posto qualsiasi come un normale cittadino, quasi a voler dare una lezione a tutti gli speculatori che fanno della loro posizione privilegiata un mezzo per eludere anche il minimo sacrificio economico legato all’intrattenimento. E bravo  il Presidente!

L’industriale
Regia: Giuliano Montaldo
Cast: Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia, Francesco Scianna
Distribuzione: 01 Distribution

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