Mon pire cauchemar, amore e lotta di classe

31 ottobre 2011
di Tania Marrazzo

Anne Fontaine tratteggia, con alcune incertezze e debolezze strutturali, un’improbabile storia d’amore sdoganando i cliché delle classi sociali più elevate


Leggi tutti gli articoli della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma!

Agathe (Isabelle Huppert) e Patrick (Benoît Poelvoorde) sono due individui agli antipodi: lei dirige una prestigiosa fondazione d’arte contemporanea e abita in un lussuoso appartamento nella zona dei Giardini di Lussemburgo, lui è un avanzo di galera semi alcolizzato che vive nel retro di un furgone e che ha una vera passione per il sesso occasionale, soprattutto con donne in carne. Vista l’amicizia fra i loro figli i due iniziano a incontrarsi frequentemente, in particolar modo dopo che François (André Dussollier), il compagno di Agathe, chiede a Patrick di effettuare dei lavori presso la loro abitazione. Le conseguenze porteranno a risvolti sorprendenti.

Sfila sul red carpet del Festival di Roma anche l’intramontabile Isabelle Huppert protagonista insieme all’attore comico Benoît Poelvoorde di Mon pire cauchemar, il nuovo film, fuori concorso nella Selezione Ufficiale, di Anne Fontaine che in molti ricorderanno per il suo precedente Coco avant Chanel. Dopo Hysteria e A few best man in programmazione nelle giornate precedenti, ecco arrivare un’altra commedia tutta francese che prometteva tanto ma che ha finito per passare un po’ inosservata risultando meno “brillante” di quanto preannunciasse. Una storia d’amore sopra le righe che cerca l’originalità e l’ilarità nell’improbabilità del suo essere, ovvero nella contrapposizione di un uomo e una donna appartenenti a due universi completamente opposti, una pellicola che ridicolizza i cliché di certi luoghi e di certi ambienti “esclusivi”.

Se la Huppert è il prototipo della radical chic, snob, fredda, controllata e frigida, Poelvoorde è quanto di più grezzo, ignorante e maleducato ci possa essere. Due personaggi ben tratteggiati che nascondono se stessi dietro un modo di essere costruito a fatica nel tempo, una specie di meccanismo di difesa che viene sradicato e messo a nudo nel momento in cui entra in atto il confronto fra gli ambienti sociali. Un conflitto affascinante proprio perché utopico, che unisce due estremi facendoli convergere verso un centro che si concretizza nella comune normalità, ma che non basta a sostenere l’intera commedia. Nulla da dire per quanto riguarda sceneggiatura, costruzione dei personaggi e performance degli attori (quest’ultima anzi notevole), i problemi semmai emergono a livello strutturale trascinando e dilatando una trama che con il passare dei minuti perde freschezza risultando ridondante. Mon pire cauchemar condensa in maniera incerta gli elementi di cui è costituito anche se, nonostante tutto, detiene comunque un certo grado di piacevolezza.

Immagine anteprima YouTube

Mon pire cauchemar
Regia: Anne Fontaine
Sceneggiatura: Nicolas Lemercier, Anne Fontaine
Cast: Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Corentin Devroey, Donatien Sunier
Paese: Belgio, Francia 2011
Durata: 99ʹ
Produzione: Maison de Cinema, Pathé, M6 Films
Distribuzione: BIM Distribuzione

Share





//MURALES