La kryptonite nella borsa, questi eccentrici anni ‘70

3 novembre 2011
di Tania Marrazzo

Prima regia per Ivan Cotroneo che racconta attraverso gli occhi del piccolo Peppino e di Gennaro, un Superman partenopeo, la Napoli degli anni ’70 con trovate musicali, sequenze immaginarie e qualche stereotipo


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Dopo Il mio domani, Il paese delle spose infelici e Il cuore grande delle ragazze arriva anche il quarto e ultimo film italiano in concorso nella Selezione Ufficiale, parliamo de La kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo autore anche del romanzo omonimo del 2007 dal quale è stato tratto. Noto ai più come scrittore, sceneggiatore e autore di serie televisive di successo come Tutti pazzi per amore, Cotroneo tenta stavolta la strada della regia esordendo con un lungometraggio che combina insieme comico e drammatico assumendo a volte quasi i toni del musical. Ad interpretarlo un mix di attori nostrani che se la cavano più o meno bene e sui quali a spiccare maggiormente sono la forza tacitamente drammatica di Valeria Golino e un Luca Zingaretti in alcuni casi un po’ monocorde.

Ambientato a Napoli nel 1973 La kryptonite nella borsa è la storia di Peppino Sansone, ragazzino di 9 anni spesso emarginato a causa dei suoi occhiali, e della sua stramba e numerosa famiglia: la madre Rosaria che dopo aver scoperto che il marito la tradisce viene colta da una specie di esaurimento e inizia delle sedute psichiatriche, gli zii Titina e Salvatore ancora giovani e assidui frequentatori di feste e collettivi femminili, i nonni e il cugino Gennaro che, con tanto di costume, gironzola credendosi Superman. Un giorno Gennaro muore in un incidente, ma Peppino non vuole rinunciare a lui così attraverso la fantasia continua a stare in sua compagnia invocandone la presenza ogni qualvolta ne ha bisogno.

Un po’ autobiografica un po’ storia di formazione quella che Cotroneo decide di portare sullo schermo, formazione che riguarda tutta la famiglia e non solo il piccolo protagonista perché alla fine ognuno dei personaggi subisce una qualche sorta di cambiamento. La differenza sta nel fatto che mentre Peppino riesce a immaginare di risolvere i suoi problemi (simboleggiati dal malvagio metallo verde) mediante i superpoteri del cugino defunto, gli adulti per sognare devono subire il duro impatto con il reale. La kryptonite nella borsa gioca però un po’ sporco tentando di ingraziarsi lo spettatore tramite la combinazione di diversi elementi di impatto visivo e sonoro: innanzitutto il contesto (o piuttosto la parodia di esso) dei colorati, stravaganti e psichedelici anni ’70, poi il lavoro compiuto sulla musica. Chiaramente coadiuvanti narrativi, c’è da dire che è facile ottenere consensi se ad accompagnare le immagini sono Life on Mars di David Bowie, Lust for life di Iggy Pop (uscito in realtà nel 1977), These boots are made for walkin (di cui c’è anche una versione eseguita dai Planet Funk il cui videoclip è stato diretto dallo stesso Cotroneo), Mina e Dalida, più complesso è invece conferire autorialità e originalità a questo tipo di scelte. Tolti infatti l’ambientazione, la colonna sonora, la naturale simpatia dialettale e la patinatura estetica il contenuto si mostra in sé abbastanza scarno, con trovate divertenti e una buona elaborazione delle tematiche sociali  e familiari del periodo, ma eccessivamente stereotipato e a tratti semplicistico.

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La kryptonite nella borsa
Regia: Ivan Cotroneo
Sceneggiatura: Monica Rametta, Ludovica Rampoldi, Ivan Cotroneo
Cast: Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Fabrizio Gifuni, Vincenzo Nemolato, Luigi Catani, Lucia Ragni, Monica Nappo, Gennaro Cuomo, Massimiliano Gallo, Sergio Solli, Antonia Truppo, Rosaria De Cicco, Carmine Borrino, Nunzia Schiano
Paese: Italia 2011
Durata: 98ʹ
Produzione: Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema e con il contributo del MiBAC
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 4 novembre 2011
Sito ufficiale

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