Case chiuse, dalla legge Merlin ad oggi nulla è cambiato
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Il film di Filippo Soldi, presentato al festival di Roma, racconta al pubblico come si è evoluto il mestiere più vecchio del mondo: dalle lupanare ai bordelli, chiusi dalla legge Merlin del 1958, all’Artemis di Berlino, cattedrale del piacere e luogo cult per il soddisfacimento delle perversioni più nascoste. Un viaggio sullo schermo che è arricchito dalle interviste rilasciate da Lina Wertmüller, Tinto Brass, Eva Cantarella, Luciana Castellina e Pia Covre – portavoce del ‘Comitato per i diritti civili delle prostitute’- tutti personaggi importanti che cercano di ricostruire il clima di un’epoca trascorsa attraverso i ricordi personali.
Cos’è cambiato materialmente dal 1958 ad oggi? Niente. Le donne continuano a prostituirsi e gli uomini continuano ad appagare il proprio piacere sessuale con figure più moderne delle antiche progenitrici dei bordelli. Quindi Hostess, accompagnatrici, estetiste impiegate in sedicenti centri benessere, prostitute caricate in macchina sulla strada e così via. Nel cinquant’ennio trascorso non è cambiato nulla, il corpo era una merce di scambio e la sua mercificazione continua ad essere un’attività molto remunerativa. Molte prostitute affermano che ottenere del denaro per delle prestazioni sessuali sia un mestiere come un altro. La donna viene usata come un oggetto, degradata allo stato di una cosa e nonostante tutto è ancora capace di asserire che sia un lavoro come un altro. Diciamo che indossare la divisa per lavorare al bar o indossare dei reggicalze per un rapporto sessuale sia la stessa identica cosa? Non credo sia così altrimenti saremmo tutte liete di avvicendarci sulla strada del sesso e dei soldi facili. E’ una questione complessa che risale al costume sociale e all’idea concettuale che si ha della donna.
Quale ruolo ha la donna nella società? Pur guardando con attenzione troveremo soltanto due ruoli prestabiliti: puttana o madre di famiglia. Puttana nei bordelli di allora, puttana nelle camere di personaggi pubblici di grande rilievo, puttana per avanzare nella carriera; madre di famiglia dentro le proprie case linde e pulite. Ma chi è che va con le puttane se non gli stessi mariti che la sera tornano a casa dalla madri di famiglia?
Non resta che riabilitare il buon vecchio bordello per garantire attraverso il controllo della santa istituzione più sanità e una schiavitù più dignitosa? Chissà magari tra cinquant’anni troveremo moderne lupanare pubblicizzate anche in televisione con personaggi di prestigio pronti a garantire sulla qualità delle ottime prestazioni.
Case Chiuse
Regia: Filippo Soldi
Cast: con la partecipazione di Tinto Brass, Lando Buzzanca, Eva Cantarella, Luciana Castellina, Pia Covre, Louis Godar, Michele Lo Foco, Lina Wertmüller, Vanessa, Safina, voce narrante Pierluigi Cecchetti
Produzione: Italia 2011
Durata: 52′



















