festival di cannes 2013 meteore musica popolazioni ai confini

Pasta Madre day, il più grande spaccio collettivo del mondo

12 dicembre 2011 | By More
Share

Lo scorso 10 dicembre è scoccata l’ora del Terra Madre Day grazie al quale, con più di mille eventi e quasi 200 mila persone, Slow Food ha proclamato il diritto a un cibo buono per il palato, pulito per uomini, animali e natura, e giusto per produttori e consumatori. Ma la giornata è stata anche l’occasione per festeggiare il Pasta Madre Day, il più grande momento di spaccio collettivo mondiale. Niente di illegale, perché i “pusher” di cui parliamo spacciano solo pasta madre, il lievito naturale usato per fare il pane prima che il lievito di birra si diffondesse su larga scala.

In mercati, negozi, centri sociali, e tanti altri punti d’incontro di tutta Italia, più di 250 spacciatori si sono organizzati per condividere la propria passione e, soprattutto, per regalare un po’ di pasta madre.

A Roma, alla Casetta Rossa di Garbatella, in tanti hanno affollato la sala dove le organizzatrici dell’evento hanno spiegato, mentre non smettevano un attimo di impastare, perché e come usare la pasta madre. Tra loro anche Angela Falasca dell’Università del Saper Fare, gruppo operativo dell’associazione Movimento della Decrescita Felice (MDF), e referente di questo evento. “Usare pasta madre per la panificazione domestica comporta molti vantaggi. Innanzitutto si possono scegliere ingredienti, come le farine biologiche, di qualità assolutamente superiore rispetto ai cosiddetti miglioratori usati, purtroppo, sempre più spesso nel processo di panificazione. Ne guadagna anche il sapore, chi lo prova la sente la differenza. Inoltre, si evita di comprare prodotti provenienti da chissà dove e che, a causa degli imballaggi, comportano un rilevante impatto sull’ambiente”.

Non sorprende allora che fare il pane in casa è un’arte e una consuetudine che in tanti stanno riscoprendo. Esiste, infatti, una vera e propria comunità del cibo pasta madre con tanto di sito dove reperire notizie, ricette e naturalmente, grazie ad una mappa virtuale, l’indirizzo di tutti gli spacciatori sparsi in Italia e nella capitale. Diventa così più facile trovare pasta madre o addirittura qualcuno che custodisca per qualche giorno la nostra.

Il lievito naturale, infatti, è come un’essere vivente che si nutre ogni giorno di acqua e farina, che “respira” l’aria dell’ambiente nel quale è conservata e mantenuta in vita dagi opportuni rinfreschi. Proprio per questo le sue caratteristiche sono uniche. La fermentazione di un complesso di lieviti e batteri lattici che producono acidi organici, garantisce alla pasta madre una maggiore lievitazione, digeribilità e conservabilità. Tuttora è indispensabile per preparare dolci come panettone, pandoro e colomba pasquale e per particolari tipi di pane come il pane di Lentini, dell’Alta Murgia e il Pane Nero di Castelvetrano.

L’incontro alla Casetta Rossa è stato però soprattutto un momento di condivisione. Non sono mancate domande, richieste di

Angela Falasca durante l'incontro alla Casetta Rossa di Garbatella

chiarimento, lo scambio di consigli e il confronto tra diversi modi di impiegare la pasta madre. Tutti in fila, curiosi e ansiosi di ricevere la preziosa palletta di impasto nel barattolino di vetro portato da casa. “Ricordo mia nonnna – racconta Angela – che la usava quotidianamente e la scambiava con i vicini. Tra le persone c’era maggiore condivisione e contatto, per questo spacciarla e dare consigli su come fare il pane in casa diventa un modo per relazionarsi con gli altri attraverso lo scambio, il dono“.

Certamente il ritorno al buon pane di una volta richiede tempo per impasto, lievitazione e cottura ma “si può fare – conclude Angela. È solo un questione di organizzazione. L’impasto, poi, richiede pochi ingredienti e pochi minuti”.

E allora ecco di seguito alcune istruzioni per la panificazione (dosi pensate per una pagnotta del peso finale di 1 kg, per panificare ogni 4-7 giorni) e chissà che prima o poi anche voi cominciate prima o poi a spacciare pasta madre.

-    Preparare la biga (e’ la pasta madre “riattivata”, fase prima dell’impasto del pane): P
prendere la pallina, aggiungere 200 g di farina (possibilmente farina “0″) e circa 120 ml di acqua, impastare rapidamente e lasciar riposare tra le 8 e le 12 ore.

-    Il pane: aggiungere 400 g di farina (a scelta; consigliamo massimo 1/3 di farine senza o con poco glutine) e circa 250 ml di acqua, impastare aggiungendo acqua o farina; affinche’ la consistenza sia giusta, lavorare l’impasto finche’ e’ elastico e lasciar lievitare circa 4 ore (dalle 2 alle 6 secondo le stagioni); togliere, poi, una pallina per la successiva panificazione e depositarla in un barattolo semichiuso in frigorifero.

-    La cottura in forno: scaldare al massimo, prendere delicatamente il pane lievitato da sotto con le mani, dopo aver praticato, per chi vuole, alcuni intagli sulla parte superiore; lasciare sulla piastra calda: 10 minuti a 250 gradi, poi 40 minuti a 180-200 gradi per un totale di 50 minuti.

Tags: , , , , , , ,

Category: Food + Wine, Roma

About the Author ()

Comments are closed.