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Shame

16 gennaio 2012 | By More
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Presentato in anteprima alla 68ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove Michael Fassbender (nominato anche per i Golden Globes) ha ricevuto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, dopo essere passato per il TIFF arriva in sala il tanto acclamato Shame. Secondo film per l’artista Steve McQueen, regista di una pellicola che ha richiamato alla mente della critica Ultimo tango a Parigi e che ha consacrato Fassbender attore rivelazione del 2011 anno che lo ha visto in Jane Eyre, X-Men – L’inizio, A Dangerous Method e in Knockout di Soderbergh, ancora inedito in Italia. Non solo di bell’aspetto ma anche di notevoli capacità recitative, ha dimostrato di essere dotato l’attore irlandese il cui nudo frontale ha fatto guadagnare al film il divieto ai minori di 14 anni. Eppure di erotico c’è davvero poco nelle scene di sesso, di masturbazione e durante gli amplessi, l’unica cosa che traspare è soltanto solitudine, disperazione e vergogna.

Come intuibile dalla prima inquadratura Shame è un film sul corpo, fisico e metaforico, che diventa espressione di uno dei drammi tipici della contemporaneità ovvero il sentirsi reclusi pur vivendo in un’epoca di uomini, almeno apparentemente, liberi. Poco più che trentenne Brandon è un individuo indipendente, ha un lavoro e un bell’appartamento con una splendida vista su New York, ma è afflitto da una sorta di sessuomania che fa del suo stesso corpo la sua prigione. Il grigio pallore e l’anonimato della sua casa riflettono la condizione di un soggetto attanagliato da un perenne stato di semi lobotomia, di squallore post orgasmo sopravvenente dopo un rapporto a pagamento o occasionale. Sesso telematico, con una escort, con un uomo, qualunque cosa pur di perdersi nelle sensazioni derivanti dal soddisfacimento del piacere fisico, una dipendenza patologica e psicologica che genera frustrazione e, per l’appunto, profonda vergogna.

Routine e rimozione dell’emotività sono gli ingranaggi del meccanismo che il Brandon di Fassbender mette in atto per sopravvivere, un meccanismo che va in tilt quando irrompe nella sua vita la sorella Sissy (Carey Mulligan). È lei, ragazza allo sbando, che infrange l’equilibrio fittizio del fratello nella scena chiave in cui dà voce ad una tragica versione di New York New York. Ora Brandon ha qualcuno di cui occuparsi/preoccuparsi, qualcuno a cui dover anche involontariamente rendere conto. Inizia così, modulato da una singolare e sensibile colonna sonora, il percorso di un uomo verso il cambiamento, o almeno il tentativo di esso. Esistenzialista e senza fronzoli Shame di Steve McQueen implode progressivamente fino allo scioglimento finale suscitando finanche commozione senza ricorrere ad alcun tipo di ricatto morale.

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Shame
Id.
Regia: Steve McQueen
Sceneggiatura: Steve McQueen, Abi Morgan
Cast: Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware, Elizabeth Masucci, Robert Montano, Lucy Walters, Mari-Ange Ramirez, Alex Manette
Paese: Gran Bretagna 2011
Durata: 100ʹ
Produzione: See Saw Films, Film4
Distribuzione: BIM Distribuzione
Data di uscita: 13 gennaio 2012
Sito italiano
Sito ufficiale

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Category: Cinema

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