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Casanatense e Angelica: tra arte e memoria scritta

12 marzo 2012 | By More
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Biblioteca Angelica

Luoghi suggestivi, di collettiva memoria, in cui studiare e approfondire il proprio sapere consultando testi rarissimi e ricostruire segmenti di antiche realtà culturali tramandate attraverso le generazioni. Magici contenitori di questa conoscenza, le biblioteche hanno assunto, nel corso del tempo, le forme e le architetture più singolari tanto da non costituire solo imprescindibili luoghi di ricerca ma anche spunti di curiosità e tesori artistici. In particolare, proprio nel cuore della Roma dei Papi, ve ne sono due in cui i libri non sono solo oggetti da conservare ma anche da esporre, dove contenuto e contenitore si identificano quasi a fondersi: la Biblioteca Angelica e la Biblioteca Casanatense, rispettivamente fondate da Agostiniani e Domenicani tra il Cinquecento e il Seicento.

Tacuinum Sanitatis

Aperta al pubblico nel 1614, senza alcuna limitazione di stato e di censo, per volontà del vescovo agostiniano Angelo Rocca, la Biblioteca Angelica, la più antica biblioteca pubblica di Roma, nonché una delle prime in Europa, è un centro di conservazione di alto prestigio, sia per la sede di rara bellezza architettonica sia per l’importanza del suo patrimonio, che comprende circa duecentomila volumi di cui più di centomila, editi dal XV al XVIII secolo, ne costituiscono il fondo antico. La Casanatense, voluta come biblioteca di pubblica utilità dal cardinale Girolamo Casanate, appassionato collezionista di libri e codici, fu istituita dai padri domenicani del Convento della Minerva. Aperta al pubblico nel 1701, al termine dell’edificio appositamente costruito nell’area del Chiostro della Minerva su progetto dell’architetto Antonio Maria Borioni, ebbe come primo nucleo la collezione del Casanate, ricca di oltre 25.000 volumi e comprendente opere di ogni campo dello scibile umano. La Casanatense, in stretto contatto con i principali centri del commercio librario europeo e interessata sia alla produzione corrente che al mercato antiquario, aspirò, fin dalle origini, a realizzarsi come biblioteca di cultura universale. Oltre che per l’illuminata politica degli acquisti primeggiò, tra le biblioteche romane, per l’esperta attività biblioteconomica e catalografica.

Biblioteca Casanatense, Salone Monumentale e globo

Impressionante, per entrambe la mole di volumi conservati; per l’Angelica si conta un fondo antico stimato in 180.000 volumi, manoscritti e a stampa, relativi in prevalenza al pensiero agostiniano e alla storia della Riforma e della Controriforma, mentre oltre 350.000 (manoscritti, incunaboli, stampati), dei quali circa 60.000 sono ancora oggi contenuti nell’antico Salone Monumentale, ne conserva la Casanatense. Mentre quest’ultima è suddivisa in due sale di lettura – una riservata alla consultazione generale, dalle enciclopedie agli atlanti, dai trattati filosofici agli studi storici e sociali, e l’altra dedicata a quella specialistica – la Biblioteca Angelica accoglie i propri visitatori all’interno dello straordinario salone – anche sala di lettura – realizzato dall’architetto Luigi Vanvitelli, che lascia quasi senza fiato per la ricchezza decorativa dei libri, disposti lungo il perimetro della sala e accessibili tramite antichi ballattoi, la cui sistemazione è ancora quella originale. Qui viene conservato gran parte del fondo storico antico e, tra i cimeli più preziosi per antichità e valore artistico, spiccano un manoscritto del IX secolo contenente il Liber memorialis dell’Abbazia di Remiremont, ed un altro del XIII secolo, il De Balneis Puteolanis, sulle qualità terapeutiche dell’acqua termale con pregevoli miniature di scuola siciliana, il primo libro stampato in Italia, il De Oratore, e la prima edizione dell’Orlando Furioso, edita a Ferrara nel 1521.

Un gruppo di manoscritti appartenenti all’Ordine dei Templari, il Tacuinum sanitatis, vero compendio di scienza naturale, e il Theatrum sanitatis, enciclopedia medica del XV secolo, costituisco i tesori custoditi nella Casanatense che, all’interno del Salone Monumentale, ospita anche un piccolo museo allestito dal prefetto Giovanni Battista Audiffredi, con medaglie, sigilli, reperti archeologici e strumenti scientifici, tra cui la Sfera Armillare ed il globo terrestre e quello celeste entrambi realizzati da Silvestro Amanzio Moroncelli.

Biblioteca Angelica, Salone vanvitelliano

Angoli di cultura dal valore inestimabile, la Biblioteca Angelica e la Casanatense, valorizzano le opere possedute con pubblicazioni, convegni, concerti e visite guidate mirate ad incrementare la conoscenza del proprio patrimonio librario. Inoltre, all’interno dei propri spazi, ospitano con sempre maggiore frequenza mostre temporanee e manifestazioni culturali. All’interno di uno spazio espositivo appositamente dedicato, situato al pianterreno dell’Angelica, si terrà mercoledì 15 marzo l’antologica Paint in Action dell’artista albanese Ilir Zefi, oltre 20 opere che testimoniano una pittura viscerale distante da certe forme d’arte contemporanea freddamente concettuali; mentre il Salone Monumentale della Casanatense accoglierà, giovedì 17 marzo, il nuovo progetto espositivo del giovanissimo Gianni Politi, allievo di Pizzi Cannella, dal titolo Viva la Muerte! Omaggio a Santa Maria Gloriosa dei Frari: nove tele espositive saranno esposte nel grandioso spazio come lungo le navate di una basilica.

 

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Category: Arte, Roma

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