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Gastone

2 aprile 2012 | By More
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Chi non conosce, almeno di nome Ettore Petrolini? Il suo fascino carismatico d’attore d’altri tempi è arrivato a noi, passando per la storia del Varietà, come il simbolo di un teatro intriso d‘ironia malinconica, di lustrini e occhi bistrati, di macchiette maliziose e tanto talento di chi sentiva il palcoscenico come una seconda casa. Quel suo volto capace di trasformarsi in maschera per dare vita ai suoi molti personaggi, quell’espressione vacua e laconica che faceva trasparire sempre una tenue amarezza dietro l’esilarante comicità, sono diventati esempi  forse ineguagliati d’istrionico talento. Petrolini incantava il pubblico con i suoi giochi di parole, le sue improvvisazioni  fulminanti e i suoi testi che possedevano già la forza comunicativa del teatro dell’assurdo. Un geniale precursore e dominatore della scena, malinconico modello di attore d’avanspettacolo, maschera da commedia dell’arte che padroneggia i linguaggi originali della recitazione, sperimentatore instancabile di ruoli e stili, sbeffeggiatore dei vizi e sottile derisore del potere. Ettore Petrolini riusciva a essere tutto questo e forse molto altro.

La Tana dell’Arte, associazione culturale fondata da Felice Sandro Leo, presenta, per il terzo anno consecutivo, da martedì 27 marzo fino a domenica 1 aprile presso il Teatro San Genesio di Roma, Gastone, uno dei personaggi più rappresentativi  di Ettore Petrolini nella commedia per eccellenza sulle meschinerie e le opache illusioni del mondo dello spettacolo negli anni ’20. Il coraggioso riadattamento e l’accurata direzione dello  stesso Felice Sandro Leo (anche nel ruolo del vanesio impresario Pompa) rendono Gastone uno spettacolo musicale spumeggiante e travolgente, capace di sottolineare con ironica amarezza il parallelismo tra il declino morale del mondo del Varietà e la nostra contemporaneità. Pur con le dovute difficoltà che si incontrano nell’approcciare uno dei personaggi più celebri di Petrolini, il Gastone della Tana dell’Arte riesce a essere convincente e a riportare in scena con giusta verve la caratterizzazione del gagà svenevole e un po’ stupido, del  viveur anticonvenzionale e divo per auto-definizione. Forse solo oggi è possibile cogliere tutti i risvolti di satira audace che Patrolini volle rappresentare in questo personaggio e riderne di gusto e con la giusta riflessione.
Nei panni di Gastone Durville si trova questa volta il giovane e talentuoso Luca Pennacchioni, che ne da una sua credibile e divertente lettura in cui traspare una minuziosa e passionale ricerca delle gestualità più caratterizzanti del personaggio oltre che nell’elegante presentazione scenica nel suo frac, cappello a cilindro, guanti bianco latte e bastone, affiancato da Valentina Ciaffaglione nel ruolo della protagonista femminile Lucia, che mette in scena anche le sue doti canore interpretando due dei  quattro brani inediti composti appositamente per lo spettacolo da Carmine Caprera.

Il mondo descritto da questa rivisitazione è quello del Varietà, delle compagnie con poca arte e ancor meno quattrini ma che vogliono darsi comunque un tono dandy e altisonante, del piacere retrò di una risata spensierata per non pensare alla vita così brutale nella sua realtà fuori dal palcoscenico, mondo lieve fatto di sogni e piccole ambizioni dietro l’amara caduta dell’illusione. In questa ambientazione si svolgono le vicende della bella  popolana Lucia, dalle straordinarie doti vocali che incalzata dalla sorella Teresa, si fa convincere dal seducente Gastone a intraprendere la carriera della soubrette del Varietà. Ma i suoi sogni di successo come Luciette d’Antibes si infrangono presto quando vivendo a stretto contatto con le sue colleghe “artiste” nella pensione della nobile decaduta argentina Violetta, si accorge di come sia frivolo e privo di ogni morale quel mondo che aveva tanto agognato e come questo non riesca a renderla felice quanto l’amore del suo fidanzato, umile stampatore, Alfredo. Resasi conto dell’errore infine torna alla sua realtà lasciandosi alle spalle le invidie, le ridicole ripicche e gli infantili vizi delle sue coinquiline prime donne Bice Duval e Gemma D’Oriente. E Gastone, nel più triste degli epiloghi, dimostra di non voler evolversi, di non imparare dalla vita, anzi di volerla sfruttare al peggio con le uniche qualità di viveur che conosce, ma questa sua condotta lo porterà, nell’adattamento di Sandro Leo, a finire dritto in galera e chissà se lì potrà sfoggiare con vanità e orgoglio il suo frac.
La forte volontà di far rivivere con passione il teatro di un’epoca ormai andata e che ha, tuttavia, ancora tanto da offrire è la chiave vincente di questo spettacolo.

Il gioco scenico funziona, e il pubblico è divertito e coinvolto, anche grazie a un ottima scenografia e riproduzione di costumi d’epoca che ha permesso di entrare fin da subito in empatia con il testo e il ritmo degli attori. Le musiche originali cantate anche da un talentuoso Gianni Leo, hanno dato a Gastone l’impronta del musical che ben si presta alla sceneggiatura. Gastone è un’opera che riesce  a superare  il genere macchiettistico per indagare nel simbolismo   della parodia, della maschera satirica, espressa a massimi livelli nel tragicomico personaggio di Gastone Durville, capace con la sua andatura dinoccolata e il sorriso malizioso, i suoi occhi languidi a dar voce ad un  umorismo amaro, avanguardista, paradossale. Così la grandezza di questo personaggio diventato spettacolo e riproposto da anni con sempre vivo entusiasmo, non sta esclusivamente nell’abilità di rappresentarsi come maschera mimetica e comica ma nella esplorazione della realtà umana con le sue fragilità e nefandezze e la sua ricreazione in palcoscenico.

Gastone
Di Ettore Petrolini
Regia e riadattamento di: Felice Sandro Leo
Con: Luca Pennacchioni, Barbara Mecucci, Paolo Bianchi, Valentina Ciaffaglione, Federico Sozio, Fabiana Pagani
Costumi: Lisangela Sabbatella e Federica Scipioni
Teatro San Genesio
Via Podgora 1
Dal 27 marzo al 1 aprile 2012
Dal martedì al sabato ore 21.00 Domenica ore 18.30
Biglietti: Intero 12.00, prevendita 10.00, ridotto 8.00

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Category: Roma, Teatro

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