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Open House Roma: Itinerario Esquilino-Centro storico

23 aprile 2012 | By More
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veduta di Piazza della Repubblica

Come muoversi – Abbandonare macchina e mezzi pubblici e godersi una piacevole passeggiata nel cuore della Roma storica è la prima prerogativa di questo itinerario. Tre dei quattro punti di interesse, il Radisson SAS Es. Hotel, l’Acquario Romano e il Teatro dell’Opera, si trovano a pochi passi di distanza l’uno dall’altro, mentre la meta finale, il Teatro Argentina, potrà essere raggiunta agevolmente prendendo l’autobus numero 40 per sole 3 fermate in Via Nazionale (fermata Nazionale-Torino), una delle strade più incisive della Capitale. Ma andiamo con ordine. L’itinerario ha inizio in Piazza della Repubblica – dove ammirare, tra l’altro, la maestosa fontana delle Naiadi e la basilica di Santa Maria degli Angeli alle sue spalle – che vi consigliamo di raggiungere tramite la metro A (fermata Repubblica Teatro dell’Opera). Da qui, prendendo via delle Terme di Diocleziano e camminando lungo via Giovanni Amendola, a fianco della stazione Termini, si giunge in via Filippo Turati in cui si staglia la moderna costruzione dell’Es Hotel. A soli due minuti di distanza, si arriva in Piazza Manfredo Fanti in cui, proprio nel mezzo di un’area verde, si trova l’Acquario Romano, seconda tappa del nostro itinerario. Per raggiungere il Teatro dell’Opera basterà percorrere fino in fondo via Principe Amedeo e svoltare a sinistra, in via del Viminale e, quasi di fronte, si giunge in Piazza Beniamino Gigli, sede del celebre teatro. Riprendendo via Nazionale, proprio alle spalle del Teatro dell’Opera, si potrà scegliere se raggiungere il Teatro Argentina – quarta ed ultima tappa – a piedi, passeggiando in discesa lungo via Nazionale fino a Piazza Venezia e poi ancora, percorrendo via del Plebiscito, fino a largo Argentina, o tramite i mezzi pubblici, come indicato.

Radisson SAS Es. Hotel

Radisson SAS Es. Hotel – Il progetto dell’hotel, firmato dallo Studio King e Roselli, fa parte di un quadro più generale di riqualificazione del quartiere Esquilino, area centrale della città, in cui sono ancora in corso numerosi interventi di restauro per riportare la zona alla gloria – o quasi – del periodo Umbertino. Da un punto di vista architettonico, tuttavia, l’Es. Hotel, ha poco a che fare con lo stile di quel periodo: 7 piani, ben 232 camere dai materiali innovativi e un’area archeologica ben visibile nella hall. Frutto del miglior design contemporaneo, i progettisti hanno inteso valorizzare l’aspetto sensoriale degli spazi, dissolvendo, ad esempio, la divisione fra bagno e camera: tutto si concentra su zattere di legno dove si inseriscono il letto e il lavabo, con la stessa camera trasformabile in sala riunioni o camerino per set. Sotto le finestre una luce colorata illumina anche le facciate, mentre per il pavimento è stato usato il pvc mollettonato che attutisce il passo. Tra gli arredi, oggetti di Cappellini, Vitra, Sawaya e Moroni. Dalla splendida terrazza – meta molto gettonata dai giovani per feste e aperitivi – si gode un panorama quasi completo della città (nord-est-sud) fino ai colli Albani. Qui, grazie alla superficie in doghe di legno con il solo limite dei parapetti in acciaio, alle nuvole vicine, al vento e all’andare e venire dei treni sui binari della vicina stazione Termini, si ha l’impressione di trovarsi sul pontile di una nave in movimento. Provare per credere!

antico bozzetto dell'Acquario Romano

Acquario Romano – Poche le immagini d’epoca che ci mostrano come doveva essere l’Acquario Romano in quel lontano 29 maggio del 1887, giorno della sua inaugurazione. Sono bastati poco più di cento anni per cancellare la memoria di questo singolare e controverso edificio, destinato ad acquario, a stabilimento di piscicultura e a luogo di ritrovo per la borghesia emergente del nuovo quartiere Esquilino. L’idea di acquisire un acquario a Roma si deve al comasco Pietro Garganico, esperto di piscicultura che, nel 1880, portò avanti con fermezza la sua idea di Roma come centro della scienza; uno spirito coerente con la volontà che si andava diffondendo subito dopo l’unità d’Italia, quella dell’istituzione di strutture scientifiche al fine di uniformare la città alle moderne capitali europee, promuovendo attraverso l’educazione la ricreazione, l’innalzamento delle classi popolari. L’Acquario divenne così uno degli edifici pubblici più significativi dell’area. Al talento dell’architetto Ettore Bernich si devono la fisionomia ultima e la concretizzazione delle diverse e sovrapposte finalità dell’Acquario che si sono andate delineando nel corso del tempo: sede di esposizioni artistiche, concorsi pubblici e palestra per le scuole del quartiere, sala di operetta e varietà di grande successo, celebre teatro negli anni ’20, sala cinematografica e circoequestre, magazzino del Governatorato e persino sede di uffici elettorali e deposito dei materiali scenici del Teatro dell’Opera fino al 1984, quando venne sgomberato dall’Amministrazione Comunale che ne promosse il recupero quasi totale della fisionomia originale. Oggi l’Acquario è sede della Casa dell’Architettura, istituzione culturale ed espositiva nata nel 2002 su iniziativa del Comune e dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, con il compito di promuovere la cultura architettonica romana e quella contemporanea in generale attraverso iniziative di carattere nazionale e internazionale.

facciata Teatro dell'Opera

Teatro dell’Opera - Anche noto come Teatro Costanzi – dal nome dell’imprenditore edile Domenico Costanzi, che ne volle la costruzione – il Teatro dell’Opera è un luogo il cui fascino può essere apprezzato, per interessi architettonici e artistici, anche a prescindere dai titoli musicali che costituiscono il cartellone della sua stagione. Inaugurato nel 1880, dopo soli diciotto mesi di lavori su progetto dell’architetto milanese Achille Sfondrini, che privilegiò il risultato acustico e ne disegnò il progetto in stile neorinascimentale, agli albori del Fascismo fu preso in gestione dal Comune di Roma e assunse il nome di Teatro Reale dell’Opera, epiteto quest’ultimo eliminato con il passaggio alla Repubblica insieme alla facciata, che fu in seguito ripristinata in stile modernista unitamente all’ingresso e al foyer. Realizzando la struttura interna come una cassa armonica, Sfondrini ha conferito al Teatro l’attuale forma a ferro di cavallo, complice di un’acustica che non teme confronti. Al centro della cupola, affrescata dal perugino Annibale Brugnoli, campeggia il maestoso lampadario di forma circolare, realizzato a Murano, del diametro di circa sei metri e composto da 2700 gocce di cristallo e 262 lampadine. Autentico capolavoro dell’arte vetraria italiana, il lampadario domina e illumina la platea dal 1928. In oltre un secolo di vita, centoventotto anni per l’esattezza, l’Opera di Roma ha scritto tante pagine memorabili nella storia del teatro musicale, della lirica, della danza, tanto  da identificarsi come culla per eccellenza dell’opera verista e del teatro musicale del Novecento.

sala interna, Teatro Argentina

Teatro Argentina – Di proprietà della famiglia Cesarini inaugurato il 31 gennaio 1732 con la rappresentazione dell’opera Berenice di Domenico Sarro, il Teatro Argentina, uno tra i più antichi teatri della città, costituisce la prima sede della Fondazione Teatro di Roma, oggi diretta da Gabriele Lavia. Palcoscenico di memorabili rappresentazioni – dalla prima assoluta del Barbiere di Siviglia di Rossini all’applauditissimo concerto di Paganini del 1827 – il Teatro presenta caratteristiche architettoniche sorprendenti: dalla neoclassica facciata ad opera di Pietro Holl, ispirata al Valadier, al foyer del 1926 firmato da Marcello Piacentini, dalla splendida sala a ferro di cavallo trasformata da lignea in muraria da Camporeschi ed Ersoch, fino ai celebri palchetti che Marcel Proust definiva “piccoli salotti sospesi”. Per cogliere in pieno il fascino di tali dettagli, il Settore Attività Culturali del Teatro di Roma organizza un servizio di visite guidate davvero fuori dal comune; sono i giovani attori dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico ad assumere il ruolo di guida e di interpreti dei grandi protagonisti della storia del Teatro Argentina, attraverso tre tipologie di percorso: verde (Dal palcoscenico di tradizione al Teatro Stabile), rosso (Magnificenze dell’architettura e glorie dello spettacolo) e blu (Grandi ‘classici’ dietro le quinte). Un motivo in più per cogliere l’intima natura dello splendido teatro della Capitale.


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Open House Roma
5-6 maggio 2012
www.openhouseroma.org
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Category: Attualità, Roma

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