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Lo spirito ribelle dei Metallica al Friuli di Udine

7 maggio 2012 | By More
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“Dobbiamo sempre credere in chi siamo
La vita è nostra, la viviamo a modo nostro
Fidati, io cerco e trovo in te
Ogni giorno per noi è qualcosa di nuovo
Mente aperta per un modo diverso di vedere le cose
E non importa nient’altro”
Nothing Else Matters

Tutto pronto per l’evento che celebra il ventennale del Black Album che si terrà il prossimo 13 maggio allo stadio Friuli di Udine (che a onor di cronaca ospitò il Black Ice European Tour degli Ac/Dc). Conto alla rovescia per l’atteso concerto dell’osannato gruppo californiano, in tour per festeggiare il ventesimo anniversario dell’omonimo disco conosciuto come Black Album (Electra Records), che li ha consacrati come una delle più grandi band heavy metal-rock del pianeta, consegnandoli alla fama internazionale e divenendone il maggiore successo commerciale con 28 milioni di copie vendute. Il tour celebrativo si configura come un appuntamento irrinunciabile, che si diversificherà dai tradizionali concerti dei Metallica, poiché eseguiranno dal vivo l’intero disco per intero. Ad aprire i concerti dei Metallica sarà un’altra formazione storica, capitolo fondamentale del metal anni Novanta: i Machine Head, uno dei gruppi più apprezzati e seguiti dagli amanti del genere musicale, che ha venduto oltre 2 milioni di dischi e vanta più di mezzo milione di fan sul social network Facebook.

Il 1991 è stato un momento importante nella storia del rock. Nel giro di un anno escono infatti diversi titoli che sono rimasti impressi nella mente degli appassionati: le retroguardie della rivoluzione grunge, Nevermind dei Nirvana e Ten dei Pearl Jam; la reinvenzione postmoderna degli U2 di Achtung Baby; la definitiva consacrazione dei R.E.M. con Out Of Time; il canto dei Guns, con i due capitoli di Use Your Illusion e Blood Sugar Sex Magik dei Red Hot Chili Peppers. In questa annata cosi fortunata si inserisce il Black Album pubblicato nell’agosto del 1991 e che porta i suoni e l’immaginario del metal al pubblico mainstream. Non a caso, Metal Militia, Four Horsemen, Fight Fire, For Whom The Bell Tolls, Battery e gli altri capolavori dei primi dischi, fanno dei Metallica una delle formazioni più importanti dell’ultimo trentennio e di Master Of Puppets (Elektra Records, 1986 ) uno dei dischi più  influenti.

Black album - Per la varietà e la qualità che musicalmente lo caratterizza, il Black Album (così chiamato per la copertina completamente nera anche se il titolo originale è Metallica ndr) è considerato dalla critica (premesso che ogni arte è soggettiva ndr) il “disco del tradimento” e il “meno spettacolare” (Piero Scaruffi,ndr) per  via della svolta musicale operata dai Metallica che passano dal thrash metal a un arguito e più ascoltabile hard rock, ed è “il lavoro che proietta i quattro cavalieri verso una fama di scala mondiale, che porta la loro sensazionale musica anche nelle case di coloro che il metal faticano a digerirlo”.Il brano di apertura è affidata alla strepitosa Enter Sandman, considerata all’unanime uno dei capolavori dei Metallica. Si passa poi a Sad but True, altra canzone da ricordare per potenza nella voce di James Hetfield (vagliato come il vero protagonista del disco ndr). La terza traccia è Holier Than Thou, una delle canzoni più veloci dell’LP e The Unforgiven. Segue Wherever I May Roam altra eccezionale interpretazione e Don’t Tread on me. Il turno di Through The Never, veloce e potente che riallaccia il gruppo al passato. Terminate le “dure” canzoni, inizia la vera e propria ballata: Nothing Else Matters, dolce e dal testo veramente ammirabile nell’ambito hard rock, una canzone che entra di diritto nel best of della musica di tutti i tempi. Le ultime quattro tracce nell’ordine: Of Wolf And Man, Through The Never, The God That Failed, My Friend of Misery e per finire, The Struggle Within. Il Black Album contiene anche un riferimento politico. La copertina non è completamente nera. Oltre il logo visibile in controluce, vi è un serpente ispirato alla bandiera dell’esercito della Virginia (la Gadsden flag, il cui motto è Don’t Tread on Me, titolo anche di una traccia del disco). La Gadsden flag è una storica bandiera statunitense e racchiude un serpente a sonagli su sfondo giallo e una scritta che riprende la frase “Dont tread on me” (“non calpestarmi” ndr) posizionata sotto il rettile. La bandiera, apparsa per la prima volta nel 1775, prende il nome da Christopher Gadsden ed è considerata uno dei primi vessilli degli Stati Uniti. Dopo la Guerra di indipendenza americana, il drappo è apparso in varie occasioni come simbolo di patriottismo e di libertà. Inoltre è considerata un importante simbolo dal movimento libertario.

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Category: Musica

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