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Occupy Wall Street

7 maggio 2012 | By More
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Un volo diretto a New York, la città del grande mito americano, con lo scopo di conoscere e intervistare l’uomo che ha dato il via a uno dei più importanti movimenti di protesta degli ultimi cinquant’anni in America. “Il motivo principale per cui sono venuto fin qui ha un nome e un cognome: Vlad Teichberg. Ieri era trader di Borsa, oggi è il capo di Global Revolution Tv, la Cnn degli indignati. La miglior metafora vivente per raccontare questo movimento all’insegna dei paradossi”. L’intervista a ‘l’uomo che visse due volte’ – così è stato definito Teichberg – segna l’inizio dell’interessante reportage, realizzato da Riccardo Staglianò e presentato nel suo ultimo libro Occupy Wall Street, edito da Chiarelettere.

Una domanda spinge il giornalista di Repubblica a intraprendere questo suo interessante viaggio attraverso il movimento degli indignati: ci sarà un futuro per Occupy Wall Strett o rimarrà solo il ricordo di una scintilla rivoluzionaria? A tale quesito tenta di rispondere attraverso le notizie, le immagini e le voci degli ‘attori’ i quali hanno permesso di rendere visibile l’azione del movimento, che ha mosso i suoi primi passi nel novembre 2011. L’aspetto sorprendente di Occupy Wall Street è proprio il modo in cui le proteste si sono diffuse in breve tempo da Zuccotti Park ad altre parti nel mondo, grazie anche all’azione sinergica esercitata attraverso la rete che ha permesso di mantenere una coerenza organizzativa, insolita per un movimento con pochi leader e nessuna istituzione ufficiale. Come ha affermato Alexis Madrigal sul The Atlantic: “Molto di ciò può essere fatto risalire a come OWS ha funzionato nel catalizzare alre proteste. Gli organizzatori locali possono scegliere dal menu di opzioni modellate su Zuccotti e adattarle all’uso locale. OWS è stata concepita per essere introiettata e ricombinata, non solamente copiata”.

Le interessanti interviste agli attivisti volontari, proposte dall’autore, fanno emergere a più riprese il desiderio di un’azione collettiva reale, che non si limiti ad una superficiale condivisione nel mondo ‘virtuale’ di internet, ma che trasferisca nelle strade la propria protesta ‘pacifica’, volta ad un cambiamento sociale che permetta di far arretrare in qualche modo l’ingiustizia dilagante promossa dal mondo delle finanze. Secondo alcuni tale trasformazione della società può avviarsi riappropriandosi della propria ‘umanità’ e dignità, compiendo azioni volte al bene comune e fondate sull’istaurazione di un dialogo costruttivo con le Istituzioni.
Slavoj Žižek, filosofo sloveno, nel suo trionafale discorso a Zuccotti Park: “Ci chiamano sognatori, ma i veri sognatori sono quelli che pensano che le cose possano andare avanti indefinitivamente così come sono. Noi non siamo sognatori. Siamo il risveglio da un sogno che si è trasformato in un incubo. Conosciamo tutti la classica scena dei cartoni. Il gatto raggiunge il precipizio ma continua a camminare, ignorando il fatto che non c’è niente sotto i suoi piedi. Solo quando guarda giù e se ne rende conto, precipita. Questo è ciò che noi stiamo facendo qui. Stiamo dicendo ai tipi di Wall Street: hei, guardate giù!”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=_slvmxX6R3I[/youtube]

Occupy Wall Street. Il reportage dentro la protesta
Di Riccardo Staglianò
Casa Editrice: Chiarelettere, 2011
Collana: reverse
Pagine: 160
Prezzo: 9,00€ e-book 6,99 €

 

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Category: Libri

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