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“Piazze di Maggio”: la due giorni di “Rondine Cittadella della Pace” a Prato

14 maggio 2012 | By More
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“Le Piazze di Maggio” sono una due giorni che “Rondine Cittadella della Pace” organizza dal 2006 in diverse piazze d’Italia.
Perché in piazza? Perché “la piazza raccoglie ma non chiude e resta aperta a chi vuole entrarvi”, come spiega Franco Vaccari, presidente di Rondine.
Quest’anno le “Piazze di Maggio” sono arrivate a Prato, il 4 e il 5 maggio scorsi, esattamente in piazza Duomo e piazza S. Francesco, per due giorni di attività, momenti di raccolta e condivisione, in cui i cittadini e gli studenti di Rondine si sono mescolati, vivendo un’esperienza ricca e particolare.

L’evento (realizzato principalmente con il contributo del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Servizio nazionale della CEI per il progetto culturale e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato) è partito venerdì mattina, quando gli studenti di Rondine insieme allo staff dei formatori hanno incontrato due licei di Prato, il “Livi” e il “Rodari”, portando le proprie testimonianze, insieme a quella della Cittadella.
Nella serata l’evento si è spostato al Comando provinciale dei Vigili del fuoco, per una cena di beneficenza in collaborazione con la Diocesi di Prato, l’associazione “Pamat”, il Lions Club Prato Host, il Rotary Club Filippo Lippi, l’associazione “100% Scout: Genitori in cammino”, la Comunità cristiana “Sant’Anna”, la parrocchia “Gesù Divin Lavoratore”. Durante la cena si è svolta la premiazione di due “Rondini d’oro” (studenti che hanno completato il proprio corso di studi e si accingono a rientrare nei loro Paesi): Akaki (georgiano) e Ruslan (inguscio), e l’estrazione di due “Vigna della Pace”, il vino prodotto con l’uva coltivata dagli studenti di Rondine, durante la vendemmia che si svolge ogni autunno nel Chianti.

Nella stessa serata, nella basilica di Santa Maria delle Carceri, tanti giovani si sono ritrovati per una veglia di preghiera, organizzata dalla diocesi di Prato.

Il sabato successivo è iniziato con un altro incontro nelle scuole, stavolta al liceo “Copernico”.
Nel pomeriggio un concerto a cura della Pastorale giovanile ha animato piazza San Francesco, dove c’è stato l’intervento di Franco Vaccari e di due giovani dello Studentato Internazionale di Rondine.
Piazza Duomo, intanto, si colorava di volti e disegni, attraverso “Wall of face – Mettiamoci la faccia”: gente di tutte l’età si è scattata foto per dire “no ai conflitti”, inserendo il proprio volto in un lungo muro rosso, dove due artisti interpretavano con l’aerografo e gli acrilici il tema di Rondine e della pace.
Un flash mob degli studenti e dello staff di Rondine a incantare per un attimo la piazza.
In serata il vescovo Simoni ha celebrato una messa nella basilica delle Carceri, mostrando vicinanza a Rondine e coinvolgimento nelle “Piazze di Maggio”.

Per concludere questa due giorni uno spettacolo emozionante in Piazza Duomo: “Dissonanze in accordo”. Spettacolo che nasce da un’idea di Francesco Santioli (responsabile dell’ufficio comunicazione di Rondine) e Paolo Vaccari (maestro di flauto), un’idea che prende vita dal quotidiano di Rondine, dalla voce dei suoi studenti, da quel confronto difficile, delicato e ricco che della Cittadella costituisce l’humus.
Protagonisti di questo spettacolo musica, visual art e le testimonianze degli studenti di Rondine: Elmira (Azerbaijan), Sultan (Pakistan), Kameliah (Palestina), Kan (Abkhazia), introdotti da Tamara (Ossezia del nord) hanno regalato frammenti della loro esperienza alla piazza. Elmira ricorda che “proprio in una delle ‘Piazze di Maggio’ ha conosciuto la realtà di Rondine, che le ha cambiato letteralmente la vita. Qui è riuscita a guardare negli occhi un armeno, ha imparato a perdonare, a vedere oltre le differenze”.

Ad accompagnare la voce degli studenti l’ “ensemble Rondine” di dodici elementi, che ha eseguito estratti di colonne sonore legate al tema della guerra, nella cornice di un duomo reso animato dalla performance di visual art della “Sashimee Production”.
Silenzio e commozione nei passaggi di voce di Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto.

Un intreccio di luci, note ed emozioni, che ha incantato la piazza intera, per uno spettacolo culminato nella voce di Corinna Cerutti, che ha interpretato il tema della sempre coinvolgente “La vita è bella”.

Foto di Cristiano Proia

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Category: Attualità

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