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Da Tulait per una cena elegante fatta in casa

28 maggio 2012 | By More
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Legno ovunque, disseminato nel locale: pavimenti, tavoli, sedie, cassetti, bancone. E’ il tema ricorrente del décor di Tulait, un originale locale che da poche settimane ha aperto i suoi battenti a via della Giuliana, in zona Prati a Roma: “Tulait era il nome della società di mio padre, che anni fa esportava cibi abruzzesi in America” spiega Roberto Cionni, il proprietario, mentre ci indica una vecchia foto dell’azienda del padre, appesa a una delle pareti del locale.

A metà fra un bistrot francese, una trattoria abruzzese e una vineria, il Tulait avvolge gli avventori in uno spazio intimo e caldo, arredato con solo sei tavoli che evocano i vecchi tinelli, nessun eccesso di stile, un ambiente pulito e luminoso dosato con linearità ed eleganza e il profumo del cibo domestico.

Il lungo bancone del bar e la vetrina stile vecchia salumeria accolgono la clientela lasciando intravedere sullo sfondo la cucina. Aperto a colazione, pranzo, aperitivo e cena, il Tulait non è un locale ibrido dove trovi un po’ di tutto e un po’ di niente, ma un luogo con una sua identità ben precisa, la stessa del suo titolare Roberto, che da solo ha costruito ogni pezzo del locale: “Mi sono chiuso qui dentro da solo per sei mesi, ho costruito i pavimenti, il bancone, le mensole con le mie mani e persino questa scritta sul muro l’ho incisa io. Il tavolo dove sei appoggiata ha come base l’estrattore di un motore di un camion”, ci spiega.  La creatività non gli manca di certo, come il pezzo in ferro che emerge nella sala “quello serviva per segare il legno nelle vecchie segherie di una volta, mi è piaciuta l’idea di inserirlo qui dentro, visto che è tutto in legno”.

Sull’ampio bancone Roberto allestisce il buffet all’ora di pranzo “durante la pausa lavoro la gente ha poco tempo e non vuole spendere troppo. Abbiamo pensato allora al classico buffet: due tipi di primi o zuppe calde quando è inverno, qualche secondo e insalate e a volontà. E’ una buona alternativa al classico tramezzino del bar e la gente ritorna spesso”.

Il modello è quello di una ristorazione veloce ma genuina e di qualità, che possa offrire le caratteristiche di naturalità presenti nell’alimentazione casalinga. Le ricette sono quelle classiche della tradizione, ma rivisitate in chiave moderna, con menu che variano di giorno in giorno e vengono scritti a mano da Roberto su un unico quaderno che passa per ogni tavolo: “La mattina accompagno mia figlia a scuola e poi vado al mercato fare la spesa io stesso, tutto è fresco e genuino”.

Tre sono le proposte di antipasti, che si diversificano tutti i giorni: le scelte sono tra la carne e il pesce (oggi il menù prevedeva carpaccio di tonno e spada, tagliere di montagna e salmone marinato), due le varianti di primi (paccheri cozze e pecorino e una deliziosa gricia con le pere), tre o quattro varianti di secondi gustosi e freschi (polpette di manzo, spigola al forno, un freschissimo trancio di salmone, polpette brie e parma) e contorni classici di verdure miste in padella o patate. Il pane, anche questo fatto in casa, viene servito da Roberto dentro sacchetti di carta anziché nei soliti banali cestini di paglia. I dolci, soprattutto da forno, sono il comfort food di Tulait, che scalda l’anima con deliziosa semplicità: tortini cuore caldo che il cuoco serve personalmente in versione bianca o nera (tutto cioccolato o alle mele con crema pasticcera), un peccato di gola assolutamente imperdibile.

“Per l’apertivo proponiamo supplì all’amatriciana, serviti con rucola fritta e tanti piccoli sfizi accompagnati da una varietà infinita di vini”. Ed è proprio l’enoteca il pezzo forte del locale: vini apposti sulle mensole, ma visibili anche attraverso le lastre di vetro sul pavimento da dove è possibile scorgere “la cantina a vista” di Tulait, con tutte le varianti di vino scelte personalmente da Roberto. Si spazia dai classici Chardonnay e Sauvignon friulani, Primitivo del Salento o Brunello di Montalcino toscano, a vini bianchi provenienti da piccole produzioni biologiche, come il buonissimo Moro Magnum leggermente fruttato o il rosso Recioto Classico della Valpolicella “Le Calcarole”, prodotto dell’azienda agricola Roberto Mazzi & figli e distribuito in esclusiva al Tulait.

Per ulteriori info: Pagina Facebook – Tulait Food Coffee Wine

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Category: Food + Wine, Roma

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