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	<title>Fuori le Mura &#187; Laura La Rocca</title>
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		<title>L&#8217;Arca di Giada</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia d’amore e di magia raccontata con un’originalità senza precedenti. Molto di più che un musical fantasy 3D live, L’Arca di Giada riprende fedelmente l’atmosfera medievale in termini di scenografia, ambientazione e costumi. Due atti della durata di un’ora circa ciascuno raccontano il trionfo del bene sul male  in maniera accattivante per i più piccoli e affascinante per gli adulti. Nuovissima l’idea di far interagire gli attori in scena con personaggi animati virtuali e tridimensionali. Attori, cantanti, ballerini e acrobati si alternano e si fondono sul palco attraverso cambi di scena velocissimi ed effetti di luce studiati nei minimi dettagli che rendono la kermesse perfetta sotto ogni aspetto. Un tocco in più viene dato dalle interpretazioni di alta qualità del soprano e del tenore che ammaliano il pubblico in numerosi momenti della rappresentazione. Il racconto parlato della storia cede il posto per quasi tutto lo spettacolo alla narrazione cantata (caratteristica fondamentale del musical). L’alternanza tra musica lirica e musica rock genera una commistione piacevole che aiuta a comprendere meglio come il racconto si sviluppi attraverso quattro luoghi: Il Regno del Sole, il Regno delle Terre Incantate, il Regno del Mare e il Regno dell’Aria. La storia ha inizio in una libreria. Il Libraio di sogni [...]]]></description>
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		<title>Le amiche &#8211; nemiche della sposa</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finale scontato per l’ultimo film targato Judd Apatow, Bridesmaids. La storia delle damigelle – amiche della sposa si rivela divertente al punto giusto ma con eccessi di demenzialità e scene nauseabonde che, forse, nulla aggiungono alla comicità della pellicola. Le amiche della sposa non è la solita commedia romantica e strappalacrime in cui, a seguito di una serie di vicissitudini, si ha il trionfo dell’amore (che comunque ci sarà). Il regista va oltre questo schema classico della commedia per toccare argomenti diversi, primo tra tutti l’amicizia e l’enorme complicità femminile. La protagonista, la trentenne Annie (Kristen Wiig), attraversa un periodo particolarmente stressante: due coinquilini inutili e impiccioni, licenziata dal posto di lavoro e senza un compagno, riceve la notizia del matrimonio della migliore amica Lilian (Maya Rudolph) che le chiede di farle da damigella d’onore. Annie si tuffa a capofitto nell’organizzazione dei preparativi pre-matrimoniali: dalla pianificazione dell’addio al nubilato, alla scelta dell’abito. A contrastarla le altre damigelle, amiche di data recente della sposa, capeggiate da una ricchissima e impeccabile Helen (Rose Byrne). Tra Annie e Helen si svilupperà una lotta alla damigella migliore che, dapprima silenziosa, culminerà in uno scontro verbale (e non solo) che porterà Lilian ad allontanare Annie [...]]]></description>
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		<title>Teatri Riflessi. Crepacuore il miglior corto in gara</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:16:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il festival catanese di corti nazionali premia con 1200 euro una compagnia romana]]></description>
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		<title>Equilibrio instabile</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Luci spente e ventidue maschere bianche, identiche. È la prima immagine che l’associazione Kairos Teatro propone per Equilibrio instabile, lo spettacolo di fine anno, in scena al teatro delle Muse dal 15 al 17 giugno. L’immagine iniziale produce negli spettatori una sensazione di omologazione, di mancanza di identità, dovuta anche all’abbigliamento degli ragazzi sul palco: indossano tutti un pantalone e una maglietta color nero. Il filo conduttore dello spettacolo è presto svelato: i vari sketch che vengono inscenati propongono infatti momenti della vita quotidiana in cui il punto cardine sembra essere la caratterizzazione dell’Io e il valore e l&#8217;importanza di ognuno di noi in quanto essere umano e non in veste di individuo che indossa la maschera congeniale a chi lo circonda. A indicarlo è anche il fatto che, nel momento in cui recitano, i vari personaggi tolgono la maschera bianca, per poi indossarla nuovamente sulla nuca quando lasciano ad altri lo spazio scenico. Dai momenti in cui si sottolinea lo scorrere del tempo, alle scene di vari personaggi che, buffamente, allontanano un lavavetri; da scene tratte da film o soap opera che facilmente si vedono in televisione, alla storia di un corteggiamento con finale a sorpresa; dal racconto [...]]]></description>
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		<title>Centomila maschere</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 22:22:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La capacità dell’uomo di sdoppiare la propria personalità assumendo di volta in volta i tratti caratteristici più consoni all’ambiente o alle persone che lo circondano è il pensiero espresso da Luigi Pirandello in Uno, nessuno e centomila opera dalla quale ha tratto spunto la Nuova compagnia del Lido per debuttare con Centomila maschere. L’approccio al testo pirandelliano è originale. In Centomila maschere i cinque componenti della compagnia rappresentano in maniera completa il senso di costante trasformazione dell’individuo. Lo spettacolo di danza è diviso in nove momenti che scandiscono nove caratteristiche del continuo trasformarsi dell’Io e i modi in cui ogni singolo individuo reagisce al dover, ogni giorno, indossare una maschera. Sono proprio le maschere il fulcro centrale degli assoli, dei passi a due e dei momenti in cui tre o più danzatori si alternano sulla scena. Sulle musiche di Craig Armstrong, i danzatori, costantemente, si spogliano e si rivestono, indossando di volta in volta abiti diversi e maschere sempre nuove e manifestando &#8211; attraverso i movimenti del corpo e le espressioni facciali -  la sofferenza e l’insoddisfazione della maschera che devono portare. Il costante costruire un’immagine di sé per poi disgregarla a favore di un’altra diversa, e poi di un’altra [...]]]></description>
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		<title>Il sogno di un uomo ridicolo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 22:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ad aprire l’ultimo appuntamento di Doppio Assoluto, lunedì 16 maggio al Teatro Vascello, l’incantevole musica di una bravissima Rita Marcotulli. Dopo Gullotta e Girotto, Rivera e Rondelli e Preziosi e Rabbia, finalmente una donna sale sul palco del teatro Vascello per il ciclo di serate uniche dedicato alla musica e alla voce. La Marcotulli introduce la serata suonando il pianoforte divinamente per poi lasciare spazio alle parole di Gabriele Lavia accompagnandolo solo di tanto in tanto. In una sorta di quadratura del cerchio, sarà lei a concludere la serata con un assolo impeccabile e che il pubblico vorrebbe ascoltare e riascoltare all’infinito. Gabriele Lavia ha recitato Il sogno di un uomo ridicolo di Fedor Michajlovic Dostoevskji rendendo benissimo la drammaticità, il senso di vuoto inappagato e la sofferenza di un uomo che si addormenta nel momento in cui sta per uccidersi e che, proprio in quell’addormentarsi con la rivoltella in mano, sogna la sua vita nell’aldilà. Lavia interpreta in maniera toccante il sogno di un uomo che sa di essere ridicolo se paragonato agli altri, che si considera un uomo del sottosuolo e che vive un costante smarrimento che si esprimono in solitudine e sofferenza. Quest’uomo fa del suo racconto [...]]]></description>
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		<title>Roma: singolare femminile</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 22:19:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia di Roma raccontata da sei donne. Da Ottavia, sorella di Augusto, vissuta prima della nascita di Cristo ad Anna Magnani passando per Santa Cecilia e usando come filo conduttore le parole di Elsa Morante, ricche di particolari e puntigliose nella descrizione di vari posti di Roma. A fine spettacolo, il pubblico in sala si riversa in strada manifestando maggiore curiosità per la storia di Roma, dei suoi monumenti e dei personaggi che la hanno vissuta nel corso del tempo. Di ogni donna che ha arricchito la città eterna dall’antichità fino ai giorni nostri, si raccontano aneddoti divertenti e drammatici, ironici e commoventi. Il susseguirsi di racconti non ha tralasciato momenti fondamentali per la storia dell’Italia come l’aneddoto in romanesco della Breccia di Porta Pia. A piacere è anche l’esibizione canora di Santa Cecilia e Santa Prassede e il racconto grottesco di una discussa Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte. Curati con dovizia i registri linguistici e l’abbigliamento delle donne che sottolineano l’evoluzione che la figura femminile ha attraversato nei secoli. A introdurre lo spettacolo un’atmosfera cupa, tetra, spettrale e la comparsa del fantasma della Papessa Giovanna. Le prime due donne a salire sul palcoscenico rappresentano l’emblema della rivolta [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Aida a Cinecittà</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 22:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Aida di Giuseppe Verdi è un’opera in quattro atti che nasce nel 1871 per celebrare l’inaugurazione del teatro lirico del Cairo. Radamès, condottiero delle truppe egiziane, fa liberare la schiava Aida e suo padre Amonastro, re degli Etiopi. Amonastro, sapendo che Radamès è innamorato di Aida, convince la ragazza a farsi rivelare le future mosse dell’esercito egiziano. Intanto anche Amneris, la figlia del faraone, è innamorata di Radamès e capisce che il suo sentimento è ricambiato. Capisce anche che Aida prova il suo stesso sentimento e, quando Radamès viene designato comandante dell’esercito, Aida non sa se proteggere il suo amato a discapito dell’amore per il padre e verso il popolo o se, invece, rivelare le mosse dell’esercito egiziano e condannandolo, quindi, alla morte. Radamès, sconfitti gli etiopi, rivela la mossa successiva dell’esercito e capisce troppo tardi di aver tradito la patria. Verrà per questo murato vivo. Aida deciderà di morire con lui. L’opera propone un tipico triangolo amoroso in cui emergono per bravura ed estensione vocale Fausta Ciceroni, Rita Sorbello e Matteo Sartini rispettivamente soprano, mezzosoprano e tenore. A complicare la vicenda ma ad arricchire l’opera intervengono Andrea Carnevale e Alessio Magnaguagno i cui personaggi spiccano per maestosità di movimenti [...]]]></description>
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		<title>Statale 106</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 23:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Statale 106 è la strada delle storie, dei miti e della satira. Il luogo che Giuseppe Argirò usa per parlare di uomini comuni, dell'antica Grecia e della politica italiana.]]></description>
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		<title>La Traviata dell&#8217;Alfa Musicorum Convivium</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 23:17:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La compagnia Alfa Musicorum Convivium porta in scena la Traviata di Verdi. La stagione lirica proseguirà a maggio con l'Aida.]]></description>
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		<title>Rango, l’eroe di Polvere</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la trilogia de I pirati dei Caraibi, Gore Verbinki torna al cinema con Rango, il film d'animazione in cui i buoni vincono sempre e l'amore trionfa su tutto.]]></description>
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		<title>Una cella in due</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:00:18 +0000</pubDate>
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		<title>Doppio assoluto: Gullotta &#8211; Girotto al Vascello</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:00:05 +0000</pubDate>
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		<title>18 mila giorni &#8211; il pitone</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
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		<title>Mi paghi prima. E anche dopo, se ti è piaciuto</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:13:56 +0000</pubDate>
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		<title>Cababrecht</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 23:00:30 +0000</pubDate>
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		<title>Il truffacuori, made in France</title>
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		<description><![CDATA[Romain Duris è un malandrino truffacuori di professione: fa innamorare le donne per farle dimenticare l'uomo sbagliato.]]></description>
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		<title>Figlio del mare</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 23:00:44 +0000</pubDate>
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		<title>La linea inesistente. Viaggio lungo l’ex cortina di ferro</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 23:09:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Davide Monteleone ripercorre con una mostra fotografica il lungo tratto d’Europa che Winston Churchill, nel marzo 1946, chiamò la cortina di ferro. Gli scatti fotografici sono frutto del viaggio che il fotoreporter ha fatto nell'Europa post guerra fredda.]]></description>
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		<title>La banda dei babbi Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 23:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comicità natalizia diversa dagli altri cinepanettoni. Aldo, Giovanni e Giacomo fanno divertire il pubblico lasciando ai concorrenti nudi e termini volgari. ]]></description>
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		<title>Due di picche</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 23:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Impossibile raccontare come nasce, procede e si sviluppa la storia. Due di picche è solo improvvisazione. Dall’inizio alla fine. Alla base c’è una storia d’amore. Una ragazza e una ragazza si conoscono (è il pubblico a decidere dove), si piacciono, si frequentano e&#8230;il finale è a sorpresa. Un solo elemento resta costante per ogni giorno della messinscena: il due di picche. Difficile spiegare cosa sia e perché ci sia però questa figura è perennemente presente. Il due di picche è un disegno rosso formato da un due dritto e un due allo specchio che uniti formano un cuore e che messi accanto e disposti su tante file disegnano delle picche. La storia d’amore viene raccontata ricordando che nella vita si deve rischiare, che una persona va amata anche per i difetti che ha, che spesso ci si annulla per amore, che si fa tutto quello che si può per stare con qualcuno e che si ci crede fino in fondo, eppure il fallimento è dietro l&#8217;angolo. I due protagonisti sul palco parlano di prossemica, di capelli bianchi, di insonnia, di tempisco, di Super Quark e di Sanremo. Si cita più volte il Piccolo Principe (ma sicuramente, lo si fa per [...]]]></description>
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		<title>Pitecus</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 23:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni tenda racconta una storia. Ogni tenda racchiude più personaggi. Ogni tenda nasconde uno sketch. Ogni tenda è governata da un solo uomo. Antonio Rezza con il suo Pitecus riesce a divertire, far ridere, coinvolgere il pubblico a 360°.  Un umorismo graffiante, sottile, quasi cattivo è quello che tocca argomenti delicati come la solitudine, la povertà, la donazione degli organi, per poi dedicarsi alla Chiesa, al clientelismo, alla massoneria, all’omosessualità e attaccare la mafia, il tradimento, la droga e la sottrazione dei programmi ministeriali, per raccontare, con amarezza, che la forza di volontà può venir meno se corrosa dalla troppa attesa e per rimproverare i trentenni di oggi, sfaticati che stanno a casa tutto il giorno a poltrire e che, nelle migliori delle ipotesi, fanno finta di studiare e non pensano a cercare un lavoro. Questo e tanto altro porta, anche con Pitecus, Antonio Rezza a scherzare con il pubblico, rimproverandolo perché non riesce a cogliere le sue battute o la fine di una sequenza. Dal palco sottolinea con aggressione quanto gli spettatori siano inutili per i suoi spettacoli, troppo originali per essere colti e capiti dalla massa amorfa di persone che li va a vedere. Ottiene così ancora più [...]]]></description>
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		<title>Van Gogh tra campagna e città</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 23:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vita dell&#8217;espressionista olandese attraverso il suo amore per la campagna e il rapporto con la città. È questo che offre l&#8217;esposizione al complesso del Vittoriano, mettendo in mostra anche cinque lettere che Van Gogh scrisse di suo pugno. La prima fase della mostra racconta Van Gogh artista, i suoi intenti, i pittori che lo hanno ispirato e una curiosità: il suo operato, in vita, non gli rese giustizia. A mantenerlo fu sempre il fratello Théo. Per tutta la mostra vi è un costante raffronto tra le opere di Van Gogh e quelle degli artisti ce lo hanno ispirato. La prima sala contiene le opere del primo periodo artistico di Van Gogh, e il raffronto con i primi pittori da cui trasse ispirazione. Sono infatti presenti opere di Cézanne, Pissarro e Rembrandt. È importante suffermarsi sul rapporto con Millet. Fu proprio questo artista a ispirare il primo Van Gogh, il Van Gogh contadino, rurale e campagnolo, rappresentazione dell&#8217;Olanda ancora lontana dall&#8217;industrializzazione. Abbandonata l&#8217;Olanda, ci si sposta verso la fase parigina, il momento in cui l&#8217;artista tralasciò la campagna per ritrarre la città. Si nota in questi quadri un passaggio dai colori cupi della campagna ai colori chiari della città, rafforzati [...]]]></description>
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		<title>Omicidi, jazz e black power</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 23:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Brooklyn, 1967. Le premesse sembrano banali e usuali, invece lo spettacolo è tutto tranne che qualcosa di già visto. Sul palco si alternano molte più figure dei due attori protagonisti. C’è uno schermo, per esempio, sul quale appaiono scritte e filmati contro il razzismo e che inneggiano alla libertà e ai diritti civili (dato il periodo storico in cui si inserisce il racconto) e c’è anche una terza attrice, una donna, che non compare mai in carne e ossa e che racconta la sua esperienza esclusivamente attraverso il video. C’è molta musica jazz in sottofondo; ci sono sedie, ci sono telefoni, ci sono microfoni e ci sono personaggi principali che non si vedono mai, ma che si ascoltano solamente. I due attori di classico non hanno niente se non l’impostazione teatrale e la dizione perfetta. Si muovono con un’abilità unica che permette loro di cadere a terra senza farsi male e di correre sul posto dando l’impressione di essere Forrest Gump. A deliziare, in contorno, un mix perfetto di italiano, americano e uno spagnolo poco europeo e molto sudamericano (Hector, il personaggio principale è infatti domenicano). A interessare è anche la storia. I due personaggi, in realtà, sono un personaggio [...]]]></description>
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		<title>Singol bell</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una sala gremita e 70 minuti spensierati e all’insegna del divertimento sono gli ingredienti di Singol bell. Racconto tragicomico di una trentenne single. In realtà, la ragazza a riguardo di anni ne ha 33 e li compie il giorno dell’Epifania. Francesca, per gli amici Francy, vive con due amiche Concetta – per gli amici Conny – e Giuseppina, da tutti chiamata Giusy. È il 6 gennaio, Francy compie, appunto, 33 anni ed entra in una crisi profonda. Inizia a ritenersi una quarantenne insoddisfatta, senza un uomo accanto e con tanta voglia di essere una donna diversa. A riempire e rendere divertente la giornata del suo compleanno le due amiche e coinquiline e&#8230;una bottiglia di schotch. Con un titolo che rievoca che ‘single è bello’ come sbatte in copertina una rivista che le ragazze hanno in casa e che ricorda anche la canzone natalizia Jingle Bell, dato che la vicenda si svolge nella prima settimana di gennaio, la commedia non poteva che riuscire divertente, coinvolgendo il pubblico con la leggerezza di contenuti ma anche con pensieri, frasi e momenti che veramente si ritrovano nella vita dei trentenni di oggi. A primeggiare è una non detta, ma solo accennata, amicizia profonda che [...]]]></description>
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		<title>Le avventure di Pinocchio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:00:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Teatro Vascello gremito di bambini festosi ed eccitati per lo spettacolo Le avventure di Pinocchio. Quando si spengono le luci i piccoli iniziano ad applaudire e a urlare. Divertono e fanno ridere i quattro attori – burattini che ruotano attorno a Mastro Ciliegia, il fabbro che regalerà a Geppetto il pezzo di legno dal quale verrà fuori Pinocchio. I più piccoli interrogano da subito i genitori sull’assenza del protagonista chiedendo dove sia il burattino con il naso lungo a causa delle troppe bugie.  Il clamore è tanto quando dal tronco di legno viene fuori proprio lui, Pinocchio. Bravissimo, energico e instancabile l’attore che interpreta il burattino che si trasforma in bambino. Riesce a saltare sul palcoscenico e correre tra il pubblico ininterrottamente per quasi un’ora e mezzo di spettacolo, riesce anche a parlare con una velocità incredibile in più momenti dello spettacolo e senza mostrare il minimo indugio. Pinocchio birbante e dispettoso, vuole essere raggiunto dai più grandicelli che lo seguono con lo sguardo anche quando sono altri personaggi a dominare la scena. Ottima trovata quella di definire con un accento dialettale vari personaggi del racconto. Siciliani i bruti mandati dal Gatto e dalla Volpe per rapire Pinocchio, toscano il [...]]]></description>
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		<title>Cyrus</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli elementi del film indipendente americano ci sono tutti: dalla fotografia sterile, agli scatti di zoom usati per dare movimento a una singola inquadratura, alla trama banale. Cyrus è una storia vista tante volte. Una storia d’amore travagliata e resa difficile dalla presenza di un figlio avuto da una relazione precedente. Jamie è la migliore amica dell’ex marito John, l’unica persona con cui l’uomo interagisca. Lei (Catherine Keener), che è promessa sposa di un altro uomo, prova ad aiutarlo a uscire dalla depressione nella quale è caduto portandolo ad una festa. Qui John conosce Molly, una donna attraente che inizia a corteggiarlo. I due si piacciono ma lei è molto misteriosa, ha dei comportamenti strani tanto che John una notte decide di seguirla per scoprire dove abita. Incombe così in Cyrus, il figlio poco più che ventenne della donna. John entra così in contatto con l’amore che lega madre e figlio, un amore morboso, a tratti quasi ambiguo, dovuto ad un aspetto del carattere di Cyrus estremamente infantile, apparentemente da persona con un quoziente intellettivo basso, probabilmente dovuto a un trauma infantile o a un istinto di protezione troppo alto che la madre esercita su di lui. Cyrus è un ragazzo [...]]]></description>
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		<title>Don Pasquale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia del Don Pasquale di Donizetti è nota: il vecchio Don Pasquale fa di tutto per far sposare il nipote Ernesto con una donna nobile, così da tenere alto il nome e il tenore di vita della famiglia. Ernesto è però innamorato di Norina. Don Pasquale, scocciato dal rifiuto del nipote che non intende prendere moglie, decide che sarà lui a sposarsi. Si confida con il suo medico curante, il dottor Malatesta il quale propone a Don Pasquale di sposare sua sorella Sofronia, donna giovane, ricca, bella e pudìca perché appena uscita dal convento. La donna che si presenta da Don Pasquale dichiarando di essere Sofronia non è però la sorella del dottor Malatesta, bensì&#8230;Norina, l’amante (nel senso che ama ed è amata) di Ernesto. Il dottor Malatesta e Norina sono d’accordo nel far cadere malato il povero Don Pasquale subito dopo le nozze, così da potergli sottrarre l’eredità. L’imbroglio si compie e va a buon fine perché Norina riuscirà in breve tempo a far impazzire Don Pasquale che chiuderà un occhio per il male subìto e deciderà di darla in moglie al nipote quando scoprirà l’amore che li lega. Riuscirà così a non diventare pazzo e ad allontanare [...]]]></description>
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		<title>A Natale mi sposo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo cine-panettone all&#8217;italiana di quest&#8217;anno è arrivato. È uscito venerdì 26 dicembre A Natale mi sposo. Prodotto dalla Medusa, diretto da Massimo Boldi per la regia di Paolo Costella e girato a St. Moritz. Massimo Boldi interpreta Gustavo, proprietario di un ristorante romano ispirato al noto La parolaccia, dal nome Parolaccia e supplì che vorrebbe trasformare il locale in un luogo chic e diventare uno chef consacrato in tutto il mondo. Quale occasione migliore se non organizzare il pranzo del matrimonio dell&#8217;ex fidanzatina del figlio? Gli elementi del cine-panettone ci sono tutti: Massimo Boldi in primis che ha dichiarato, in conferenza stampa, di dedicarsi con orgoglio a un cinema popolare non impegnato, pieno di forzature, ma molto meno volgare di quello che accade &#8220;in televisione e, soprattutto, in politica&#8221;. A seguire troviamo l&#8217;ambiguità del contesto che ruota attorno alla storia principale nonché la volgarità fatta parola da Enzo Salvi e fatta corpo dai personaggi interpretati da Loredana De Nardis e da Riccardo Miniggio. A concludere una trama banale, condita da un numero di tradimenti più alto del numero delle relazioni coniugali, che esplode con il lieto fine in cui &#8220;un anello regalato è una promessa di matrimonio&#8221; e che [...]]]></description>
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		<title>Scritto apposta per me</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[produzione aut out]]></category>
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		<category><![CDATA[scritto apposta per me]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Vascello]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivolta degli oggetti Un monologo autoprodotto allegro e divertente, ma dal tema forte e toccante. Una donna, una figlia, una madre, una moglie, un&#8217;attrice. Si chiama Giulia Sottana, coniugata Corta. Si reca a Roma per fare un provino per una commedia americana del 1972. Deve convincere un prete a spogliarsi per intraprendere una relazione con lei. L&#8217;attrice per il suo ruolo viene scelta però  prima che a lei venga data l&#8217;opportunità di fare il provino. Si dispera perché il marito è un attore in tournée e lei non trova lavoro. Il motivo è semplice: un&#8217;attrice, per essere assunta da una compagnìa, deve comportarsi come una escort. Attorno a questo racconto si esplica il dramma di questa donna. Splendida l&#8217;interpretazione di Giada Prandi, che riesce a trasmettere in pochi attimi un cambiamento repentino di stato d&#8217;animo. È bravissima quando fa la persona isterica, la moglie gelosa, la madre apprensiva, la donna nevrotica e, soprattutto, quando improvvisa il provino che non farà mai. Un momento della scena comune alla vita di tutti noi: la telefonata alla madre che non risponde perché è impegnata in un&#8217;altra conversazione, fa emergere l&#8217;insicurezza di questa donna che si agita e si dispera immaginando una tragedia [...]]]></description>
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