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	<title>Fuori le Mura &#187; Luca De Angelis</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Le avventure di Sammy</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 23:03:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia di una tartaruga di mare dalla nascita alla vecchiaia, attraverso molteplici incontri, pericoli e addii, in compagnia di un amico dell'amata e di sè stesso, all'insegna dell'avventura e del bisogno di libertà.]]></description>
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		<title>La scomparsa di Patò</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 14:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentato fuori concorso nella sezione Evento Speciale in anteprima domenica 31 ottobre al Festival Internazionale del Film di Roma 2010, La scomparsa di Patò è la prima trasposizione cinematografica di un romanzo di Andrea Camilleri. Ambientata a Vigata, cittadina immaginaria molto cara allo scrittore siciliano e al suo commissario Montalbano, la vicenda ha inizio il Venerdì Santo del 1890, giorno in cui, come ogni anno, viene messa in scena, con una pubblica rappresentazione teatrale, la Passione di Gesù, il Mortorio. Allo spettacolo partecipano gli abitanti della cittadina, tra questi uno in particolare si distingue per le sue capacità recitative e da anni ormai gli viene assegnato il difficile e infame ruolo di Giuda, il traditore che, sulla scena, viene colpito dal lancio di ortaggi e ricoperto di insulti da parte degli spettatori, che ricoprono così una parte attiva, finché viene ucciso per impiccagione, precipitando giù per una botola sotto il palco. Lo stimato Giuda si chiama Antonio Patò -Neri Marcorè- un integerrimo ragioniere della locale Banca di Trinacria, uomo stimato e rispettato da tutti, nonché padre di famiglia dalla profonda fede religiosa. Durante l’ultima rappresentazione accade però qualcosa di strano, il Giuda, dopo essere precipitato dalla botola ed essere atterrato [...]]]></description>
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		<title>Il mio nome è Khan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 22:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rizwan Khan &#8211; Sha Ruhk Khan – è un bambino indiano, di religione musulmana, affetto dalla sindrome di Asperger, che vive in un piccolo villaggio con il fratello minore Zakir e la madre, la quale, con amore, si prende cura di lui aiutandolo ad affrontare un mondo per lui ancora troppo grande e spaventoso. In un contesto di odio religioso tra Islam e Induismo, è proprio attraverso lei che impara a conoscere il “Rispetto”, a distinguere il bene dal male, i buoni dai cattivi e tutto ciò che serve per diventare grande ed amare. Arrivò però il giorno in cui Rizwan dovette spiccare il volo. Alla morte della madre tenne fede alla parola datale, raggiungere il fratello in America, partito anni prima invidioso delle troppe attenzioni riservate al fratello maggiore, e costruirsi una vita felice. Lavorando come rappresentante di prodotti cosmetici, nell’azienda del fratello, è costretto a relazionarsi con i clienti, scoglio non facile da superare a causa della sua forma di autismo. Un giorno però si imbatte in Mandira –Kajol- un’affascinante parrucchiera di religione induista destinata a cambiargli la vita, realizzando a pieno il desiderio della madre. Quando tutto lascia pensare che il Sogno Americano gli abbia spalancato le [...]]]></description>
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		<title>Rodrigo Cortes presenta Buried</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla seconda esperienza con un lungometraggio, dopo il successo ottenuto nel 2007 con The Contestant (tit. originale Concursante) purtroppo ancora inedito in Italia, Rodrigo Cortes e il suo Buried sbarcano in Italia. Presentata al Sundance Film Festival, la pellicola indipendente ha incantato, per idea, direzione ed interpretazione, sovvertendo ogni tipo di pronostico circa la fattibilità realizzativa di un progetto di questa portata. Costato poco meno di due milioni di dollari, Buried è un ulteriore prodotto vincente dei film low budget spagnoli, in linea con il trend degli ultimi anni che spesso hanno visto realizzate buone pellicole, ed ha attirato l’attenzione di registi come Steven Spielberg, M. Night Shyamalan, Christopher Nolan e Mel Gibson, i quali avrebbero richiesto una copia in anteprima al regista spagnolo. Durante l’incontro con la stampa, tenutosi il 6 ottobre scorso alla Casa del Cinema di Roma, un simpaticissimo e raggiante Rodrigo Cortes ha raccontato con passione ed orgoglio la realizzazione di questa difficile pellicola. Come è nata l’idea di un film come Buried? Rodrigo Cortes: La geniale idea non è stata mia ma dello sceneggiatore Chris Sparling. A dire il vero la sceneggiatura girava ad Hollywood da circa un anno, tutti la apprezzavano e la lodavano [...]]]></description>
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		<title>Buried. Un&#8217;esperienza claustrofobica</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella completa oscurità un uomo si sveglia legato e imbavagliato. Ignaro delle motivazioni che lo hanno condotto in una simile situazione, cerca con tutte le forze di liberarsi scoprendo a poco a poco un particolare inquietante, i suoi movimenti sono fortemente limitati. Le paure e le angosce prendono gradualmente forma, i timori e i sospetti diventano realtà, una realtà angusta fatta di sei pareti di legno in cui si trova intrappolato. All’interno della bara gli unici oggetti a sua disposizione consistono in un accendino zippo, un cellulare e una matita, con i quali dovrà scoprire il motivo della reclusione, il sadico aguzzino, ma soprattutto come uscirne vivo. Finalmente l’attesa è finita. In molti lo aspettavano con ansia soprattutto da quando, lo scorso gennaio, è stato presentato al Sundance Film Festival, dove riscosse un enorme successo di critica e venne consacrato film rivelazione destinato a lasciar parlare di sé. Così è stato. Ancor prima che uscisse, la notizia di questa nuova ambiziosa pellicola fece il giro del mondo, creando sempre più curiosità. Non sembrava possibile assistere per un’ora e mezza alla disperazione di un uomo rinchiuso in una bara sotto terra. Nelle sale italiane dal 15 ottobre, Buried è chiamato a [...]]]></description>
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		<title>Cani &amp; Gatti. La vendetta di Kitty Galore</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il genere umano è giunto il momento di tremare, questa volta, però, a scuotere le profondità della terra non è l’alieno o il mostro di turno ma Kitty Galore, uno Sphynx, razza felina la cui caratteristica è l’assenza della pelliccia. In passato era uno dei migliori agenti segreti dell’Agenzia MEOWS ma un incidente sul lavoro l’ha condotta alla follia. Un giorno, infatti, durante una missione, braccata da un branco di cani, cadde accidentalmente in una vasca ricolma di crema depilatoria. I padroni, trovandola in quello stato, la cacciarono di casa impauriti e disgustati. Da quel giorno Kitty giurò vendetta al genere umano e quel giorno non tardò ad arrivare. La minaccia è reale, far impazzire tutti i cani per spingere i loro padroni a rinchiuderli nei canili ed avere, così, campo libero per consumare la sua vendetta: sottomettere il genere umano e tutti i felini. L’ultimatum piomba all’interno del Quartier Generale della DOG, dove centinaia di cani-agenti segreti sono indaffarati nei loro incarichi quotidiani: intercettazioni, pedinamenti, elaborazioni dati e tutto quel che concerne i servizi di Intelligence. La notizia di una nuova minaccia sconvolge il mondo canino e spinge Lou, il capo dell’agenzia, un’adorabile Beagle in smoking, a cercare il [...]]]></description>
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		<title>Nightmare&#8230; Un incubo senza fine</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni estate che si rispetti anche questa si è abbondantemente  tinta di horror. L’ultima pellicola del genere, forse la più attesa, in proiezione nelle sale italiane dal 25 agosto , è Nightmare on Elm Street, remake del celeberrimo “Nightmare &#8211; Dal profondo della notte” del 1984. Il regista Samuel Bayer è alle prese con il suo primo lungometraggio, in precedenza infatti ha lavorato solo su videoclip musicali per gruppi del calibro di Nirvana, Metallica, Iron Maiden e molti altri. Risulta coraggiosa, e forse un po’ incosciente, la scelta del regista di debuttare con un mostro sacro come Freddy Krueger e di confrontarsi con il suo creatore Wes Craven, due personaggi divenuti icone per una generazione di appassionati. L’impresa è tutt’altro che semplice se si considera che esistono ben sette precedenti cinematografici &#8211; ad esclusione del primo- dai risultati altalenanti seppure con incassi di rilievo, che evidenziano la difficoltà di rinnovare un prodotto la cui forza è ormai unicamente e indissolubilmente legata alla figura di Freddy. In questa infinita staffetta cinematografica il testimone raccolto da Bayer è inoltre giunto logorato dalla pessima pellicola del 2003 “Freddy vs Jason”, ultimo, e decisamente fallimentare, tentativo di far rivivere un incubo sempre più [...]]]></description>
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		<title>Coming Soon</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 22:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un film horror dalle buone aspettative sta per essere lanciato al cinema, quando Shane, il proiezionista, e il suo amico Yod, una delle maschere, decidono di guadagnare un po’ di soldi vendendo al mercato nero una copia pirata della pellicola. Registrato durante una proiezione privata, il film racconta di una donna, zoppa e dal volto sfigurato, che ha perso i suoi figli e che, per colmare il vuoto lasciato, rapisce quelli del suo villaggio tenendoli con sé dopo averli brutalmente accecati; i genitori dei piccoli rapiti, una volta trovato il nascondiglio, si scagliano contro la donna, sfigurandola prima e impiccandola poi. Inizialmente solo Yod, che avvia la registrazione pirata, guarda per intero il film e subito dopo scompare misteriosamente. Shane e la sua ex fidanzata Som, la sorella di Yod, si lanciano alla ricerca del ragazzo. Immediatamente scoprono un’inquietante realtà, la donna della pellicola horror ha rapito ed ucciso il ragazzo. Decidono così di mettersi sulle tracce della donna ed andare a fondo con il mistero. Sophon Sakdapisit è alla prima esperienza dietro la macchina da presa, dopo aver lavorato alla sceneggiatura di pellicole come “Shutter” e “Alone”, e  il risultato è buono, essendo, la regia, il punto di forza di [...]]]></description>
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		<title>Que viva el bandido Litfiba</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 22:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dicembre scorso, dopo oltre dieci lunghi anni di divorzio, annunciarono la reunion. Messe da parte le divergenze artistiche e personali, Pelù e Renzulli hanno così deciso di far rivivere il mito dei Litfiba. La decisione provocò reazioni contrastanti sia tra i fans, divisi tra i nostalgici, speranzosi in un grande ritorno, e i disillusi, certi di assistere ad un enorme flop, che da parte della critica, la cui frangia più agguerrita accusava i due di perseguire meri intenti speculativi più che artistici. In questo caldo clima d’attesa la band si lancia in una lunga tournée approdando giovedì 22 luglio al “Rock in Roma” a Capannelle. L’ippodromo è gremito. Dalle 17:30, orario d’apertura dei cancelli, gli spalti e il parterre hanno cominciato a riempirsi sino ad arrivare a contenere circa 13.000 persone, un numero incredibile considerando che tre mesi fa la band registrò il tutto esaurito anche al Palalottomatica. Il pubblico, piuttosto eterogeneo, è costituito sia da ragazzi che all’alba degli anni ’80 non erano nati, ma soprattutto dai fans di una volta che, ormai non più giovanissimi, con i capelli brizzolati e la fede al dito, vanno a rincontrare dei vecchi amici, augurandosi di trovarli sempre in forma. I [...]]]></description>
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		<title>The Box</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arthur Lewis è un brillante ingegnere della Nasa che lavora sodo per ottenere la meritata promozione che gli permetterebbe di stabilizzare una precaria situazione economica familiare. Norma, la moglie di Arthur, insegna alla scuola privata frequentata dal figlio Walter e convive, sin da quando era piccola, con una menomazione al piede che la costringe a zoppicare. Quando la tanto attesa promozione non arriva e a Walter viene ritirata la borsa di studio prevista dalla scuola per i figli dei docenti iscritti, la frustrazione si abbatte su di loro prospettandoli un immediato futuro fatto di rinunce e di incertezze. Un incontro, però, sembra delineare per loro un’ancora di salvezza. Un giorno viene recapitato loro un pacco contenente una scatola con un pulsante ed un bigliettino che annunciava l’imminente visita di “Arlington Steward” . Il giorno seguente un enigmatico e inquietante personaggio si presenta alla porta con un’incredibile offerta, un milione di dollari tutti per loro se solo avessero premuto il pulsante; questa azione però ha una condizione, una persona nel mondo, a loro sconosciuta, morirebbe nello stesso istante. Tratto dal racconto di Richard Matheson “Button, Button”, scritto negli anni ’70, The Box è l’ultima buona prova offerta dal regista Richard Kelly, [...]]]></description>
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		<title>Predators</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 22:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di uomini viene paracadutato in una giungla sconosciuta, non conoscono i motivi per cui si trovano lì né chi li ha mandati, ma sentono che qualcosa o qualcuno li sta cercando ed iniziano a scappare. Piuttosto infastiditi dal dover contare l’uno sull’altro, i sette, tutti dal passato oscuro o criminoso, uniscono le loro forze per poter sopravvivere in un luogo ostile che scoprono non essere la terra ma un altro pianeta, la riserva di caccia dei Predators. La rivelazione  li conduce a scoprire una tragica verità, sono diventati delle prede di un cacciatore nettamente più forte di loro e dalle tecnologie avanzatissime. Inizia la caccia. Torna per l’ennesima volta sul grande schermo la razza aliena tra le più amate del cinema, il Predator, sempre più violento, affamato e astuto di prima. La nuova pellicola esce nelle sale italiane il 14 Luglio con la regia di Nimrod Antal e vede protagonista un insolito Adrien Brody nei panni che furono di Arnold Schwarzenegger nel primo capitolo della serie. La pellicola ha un significato particolare per il produttore Robert Rodriguez che nel 1994 ricevette l’incarico di stendere la sceneggiatura per il secondo capitolo, dopo il successo del primo nel 1987; l’operazione [...]]]></description>
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		<title>Dennis Hopper. Genio e sregolatezza</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 22:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è chiuso il sipario per Dennis Hopper, ma questa volta per sempre. Lo scorso anno gli fu diagnosticato un cancro alla prostata in fase terminale che lo ha ridotto di poco sopra i quaranta chili e lo ha portato alla morte il 29 maggio scorso all’età di settantaquattro anni . Alla cerimonia funebre, avvenuta in forma privata, erano presenti anche Val Kilmer e un affranto Jack Nicholson che ha voluto ricordare il suo amico di sempre così: &#8220;Con lui avevo una relazione davvero unica, come con nessun altro. Eravamo anime gemelle in un certo senso. Mi mancherà davvero moltissimo&#8221; . La sua avventura nel cinema è iniziata a diciannove anni, nel 1955, quando interpretò una piccola parte nei film “Gioventù bruciata” e “Il Gigante”, dove ebbe l’opportunità di lavorare accanto a James Dean, collaborazione dalla quale trasse importanti insegnamenti. Entrambe le pellicole parlavano di un’America dalle mille contraddizioni che si preparava ad una rivoluzione culturale, già presente nell’aria, che esplose nel movimentato decennio successivo. Era una società che andava stretta a molti, Hopper compreso, che cercava di assestarsi sui binari del consumismo per poi addentrarsi, con il ruolo di guida, nel mondo del capitalismo. La visione pessimistica del futuro [...]]]></description>
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		<title>The Hole 3D</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bensonville, piccola e tranquilla cittadina, rappresenta l’ennesimo trasferimento per Dane e Lucas, due fratelli che, insieme alla madre, vagano per gli States alla ricerca di una tranquillità mai paga. Dane è il più grande,ha poco in comune con il fratello più piccolo, e più di lui sente il peso dei continui spostamenti e la mancanza di amicizie stabili. Il piccolo, da parte sua, non trova nel fratello un amico con cui giocare, anzi, un compagno dispettoso che, appena può, lo schernisce e lo spaventa con dei pupazzi, il suo incubo mai superato. Le giornate sono sempre uguali, alla ricerca di diversivi per rompere la noia. Un giorno i due fanno amicizia con la vicina Julie, di cui Dane si invaghisce, e scoprono, nella cantina sotto la casa dei due fratelli, una strana botola chiusa da lucchetti che non esitano ad aprire, trovandosi davanti un pozzo che sembra non aver fondo. Da questo momento cominciano le disavventure. Strani esseri escono dal buco in cantina e rompono la quiete delle loro vite, li tormentano terrorizzandoli, facendo riaffiorare le loro paure recondite. È una battaglia contro se stessi, contro tutto ciò che c’è di irrisolto; tutte le peripezie si riveleranno un momento di [...]]]></description>
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		<title>XXX Fantafestival. Brividi tra amarcord e anteprime</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 22:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno il Fantafestival, la maggiore manifestazione cinematografica del genere horror e fantastico, compie trent’anni. Per un anniversario così speciale è stata organizzata, il 25 giugno al Cinema Embassy di Roma, la serata inaugurale, con l’intervento di numerose celebrità del cinema italiano e americano. Diretto da Alberto Ravaglioli e Adriano Pintaldi, l’evento è ormai dagli anni ‘80 un appuntamento fisso degli amanti del brivido, che ripercorre le principali tappe dell’evoluzione cinematografica del genere, dai grandi classici di maestri come Don Chaffey, Natan Juran, George A. Romero, Roger Corman, a Dario Argento, Joe Dante, senza tralasciare i nuovi giovani talenti che, guardando con ammmirazione i loro predecessori, approdano a questa importante manifestazione pronti a varcare la soglia del grande schermo. La serata inaugurale, presentata dall’attrice Antonella Salvucci, si è aperta con una clip che ha ripercorso i trent’anni di vita del Fantafestival raccontati dalle immagini delle scorse edizioni alternate ai capolavori del cinema del XX secolo quali “Nosferatu”, “Godzilla”, “E.T. L’extraterrestre”, “King Kong”, “Dracula”. Nella sala si percepisce l’importanza dell’evento cadenzato dai numerosi e prolungati applausi, i numerosi fotografi, impegnati con i loro scatti, lasciano intuire il calibro degli ospiti intervenuti. Il primo  a presentarsi al microfono è Alessandro Voglino, direttore del [...]]]></description>
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		<title>Mario Giacomelli 99 Foto</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 22:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 12 Maggio al 25 Luglio la galleria “Cinecittà Arte Contemporanea” ospita la mostra “Mario Giacomelli 99 Foto”, un’ampia retrospettiva sull’ opera del fotografo marchigiano a dieci anni dalla scomparsa, ripercorrendone la parabola artistica attraverso le opere principali. Mario Giacomelli nacque a Senigallia e lì decise di trascorrere tutta la sua vita, accanto a tutto ciò che amava, la famiglia e la terra d’origine. Crebbe in una famiglia contadina, che sapeva apprezzare e valorizzare la fatica nei campi, le rinunce e gli sforzi per mantenere una famiglia numerosa, ma soprattutto conobbe la semplicità e l’umiltà del mondo agricolo in cui era nato. La sua infanzia fu però segnata dalla prematura morte del padre, che lo spinse, per evidenti motivazioni economiche, a soli dieci anni, a cercare un impiego nella Tipografia Marchigiana dove poté apprendere tutte  le tecniche di stampa, che tanto influenzarono il suo linguaggio artistico. I primi passi nel campo della fotografia li mosse soltanto a ventinove anni quando entrò a far parte del gruppo “La Bussola”, abbandonandolo per poi aderire ad un altro circolo fotografico “Misa”. Giacomelli infuse in ogni suo scatto un vivido realismo che non era teso a ri-produrre una realtà oggettiva, lui, infatti, rifiutò sempre [...]]]></description>
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		<title>La città verrà distrutta all&#8217;alba. (The Crazies)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 22:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uscito nelle sale italiane il 23 aprile scorso, “La città verrà distrutta all’alba” è il remake dell’omonimo film del maestro dell’Horror, lo statunitense George Andrew Romero. Dietro la macchina da presa questa volta siede Breck Eisner, giovane regista, anch’esso statunitense, con due precedenti sul grande schermo “Thoughtcrimes” del 2003 e “Sahara” del 2005, ma con diverse esperienze maturate sul piccolo schermo, dirigendo alcune puntate delle principali miniserie tv americane di fantascienza. Con questa pellicola, Eisner, si catapulta in un’avventura affascinante ma allo stesso tempo rischiosa. Realizzare un remake non è opera semplice, soprattutto se il termine di paragone è stato realizzato da una delle colonne portanti del genere che lo ospita. Le aspettative sono tante sia da parte della critica che dagli amanti dell’horror, acuite dal disorientamento, palesato negli ultimi decenni, di un genere che è ormai ripetitivo e intrappolato nella rete dello “splatter”, che non trova più argomentazioni cinematografiche interessanti e che ha condotto i suoi fedeli spettatori, fortemente delusi, verso i lidi più proficui e fecondi del Thriller, un genere dimostratosi all’altezza della richiesta. Corre l’anno 1973 e il trentatreenne Romero riscrive il soggetto di un testo di Paul McCollough che lo affascina particolarmente. Dopo appena due mesi [...]]]></description>
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		<title>La Chiesa delle Vele. La periferia indossa la &#8220;camicia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 22:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chiesa “Dio Padre Misericordioso”, anche detta “Chiesa delle Vele”, è situata nella zona ad est di Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste e può, senza ombra di dubbio, considerarsi il fiore all’occhiello di tutto il suburbio capitolino. La periferia romana è stata spesso abbandonata al degrado urbano e scarsamente presa in considerazione dai Piani Urbanistici, lasciata così libera di espandersi autonomamente senza rispettare alcuna regola, tantomeno dei canoni estetici. Può dirsi fortunato il quartiere di Tor Tre Teste, perché rientrò nell’ambito di un progetto edilizio su larga scala in cui ricoprì un ruolo da protagonista, uscendone arricchito di un capolavoro dell’architettura contemporanea. All’inizio degli anni ‘90 il Vicariato presentò il progetto “50 chiese per Roma 2000”, in vista del vicino Giubileo, per donare ai fedeli delle zone periferiche alcuni centri parrocchiali di cui erano sprovvisti.  Fu così bandito un primo concorso pubblico nel 1993 a cui parteciparono centinaia di architetti internazionali, ma, nell’ambito di tale iniziativa, a Tor Tre Teste non fu assegnato alcun progetto, perché ritenuti non idonei. Nel 1996 si procedette con un secondo concorso, questa volta ad inviti, aperto a sei architetti di fama mondiale Gunter Benisch, Santiago Calatrava, Tadao Ando, Frank O. Gehry, Peter [...]]]></description>
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		<title>Febbre a 90°</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se una domenica pomeriggio un extraterrestre sorvolasse, a bordo delle sua navicella spaziale, un qualsiasi stadio del mondo rimarrebbe sicuramente basito da ciò che vedrebbe, un branco di bipedi che rincorrono una strana preda rotonda che, una volta raggiunta, prendono a calci con tutta la forza che hanno. Rimarrebbe ancora più stupito nell’osservare una moltitudine di scalmanati agitarsi su delle gradinate e seguire, col fiato sospeso, quanto accade su quel bel prato verde appena tosato. Per poter comprendere meglio cosa accade in questi strani posti all’alieno non resterebbe che guardare il film “Febbre a 90°”, tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby del 1992. Diretto da David Evans, “Febbre a 90°” è, senza dubbio, il film sul calcio più bello, appassionante e vero. È una storia d’amore, escamotage, usato dal regista con l’ausilio dello stesso Hornby alla sceneggiatura, totalmente assente nel romanzo da cui è tratto, è una cronaca sportiva di un difficile incontro di due universi opposti, con tutte le loro contraddizioni e incomprensioni, sempre tesi l’uno verso l’altro in un critico ma possibile equilibrio. La trama è incentrata su Paul Ashworth, interpretato da un simpaticissimo Colin Firth, insegnante di letteratura in un liceo nella periferia di Londra. Siamo nel [...]]]></description>
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		<title>Stephen Shore: paesaggista contemporaneo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla seconda metà del secolo scorso in poi furono moltissimi gli “artisti erranti” che fecero del viaggio il motore e la fonte d’ispirazione del proprio slancio creativo, intraprendendo avventure sulle orme tracciate da Kerouac. Artisti nomadi pronti ad ascoltare le vibrazioni e le emozioni suscitate da paesaggi urbani o lande desolate, percorrendo strade e lasciandosi, da queste, guidare in un rapporto di intime suggestioni, nella speranza di poter raggiungere un contatto diretto con la natura che ospita l’uomo, per poter così comprendere la vera natura umana, che è, da sempre, oggetto di studio degli artisti. La fotografia è, senza dubbio, la tecnica artistica che meglio si è prestata per questo tipo di indagine. Sono numerosissimi i fotografi che, con la macchina fotografica al collo e l’automobile, sono partiti senza una meta precisa. Le strade statunitensi sono le più raccontate, dalle pagine di “On the Road” sino alle centinaia di reportage fotografici, come lo studio di John Margolies incentrato sulla lenta scomparsa, dagli anni ’50 in poi, delle singolari architetture popolari. Le strade americane possono vantare, tra gli altri, un ospite d’eccellenza, Stephen Shore, fotografo statunitense formatosi nella Factory di Andy Warhol che ha raggiunto un’indiscussa fama in patria e nel [...]]]></description>
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		<title>Bestemmie da rosso</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intero mondo del calcio sembra essere diviso sulla nuova norma “antibestemmia”. Il Coni ha ritenuto necessario porre un freno a tali espressioni, indicando alla Figc l’urgenza di una normativa ed è stata prontamente varata una norma che punisce, con l’espulsione diretta dal campo di gioco, chi si macchia di un’ “espressione blasfema”. La sanzione è applicabile anche a partita conclusa, mediante la cosiddetta “Prova tv”, che consentirebbe così di individuare, con l’ausilio delle riprese televisive di Sky, tutti i colpevoli, potendo osservare le immagini al rallentatore, fotogramma per fotogramma, e leggere le singole lettere pronunciate dal giocatore incriminato. Queste indagini alla NCIS hanno sollevato non poche critiche nell’ambiente del calcio giocato e parlato. La norma è ritenuta, da alcuni, giusta in linea di principio, ma assurda per l’applicazione della prova televisiva, che risentirebbe della casualità degli inquadrati, da altri, invece, è ritenuta inconcepibile in uno stato laico e in un gioco, come quello del calcio, fatto di scontri fisici e verbali. Il numero dei colpevoli, in una settimana dall’applicazione della norma, è salito già a cinque tra giocatori e allenatori, dalla Serie A alla Prima Divisione, tutti colti in “flagranza di reato”. Al numero uno del Frosinone, Sicignano, è stato [...]]]></description>
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		<title>Come battere le mafie in 10 punti</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[È una Reggio Calabria blindata quella che giovedì scorso ha ospitato il Consiglio dei Ministri in “uscita straordinaria” dalle mura capitoline. Il livello d’allarme è salito al massimo, soprattutto dopo l’attentato alla Procura generale e il ritrovamento della macchina contenente esplosivo ed armi, il giorno della visita di Napolitano. L’area circostante la Prefettura, il luogo scelto per la riunione, è stata interdetta al traffico, centinaia di tombini e cassonetti ispezionati, massiccia la mobilitazione delle forze dell’ordine impegnate nel mettere in totale sicurezza la zona dell’incontro ed il percorso previsto per le auto dei ministri dall’aeroporto alla Prefettura. Per la prima volta il CdM si è riunito nella città sullo stretto, con l’intento, afferma il Presidente del Consiglio, di mandare un messaggio chiaro alla’ndrangheta calabrese e alla criminalità organizzata in genere. Sono altisonanti le dichiarazioni del Premier per illustrare la battaglia che sta portando avanti il governo contro la criminalità, elencando i risultati ottenuti negli ultimi anni, “427 operazioni di polizia, 4.236 arresti tra cui 310 latitanti”. Non mancano le frecciate alla sinistra, affermando che “l’operato del centro destra segna un incremento di risultati dell’85% rispetto ai governi della sinistra”. Insiste molto sull’urgenza, per il bene del Paese, di vincere questa [...]]]></description>
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		<title>Mehmet Ali Agca è libero. &#8220;Sono il Gesù Eterno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 gennaio scorso, dopo circa trent’anni di reclusione, è tornato in libertà Mehmet Ali Agca, militante del gruppo turco, di estrema destra, dei “Lupi grigi”, che il 13 maggio 1981 tentò di uccidere l’allora Papa Giovanni Paolo II. Su quanto accadde ventinove anni fa in piazza San Pietro, ad oggi, non è stata fatta ancora piena luce. Agca fu processato per direttissima e condannato all’ergastolo. Durante le indagini emersero diverse versioni dei fatti rese dall’accusato, in un primo momento confessò di aver agito per conto di un’organizzazione eversiva di cui, però, non fece mai alcun nome, poi dichiarò di aver agito da solo, tesi preferita dai suoi avvocati difensori i quali, presentando il loro assistito come affetto da schizofrenia, avrebbero potuto così sfruttare un’ipotetica attenuante. La tesi che trovò un maggiore riscontro di prove, anche se poi risultarono inconsistenti, fu quella secondo la quale la mano del lupo grigio sarebbe stata guidata da un complotto di vaste dimensioni con a capo il KGB, i servizi segreti bulgari e la Stasi. Con quest’ultima testimonianza fornì anche i nomi dei complici, ma puntualmente la “pista bulgara” fu accantonata per carenza di prove certe, cosi come i presunti complici, da lui chiamati [...]]]></description>
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		<title>Preti pedofili consegnati ai tribunali. Forse un giorno&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[preti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto murphy]]></category>
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		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra di intravvedere un cambiamento di rotta tra le invalicabili mura del Vaticano, scosse, da molti anni, da pesantissime accuse ai danni di alcuni “ministri di Dio” macchiatisi del più orrendo dei crimini, nonché del più miserabile ed abominevole dei peccati, la pedofilia. Le possenti mura vaticane hanno sempre retto ed ammortizzato l’impatto e il peso di queste atrocità, non senza lasciarsi dietro abbondanti critiche e accuse, provenienti da ambienti cattolici e non, di un’inammissibile tolleranza e di un’assurda complicità nell’insabbiare e coprire tali abomini e i loro responsabili. La linea di condotta di Benedetto XVI è sempre stata molto dura nei confronti di questi crimini, ma mai abbastanza. Nel 2001 il pontefice pubblica la lettera “De Delictis Gravioribus” atta ad aggiornare il documento del 1962 “Crimen Sollicitationis”. Con l’obbiettivo di contrastare i crimini più gravi all’interno dell’apparato ecclesiastico, il Papa aumentò il potere della “Congregazione per la Dottrina della Fede” rispetto alle varie chiese locali, senza però imporre alcun obbligo nei confronti dei tribunali locali, neanche la denuncia di un crimine. Molti, moltissimi sono i casi di abusi sessuali perpetrati ripetutamente e sistematicamente da parte di sacerdoti in diversi paesi del mondo, altrettanti sono i casi di preti che [...]]]></description>
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		<title>Tim Burton al MoMA</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[La Grande Mela è la città che, più di tutte le altre nel mondo, si proiettata verso il futuro, il luogo dove ogni persona può ritagliarsi il proprio spazio vitale, ma è anche la città delle forti contraddizioni, dove l’ostentazione della ricchezza cozza con la compresente povertà, dove un alone di pazzia percorre il reticolato urbano. Ma New York è anche la città dove tutto può accadere, come essere catapultati da una dimensione costellata di giganti in cemento in un mondo fantastico fatto di frenetiche suggestioni tra l’horror e il favolesco, accompagnate, per creare un più completo organismo, da una musica che si sposa appieno con il carattere vorticoso e surreale dell’immaginazione visionaria del genio creatore, Tim Burton.Il  MoMa di New York, per chi avrà la fortuna di recarsi negli States tra il 22 Novembre e il 26 Aprile 2010, offre l’opportunità, imperdibile, di compiere un viaggio, unico nel suo genere, attraverso i 27 anni di carriera del regista  californiano. Questa splendida retrospettiva non è una semplice mostra, bensì un portale immaginario, una sorta di “stargate” che dà accesso all’universo burtoniano. Sin da quando ci si trova davanti il monumentale ed “horrorifico” portale d’ingresso, creato da Burton stesso,  si intuisce [...]]]></description>
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		<title>Boldini e gli italiani a Parigi</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 14 novembre a Roma, precisamente al Chiostro del Bramante, è possibile immergersi nell’atmosfera della Parigi della seconda metà dell’800, città divenuta centro mondiale della cultura sotto ogni punto di vista e meta di artisti provenienti da ogni parte del mondo, la quale formazione non può prescindere da un contatto diretto con la capitale francese e con i fermenti culturali che proiettavano la città in cima al panorama artistico mondiale. Lo spazio espositivo capitolino ospita, fino al 14 marzo 2010, le opere di Giovanni Boldini e di altri artisti italiani, che entrarono in contatto con l’ambiente parigino e le figure di spicco che in esso orbitavano alla fine del XIX secolo. La mostra sviluppa un’attenta riflessione sulle diverse espressioni artistiche e sulle influenze che il soggiorno parigino ebbe su questi artisti. Giovanni Boldini è il primo artista che si incontra nelle sale allestite in stile ottocentesco, per rievocare gli arredamenti dell’epoca e conciliare una più profonda immedesimazione. Il ferrarese visse a Firenze un’intensa e fertile esperienza con i Macchiaioli, ma nel 1867 intraprese un viaggio in Francia durante il quale soggiornò a Parigi; questa fu per lui un’esperienza unica a tal punto che, in una lettera all’amico Cristiano Banti, esternò [...]]]></description>
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		<title>Nell&#8217;opera di Calder: tra emozioni e movimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un fecondo incontro tra la tecnica ingegneristica ed una creatività aperta ad ogni esperienza e libera da vincoli spaziali crebbe il genio artistico di Alexander Calder (1898-1976), destinato a scrivere una delle pagine più ampie e ricche della storia dell&#8217;arte contemporanea. Nato in una famiglia di artisti &#8211; la madre pittrice e il padre scultore-, il piccolo Calder, da subito mostra le sue innate doti creative; a undici anni, come regalo di Natale per i genitori, realizza due tra le sue prime opere, un cagnolino e un&#8217;anatra, ottenute lavorando una lastra di ottone. Nonostante le sue evidenti capacità, dopo il liceo, spinto dal padre che per lui desiderava un lavoro stabile, si iscrisse ad un corso di laurea in ingegneria che ultimò nel 1919. Lavorò nel campo dell&#8217;industria fino al 1923 anno in cui si trasferì a New York iscrivendosi alla scuola d&#8217;arte &#8220;Art Students League&#8221;. Tre anni dopo si trasferisce a Parigi, il tempio dell&#8217;arte mondiale, in cui entra in contatto con i movimenti d&#8217;avanguardia ed i suoi esponenti. Il percorso artistico di Calder ha una continuità apprezzabile in ogni sua opera, dalla prima infanzia alle opere in fil di ferro, dalla pittura astratta ai mobiles. Un unico [...]]]></description>
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		<title>Addio Gianni Elsner, l&#8217;artista della radio romana</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 22:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa degli artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Elsner]]></category>
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		<category><![CDATA[paraguay]]></category>
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		<category><![CDATA[radiosei]]></category>

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		<description><![CDATA[5  ottobre 2009 Addio Gianni! La frequenza 98.100 Mhz da oggi non diffonderà più la sua voce diffusasi nell’etere romano per oltre trent’anni. Iniziò a trasmettere su “Radio Luna”nel 1976, passò poi su “Radio Radio” per poi aprire la nuova radio, Radiosei. Domani mattina alle ore 10:00 non sarà lui a far compagnia ai tantissimi suoi fedeli radioascoltatori. La sua trasmissione, non per fare retorica, non sarà più la stessa, ha perso l’ideatore, il conduttore, l’anima, ma soprattutto la “voce”, quella di Gianni Elsner, che, ironia di una sorte avversa, fu colpita dal più grave dei mali, proprio lì alle corde vocali, affievolendosi. Gianni però non si è arreso, come non lo fece durante tutti i suoi anni in radio, ha continuato a parlare alla sua gente, in modo semplice, come aveva sempre fatto, perché era così che amava comunicare ed arrivare al cuore dei suoi ascoltatori. Parlava di teatro, di musica, di cinema, di attualità, toccava temi ideologici spesso anche dividendo il suo uditorio, perché era così, sincero, schietto, burbero alle volte, a lui non interessava  essere una “prima donna”, non era disposto a scendere a compromessi sulle sue idee pur di essere accettato da tutti, non si svendeva, [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ultimo saluto a Ted Kennedy</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bush]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[ted kennedy]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Mission Church, in un quartiere popolare di Boston, si è tenuta, sabato 29 agosto, la cerimonia funebre di Edward Moore “Ted” Kennedy, arresosi dopo una lunga e dolorosa battaglia contro un tumore al cervello tre giorni prima. La chiesa, che ascoltò nel 2003 le preghiere del senatore per la figlia allora malata di cancro, ha accolto millecinquecento personaggi illustri dal Presidente Barak Obama ai membri del Senato americano, George W. Bush, Jimmy Carter, Bill Clinton, Stephen Breyer, Arnold Schwarzenegger, la cui moglie era nipote del senatore Ted, ed anche un commosso Jack Nicholson. La messa,iniziata alle 16.30 ora italiana, ha avuto una durata di due ore e mezza circa ed è stata officiata dal reverendo gesuita Donald Monan. Ad arricchire la cerimonia è stata l’esibizione del cantante lirico Placido Domingo, accompagnato dal violoncellista Yo-Yo Ma. Per volere della vedova di Kennedy, Victoria Reggie, sono stati letti alcuni stralci inediti del rapporto epistolare intercorso nel mese di luglio tra il marito e il Papa Benedetto XVI, il senatore chiedeva al pontefice di pregare per lui, esprimendo la consapevolezza di essere giunto al termine della propria vita e sottolineando la sua ancor ardente fede cattolica unico sollievo in un momento così [...]]]></description>
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		<title>La fotografia di Gina Lollobrigida: tra emozione e suggestione</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 22:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Palazzo delle Esposizioni sta ospitando una mostra, curata da Philippe Daverio, interamente dedicata alle fotografie di una delle donne più amate del cinema italiano, Gina Lollobrigida, per celebrarne i cinquant’anni di intensa attività fotografica. La “Lollo” non è soltanto un’attrice di successo cui sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti cinematografici,  è un’artista a “tutto tondo”. Nata a Subiaco, il borgo medievale che le diede i natali nel 1927, si trasferì all’età di diciassette anni a Roma, dove studiò all’Istituto di Belle Arti, avvicinandosi al mondo dell’arte che non la lasciò affatto indifferente e che, anzi, la portò a respirarne il fermento in ogni sua forma. Entrò in contatto con numerosi artisti tra cui Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Francesco Messina, Ilya Glazunov, ma tra tutti strinse un rapporto di intensa amicizia e stima reciproca con Giacomo Manzù. Momento chiave, per l’attività artistica della Lollobrigida, fu quando posò come modella per Manzù, questa esperienza l’avvicinò al mondo della scultura spingendola a cimentarvisi con successo. Dal 1959 viaggia per il mondo dietro una lente, l’obbiettivo della sua macchina fotografica. Va in Cina, in Giappone, nelle Filippine, in India, in Russia, a Cuba, in Africa, negli Stati Uniti, in Spagna, in Italia, girando [...]]]></description>
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		<title>Ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Angelis</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITÀ]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Two thousand years ago, the proudest boast was civis Romanus sum. Today, in the world of freedom, the proudest boast is Ich bin ein Berliner&#8221;. Così John Fitzgerald Kennedy, il 26 giugno 1963, affacciatosi dal balcone del Rathaus Schöneberg, allora sede dell’amministrazione comunale della Berlino Ovest, volle esprimere la sua solidarietà all’intero popolo berlinese,  da due anni (13 agosto 1961), diviso brutalmente dal Muro. Centosessanta chilometri  di cemento armato e filo spinato costantemente controllati dalle sentinelle che, dalle torrette, erano pronte ad uccidere chiunque si trovasse nella “zona morta”, aggiunta in seguito per rendere ulteriormente difficile il passaggio da est ad ovest. Le parole di JF Kennedy risuonarono a lungo nella mente degli ignari cittadini tedeschi, infrangendosi per ben ventotto anni contro quell’assurda parete. Ventotto anni passarono e il 9 novembre 1989, preannunciando la prossima caduta dell’URSS, i cittadini berlinesi poterono finalmente riunirsi e, insieme, impugnando qualsiasi strumento contundente, scagliare la propria rabbia repressa contro l’ormai indifeso Muro. Allora tutti poterono valicare i confini, in ogni punto del perimetro il “gigante di cemento” veniva attaccato e scalfito. Passeranno alla storia le immagini del popolo berlinese che, come Davide sconfisse Golia, si sedette vincitore sul prodotto dell’assurdità comunista. La primavera dell’anno [...]]]></description>
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