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	<title>Fuori le Mura &#187; Lucia Nigro</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Il padre e lo straniero: un confronto per imparare? Mah!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Vite strozzate, Canone inverso, Io no, Ricky Tognazzi riprende la cinepresa per un film dall&#8217;apparenza emozionate ed intrigante: Il padre e lo straniero. Tratto dal romanzo di successo di Giancarlo De Cataldo, il film racconta la storia due uomini Diego (Alessandro Gassman), un impiegato romano e Walid (Amr Waked), uno straniero di origine araba, ricco di soldi e di misteri. I due uomini vivono a Roma ed entrambi, purtroppo, sono genitori di figli disabili. Mentre Walid vive il ritardo del proprio figlio con grande serenità, Diego non riesce a sopportare l&#8217;idea di avere un figlio &#8220;diverso&#8221; e cosi finisce con l&#8217;avere un rapporto freddo e scostante con il giovane ragazzo. Ancora un film sulla figura paterna, sul rapporto genitoriale, dove si animano sentimenti di confronto e di tolleranza. Un&#8217;analisi sulla crescita, non dei bambini, ma degli adulti, di uomini che combattono ogni giorno contro le proprie personali avversità.  La forza motrice della pellicola è il confronto: umano, morale, generazionale, sociale, intellettuale e politico. Il diverso approccio dei due genitori nel vivere e vedere quotidianamente le sofferenze del proprio figlio lasciano sottintendere una più ampia visione delle differenza fra le culture; un incontro-scontro che lascia adito ad un messaggio di tolleranza [...]]]></description>
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		<title>La zattera della Medusa, &#8220;una didascalia della disperazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[LIBRI]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Jonathan Miles]]></category>
		<category><![CDATA[La zattera della Medusa]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Théodore Géricault]]></category>

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		<description><![CDATA[Jonathan Miles racconta la creazione del famoso quadro di Théodore Gèricault, La zattera della Medusa. Così facendo ripercorre l'increscioso episodio della storia francese, la sua genesi e le sue contraddizioni.]]></description>
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		<title>Be happy</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 23:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Be Happy è una commedia che ci pone di fronte a un interrogativo difficile e molto attuale: &#8220;Cosa vuole dire essere felice al giorno d’oggi?&#8221; Nella quotidianità le persone non pensano mai alla felicità, si circondano di tante attività da fare, da una carriera da raggiungere, cercano posizioni di potere, si riempiono di stimoli inutili e privi di amore e cosi finiscono con il costruire una vita vuota e senza ricordi. Marco (Federico Tocci) ne è un esempio, lui è un imprenditore ricco di successi lavorativi, di denaro e di gloria e tutto il mondo, per lui, gira intorno al lavoro. Dedica buona parte del suo tempo a creare profitto, guadagni e a spendere i suoi soldi in beni materiali e sfarzosi. Anche nel mondo degli affetti cerca di comprare tutto con il potere dei soldi fino a quando un giorno sua moglie (Federica Orrù) gli rivela di essere affetta da un brutto male. La notizia fa crollare in un solo attimo tutto il mondo di Marco e ogni cosa comincia ad assumere per lui un significato diverso. Dopo il colpo, Marco cerca conforto nel suo Life Coach (Lorenzo Ait), il quale lo aiuta a raccogliere tutte le energie e [...]]]></description>
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		<title>&#8220;Scene-Quadro&#8221; e &#8220;Colpo su Colpo&#8221;: il nuovo modo di vedere l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[La Nuova Pesa – Centro per l’Arte Contemporanea  è un posto  particolare ed affascinante che nasce tra i palazzi di via del Corso, è un luogo che ospita mostre e lavori estremamente interessanti.  Fino all’11 giugno protagonista della Nuova Pesa è stata la mostra “Scene – Quadro”, un lavoro prodotto da Riccardo Caporossi, Bob Wilson, Santasangre, Tadeusz Kantor e curata da Valentina Valentini. L’esposizione propone un interessante incrocio tra il linguaggio del teatro e le arti visive, è infatti possibile osservare disegni, installazioni, pitture, fotografie, di Lia Pasqualino,  story board, opere video prodotte da Robert Wilson e Rem &#38; Cap. La mostra propone un’enorme varietà di lavori che riprendono la varietà culturale e generazionale degli artisti coinvolti nella mostra.  Inoltre nell’ambito della mostra è stato proposto martedi 8 giugno un intervento di Riccardo Capirossi denominato “Colpo su Colpo”, un racconto tratto da “Le nozze di Cadmo e Armonia” di  Roberto Calasso. Il racconto ha come tema principale la tragedia degli Atridi, da Tantalo fino ad Oreste. Riccardo Capirossi con l’aiuto di Vincenzo Preziosa rappresentano scene  di ricatti, violenze, vendette , scene che lo spettatore non vede perché invitato ad usare delle bende, ma che percorre attraverso la sua individuale immaginazione. [...]]]></description>
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		<title>Lykaion con &#8216;Swallowed by the sea&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 22:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[Lykaion]]></category>
		<category><![CDATA[Swalled by the sea]]></category>

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		<description><![CDATA[    Swallowed by the sea  è il nuovo album dei Lykaion, un gruppo nato nel  2000. Negli anni i diversi cambiamenti e le varie trasformazioni hanno cambiato l’assetto del gruppo fino ad arrivare all’attuale composizione: Fabio Valentini alla chitarra, Alessandro Sforza alla chitarra e alla voce, Valerio Miseferi al basso e  Andrea Alberati  alla batteria. Il nome &#8216;Lykaion&#8217; da loro utilizzato simboleggia un luogo dell’antica Grecia dove in passato Aristotele ed i suoi discepoli si riunivano per confrontarsi, scambiarsi idee e studiare. Il loro stile si spinge verso un genere gothic metal e con qualche influenza trash metal. Secondo alcuni componenti del gruppo la voce del cantante ricorda quella di Ville Laihiala, frontman di Sentenced e Poisonblack. Caratterizzati da un ritmo forte e travolgente, i Lykaion, rappresentano un gruppo molto promettente . Il loro album composto da: The end of the time, These Words e  My last song, è un mix di stili che esprime una potente carica esplosiva. I loro pezzi seguono un andamento molto dinamico che si alterna tra il melodico e un rock più aggressivo. The end of the time è un pezzo molto orecchiabile che presenta un ritornello diretto, mentre These Words è il pezzo [...]]]></description>
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		<title>Comunicato stampa evento: Marco Cisaria &#8211; REMEMBER. Vivi che ricorderai&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 22:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sabato 05 giugno 2010 al lunedì 05 luglio 2010 Ufficio stampa Arthemisia Group srl Gli artisti correlati Marco Cisaria Curatori Daniela Palazzoli A cura di Daniela Palazzoli Dopo un anno dal terremoto in Abruzzo, la città di Milano ospita nelle strade pedonali del centro una importante e innovativa installazione fotografica di immagini e parole dedicate a L’Aquila: “REMEMBER” Vivi che ricorderai, dal 5 giugno al 4 luglio 2010. Cinquanta gigantografie, allestite all’aperto in Corso Vittorio Emanuele, offriranno al pubblico un importante spunto di riflessione e un momento di pausa dalla frenesia quotidiana. La mostra è promossa dall’Associazione Casa di Letizia Moratti con il patrocinio del Comune di Milano – Assessorato Politiche Sociali, la cui volontà istituzionale ha reso realizzabile il progetto. Un evento superpartes, benefico, senza scopi di lucro né intenti politici, che si rivolge a tutti, come persone, indistintamente. A cura di Daniela Palazzoli, l’installazione nasce da un’idea di Homelesstudio e grazie alla collaborazione con la Misericordia Milano e la Misericordia Sant’Ambrogio (Confederazione Nazionale delle Misericordie). Il progetto ha origine dall’esperienza del fotografo Marco Cisaria a L’Aquila ad una settimana di distanza dalla prima grande scossa del 6 aprile 2009, quando le squadre di soccorso hanno iniziato i [...]]]></description>
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		<title>Exit</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
		<category><![CDATA[assurdo]]></category>
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		<description><![CDATA[In un quartiere di Roma, dove la sera tutto è incentrato sulla vita notturna e sul divertimento, spunta il Teatro Cometa Off, un  teatro presente da molti anni e che propone ed offre la possibilità di osservare e apprezzare attori e registi emergenti. Quest’anno, come anche l’anno scorso, il teatro ha creato un progetto denominato “EXIT”,  il quale ha come obiettivo principale di far emergere identità teatrali. Un progetto estremamente interessante e che raccoglie molti cittadini romani e non solo. Quest’anno sono stati innumerevoli gli spettacoli proposti. La rassegna è iniziata al Teatro Lo Spazio, il cui primo spettacolo è stato Morrison Hotel, seguito dal Teatro Due. Nelle ultime settimane sono stati mandati in scena al Cometa Off due spettacoli di notevole attenzione: “Attese” e “Molto rumore per nulla ovvero le nostre mani contro i vostri cuori”. Due storie completamente diverse, ma guidate dallo stesso filo conduttore: sperimentare nuovi stili, nuovi linguaggi, un nuovo modo di fare teatro. “Attese” prende spunto dal famoso teatro dell’assurdo e racconta e rappresenta un concetto molto contemporaneo: dare continuamente un senso alle azioni e alla vita. Nello spettacolo non c’è una base, non c’è una storia e tantomeno una logica , il tutto segue [...]]]></description>
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		<title>Sculture di Antoni Rzasa</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 23:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA Sculture di Antoni Rzasa Evento organizzato da: Istituto Polacco di Cultura &#8211; Chiesa Santo Stefano Rotondo Periodo: mercoledì 10 marzo 2010  &#124; giovedì 8 aprile 2010 Istituto Polacco di Cultura &#8211; Chiesa Santo Stefano Rotondo-Sculture di Antoni Rzasa Nell’inverno del 1961 Antoni Rzasa (1919-1980), uno degli scultori polacchi pîù originali, fece un viaggio di tre mesi in Italia nell’ambito di una borsa di studio messa a disposizione dal Ministero della Cultura. Comunicato stampa Fu il suo unico viaggio di studio. Durante questo soggiorno Antoni visitò le città italiane più importanti: Roma, Assisi, Napoli, Siracusa, Firenze, Pompei, Palermo, Bologna, Ravenna, Ferrara, Venezia. Annotava: Sto andando a Roma, tratto finale dei miei viaggi in treno, con il mio biglietto ho fatto 3530 km, a cui aggiungere il viaggio da Roma ad Assisi, più il percorso da Padova a Venezia andata e ritorno, il mio viaggio ammonta a 4000 km. Aggiungere i filobus, i tram e i piedi, è difficile stabilire la cifra. In tutti questi luoghi lo attirò l’arte, la sete di conoscere e vedere. Studiò con attenzione le opere dei grandi artisti italiani. Fu profondamente toccato dalle opere dei maestri del XIII e XIV secolo e dall’arte paleocristiana. Scrisse: [...]]]></description>
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		<title>Stefano Francis Spelar</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 23:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[In uno  spazio e in un ambiente dove si respira aria di attori e di artisti è nata una galleria dove si possono ammirare le opere di molti pittori emergenti. Il teatro Quirino, un luogo oramai storico di Roma ha creato una particolare e curiosa galleria dove ospita svariati  esponenti dell&#8217;arte contemporanea. Questo mese, a partire dal 16 marzo, il teatro ospiterà  sette opere di un&#8217;artista estremamente giovane e poliedrico, Stefano Francis Spelar. Sette opere che rappresentano l&#8217;energica essenza dell&#8217;artista, ricche di colori, di oggetti della vita quotidiana, di poesie e di fantasia. Stefano Francis Spelar, spinto da una forte motivazione a sperimentare cosa emerge da un mix di forme e colore definisce le sue opere come un lavoro in  cui c&#8217;è sempre un progetto iniziale, ma che nel suo divenire si trasforma e si modula pian piano nella tela. I suoi lavori sono ricchi di espressività e di vitalità, soprattutto l&#8217;opera &#8220;Panorama&#8221;, la quale rappresenta  per l&#8217;artista l&#8217;espressione di alcuni eventi della sua vita e che  riflette un percorso personale dove il cinema e  la passione per la regia e per il teatro rappresentano due elementi essenziali  che hanno creato in Francis la voglia di esprimersi attraverso l&#8217;arte. Ispirato [...]]]></description>
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		<title>A quattrocento anni dalla morte, Caravaggio incanta Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal  20 Febbraio al 13 Giugno, Roma ospiterà una delle più importanti mostre previste per il 2010. In occasione dei 400 anni dalla morte di Caravaggio, la città eterna vuole offrire un omaggio al grande artista, la cui produzione pittorica ha regalato al mondo alcuni dei più grandi capolavori della storia. Le scuderie del Quirinale dal 20 Febbraio al 13 Giugno, ospiteranno una collezione di opere attribuibili in modo certo alla mano di Michelangelo Merisi da Caravaggio. La mostra del Caravaggio può certamente essere considerata tra i più grandi eventi a Roma del 2010. L’esposizione è sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Roma, coprodotta con MondoMostre e realizzata con il supporto di Cariparma. L’esposizione si svilupperà su due piani in cui sarà possibile ammirare capolavori come il celeberrimo Ragazzo con cesto di frutta, il Bacco, la Canestra di Frutta (mai, prima d’ora, uscita dalla sua sede, la Pinacoteca Ambrosiana), le due versioni della Cena in Emmaus rispettivamente dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca di Brera, i Musici dal Metropolitan Museum di [...]]]></description>
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		<title>I due fratelli</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[Lev e Boris sono due fratelli e vivono insieme in una casa cupa e mal ridotta, vivono da soli , lontani dalla famiglia, vivono un legame stretto ed intenso,  alimentato da un affetto  a volte un po’ malato ed esasperante. Ambientato in  una cucina sempre incasinata e disordinata, Lev  è il fratello minore, ma a causa dell’autismo del fratello maggiore è costretto a rivestire il ruolo di fratello maggiore, Boris è affetto da un grave autismo e questo lo rende molto fragile e indifeso. Ad interferire nello stretto rapporto dei due fratelli c’è Erica, la coinquilina, una ragazza senza freni, libera e ribelle.  Erica è la compagna di letto di Lev e a causa della sua poca sensibilità nei confronti di Boris finisce con l’essere cacciata di casa da Lev.  Boris è una grande responsabilità per  Lev  ed a causa del disturbo del fratello è costretto a partire per lavoro. Lev si fa carico di tutti i problemi e sacrifica la sua vita per aiutare il fratello a condurre una vita normale, ma nel periodo in cui è fuori per lavoro Erica ritorna a vivere con Boris e diventa la sua compagna di letto. Erica con i suoi giochetti  intacca [...]]]></description>
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		<title>Boldini e gli italiani a parigi tra realtà e impressioni</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 23:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dart Chiostro del Bramante presenta per la stagione 2009-2010 una grande mostra (a cura di Francesca Dini ) dedicata a Giovanni Boldini ed agli artisti italiani, che sog giornano a Parigi nella seconda metà del secolo XIX. Nel corso dell’Ottocento la Francia si trova a guidare il cammino dell’arte contemporanea e a costituire per molti Paesi – inclusa l’Italia– un modello ineguagliato di civiltà. I nostri pittori sono dunque indotti ad un continuo confronto con l’arte di quella Nazione, complici le Esposizioni Universali che vi si tengono periodicamente e che ne promuovono internazionalmente l’immagine. Ma il vero e proprio “mito di Parigi” è un portato della cosiddetta Belle Epoque, sorta di età dell’oro segnata dal trionfo del modello borghese liberale e laico, da una nuova libertà di pensiero e da uno straordinario fermento creativo che investe tutti gli ambiti: la capitale francese diviene, anche in virtù di questo, un vero laboratorio letterario e artistico nel quale convivono tradizioni e tendenze straordinariamente eterogenee. Questo nostro viaggio si dipana, dunque, tra le vicende biografiche dei tre celebri “italiani di Parigi”- De Nittis, Boldini, Zandomeneghi – e si muove, sul filo del racconto, tra i luoghi cari al mito della modernità di Parigi: [...]]]></description>
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		<title>Intervista &#8220;Crollo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 23:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso]]></category>
		<category><![CDATA[Crollo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Stasi]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Tay]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dello spettacolo “Crollo”, diretto dal regista Giulio Stasi, abbiamo intervistato le diverse figure femminili presenti nello spettacolo per approfondire l’argomento dell’abuso sessuale e per comprendere le opinioni e le difficoltà che si sono incontrate nel rappresentare lo spettacolo. 1) Cosa vuol dire, secondo voi, per un&#8217;attrice mettere in scena un abuso sessuale? (Risponde Michela Bruni, attrice che interpreta Isabel, la speaker televisiva che subisce la violenza) Mettere in scena un abuso sessuale non è stato facile. Fortunatamente non ho mai provato nulla di simile. Sono stati tanti però gli spunti, le piccole ferite, cui potersi aggrappare. Dopodichè sta alla capacità e alla sensibilità dell’attore elaborare e trasformare. Ho approfondito la mia preparazione con testimonianze, racconti di donne che invece hanno provato sulla propria pelle e sanno cosa significa essere violate nel profondo. Donne che sono crollate in un vuoto riempito solo dal senso di colpa e di annientamento. Altro aspetto fondamentale per me è stata la fiducia totale negli attori che hanno raccontato la brutalità dell’uomo e che sono stati capaci di darmi un registro preciso e fortissimo. E sopratutto un monologo che non lascia scampo, crudo. Che fa male a chi lo ascolta. Accompagnato da una regia [...]]]></description>
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		<title>&#8220;Crollo&#8221; di Giulio Stasi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 23:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
		<category><![CDATA[Abuso]]></category>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Stasi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel vocabolario italiano con il termine “Crollare” si intende cadere rovinosamente. Giulio Stasi, regista dello spettacolo “Crollo” ha voluto mettere in scena questo termine, lo stato del crollare, in tutti  i suoi lati, cadere economicamente, cadere psicologicamente, cadere e sprofondare. Con una scena povera, ma essenziale 3 broker irriverenti e alla ricerca spietata di soldi, una giornalista e una ambiziosa e giovane studentessa raccontano una realtà che nel lontano 1997 ha scosso le economie del sud-est asiatico. Ben dodici anni fa,  a causa degli attacchi speculativi degli investitori stranieri e a causa del governo e del Fondo Monetario internazionale l’economia del sud-est asiatico crolla, precipita in uno stato di totale caos. Oggi nel 2009 quest’argomento torna a galla grazie all’opera di Jean Tay e alla rivisitazione di Giulio Stasi. Lo spettacolo riporta lo spettatore in quel clima di tensioni e disperazione, le notizie dettagliate e fredde fanno  percorrere  allo spettatore le tappe di una crisi finanziaria che  pian piano ha portato la popolazione sul lastrico, ha provocato una violenta guerra civile, ma soprattutto ha coinvolto la popolazione femminile appartenente alla minoranza etnica cinese, la quale si è ritrovata a subire continui abusi sessuali. Molte donne si sono trovare a subire [...]]]></description>
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		<title>The road to contemporary art</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 19:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. THE ROAD TO CONTEMPORARY ART 14 &#8211; 16 MAGGIO 2009 La terza edizione di ROMA – The Road to Contemporary Art si terrà nel cuore della primavera romana dal 14 al 16 maggio 2010. Le nuove date sono state scelte in accordo con i Musei MAXXI e MACRO per la straordinaria eventualità di una inaugurazione congiunta. La sinergia tra la Fiera e i due Musei consentirà di costruire una grande rassegna dedicata all’arte contemporanea che farà di Roma la meta e il centro dell’interesse di un pubblico vasto ed internazionale. Nuova, ed unica, sede della terza edizione di ROMA sarà lo spazio dell’ex Mattatoio al quartiere Testaccio: la Fiera sarà allestita nei due padiglioni del MACRO Future e nel suggestivo e appena restaurato Padiglione della Pelanda che con le sue grandi vasche e caldaie, conserva le affascinanti tracce della sua originaria destinazione. Oltre 8.000 mq che ospiteranno la sezione principale della Fiera e Start-up, la sezione che sarà dedicata anche il prossimo anno alle gallerie emergenti selezionate da un pull di curatori professionisti. Una scelta, quella della sede unica, che consentirà di proporre alle gallerie espositrici tariffe di ingresso vantaggiose. Gli spazi del Testaccio rimarranno aperti dalle 15.00 sino [...]]]></description>
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		<title>&#8220;Ultima stagione in serie A&#8221; Teatro Argot</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ultima stagione in serie A&#8221; diretto da Marco Mandolino e interpretato da Marco Bocci e Fabrizio Sabatucci, torna in scena al Teatro Argot dal 17 novembre al 6 dicembre. Mauro Mandolini ha sfatato il mito della &#8220;virilità&#8221; dei calciatori e  ha raccontato a teatro la storia due calciatori che si osservano, che parlano dei loro successi e dei loro insuccessi, di uomini costretti a mostrarsi sempre al top e incapaci di sentire le proprie debolezze. &#8220;Ultima stagione in serie A&#8221; parla di un mondo del calcio nel triste e chiuso silenzio degli spogliatoi. I due protagonisti della storia , Luigi detto Zio (Fabrizio Sabatucci), calciatore affermato specialmente nelle serie inferiori e Giancarlo, detto Zamorra (Marco Bocci),  è un portiere vittima di una crisi familiare,  deluso della propria carriera professionale ed estremamente legato alla figlia. Calciatori, ma soprattutto uomini che nascondono in silenzio il loro amore, che cercano di evitarsi, di dimenticare i propri sentimenti per aderire alla tanto importante immagine di virilità, un immagine che lontano dal campo di calcio diventa fragile e reale. I due atleti, in una scenografia povera, ma essenziale vivono la tristezza, la paura di fallire, la solitudine e soprattutto la loro omosessualità repressa. Lo spettacolo  [...]]]></description>
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		<title>Comunicato stampa: Calder</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 23:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[La gente pensa che i monumenti debbano venire fuori dal suolo, mai dal soffitto, ma anche i mobiles possono essere monumentali. − Alexander Calder Gagosian Gallery è lieta di presentare una mostra di sculture monumentali di Alexander Calder realizzate fra il 1948 e il 1964. Nato in una famiglia di artisti apprezzati ma di stampo tradizionale, il genio innovatore di Alexander Calder ha cambiato il corso dell’arte moderna. Iniziò il suo percorso artistico creando un nuovo modo di scolpire − piegando ed attorcigliando fili di metallo per “disegnare” nello spazio figure tridimensionali. Con una sensibilità affine al primo Costruttivismo, all’Arte Concettuale e al linguaggio della pittura astratta, Calder diventò famoso per i mobiles (termine coniato da Marcel Duchamp per descrivere queste innovative sculture cinetiche), in cui forme astratte vivacemente colorate e realizzate con materiali industriali, quali acciaio e legno, sono sospese in perfetto equilibro con delicati fili di metallo. Ai primi esempi che, sfruttando la tecnologia moderna, erano azionati elettricamente o meccanicamente, ne seguirono altri i cui movimenti venivano guidati in modo imprevedibile dal vento e dell’acqua. Sebbene l’energia cinetica, il dinamismo e l’esuberanza dei mobiles rimasero sempre un interesse primario per l’artista, Calder creò anche numerose sculture statiche che [...]]]></description>
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		<title>&#8220;&#8230;.E pensare che eravamo comunisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 23:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[Divertente, ironico e di estrema attualità è lo spettacolo &#8220;&#8230;e pensare che eravamo comunisti&#8221;, scritto e diretto da Roberto D&#8217;Alessandro, in scena al Teatro  de&#8217; Servi fino al 22 novembre. Lo spettacolo racconta le vicende di una famiglia che vive con un certo fervore l&#8217;ideale polico comunista. Guilia e Rinaldo sono i protagonisti principali della commedia, incontratisi degli anni Settanta, essi hanno condiviso il periodo della rivoluzione studentesca, ma dopo vent&#8217;anni il loro matrimonio sembra ormai quasi spento. Giulia, nonostante gli anni, vive ancora con grande passione e ostinazione il comunismo, divide la sua vita tra la famiglia, i figli e la sezione. Rinaldo, con l&#8217;andare del tempo, è entrato a far parte del Partito Democratico,abbandonado quegli ideali che un tempo alimentavano il rapporto con Giulia. Accanto ai due coniugi troviamo Enrico, il figlio innamorato e fidanzato con la  figlia di un importante avvocato della capitale. Nilde, la sorella insegue il sogno di diventare un&#8217;artista affermata, dipinge quadri che non riesce a vendere. Ad aiutare la famiglia nelle faccende domestiche troviamo il buffo Oba, un domestico di colore laureato in Filosofia,  che appare alla famiglia come una persona molto sbadata. Nella famiglia compare anche un altro personaggio, la zia Maria, [...]]]></description>
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		<title>Comunicato stampa evento: Corso Polonia &#8211; Festival delle arti unite</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal sabato 24 ottobre 2009 al venerdì 27 novembre 2009 Il 24 ottobre inizierà la 7a edizione del Festival delle arti unite &#8211; Corso Polonia 2009 che ospiterà nel suo calendario i grandi nomi della cultura polacca. L’evento che a quasi 200 anni dalla nascita di Chopin apre simbolicamente la manifestazione &#8211; lo spettacolo sulla vita del geniale compositore al teatro San Carlino &#8211; sarà dedicato ai più piccoli. Pur essendo un festival delle arti unite, ogni edizione di Corso Polonia ne privilegia una. Quest’anno il nostro grande protagonista è il teatro, e non solo per le numerose e ricche manifestazioni dedicate a Grotowski, grande riformatore del teatro del ‘900. Il Teatro Belli ospiterà quattro spettacoli dedicati alla drammaturgia polacca: due di loro, scritti negli anni 60’ e 70’ stupiscono a tutt’oggi per la loro estrema attualità e profondità (il primo di Ireneusz Iredynski, sceneggiatore del primo film a soggetto di Krzysztof Kieslowski e compagno di cella di Jacek Kuron; il secondo di Janusz Krasinski, un autore che dei nove anni passati nelle carceri staliniane ha fatto la materia fondamentale della sua attività letteraria), gli altri due di Michal Walczak e Amanita Muscaria ci trasportano sulla vigorosa e giovane scena [...]]]></description>
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		<title>Romics 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;8 al 11 ottobre la Nuova Fiera di Roma ha ospitato il 9° Festival Internazionale del fumetto e dell&#8217; animazione. La Fiera di Romics è diventata nel corso degli anni un evento ricco di anteprime, ospiti internazionali, conferenze  e soprattutto  ogni anno attira un pubblico sempre più numeroso. La manifestazione ha coinvolto  due padiglioni , un padiglione più  commerciale dove si è potuto assistere alle novità e alle nuove proposte di quest&#8217;anno e un  secondo padiglione  dedicato agli eventi. In questa nona edizione sono stati festeggiati gli 80 anni di uno dei più grandi autori del fumetto italiano: Gallieno Ferri. Esso  è stato il grande inventore del canone figurativo di Zagor, ha creato il mitico personaggio che racchiude in sè la memoria storica e la stessa identità italiana. La manifestazione ha ospitato i più grandi autori internazionali come : Gipi (nome d&#8217;arte di Gian Alfonso Pacinotti) fumettista, illustratore, musicista e regista d&#8217;animazione. E&#8217; uno dei più rinomati artisti europei in questo campo. Grazia Lobaccaro, ha collaborato con la Innocenti Victim, con la Kappa Edizioni, con Panini Comics, Eura Editoriale e Magic Press. Maurizio Rosenzweig, autore milanese, ha disegnato una miniserie di &#8220;Rimarro&#8221; con i testi di Giuseppe Palombo ed ha [...]]]></description>
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		<title>Pop Porn</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa dell'angelo]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella marchi]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria aquili]]></category>
		<category><![CDATA[lodi]]></category>
		<category><![CDATA[pop porn]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra gli artisti espositori anche la “nostra” blogger Gabriella Marchi, scrittrice e pittrice romana particolarmente versatile, che ha al suo attivo numerose personali di cui l’ultima, “Le forme non forme” presso  la Chiesa dell’Angelo di Lodi. “Rinassense presenta POP PORN terza edizione Le Distillerie Clandestine Via Libetta (zona ostiense) Domenica 25 gennaio dalle ore 20.30 INGRESSO 8 EURO compresa la cena buffet e il guardaroba Un universo erotico e misterioso, &#8220;POP PORN&#8221; nasce con lo scopo di liberare il sesso da ogni sorta mercificazione per ricondurlo, attraverso l’arte, ad un’ esperienza spontanea e giocosa. Giunta alla terza edizione la provocatoria collettiva d’ arte ideata e curata da Ilaria Aquili ,si presenterà totalmente destrutturata, ancora più ossigenata dall’ambizione di comunicare a più livelli e con più linguaggi,portandosi dietro un’euforia creativa e una sensibilità frenetica. Questa nuova edizione raccoglie ancora più opere con l’intento di “riuscire a stuprare, soffocare, assorbire, conquistare, e far dimenticare lo spazio che le ospita. Una vertigine all’incontrario. Dal basso verso l’alto”. L’elemento centrale dell’expò è l’idea di far integrare e interagire sotto le opere gli oggetti o personaggi ritratti nelle stesse nel tentativo di rompere con la tradizione della bidimensionalità . Non manca la capacità calda del [...]]]></description>
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		<title>Deredia a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 22:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#8220;Un artista contemporaneo a Roma in cammino sulla Via della Pace&#8221; Il Foro Romano, ed esattamente la Via Sacra che lo attraversa, ospiterà per la prima volta delle creazioni contemporanee: dal 23 giugno al 30 novembre 2009 la mostra &#8220;Deredia. La genesi e il simbolo&#8221; presenta tra l&#8217;Arco di Tito e la Curiadel Senato otto grandi sculture in marmo del costaricano Jimnez Deredia, che da trent&#8217;anni vive sotto le cave di Carrara. Contemporaneamente al Palazzo delle Esposizioni si svolger dal 23 giugno al 13 settembre 2009 l&#8217;esposizione &#8220;Deredia. La Ruta de la Paz&#8221; dedicata a Deredia, primo artista extraeuropeo presente nella Basilica di San Pietro, dove, per il Grande Giubileo del 2000, Papa Giovanni Paolo II ha scoperto una sua scultura, che celebra Marcellino Champagnat, un francese vissuto a cavallo tra il Sette e l&#8217;Ottocento, e santificato nel 1999. Altre sculture monumentali dell&#8217;artista saranno collocate tra il Foro e il Colosseo,in alcune piazze (Barberini, San Lorenzo in Lucina) e palazzi della citt (nei cortili del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps e di Palazzo Massimo). Deredia ha voluto questa impresa per presentare a Roma, secondo lui una &#8220;città universale e della pace&#8221;, un progetto assai ambizioso, che si [...]]]></description>
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		<title>Premio Internazionale Fotografia &#8211; Baume &amp; Maercier</title>
		<link>http://www.fuorilemura.com/2009/08/31/premio-internazionale-fotografia-baume-maercier/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 22:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[Baume & Maercier]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Internazionale Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[West Africa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ecclesia, West Africa&#8221; è il titolo del progetto con cui Giuliano Matteucci, fotografo italiano,  si è aggiudicato il premio della terza edizione del Premio Internazionale Fotografia &#8211; Baume &#38; Maercier, ideato da Zoneattive e Baume &#38; Mercier. Il Premio offre la possibilità a fotografi professionisti di presentare un progetto originale e offre l&#8217;occasione di realizzarlo attraverso un ottimo allestimento, la pubblicazione e la comunicazione e garantendo grande visibilità al livello internazionale. Matteucci è un fotografo che si occupa da anni di documentare la cultura africana, il suo progetto è incentrato sulla chiesa rurale africana. Egli si è soffermato a raccontare la chiesa, ma soprattutto la comunità di credenti e le numerose identità  sociali. Le chiese, come si può notare nei suoi scatti, sono luoghi di incontro, luoghi dove si scambiano parole e dove si incontrano diverse culture africane. Nelle sua foto c&#8217;è il ritratto di un&#8217;Africa che si muove, che crede, che racconta sofferenze e fame, ma anche tanta fede e speranza. Giuliano Matteucci collabora con numerose fondazioni e  organizzazioni  della solidarietà  tra le quali, Amref, Comunità di Sant&#8217;Egidio, Fondazione Vodafone, e con istituzioni quali il Comune di Roma, Regione Lazio e Regione Sardegna. Ha partecipato a numerose mostre, “Lugoland” [...]]]></description>
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		<title>La mente di Leonardo</title>
		<link>http://www.fuorilemura.com/2009/07/27/la-mente-di-leonardo/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 22:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra &#8220;La mente di Leonardo&#8220;, che si terrà a Roma, a Palazzo Venezia, tra il primo maggio e il 30 agosto 2009, segna un’inversione di tendenza in questo senso, e si propone di fornire un quadro completo dell’opera di Leonardo. La mostra, infatti, che ha già attirato molti turisti nelle guest house di Roma, non si focalizzerà su un unico ambito di studio (l’arte, la tecnologia, l’anatomia, gli studi d’acqua e sul volo, solo per fare qualche esempio), ma cercherà di affrontare l’opera di Leonardo da una diversa prospettiva: presentando i vari campi di studio cui il grande scienziato e artista si è interessato, la mostra si propone di indagare il modo in cui Leonardo concepiva la conoscenza e il suo metodo di analisi, in modo da portare alla luce come, nel suo metodo di studio, ci fossero delle costanti applicabili a tutti i campi del sapere. Leonardo, infatti, concepiva la conoscenza in modo unitario, nella convinzione che a governare tutte le operazioni della natura e dell’uomo ci fossero le stesse leggi. Se organizzerete un viaggio a Roma e visiterete la mostra, avrete dunque modo di scoprire come l’intera produzione di Leonardo fosse caratterizzata da metodi di analisi comuni, [...]]]></description>
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		<title>Notti Lucenti</title>
		<link>http://www.fuorilemura.com/2009/07/13/notti-lucenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 6-7-8 luglio, il teatro Nuovo Colosseo ha ospitato uno spettacolo magico ed energetico. Notti Lucenti e&#8217; un fenomeno di luce notturna causato dalla dispersione nell&#8217;aria di piccoli grani solidi dell&#8217;originario nucleo cometario attraverso l&#8217;atmosfera piu&#8217; di cento anni fa. Le nubi nottilucenti e&#8217; un fenomeno meteoroologico non completamente noto, misterioso e quasi irreale. Esse sono le nubi piu&#8217; alte dell&#8217;atmosfera terrestre e sono visibili quando il sole e&#8217; sotto l&#8217;orizzonte e da luoghi ad alta latitudine geografica. Uno spettacolo di danza e musica, affascinante come la bellezza della natura, magico come i movimenti e le luci del pianeta. Ideato da Rachele Caputo e Franco Senica, Notti lucenti e&#8217; frutto di un lavoro di sperimentazione e i diversi danzatori: Rachele Caputo, Marcella Mancini, Benedetta Mazzotti e Franca Senica hanno creato un&#8217;atmosfera tutta nuova, un&#8217;atmosfera sorprendentemente magica. Le musiche e le scene hanno contribuito a rendere Notti Lucenti un&#8217;idea innovativa e creativa. Regia e Coreografia: Rachele Caputo e Franco Senica Colonna musicale a cura di Marco Schiavoni Voce narrante: Patrizia Bettini Violoncello: Laura Beneitez Danzatori: Rachele Caputo, Marcella Mancini, Benedetta Mazzotti, Franco Senica Disegno luci e intervento video: Andrea Paciotto Scene e costumi: Mario Romano]]></description>
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		<title>Pablo Echaurren</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1951, per merito di Leo Fender, viene prodotto il primo basso elettrico, il celeberrimo Precision bass. La storia e il sound della musica cambiano per sempre. Da strumento di complemento e ingombrante il basso elettrico diventa un protagonista assoluto e stravolge la concezione stessa della band. E&#8217; lui, assieme alla batteria, a infondere la potenza e il ritmo giusti. Il bassista diventa un protagonista. Pablo Echaurren, appassionato da sempre, espone la sua collezione di bassi d&#8217;epoca. Una trentina di pezzi che intende illustrare la storia e l&#8217;evoluzione dello strumento. Dagli anni Sessanta a oggi una grande varieta&#8217; di fogge e di modelli ha tracciato un percorso estetico e musicale irripetibile in cui l&#8217;Italia si ritaglia un ruolo di tutto rispetto. Fender, Gibson, Rickenbacker, Gretsch, Hagstrom, Framus, Hofner, Vox, Eko, Wandre&#8217; sono solo alcune delle sigle che hanno lasciato un segno nell&#8217;immaginario collettivo. Non manchera&#8217; un basso disegnato e realizzato appositamente da Pablo Echaurren. Accanto ai bassi veri e propri, esposti con circa quindici collage nelle salette di AuditoriumArte, Echaurren propone, nel Foyer Sinopoli, nove grandi grandi tele dedicate a questa sua inesausta passione. Opere in cui il basso diventa l&#8217;elemento centrale assurgendo a icona assoluta della modernita&#8217;, delle sonorita&#8217; [...]]]></description>
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		<title>Tra eternità e storia. BVLGARI. 125 anni di gioielli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dei 125 anni dall&#8217;apertura del primo negozio romano di Bulgari, il palazzo delle esposizioni ospita una favolosa mostra sullo stile inconfondibile, sulle caratteristiche e sulla storia della celebre maison romana. La mostra e&#8217; articolata in sezioni cronologiche predisposte in otto gallerie monumentali. La prima si sofferma sui lavori di Sotirio Bulgari, argentiere greco che nel 1881 si e&#8217; stabilizzato a Roma e ha iniziato a lavorare creando gioielli montati in diamanti in stile Art Deco&#8217;. L&#8217;anello trombolino, i gioielli trasformabili, i portasigarette, le pochette sono i protagonisti di questa sezione. A seguire, gli esempi piu&#8217; rappresentativi della produzione anni quaranta e cinquanta, lo stile in questi anni subisce una semplificazione, le linee si ammorbidiscono e prevalgono spesso lo zaffiro, il rubino o il turchese. I Gioielli principali in questa sezione sono le spille a forma di fiocco e i pendenti con le perle. Accanto alla storia di molti oggetti vengono spesso mostrate immagini di film dove compaiono gli inconfondibili gioielli Bulgari e vengono presentati i favolosi gioielli indossati dalle piu&#8217; grandi star del cinema come Sophia Loren, Anna Magnani, Gina Lollobrigida. Quando il visitatore arriva nella galleria degli anni sessanta si ritrova in un mondo nuovo, rinnovato, molto [...]]]></description>
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		<title>&#8220;Arte, genio e follia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le idee migliori non vengono mai dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia&#8221; Nel lontano 1511 Erasmo da Rotterdam pubblico&#8217; il libro intitolato &#8220;Elogio alla pazzia&#8221;, l&#8217;autore con toni ironici sostiene che la follia sarebbe la vera dominatrice della civilta&#8217; umana e dell&#8217;essere umano. A distanza di secoli Vittorio Sgarbi riprende il tema della follia e propone una mostra ricca di immagini ed opere di artisti tormentati come Ligabue, Van Gogh, Munch e tanti altri. La mostra ha lo scopo di trasportare il visitatore nella mente disturbata e creativa dell&#8217;artista. Essa e&#8217; costruita come un percorso a tappe. In totale ci sono nove sotto sezioni sino al&#8217;900. Si parte dal Medio Evo, i primi studi sugli insani di mente, gli strumenti utilizzati per i folli , le immagini di emarginazione ed isolamento di luoghi come gli ospedali psichiatrici portano il visitatore in un passato crudo e spesso ingiusto. Si procede con le opere di Bosh ricche di simboli e significati nascosti. Nella terza sezione troviamo le opere di artisti come Kirchner, Munch e Van Gogh. Le opere rappresentano la sofferenza e luoghi ricchi di mistero. Nella quarta sezione le opere di Otto Dix e quelle di Grosz e Mafai [...]]]></description>
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		<title>Il sapore della cenere</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritmi inquietanti, vittime di guerre, donne torturate, uomini feriti da continue ingiustizie e testimonianze forti. &#8220;Il sapore della Cenere&#8221; e&#8217; un grido, un messaggio che cerca di entrare nella mente dello spettatore per scuoterlo e coinvolgerlo sul tema degli abusi in atto nel mondo.Le immagini e le parole dei diversi personaggi raccontano un mondo estremamente lontano da quello che tutti noi viviamo quotidianamente, ma terribilmente ingiusto, crudele e orrido.Le ferite, i dolori degli uomini e delle donne vittime di guerre e soprusi richiamano alla memoria pene che un conflitto lascia nel cuore dell&#8217;essere umano. A produrre lo spettacolo e&#8217; la Khora Teatro, la quale ha deciso di realizzare lo spettacolo per sensibilizzare i giovani e non solo alla cultura della difesa dei diritti umani. Nello spettacolo vieni utilizzato lo strumento della telecamera per rendere partecipi gli spettatori, per indurre il pubblico ad agire, per creare nelle persone una profonda riflessione. La Khora Teatro ha deciso di utilizzare attori giovani e tenaci per trasmettere emozioni forti, ma anche energia e voglia di combattere per i proprio diritti. Tratto dal libro &#8220;Speak truth to power&#8221; di Kerry Kennedy, lo spettacolo e&#8217; il prodotto del regista e coreografo Juan Diego Puerta Lopez. &#8220;Il [...]]]></description>
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		<title>God save the punk</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Nigro</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine Punk e&#8217; nato per identificare una subcultuta giovanile emersa nel Regno Unito e negli U.S.A. a meta&#8217; degli anno settanta. Punk e&#8217; sinonimo di musica rumorosa, poco profonda, diretta e rappresenta un rifiuto ideologico della societa&#8217; hippies. Alla base di questa sottocultura si nasconde una forte sensazione di autodistruzione, di nichilismo e di egoismo. I Ramones, i Sex Pistols, i Dead Boys, The Damned o I Clash sono i maggiori esponenti di questa filosofia e con la loro vita travagliata e dannata hanno rappresentato il vero senso di questo stile di vita. &#8220;God save the punk&#8221; e&#8217; un originale ed interessante spettacolo che cerca di riprendere questo ormai dimenticato fenomano sociale. Ideato da Carmen Giardina, esso cerca di raccontare il disagio, le storie e i principali valori di una generazione che con un abbigliamento sporco e stracciato, con una grande quantita&#8217; di anelli e spilloni, con capelli colorati e acconciature stravaganti ha &#8220;sputato&#8221; sulle principali convenzioni sociali, sul modello di vita borghese, sull&#8217;immagine di un corpo bello e pefetto. Nello spettacolo vengono messe in scena le vite dei principali protagonisti di questa generazione, i tre attori principali: Enrico Salimbeni, Nicole De Leo e Fabio Gomiero indossano i panni [...]]]></description>
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