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	<title>Fuori le Mura &#187; Michele Ponte</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>L&#8217;uomo sul cornicione</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intrattenere lo spettatore per più di un&#8217;ora sull&#8217;orlo di un cornicione non deve essere facile,  ma se si ha alle spalle una buona storia adornata da un&#8217;ottima recitazione ecco che il risultato diviene più semplice, quasi fosse normale routine quotidiana. Senza contare che il regista, Asger Leth, è un autore di documentari molto apprezzati, e proprio grazie a questo suo talento potrebbe esser riuscito a rendere questo film ancora più vivo, quasi fosse una storia vera. Ci troviamo a New York, probabilmente in una zona non troppo distante dal cuore di Manhattan. Un uomo entra in un lussuoso hotel, prende una camera con vista e celebra una sorta di &#8220;ultima cena&#8221;. Dopodiché, un piede dopo l&#8217;altro, scavalca la finestra e si ritrova su un cornicione a ventuno piani da terra. Subito il panico si scatena in strada, i mezzi di soccorso arrivano, la folla si accumula trepidante, i giornalisti si lanciano all&#8217;assalto; insomma, lo spettacolo ha inizio! Chi è l&#8217;uomo sul cornicione? Perché si vuole buttare? Questi sono i primi pensieri che vengono in mente, però dopo un po&#8217;, come dice il protagonista della pellicola, Sam Worthington, la domanda che gli spettatori si pongono passerà da &#8220;Si butterà o non [...]]]></description>
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		<title>La verità nascosta</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un motivo se la 20th Century Fox ha scommesso su un film diretto da un regista colombiano e recitato da un cast spagnolo. Il motivo è che La verità nascosta è una storia internazionale, nel senso che può essere capita allo stesso modo in tutto il mondo, e quindi vendibile e godibile in ogni angolo del pianeta. Il regista poi, bisogna dirlo, non era proprio sconosciuto: infatti Andi Baiz, in alcuni casi chiamato Andrés Baiz, si era già fatto notare a Cannes con il lungometraggio tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Mario Mendoza, Satana. Ora però Baiz abbandona i temi violenti per esplorare un non meno interessante effetto collaterale dell&#8217;amore, la speranza che lansciandosi andare non si verrà traditi. Belén (Clara Lago), una delle due protagoniste femminili, ha assolutamente necessità di verificare che il suo uomo non la tradisca, così decide di rinchiudersi in una stanza con le pareti insononizzate e dai vetri che le permettono di vedere tutto quello che combina il suo uomo. Inoltre Belén a lui, Adriàn (Quim Gutiérrez), ha lasciato un finto messaggio d&#8217;addio per metterlo alla prova, e quando l&#8217;uomo torna e non la trova, inizia a struggersi. Belén vorrebbe uscire fuori, abbracciarlo, consolarlo, ma non [...]]]></description>
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		<title>I bambini speciali di miss Peregrine</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La casa per bambini speciali di miss Peregrine porta con sé qualcosa di mistico e magico sin dalla pubblicazione negli USA da parte di una casa editrice che sforna al massimo 25 titoli l&#8217;anno, e che tra i suoi bestseller ha avuto giusto Orgoglio e pregiudizio e zombie e alcuni manuali di non grande importanta. Insomma, deve essere stata una piacevole sorpresa vedere Miss Peregrine prima essere nominato libro del mese su Amazon, poi entrare nella classifica bestseller del NY Times e in seguito vendere 200.000 copie nelle prime settimane di pubblicazione. Ma mettiamo da parte le cifre, per quanto favolose. Vediamo il contenuto di quest&#8217;opera che molto probabilmente diventerà un classico. Jacob Portman è un bambino che sogna l&#8217;avventura. Jacob ha un nonno, un raccontastorie al quale non crede nessuno. Quando Jacob diventerà un ragazzo scoprirà che è inutile partire all&#8217;avventura, perché il mondo è già stato completamente esplorato, e inoltre si renderà conto che le storie del nonno devono per forza esser false. Bambini speciali, figurati se è possibile! La vita per Jacob è quindi una noia, una noia tremenda, spezzata solo dalla traumatica uccisione del nonno, che e in punto di morte lo indirizzerà verso un&#8217;isola misteriosa [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;arte di vincere le candidature agli Oscar</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I film sugli sport americani in Italia non vendono, o così immaginano i distributori nostrani che negli ultimi anni non hanno fatto arrivare al cinema una pellicola come The Blind Side – lungometraggio candidato all’Oscar come Miglior film e dove Sandra Bullock ha vinto il premio come Miglior attrice protagonista – che è stato mandato in onda su Mediaset Premium e poi editato in dvd. Quindi è una grande e piacevole sorpresa scovare L’arte di vincere distribuito nella maggior parte dei cinema italiani, ma se non fosse uscito un film che ha ottenuto ben 6 candidature agli Oscar più 4 ai Golden Globes,  che figura avremmo fatto? L&#8217;arte di vincere racconta la storia di un ragazzo, Billy Beane, che, iniziato al baseball professionistico ancora giovanissimo, non è riuscito a mantenere le alte aspettative e quindi si è ritirato dopo poche stagioni per passare a un altro aspetto del gioco, quello di general manager, e lo ha fatto per gli Oakland. Dopo una stagione in cui la squadra era riuscita sia a qualificarsi ai playoff che ad arrivare a un passo dal titolo, Billy ha visto perdere i suoi migliori giocatori per squadre con budget enormi come quello degli Yankees. In [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ora nera</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:10:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ora nera, a dispetto del titolo, non è un horror, è un film su un&#8217;invasione aliena su scala mondiale i cui protagonisti sono dei ragazzi americani che si trovano bloccati a Mosca, città dove è ambientato tutto il lungometraggio. L&#8217;aspetto originale di questa pellicola è quantomeno singolare: gli alieni appaiono come dei fasci di luce elettrica in grado di catturare e smaterializzare all&#8217;istante le persone; inoltre di giorno sono invisibili all&#8217;occhio umano, quindi ai giovani protagonisti non rimane che affrontarli di notte. Fin qui originalità, niente da dire. Poi però si inciampa negli stereotipi. Probabilmente le cose più interessanti de L&#8217;ora nera sono le informazioni che circolano a riguardo: la produzione è stata sospesa per tre settimane a causa dei catastrofici incendi dell&#8217;estate del 2010 (il fumo arrivato in città impediva le riprese) così tutta la troupe ha preso un aereo per Los Angeles e una volta atterrati sono venuti a sapere che il fumo si era diradato; il film è divenuto improvvisamente interessante quando invece di girarlo in un paesino americano è stato deciso di farlo a Mosca&#8230; Aneddoti, questi, che dovrebbero essere colorrario della fama e della qualità di una pellicola e non motivo di traino e/o ragione [...]]]></description>
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		<title>Underworld: Il risveglio</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:09:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Underworld: Il risveglio piacerà sia agli amanti della serie, sia a quelli che non hanno mai visto i film precendenti perché qui la storia si evolve, diventa qualcosa di nuovo e prende una direzione sinora intentata: Selene (Kate Beckinsale) smette di pensare solamente a se stessa, adesso ha una persona a cui badare e il ruolo di neomamma non è tra quelli che più le si addice. Inoltre si è risvegliata in un mondo che sembra quasi non appartenerle: sono passati quindici anni e tutto è profondamente cambiato, gli esseri umani hanno scoperto l&#8217;esistenza dei vampiri e dei licantropi &#8211; qui chiamati &#8220;lycan&#8221; &#8211; e ha sterminato entrambe le razze. Ambientato in un presente alternativo (o futuro) alternativo, questo capitolo di Underworld diviene una sorta di thriller fantascientifico e così si mostra appetibile anche nei confronti di quel pubblico incerto nei confronti del &#8220;soprannaturale&#8221;. Però è necessario precisare che, nonostante lo spessore dei personaggi e una buona sceneggiatura di sfondo (d&#8217;altronde ci ha lavorato quel genio di J. Michael Straczynski!), questo lungometraggio non è un capolavoro, ma è comunque intrattenimento puro e genuino condito con una buona dose di 3D. Proprio per le riprese è stato svolto un lavoro particolare: [...]]]></description>
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		<title>La talpa</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La locandina de La talpa sembra promettere bene: &#8220;Un cast di fuori classe&#8221;, Corriere della sera; &#8220;Una spy story magistrale&#8221;, Il giornale; &#8220;Il thriller più elegante e sofisticato dell&#8217;anno&#8221;, Esquire. Peccato, e sono sinceramente dispiaciuto, che l&#8217;unico giudizio col quale mi trovi d&#8217;accordo è quello del Corriere e forse un pochino, ma solo in parte, con quello dell&#8217;Esquire, rivista che si occupa di moda e per questo viene il dubbio che la parolina &#8220;sofisticato&#8221; sia riferita sempre agli abiti e ai modi di fare dei personaggi, più che alla trama e agli intrecci. La talpa, film tratto dall&#8217;omonimo romanzo di John le Carré, racconta la storia di un uomo, George Smiley (Gary Oldman), che viene richiamato in servizio ai vertici del Circus per cercare di capire chi è la spia che fa il doppiogioco. Diverso da quasi tutti i thriller sbarcato al cinema negli ultimi trenta o più anni &#8211; le uniche scene d&#8217;azione sono quelle presenti nel trailer -, la pellicola è un susseguirsi di dialoghi infiniti, piatti (ma questa è colpa dei doppiatori), che oltre a portare lo spettatore allo sbadiglio, gli fanno perdere il filo logico tanto che arrivati alla fine ci si chiede: &#8220;Perché diavolo è [...]]]></description>
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		<title>I personaggi più piccanti della scrittura russo-germanica</title>
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		<description><![CDATA[La più grande vittoria di Alina Bronsky in questo suo nuovo romanzo è quella di riuscire a non farci chiudere il libro per via dell&#8217;odio profondo che si prova nei confronti della protagonista, la vecchia &#8211; ma giovane all&#8217;anagrafe &#8211; signora Rosa; e già questo nome, attribuito alla madre di Sulfia e nonna di Aminat è una grandissima presa in giro sulla quale la Bronsky gioca, perché Rosalinda &#8220;rosa&#8221; non lo è per niente, nemmeno nella più inifinitesima parte del suo DNA, e fa di tutto per ricordarcelo: costringe Sulfia a compiere azioni contro i suoi principi, Aminat a sottomettersi alla sua volontà e prova addirittura a imporre a Dio il proprio volere! Ovviamente, e a questo punto è da ritenersi scontato, la signora crede d&#8217;aver ragione e diritto su tutto, sempre. Con il comunismo di sottofondo, che viene percipito senza la necessità di chiamarlo con il suo nome ma solo attraverso i gesti e le azioni dei personaggi, tre femmine provano a sopravvivere alla loro rispettiva famiglia, più che al mondo che le circonda&#8230; Solo Aminat riesce a tener testa a nonna Rosa, però sotto minaccia, crolla, ubbidisce e tace. &#8220;Se primo smetti di essere così trasandata, secondo continui [...]]]></description>
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		<title>Oh happy day al Cometa Off</title>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per leggere l&#8217;articolo di Michele Ponte sullo spettacolo Oh Happy Day!]]></description>
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		<title>La perdita della verginità delle illusioni</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un thriller politico che appassiona, questo è il grande pregio de Le idi di marzo. Tutto ciò che George Clooney, per la quinta volta nei panni da regista, ci vuole mostrare sono i meccanismi dietro le elezioni americane &#8211; anche se nel resto del mondo non dovrebbe essere poi così differente &#8211; e alcuni dei &#8220;giochetti&#8221; cui un politico ricorre per essere eletto, e non importa se questo politico è una brava persona o meno, la brama di potere trasforma tutti, nessuno escluso. Stephen Meyer (Ryan Gosling) è il più giovane ragazzo ad aver mai avuto la possibilità di avere un ruolo di alto rilievo nella campagna delle primarie nelle presidenziali del governatore Mike Morris (George Clooney). Meyer è un ragazzo dai valori e dagli ideali molto forti, crede davvero che Morris sia la persona giusta per guidare gli USA e per lui scrive discorsi in grado di arrivare a toccare il cuore degli elettori. Nella prima parte del film il governatore Morris ci viene mostrato come un uomo a cui dar fiducia, ma quando il successo nello stato dell&#8217;Ohio non sarà più scontato, dovrà scegliere se andare a patti con il diavolo/uomini che pretendono qualcosa in cambio di voti, o [...]]]></description>
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		<title>I 2 mm di Arthur contro i 2,10 m di Maltazard</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[V.M.13, &#8220;vietato ai maggiori di 13 anni&#8221;, questo è il bollino che dovrebbero attaccare sulla locandina del film; e che gli adulti non si azzardino a pensarla come una cosa negativa! Quella di Luc Besson è una chiara incursione nel mondo dei bambini, ed essa avviene con uno stile a metà tra quello della Disney del dott. Walt, dove si creavano appositamente film pensati per i più piccoli &#8211; a differenza di ora, dove il target è concentrato sulla fascia d&#8217;età young/adult che permette maggiori possibilità di introiti -, e quello degli horror degli anni &#8217;60-&#8217;70, dove insetti e altre forme giganti avevano uno strapotere non indifferente. Ma, c&#8217;è da precisarlo, Arthur e la guerra dei due mondi è tutt&#8217;altro che un horror, anzi, è talmente pieno di paesaggi così colorati che costringono lo spettatore a sorridere a prescindere della situazione, un puro piacere visivo sullo schermo, come se si stesse guardando un paesaggio da cartolina. Il film inizia con un brevissimo riassunto in &#8220;stile serie televisiva&#8221; dove viene raccontato e fatto intravedere cosa è successo nei primi due episodi della saga, di modo da permettere la visione della pellicola anche a chi iniziasse dal terzo ed ultimo capitolo. Nel giro di [...]]]></description>
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		<title>The Artist: un capolavoro</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Il regista di The Artist ci svela qualche retroscena (Conferenza stampa) di M. Ponte Non è facile recensire un film che stupisce, scuote e ci apre gli occhi proprio come se fossimo appena venuti al mondo. Sarebbe più opportuno dire: &#8220;Ok, questa è la recensione, ma se andate a prenotare il biglietto per il primo spettacolo è meglio!&#8221; Questo è l&#8217;effetto che ha fatto su un redattore entrato all&#8217;anteprima senza, e per sua scelta, essersi documentato, aver visto un trailer, né aver letto la trama o altro. Questo sarebbe giusto fare, soprattutto per non lasciarsi influenzare dai giudizi altrui e per non creare alcun tipo di aspettative. Ora che vi ho avvisato, se volete arrischiarvi a leggere non è più affar mio. Siamo nel 1927, anno in cui George Valentin (Jean Dujardin), attore del cinema muto, è all&#8217;apice del successo. Ma qualcosa sta per sconvolgere il suo mondo perfetto: l&#8217;avvento del cinema parlato e, di conseguenza, l&#8217;ascesa di nuovi divi. Hollywood sta per cambiare, e per sempre, però lui è ostinato a rimanere se stesso, e neppure l&#8217;amore incondizionato di una nuova stella, Peppy Miller (Bérénice Bejo) riuscirà a scuoterlo. Cosa rimarrà in mano a George? The Artist [...]]]></description>
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		<title>Sherlock Holmes continua a intrattenere</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Incontro con gli uomini dietro Sherlock Holmes: gioco di ombre (Conferenza stampa) di M. Ponte La più grande sorpresa che si ha guardando Sherlock Holmes: Gioco di ombre è quella di notare in un importante ruolo un&#8217;attrice europea, e cioè l&#8217;ex &#8220;donna odiata dagli uomini&#8221;, Noomi Rapace. Ragazza svedese, ma con origini spagnole da parte di padre, si era fatta notare grazie ai film tratti dai libri di Stieg Larsson, mediante i quali è riuscita a vincere il premio come Miglior attrice ai BAFTA Awards, gli Oscar britannici. Fa sempre piacere vedere una concittadina di questa Europa &#8211; che potrebbe durare ancora per poco &#8211; ottenere una parte in un blockbuster americano, cosa che dà speranza agli aspiranti attori di questo continente che vedono le porte di Hollywood come fossero le mura del Fosso di Helm. Una serie di avvenimenti, scollegati agli occhi di tutti tranne che a quelli di Holmes, accadono nel mondo: uno scandalo investe un magnate indiano, uno spacciatore muore per un&#8217;apparente overdose, a Strarburgo e Vienna esplodono bombe e muore anche un magnate americano. Chi sarà mai al centro di questa  tela? Ovviamente il cattivo per antomasia, il nemico numero uno di Sherlock Holmes nella maggior parte [...]]]></description>
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		<title>La bisbetica Vanessa Gravina</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:02:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chissà se William Shakespeare era in grado di immaginare che le sue commedie sarebbero perdurate nell&#8217;arco dei secoli e forse sino alla fine del mondo, chissà&#8230; Di sicuro chi scrive ha un ego tale da pensare che qualcuno lo voglia leggere, ma quanto dovrebbe essere grande l&#8217;ego di Shakespeare, i cui scritti non sembrano invecchiare mai? Non importa che l&#8217;adattamento sia teatrale o cinematografico, quello che conta è che il suo cuore continui a battere all&#8217;interno di ogni singola battuta scandendone magici ritmi capaci di tenere incollati e concentrati sia lo spettatore di oggi che quello di ieri. La bisbetica domata Shakespeare ci pone di fronte a una commedia all&#8217;interno di una commedia, e si deve considera anche la commedia della vita a cui partecipa ogni singolo individuo all&#8217;interno del teatro, quindi non solo gli attori, che è un mescolarsi continuo di storie che vanno via via a intrecciarsi e a portare tutti a seguirne una sola. Infatti appena il sipario rosso papavero si apre, le storie degli spettatori si amalgamano con quella di Sly, un ubriacone qualunque (un poveraccio come tanti, per dirlo in due parole) che viene convinto da alcun ricchi uomini di essere un potente signore appena risvegliatosi [...]]]></description>
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		<title>Incontro con gli uomini dietro Sherlock Holmes: gioco di ombre</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[All&#8217;hotel Hassler, che si trova proprio sopra gli scalini di piazza di Spagna a Roma, abbiamo avuto modo di incontrare per una felice conferenza stampa i personaggi dietro gli ultimi due film di Sherlock Holmes: l&#8217;attore Robert Downey Jr, il regista Guy Ritchie, i produttori Joe Silver e Lionel Wigram. Sembra che l&#8217;unico punto debole di Sherlock Holmes siano le donne. Robert Downey Jr: E&#8217; vero, e non riguarda solo di quelle con le quali &#8220;tratta&#8221; lui, ma anche, ad esempio, il fatto che Watson si sposi e che quindi la moglie lo tenga lontano dalle spericolate investigazioni. Il successo di Sherlock Holmes è, secondo lei, dovuto al fatto che c&#8217;è un mix di Batman e James Bond? RDJ: Il successo è dovuto al fatto che è ambientato nell&#8217;età vittoriana, un periodo molto affascinante, ma soprattutto ad Arthur Conan Doyle che ha creato questa magnifica serie. Joe Silver: Quando abbiamo iniziato il progetto di remake di Sherlock Holmes pensava alla &#8220;Guy Ritcie version of Sherlock Holmes&#8221;, che voleva dare un&#8217;atmosfera rock, oltre che nuova, alla serie. Certo, se me lo paragonate a James Bond, mi fa piacere: spero che un giorno saremo qui a parlare di Sherlock Holmes ventitré! Il fatto d&#8217;aver [...]]]></description>
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		<title>Il regista di The Artist ci svela qualche retroscena</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la proiezione in anteprima di The Artist al cinema Quattro Fontane, è entrato in sala il regista, Michel Hazanavicius, per una breve conferenza stampa in un&#8217;atmosfera buia, quasi in bianco e nero come il film (ma per fortuna l&#8217;audio c&#8217;era) e abbiamo avuto modo di porre alcune domande. Quali sono state le reazione dei produttori a cui ha proposto il film? Qualcuno ci ha pensato, ma la maggiorparte, prima o dopo, si sono dileguati. Thomas Langman invece ha accettato la proposta fino all&#8217;estremo, andando persino a investire del denaro personale, cosa assolutamente non frequente nel mondo del cinema. Lui mi ha dato fiducia e ha dato fiducia a un&#8217;idea che non era neanche la sua. Gli sono estremamente grato. Come ha lavorato con gli attori? Ho chiesto ai miei attori di lavorare in modo molto naturale, e ovviamente ho fatto vedere loro un sacco di film dell&#8217;epoca. Ho utilizzato la telecamere da 22 immagini al secondo, che conferiscono al film l&#8217;aspetto tipico di quelli di fine anni 20. Ho fatto recitare gli attori al suon della musica e il risultato è stato ottimo. The Artist sta avendo un enorme successo di critica. La candidatura all&#8217;Oscar non me l&#8217;aspettavo, io [...]]]></description>
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		<title>Il peso del tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il peso del tempo è la prima prova di narrativa dello scrittore Lutz Seiler, in origine poeta (e vincitore anche di numerosi premi) e saggista (di opere ritenute molto romanzate). Come mai la scelta di passare al racconto? Molto semplice, racconta durante la presentazione romana: tre anni prima di riuscire nella stesura e pubblicazione di questa raccolta, leggendo romanzi di altri autori si accorse che la sfida è alla sua portata. Tutt&#8217;altra cosa si rivelò, però, la scrittura: pur dotato degli strumenti per creare poesie e dell&#8217;abilità per scrivere saggi, apprendere e usare con disinvoltura le tecniche della narrazione e della narrativa non è stato il gioco da ragazzi che potrebbe spesso e erroneamente sembrare. &#8220;Infatti &#8211; ha aggiunto durante il reading &#8211; per scrivere questo libro ci ho messo due anni&#8221;. Con grande maestria, Seiler riesce a raccontare e a mischiare un po&#8217; di storia, un po&#8217; di autobiografia, un po&#8217; di finzione. I racconti ne giovato quanto il panorama letterario italiano: splendide storie ambientate nella Germania dell&#8217;est prima e dopo la caduta del muro di Berlino o un improbabile viaggio su un treno diretto verso il Kazakistan, brevi narrazioni per un&#8217;antologia d&#8217;esordio particolarmente convincente. La maggiore qualità di Seiler, [...]]]></description>
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		<title>Aki Kaurismäki ci crede ancora</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:08:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aki Kaurismäki, prima di cominciare a girare questo film, ha percorso in macchina tutta la costa, dall&#8217;Italia, precisamente partendo da Genova, sino all&#8217;Olanda. Durante il viaggio ha potuto constatare che la situazione dei paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo è la stessa un po&#8217; ovunque: folle di rifugiati, perlopiù africani, che scappano nei paesi europei alla ricerca di un futuro migliore; folle che, come in questo lungometraggio ci viene ricordato, spesso vorrebbero utilizzare l&#8217;Italia, la Grecia e la Spagna solo come punti di passaggio per poi approdare in paesi ricchi e con un&#8217;economia in grado di garantir loro lavoro, posti come la Gran Bretagna, ad esempio. Il perno di questa storia è, non a caso, un ragazzino africano rinchiuso in un container insieme ad altri compatrioti, Idrissa, si chiama. Durante uno scalo imprevisto a Le Havre, una cittadina dell&#8217;Alta Normandia con poco meno di 200 mila abitanti, una guardia portuale sente il pianto di un bambino e, ovviamente, corre a chiamare le autorità. All&#8217;apertura del container, Idrissa, credendo di trovarsi a Londra, fugge; gli altri, ahimè, vengono trasferiti in un centro d&#8217;accoglienza che assomiglia più che altro a un carcere, questa è la triste realtà che descrive una situazione [...]]]></description>
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		<title>Tower Heist a casa Trump</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tower Heist &#8211; Colpo ad alto livello è il tipico film alla Eddie Murphy, e gli amanti dell&#8217;attore originario di New York non potranno che gioire a questa notizia. Guardando Eddie, non il film, sembra che l&#8217;attore non sia invecchiato di una virgola; guardando il film, invece, viene da pensare ai tempi di Beverly Hills Cop, solo che qui tutto è più luccicante, infatti ci troviamo nel palazzo di uno degli uomini più ricchi del mondo e il suo attico ha una visione di 360° su Manhattan, oltre che quadri di enorme valore appesi in soggiorno insieme ad una Ferrari appartenuta a Steve McQueen, ovviamente parcheggiata in bella vista al centro della sala. Tutto sembra brillare nel grattacielo più lussuoso della grande mela, tutto tranne la vita dei suoi dipendenti, che presto si trovano senza pensione, né fondi alcuni. Anni di lavoro sono andati in fumo a causa di investimenti sbagliati da parte del loro capo, il signor Arthur Shaw, recitato da Alan Alda, un&#8217;altra stella del cinema americano del periodo in cui si è affermato Murphy. Alda ha vinto 6 Golden Globe, di cui 4 di fila tra 1980 e il 1983 e una candidatura all&#8217;Oscar nel 2005. La trama, da [...]]]></description>
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		<title>The deep blue sea: portare il teatro al cinema si può</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 09:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma! The Deep Blue Sea, film che non ha ancora trovato un distributore in Italia, è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma al centro del Focus sulle pellicole provenienti dalla Gran Bretagna. Tratto da un&#8217;opera teatrale del &#8217;52 che era già stata trasposta in film nel &#8217;55, racconta la storia di una donna, Hester (Rachel Weisz), che nella Londra degli anni &#8217;50 vive una vita priva di emozioni con un marito maturo e giudice della corte suprema, Sir William Collyer (Simon Russell Beale) , che decide di lasciare quando incontra un ex pilota dell&#8217;areonautica, Freddie Page (Tom Hiddleston), di cui si innamora perdutamente. Ma Freddie non è un buon amante, lei per lui si è trasferita in uno squallido appartamento dicendo addio per sempre alla vita agiata, lui invece non sembra in grado di ricambiare il sentimento e si rifugia nell&#8217;alcol. Se con contassimo l&#8217;apprezzatissimo documentario girato nel 2008, Of Time and the City, questo del regista Terence Davies sarebbe il primo film negli ultimi dieci anni, infatti il precedente risale al 2000, La casa della gioia. The deep blue sea si apre con [...]]]></description>
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		<title>Too big to fail: Lehman Brothers in buona &#8220;compagnia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma! Too big to fail è stato tratto dall&#8217;omonimo libro di Andrew Ross Sorkin, un giornalista trentaquattrenne che lavora al New York Times da quando ne aveva diciotto. Il signor Sorkin ha condotto oltre 500 ore di interviste, ovviamente in via del tutto anonima, con centinaia di persone imbrigliate nel recente disastro econonico partito da Wall Street e che poi ha colpito il mondo intero. Il film, presentato Fuori Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, arriva in Italia con un certo ritardo rispetto ai colleghi d&#8217;oltremare, ma ciò non significa che non sia interessante. Di solito l&#8217;economia viene vista come una faccenda poco appetibile agli occhi dello spettatore medio, quasi al pari della politica, ma in questo specifico caso il regista Curtis Hanson (che ha vinto l&#8217;Oscar per la sceneggiatura di L.A. Confidential), con lo sceneggiatore di Breaking Bad, Peter Gould, sono riusciti a trasformare queste interviste in un vero e proprio thriller che non necessita di scene di lotta o di corse mozzafiato. La tensione sale mano a mano che prosegue la visione e lo scalpore generato dalla grande quantità di informazioni che ci [...]]]></description>
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		<title>Succubi del talento</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rivalità come quelle tra Francis Scott Fitzegerald e Ernest Hemingway non sono applicabili agli autori dei nostri giorni; l&#8217;unico paragone, per quanto banalissimo ed esasperante, è quello tra i vampiri di Lisa J. Smith e quelli di Stephenie Meyer, ma ad oltre ad avere in comune casi di &#8220;pedofilia&#8221; (ricordiamolo, i vampiri hanno oltre cento anni e si innamorano delle sedicenni&#8230;) e alcune frasi come “Questo genere l&#8217;ho inventato prima io” lanciate casualmente sulla home page del proprio sito, le due signore non sono andate oltre. Tornando a chi ci sta più a cuore, il signor Scott e il signor Ernest – prima grandi amici, poi grandi rivali, in seguito uno succube dell&#8217;altro – hanno reso più eccitante la loro rivalità inserendo l&#8217;uno la caricatura dell&#8217;altro nei propri racconti e romanzi, oltre che la propria vita, sino a sconfinare nel mito. La casa editrice Mattioli 1885, alle prese con la (ri)pubblicazione di grandi classici ancora attuali, non ha potuto fare a meno di tenere caldo un posto nel suo catalogo per questa raccolta di racconti scritti da Francis Scott Fitzegerald dal titolo Il decennio perduto. In essa vi sono quattro racconti dal sapore amaro, quasi come quando la fiamma sta [...]]]></description>
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		<title>Un dramma lungo una vita</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 22:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ossessione americana per i remake è pari solo alla loro ignoranza per quanto riguarda la storia antecedente Cristoforo Colombo. Anche questa volta, piuttosto che cercare una sceneggiatura originale o, come ormai spesso accade, un romanzo, sono andati a pescare un film nel vecchio continente, una pellicola israeliana per l&#8217;esattezza, e il risultato è stato piuttosto traballante, come una bilancia che prende in giro l&#8217;uomo che ci sale facendo oscillare la lancetta tra il peso forma e il sovrappeso. Il debito è uno di quei lungometraggi che tenta una delle strade più difficili per tenere viva e appagata la mente dello spettatore: l&#8217;intero film è pieno di flashback e tutta la pellicola è pianificata per percorrere la vita dei tre protagonisti con un&#8217;alternanza di passato e presente difficile da digerire al primo impatto, soprattutto perché a tratti una storia prende in maniera decisa il sopravvento sull&#8217;altra, che va a finire nei recessi della mente per poi essere ripescata con un cambio di scena un attimo prima che lo spettatore perda la concentrazione. Insomma, un gioco richioso. La bravura degli attori si fa notare soprattutto nei momenti morti, o di transizione, che grazie alla loro recitazione riescono a mascherare. Sei protagonisti, degli [...]]]></description>
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		<title>Conan ad alto testosterone</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 22:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il film di Marcus Nispel inizia con il parto più straziante, romantico e violento della storia del cinema, una scena difficile da dimenticare anche a un mese di distanza dalla visione della pellicola. Poi la storia si snoda mostrandoci un Conan giovane ma atletico, un bambino in grado di uccidere e sorridere allo stesso tempo, un ragazzino talmente carismatico che se una persona entrasse in sala senza aver visto neanche uno spezzone di trailer o cartellone pubblicitario potrebbe immaginarlo come il protagonista del lungometraggio. Infine arriva Conan da adulto, un uomo che deve portare sulle spalle il peso d&#8217;essere l&#8217;unico sopravvissuto del suo popolo e del fatto che è ancora vivo grazie alla morte del padre. Conan è una persona solare e decisa, violenta quando l&#8217;occasione lo richiede e istintiva quando si tratta di scovare e uccidere qualcuno. Dopotutto, come ben sappiamo, è votato alla vendetta. In passato Conan il barbaro aveva fatto da trampolino di lancio verso la fama mondiale per l&#8217;ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger. Ora il ruolo di Conan è stato preso da Jason Momoa, attore che in questo anno si è fatto notare grazie a una serie tratta dai romanzi di George R. R. Martin, Game of Thrones, dove riveste uno dei [...]]]></description>
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		<title>Max Giusti All&#8217;ombra del Colosseo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scordatevi &#8220;l&#8217;uomo dei pacchi&#8221;, l&#8217;ispettore di Distretto di polizia, qui siamo a teatro e Max Giusti ha modo di dar sfogo a tutto ciò che pensa, ha modo di esporre tutta la sua creatività di fronte a un pubblico, a volte un po&#8217; timido, ma con il quale è in grado di interagire e scherzare. Dal vivo Max (&#8220;Più de Massimijà non me ce hanno mai chiamato&#8221;), orginario di Roma, zona Trullo, fa tutto un altro effetto! Si ride, e lo si fa davvero, e quando Max non riesce ad afferrarti, causa mischia o perché non eri proprio d&#8217;accordo con quella determinata idea, lui si prende in giro da solo e a quel punto le tue labbra inevitabilmente si increspano a mostrare tutti i denti. Max Giusti in questo spettacolo si cala nei panni di un supereroe andando a calcare il palco All&#8217;ombra del Colosseo con rinnovato vigore. Praticamente non smette mai di muoversi durante l&#8217;arco dell&#8217;intero show cantando una canzoncina per l&#8217;occasione la cui prima strofa inizia con &#8220;Super Max&#8221; e procede con il signor Giusti che salta tirando un pugno all&#8217;aria. Probabilmente le risate sarebbero state maggiori se accompagnate da una bella calzamaglia, ma pur senza questo tipo di [...]]]></description>
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		<title>Malcom ti indicherà la strada</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La copertina di questo romanzo, Malcom, scritto da Massimo Cuomo e uscito per edizioni e/o appena due settimane fa, è perfettamente in grado di descrivere la situazione del protagonista di questa storia, Marcello Zanzini, trentenne rimasto al verde e con una casa vuota, o che si sta per svuotare poco alla volta, pagina dopo pagina. La vicenda si svolge nell&#8217;arco di una settimana scandita dai titoli dei capitoli del libro. Il primo, appunto, è domenica. Massimo Cuomo parte dal giorno di riposo preferito dagli italiani per ingannarci, per farci credere che il protagonista magari un lavoro ce l&#8217;ha e che in questo momento è casa come tanti altri, e invece è appena stato licenziato. Oltre al danno c&#8217;è pure la beffa: al momento non ha un soldo e, come suggeritogli dal miglior amico che gli parla via chat, si mette a vedere oggetti su eBay, roba il cui valore affettivo è cento volte superiore al valore reale. Ma non è finita qui, infatti il caro Marcello Zanzini ha appena scoperto la sua, ormai ex, ragazza con un venditore porta a porta; e fin qui è una storia come tante, se non fosse che un giorno un barbone gli regala una [...]]]></description>
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		<title>Hanna irrompe nei cinema!</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si aprano i sipari: una ragazza addestrata ad uccidere e scuoiare animali come se fosse la cosa più semplice del mondo sta per arrivare nei cinema nostrani. Lei è pronta, addestrata alle arti marziali e alla sopravvivenza in una terra gelida come quella finlandese. Hanna, come dice la locandina, è giovane, dolce, innocente e letale, però lei non lo sa. L&#8217;unico mondo che conosce è la foresta innevata in cui vive. Della città e del mondo esterno ne ha solo sentito parlare: ogni tanto un racconto del padre, un libro dei fratelli Grimm o un&#8217;enciclopedia grazie alla quale prova a capire il significato di &#8220;musica&#8221;, una cosa che proprio non le è mai capitato di ascoltare. Tutto tranquillo sino al giorno in cui il padre, interpretato da Eric Bana, decide che Hanna (Saoirse Ronan) può fare quella scelta che le sconvolgerà la vita: andarsene dalla foresta. Così Hanna schiaccerà il pulsante di una trasmittente, il padre fuggirà, e lei si ritroverà circondata da agenti della CIA che la cattureranno portandola in un luogo sconosciuto. Hanna è un film emozionante che, come ha ricordato Eric Bana in un&#8217;intervista, non ricorda nulla di già visto, è una storia unica nel suo genere. [...]]]></description>
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		<title>La dark comedy che ha incassato di più nella storia del cinema</title>
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		<description><![CDATA[Come ammazzare il capo e&#8230; vivere felici, quanti non l&#8217;hanno sognato? Bisogna dirlo: è capitato a tutti. Già l&#8217;idea in sé sarebbe bastata a decretarne il successo della pellicola, ma se ci aggiungiamo attori che non sono solo degli attori, bensì delle star mondiali, allora gli incassi a tre cifre, in termini di milioni, sono scontati. Infatti oltreoceano il lungometraggio ha debuttato al secondo posto in classifica con ben 28 milioni di dollari incassati, per poi più che raddoppiare la cifra arrivando a 70 nella seconda settimana, e infine tra la terza e la quarta è divenuta la dark comedy che ha più incassato nella storia del cinema andando a scalzare dalla classifica un film del 1989, La guerra dei Roses. I protagonisti, Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason Sudeikis), hanno caratteri differenti: Nick si sottomette per far carriera; Dale è il marito perfetto; Kurt è un focoso amante del sesso, sia con donne sposate che non. Tutti e tre però hanno una cosa che li accomuna: il loro capo è un bastardo. Una sera, mentre bevono in un pub, decidono di porre fine a questo supplizio, decidono che il loro capo deve morire e così, tra [...]]]></description>
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		<title>Detective Dee anima il cinema estivo nostrano</title>
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		<description><![CDATA[Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, diretto da Tsui Hark &#8211; regista che viene descritto come lo Steven Spielberg d&#8217;oriente ma che Marco Müller all&#8217;anteprima romana ha detto che sarebbe più esatto paragonarlo a George Lucas -, è uno di quei film storici con lievi elementi fantastici, come, ad esempio, un cervo che parla. Ovviamente dare una definizione così scarna di un&#8217;opera di oltre due ore sarebbe piuttosto elementare, perciò passiamo al fulcro di Detective Dee, la trama. Nel lontano 689 D.C. la Cina era già un&#8217;enorme potenza e viveva un&#8217;epoca prosperosa, ma alla morte dell&#8217;imperatore della dinastia Tang doveva essere incoronata, per la prima e unica volta nella loro storia, una donna, la regina Wu. Premettendo che il film non è un manifesto femminista e che, a quanto pare, i cinesi erano secoli avanti sui diritti delle donne, portare una donna al trono con tutte le coalizioni che si oppongono non è l&#8217;unico problema: durante la costruzione di un&#8217;altissima statua &#8211; che ricorda la megalomania cinese per tutto ciò che è gigantesco &#8211; ci sono delle morti sospette dovute ad autocombustione, ma i lavori devo assolutamente essere ultimati prima dell&#8217;incoronazione, così la regina è costretta a richiamare dalle [...]]]></description>
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		<title>Eva Clesis: &#8220;In genere sono piuttosto disordinata nelle letture&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco]]></category>
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		<description><![CDATA[Eva Clesis, dopo l&#8217;ironico 101 motivi per cui le donne ragionano con il cervello e gli uomini con il pisello, torna alla stesura di un romanzo e lo fa con E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco, edito da Newton Compton. Romanzo che originariamente doveva chiamarsi Sulla cattiva strada, ma chiare scelte di mercato (il fatto che Vasco Rossi si ritiri alla fine di questo tour) hanno portato l&#8217;editore a cambiare il titolo in quello attuale. Almeno è ciò che viene da pensare. Comunque, con la speranza che un fan di Ligabue non si neghi questa lettura, abbiamo intervistato Eva Clesis. Come è nato il tuo ultimo romanzo, E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco? Il romanzo è nato due anni fa, avevo molta voglia di affrontare una storia con più personaggi, carichi di attese, e di incastrarli in un tempo di appena ventiquattro ore. L&#8217;idea iniziale era quella di parlare di piccole storie di emarginazione, storie parallele molto simili alla vita quotidiana, in cui chiunque poteva riconoscersi perché abbracciano più generazioni. La scelta di adottare come sfondo, e infine parte del libro, una protesta studentesca è dovuta ai recenti eventi accaduti a Roma e nelle principali città italiane? [...]]]></description>
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