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	<title>Fuori le Mura &#187; Tommaso Ulivieri</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Stelle che cadono, bombe che brillano: Azra Nuhefendić e le piccole-grandi storie dell&#8217;Ex Jugoslavia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche le stelle a volte scendono a dare conforto ai sognatori, agli innocenti e ai non rassegnati. Le stelle che stanno giù sono le luci di una città, Sarajevo, che di luce non ne ha vista molta. Di notte, dalla collina dove è sepolta la sorella, Azra Nuhefendić, giornalista di origine bosniaca, osserva le finestre gialle dei palazzi, piccoli astri in caduta libera, simili alle bombe che striarono gli stessi cieli ma diverse nell&#8217;essenza: la scia delle stelle morenti racconta una storia vecchia di miliardi di anni, e sempre la stessa, la vicenda delle ceneri, di quel che rimane dopo i grandi incendi. Tra la crudeltà della cronaca e l&#8217;indulgenza della fiaba, Nuhefendić racconta in 18 brani ciò che era ma soprattutto cià che è rimasto della confusa terra abbracciata dai balcani, in seguito alla morte di Tito, avvenuta nel 1980. Quelli di Azra sono minuscoli reportage slegati dal presente, che attrvarsano il tempo e le epoche e collegano le persone e le etnie, così irrimediabilmente divise dal crollo dell&#8217;ideale di fratellanza e unità che Tito avrebbe voluto portare avanti, anche a costo di pagare prezzi fin troppo ingenti. La scrittura della Nuhefendic potrebbe essere scambiata per narrativa, se solo [...]]]></description>
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		<title>Crac! – Il tracollo economico dell’Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’Italia è una Repubblica finanziaria fondata sull’interesse composto. La sovranità appartiene alla Finanza che la esercita come le pare”. Non si tratta di un’erronea riproposizione del primo articolo della Costituzione italiana, ma di una provocazione lanciata da Domenico De Simone nel suo ultimo libro Crac! – Il tracollo economico dell’Italia. Per quanto possa sembrare esagerata e volutamente provocatoria, la rivisitazione di uno dei dettami fondamentali della nostra carta costituzionale descrive chiaramente il punto di vista dello scrittore romano, da anni portavoce dell’esigenza di una rivoluzione economica e finanziaria. In questo periodo, fatto di spread che aumentano e borse che crollano, l’unica certezza che ci rimane è la crisi. Parola che sentiamo ripetere da anni in tutte le sue diverse accezioni. Ma quando si parla di crisi economica e finanziaria di chiaro c’è davvero poco. Siamo costretti a dover familiarizzare con concetti complessi che ci vengono gettati davanti agli occhi senza alcun tipo di spiegazione. Lungi dal voler offrire un resoconto super partes della deriva economica che stiamo vivendo, De Simone prova a dare un suo personale punto di vista delle cause scatenanti del tracollo di alcuni paesi (tra cui l’Italia), proponendo delle possibili alternative. L’analisi parte da un attacco, inevitabile, [...]]]></description>
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		<title>Il digital divide è anche generazionale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’inizio del XX secolo e durante tutto il novecento il mondo intero si trovava a dover fronteggiare il serio problema dell’alfabetizzazione che, una volta diffusa, avrebbe dato il via al reale sviluppo della società di massa. Grazie a lunghi programmi d’istruzione nella gran parte del mondo, cosiddetto sviluppato, i tassi di alfabetizzazione hanno raggiunto livelli ottimi e il problema, a distanza di anni, sembra ormai risolto. Con l’arrivo del nuovo millennio e la diffusione di nuove tecnologie che ha contagiato ogni aspetto della vita di un uomo, il problema dell’alfabetizzazione, in questo caso digitale, è tornato alla ribalta. Per poter comunicare, lavorare, informarsi,  non è più sufficiente saper leggere e scrivere, ma è necessario imparare ad utilizzare tutti quei mezzi, in primis i personal computer, che hanno rivoluzionato il quotidiano di ognuno di noi. Con l’espressione “alfabetizzazione digitale” si intende infatti la conoscenza e la capacità di utilizzo delle nuove tecnologie e, mentre per i più giovani i computer sono diventati compagni di studio, lavoro e svago, non può dirsi lo stesso per gli anziani. Da una ricerca ISTAT del 2007 emerge che in Italia è presente un forte “digital divide” generazionale. I dati dimostrano che il picco di utilizzo [...]]]></description>
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		<title>“Il Futuro dell’energia” – Guida alle fonti pulite per chi ha poco tempo per leggere</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il disastro di Fukushima, il referendum sull’acqua e sul nucleare, l’emergenza climatica. Sono tutti temi su cui ognuno di noi è stato chiamato a riflettere e, in alcuni casi, ad esprimere il proprio parere. Ma quanto ne sappiamo veramente? E quanto, i media di ogni tipo, ci hanno permesso di ricevere un’informazione adeguata alle scelte che, anche nella nostra vita quotidiana, facciamo e che influenzano il destino del nostro pianeta? Una risposta può essere rintracciata nelle prime pagine del libro Il Futuro dell’energia – Guida alle fonti pulite per chi ha poco tempo per leggere, di Valerio Rossi Albertini e Mario Tozzi. Secondo uno studio di Observa, riportato nella prefazione di Marco Ferrazzoli, la maggioranza degli italiani non sa rispondere a tre domande elementari di carattere scientifico: a cosa servono gli antibiotici, se il Sole sia una stella o un pianeta, quale sia più grande tra un atomo e un elettrone. Se ne deduce facilmente che la cultura scientifica nel nostro paese è davvero limitata. Certo non si può pretendere di essere un popolo di premi Nobel ma, visti l’importanza dei temi in questione e il notevole potere delle scelte che compiamo ogni giorno, sarebbe auspicabile colmare questo vuoto. Spesso [...]]]></description>
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		<title>Il museo dell’inferno</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:05:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il quinto e ultimo capitolo della celebre serie della Factory conferma il successo ottenuto da Robert William Arthur Cook, in arte Derek Raymond. Il museo dell’inferno, pubblicato nel 1993, un anno prima della scomparsa dell’autore, riporta sulla scena del crimine il Sergente senza nome della A14, protagonista dell’intera serie. La Factory di Raymond è il distretto di polizia londinese, situato in Poland Street, in cui opera la sezione Delitti Irrisolti: covo di agenti obbligati ad indagare sugli omicidi più macabri dai quali spesso finiscono inglobati. Questo è ciò che capita al Sergente: un personaggio con un passato non molto chiaro, ma senza dubbio colmo di problemi, che si ritrova casualmente invischiato in un’indagine rischiosa e solitaria. Avvisato da un suo ex collega, insospettito dal comportamento di un suo vicino, il Sergente scopre con caparbietà tutti i tasselli di un puzzle che lo condurrà verso l’inferno. La ricerca della verità, tra donne scomparse e identità nascoste, è una lenta rincorsa verso un incubo che il Sergente sembra aver immaginato fin dall’inizio. Più le indagini proseguono, più il Sergente sembra in balia di esse. Non ha scelta, questo è il suo lavoro. E così, pezzo dopo pezzo, l’inferno prende forma. Un inferno [...]]]></description>
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		<title>Roma scopre la Kick Boxing</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:04:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il piacevole successo dello scorso anno, è tornato a Roma il Grand Prix di Kickboxing. L’evento, organizzato dai fratelli Liberati, ha compiuto un vero salto di qualità guadagnandosi l’opportunità di essere ospitato da uno dei templi dello sport romano: il Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano. E anche quest’anno le aspettative sono state rispettate. Il pubblico romano ha risposto alla grande riempiendo, quasi totalmente, i posti disponibili nell’impianto. Nel corso della serata sono saliti sul ring 26 fighters provenienti da sei paesi diversi e, per la prima volta in Italia, si sono esibiti, in due incontri internazionali, degli atleti cinesi. Le oltre quattro ore di incontri si sono aperte con tre match di seconda fascia. Le sfide si sono concluse con il successo ai punti di Maurizio Tamenghi su Alessio Di Sano (specialità Full Contact); la rapida vittoria al primo round di Gabriele Casella su Giovanni Martinelli (specialità Low Kick); l’affermazione di Edoardo Tocci che ha avuto la meglio ai punti su Alessandro Valeri (specialità K1). Gli animi hanno iniziato a scaldarsi con il quarto incontro, il primo della sfida internazionale tra Croazia e Italia. I quattro match hanno visto prevalere la compagine azzurra con il risultato finale di [...]]]></description>
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		<title>Cambiamento? O tutti o nessuno</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando, lo scorso 12 novembre, Silvio Berlusconi è salito al Colle per rassegnare le proprie dimissioni, in molti hanno avuto l’impressione che quelle immagini sarebbero state ricordate per anni come la testimonianza della fine di un’era del nostro paese. Da quel giorno la scena politica è stata invasa da buoni propositi e annunci di cambiamenti necessari e radicali. “Annuncio”, questa è la parola magica della politica italiana che negli ultimi anni ha permesso ai governi di entrambi gli schieramenti di nascondere l’evidente carenza di un reale progetto politico. Sì, perché la spettacolarizzazione della politica, importata dagli Stati Uniti e modellata nel migliore degli stili italioti, non lascia spazio a “spiegazioni”, “delucidazioni”, o “commenti”: troppo lunghi e noiosi per essere appetibili e, come si dice in ambito pubblicitario, d’impatto. L’annuncio è semplice, rapido, e fa comodo a tutti. L’emittente, il politico di turno, è sempre in tempo per un’altrettanta rapida smentita. Il destinatario, giornalista o cittadino che sia, è libero di dare spazio alla propria immaginazione criticando o appoggiando la decisione annunciata. Ma tra un annuncio e l’altro, la politica ne esce screditata, incapace di rispettare gli impegni presi e, allo stesso tempo, l’opinione pubblica si illude di poter capire qualcosa [...]]]></description>
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		<title>Re Roger è tornato</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:01:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non poteva andare diversamente. La finale di Londra aveva, ancora prima di cominciare, un unico padrone: Roger Federer. Il maestro dei maestri ha dominato il torneo che chiude la stagione tennistica annientando chiunque si sia presentato dall&#8217;altro lato del campo. Dopo aver completato il round robin senza perdere neanche un match, lo svizzero, numero tre del mondo, si è sbarazzato facilmente dello spagnolo Ferrer in una semifinale senza storia. Tra Federer e il successo nel Championship di fine anno si è presentato Jo-Wilfried Tsonga, numero sei delle classifiche Atp. Il francese aveva già affrontato Federer nella fase a gironi dove, come era successo qualche settimana prima, era stato costretto ad alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere del campione rossocrociato. Anche la finale, nonostante un punteggio finale senza dubbio più equilibrato, ha avuto lo stesso identico risultato. Dopo 2 ore e 20 minuti di gioco Roger Federer è riuscito a domare il gioco tutto cuore e forza bruta del rivale francese ed è stato libero di festeggiare l&#8217;ennesimo record della sua splendida carriera: sei successi nel Championship, un&#8217;impresa mai riuscita a nessuno. Il risultato può far pensare ad un incontro molto combattuto(6-3/6-7/6-3) ed effettivamente la sfida è stata degna della [...]]]></description>
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		<title>La crisi è anche democratica</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Democrazia. La forma di Stato tanto agognata da tutti i popoli del mondo e raggiunta in senso compiuto da chi si crede più sviluppato rispetto a chi, sempre a parer suo, è solo sulla via di sviluppo, non sembra essere adatta ad affrontare emergenze come quelle attuali. In effetti, nonostante il diffuso sostegno (più politico che popolare) alla nomina a Presidente del Consiglio di Mario Monti, resta l&#8217;atroce dilemma dell&#8217;effettiva democraticità del nuovo Governo italiano. Tralasciando le denunce opportuniste degli &#8220;Scillipotiani&#8221;, condite da folcloristici annunci di morte delle democrazia in stile mondiali 2006, l&#8217;etichetta affibbiata al Governo Monti di male necessario non esclude riflessioni riguardo allo stato attuale della democrazia. La necessità della scelta fatta dal Presidente Napolitano può essere più o meno condivisibile, ma difficilmente può essere negata. La crisi c&#8217;è ed è forse più forte di ciò che si pensa. Non ci sono ristoranti o voli aerei che tengano. Ma gli incontri, i vertici e le telefonate private che negli ultimi giorni hanno avuto come protagonisti diversi leader dei paesi europei, costituiscono un chiaro segnale della rottura di qualche meccanismo nella normale gestione democratica di un paese. La fretta con cui è stato nominato il Governo è [...]]]></description>
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		<title>Sul nucleare iraniano si gioca a scacchi</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 23:26:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“I dati raccolti indicano che l’Iran ha condotto, a partire dal 2003, attività rilevanti per lo sviluppo della bomba atomica , e che alcune di queste attività potrebbero essere ancora in corso”. Tra le 25 pagine del rapporto pubblicato dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) lo scorso 8 Novembre, sono bastate queste poche parole ad innescare una vera e propria escalation di minacce reciproche tra lo Stato persiano ed Israele. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non ha perso tempo ed ha subito alzato la voce nei confronti dell’eterno rivale, prima minacciando un attacco preventivo, poi richiamando l’attenzione della comunità internazionale (leggasi Stati Uniti &#38; Co.) sulla gravità della situazione e sulla necessità di “arrestare la corsa iraniana verso armi nucleari, minaccia per la pace nel mondo e in Medio Oriente”. Di tutta risposta, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha accusato di faziosità filoamericana il rapporto dell’AIEA dichiarando fermamente che l’Iran non arretrerà di una virgola. In uno scacchiere così importante come quello mediorientale e trattandosi di argomenti di primaria importanza, le grandi potenze mondiali non hanno atteso molto per prendere una loro posizione. E così si sono formati, nel giro di pochi giorni, due blocchi contrapposti. I primi a supportare [...]]]></description>
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		<title>Brachetti, Ciak si gira!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:27:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una serie infinita di grazie a Fellini e Rossellini, a Totò per la sua camminata e a Litz Taylor per il suo seno, oltre che alle gambe della Dietrich e ai baffi di Groucho Marx, ai bambini di Truffaut, e ai silenzi di Bergman, alle biciclette di E.T, de La vita è bella e di Ladri di biciclette. Arturo Brachetti decide di chiudere così il suo ultimo spettacolo, Brachetti, Ciak si gira! in programma all’Auditorium Conciliazione dal 28 ottobre al 12 novembre, perché sono questi i personaggi che hanno permesso all’artista torinese di trasformare la propria immaginazione in spettacoli in grado di sbalordire un pubblico di tutta l’età. Dopo più di un anno di assenza, Brachetti torna con un “One man show”, formato che già in passato l’aveva portato a registrare sold out in giro per il mondo. Nella sua ultima esibizione l’artista dal ciuffo da bimbo vuole raccontarsi al proprio pubblico ricorrendo ai personaggi e alle immagini che lo hanno ispirato e motivato nel riportare in auge l’affascinante arte del trasformismo. E così le due ore di spettacolo diventano un continuo omaggio ai miti del cinema e della televisione: da Harry Potter a Rossella O&#8217;Hara, da King Kong a [...]]]></description>
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		<title>La crisi economica: storia, evoluzione e possibili vie d’uscita</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 03:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi tutti gli articoli della III Edizione del Salone dell&#8217;Editoria Sociale! La mattinata del 31 ottobre, quarta giornata del Salone dell’editoria sociale, si apre con una tavola rotonda intitolata “La crisi economica e finanziaria e le vie per uscirne”, tema scottante e quanto mai attuale. A pochi giorni dalla ormai nota lettera d’intenti del Governo italiano all’Unione Europea, gli ospiti hanno cercato di fare un po’ di (necessaria) chiarezza sulla crisi che sta colpendo, rischiando di distruggerla dall’interno, la Comunità Europea. Già dall’esordio di Roberta Carlini, moderatrice del dibattito, si diffondono nella sala gremita, nonostante il ponte di fine ottobre, parole preoccupanti riguardo l’inefficacia delle politiche economiche proposte a livello europeo e non solo (vedi le promesse, per ora disattese, di Obama). Mario Pianta, Professore di Politica Economica all’Università di Urbino, inizia il suo intervento puntando il dito contro la strutturale carenza dell’Unione Europea: l’integrazione europea, dopo la nascita della moneta unica, avrebbe dovuto continuare con politiche macroeconomiche comuni. Il condizionale è d’obbligo perché la scelta fatta fino ad ora ha, invece, lasciato ampie libertà agli Stati in ambito macroeconomico con il risultato che l’economia reale (attività produttive) non è stata in grado di tenere il passo della finanza (vera [...]]]></description>
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		<title>Gli All Blacks padroni del rugby mondiale</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:23:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo ventiquattro anni gli All Blacks si riprendono la leadership mondiale della palla ovale. Una leadership da sempre riconosciuta ai tuttineri neozelandesi ma che sembrava ormai essere diventata una vera maledizione. Tra i padroni di casa e il successo atteso da un&#8217;intera nazione di rugbysti si è presentato il XV francese. I bleu sono arrivati in finale con molte difficoltà dopo un complicato percorso nel girone in cui per due volte sono usciti sconfitti dal campo. Come da programma è l&#8217;Haka a dare il via alla battaglia. Guardare gli occhi dei guerrieri neri intimorisce anche a distanza di migliaia di chilometri. In quei pochi secondi di danza e urla sembra che nessuno degli All Blacks possa soffrire la pressione del proprio pubblico, tutto lì, pronto per festeggiare ma altrettanto preparato a criticare in caso di un&#8217;inaccetabile sconfitta. I neozelandesi si presentano da strafavoriti e la sfida di sguardi prima dell&#8217;inizio del match sembra già decretare una vittoria schiacciante per i colossi vestiti di nero, pronti a schiacciare a forza di placcaggi i malcapitati galletti. Le sensazioni del prepartita vengono spazzate via già nei primi minuti dell&#8217;incontro. Bastano due errori, prima in touche e poi nel piazzato di Weepu per capire [...]]]></description>
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		<title>La lunga strada della lotta al cambiamento climatico</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 09:46:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'incontro sulla lotta al cambiamento climatico, nell'ambito del Festival della Diplomazia, lascia ancora molti dubbi sull'effettiva capacità della diplomazia di saper affrontare una delle sfide più importanti del nostro futuro]]></description>
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		<title>Lo sport: l’arma in più nelle mani della diplomazia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:50:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una mattinata di discussioni e ricordi per dimostrare come lo sport, con i valori che lo caratterizzano, rappresenti una vera possibilità di crescita per la diplomazia internazionale]]></description>
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		<title>Porte aperte a Londra per gli ex dopati</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:21:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando la giustizia e lo sport entrano in contatto, cosa che ultimamente accade con una certa frequenza, capita spesso che la confusione prenda il sopravvento. Il problema fondamentale è che in questo caso ad essere investiti dalla confusione giuridico-sportiva sono i prossimi Giochi Olimpici di Londra. Il tema in questione è, tanto per cambiare, il doping. Lo scorso 6 ottobre, infatti, il Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna si è espresso riguardo alla cosiddetta Osaka Rule del CIO, risalente al 27 giugno 2008, che stabiliva il divieto di partecipazione ai Giochi Olimpici per gli atleti sospesi per un periodo superiore a sei mesi a causa di una violazione delle norme antidoping. Il Tas, chiamato in causa dal Comitato Olimpico statunitense, ha dichiarato “invalida” e “inapplicabile” la norma numero 45 della Carta Olimpica. Nel comunicato ufficiale la motivazione appare chiara: “la Osaka Rule ha più propriamente il carattere di sanzione disciplinare piuttosto che di una semplice condizione di eleggibilità a partecipare ai Giochi Olimpici. Come sanzione disciplinare non è conforme all’articolo 23.2.2 del Codice Mondiale Antidoping”. La norma in esame prevede che i firmatari del codice non possano introdurre provvedimenti capaci di cambiare il periodo di sospensione dopo che l’atleta ha scontato [...]]]></description>
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		<title>È un Cavendish mondiale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 22:22:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si diceva da giorni che la prova più attesa dei Campionati Mondiali di ciclismo su strada sarebbe stata decisa da una volata, e così è stato. Ma quando si parla di volata, c’è solo un nome che negli ultimi anni regna incontrastato nel mondo dei velocisti sui pedali, quello di Mark Cavendish. Il ventiseienne britannico non ha deluso le aspettative e negli ultimi 400 metri, nonostante una posizione non proprio vantaggiosa, ha superato come una scheggia tutti i suoi avversari, mettendosi alle spalle l’australiano Goss e il tedesco Greipel. La vittoria di Cannonball, questo il soprannome del nuovo campione del mondo, era ampiamente pronosticabile. Il circuito di Copenaghen, infatti, non lasciava spazi per un epilogo diverso: 266 chilometri completamente pianeggianti, dove le uniche insidie, se di questo si può parlare, erano rappresentate da spartitraffico e rotonde. Un po’ poco per la gara di un giorno più importante dell’anno dalla quale ci si aspettava uno spettacolo diverso dalla solita rincorsa del gatto (il gruppo) al topo (i fuggitivi) più adatta a una tappa di trasferimento di uno dei grandi giri che alla sfida decisiva per l’iride. Lasciando da parte l’altimetria del percorso, resta il fatto che a spuntarla è stato lo [...]]]></description>
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		<title>4-1 al Cile, il tennis italiano torna in A</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Potito Starace, Fabio Fognini, Simone Bolelli e Daniele Bracciali. Questi sono i quattro alfieri azzurri che, dopo 11 anni, sono riusciti nell&#8217;impresa di riportare la nazionale italiana di tennis nel World Group della Coppa Davis. La vittoria decisiva per poter tornare nel tennis che conta è arrivata sul campo sintetico di Santiago del Cile, quel Cile che ospitò, 35 anni fa, l&#8217;unico successo dell&#8217;Italia nella sfida per la prestigiosa l&#8217;insalatiera. Quando Panatta e Barazzutti alzarono la coppa sotto gli occhi del dittatore cileno Pinochet, gli attuali nazionali italiani non erano ancora nati. Ma il successo dell&#8217;Italia di oggi ha sembrato ripercorrere il trionfo dell&#8217;Italia di ieri. Gli azzurri sono partiti alla volta del Sud America con i favori del pronostico, ma la Coppa Davis è sempre stata un terreno fertile per le sorprese. Nel match d&#8217;esordio il Cile decide di schierare Paul Capdevile numero 101 delle classifiche Atp, mentre il ct azzurro Barazzutti punta su Potito Starace, sempre affidabile con la maglia della nazionale. Nonostante la superficie non adatta al gioco del campano, la partita non ha storia. Potito domina i primi due set, conclusi con un doppio 6-3, e, dopo un passaggio a vuoto nel terzo parziale, chiude al [...]]]></description>
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		<title>Conflitti Ambientali &#8211; Biodiversità e democrazia della terra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 22:23:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A prima vista la biodiversità potrebbe apparire un concetto estraneo a tutti noi e di difficile comprensione. E probabilmente sono pochi a sapere che il 2010 è stato, per volere delle Nazioni Unite, “l&#8217;Anno ufficiale della biodiversità”. In realtà la definizione data dal Cbd (Convention on Biological Diversity) chiarisce l&#8217;importanza che la biodiversità dovrebbe rivestire nelle scelte di tutti gli abitanti della terra, dai singoli cittadini ai chi occupa posizioni ai vertici della società. In questo documento la biodiversità viene definita come “l&#8217;insieme della variabilità di tutti gli organismi viventi, inclusi quelli appartenenti agli ecosistemi di aria, acqua, terra e del sottosuolo e i sistemi ecologici dei quali sono parte; inoltre include la diversità all&#8217;interno di specie, tra specie ed ecosistemi”. Insomma in una parola si concentra gran parte del mondo che ci circonda, mondo che sempre più spesso l&#8217;essere umano ha utilizzato a propria discrezione senza considerare i danni irreparabili che avrebbe causato. Conflitti Ambientali – Biodiversità e Democrazia della terra, a cura del CDCA (Centro di documentazione sui conflitti ambientali) nasce proprio dall&#8217;esigenza di richiamare l&#8217;attenzione sugli errori commessi in passato e sui preoccupanti scenari futuri del nostro pianeta. Il testo si propone di fornire una disamina particolareggiata [...]]]></description>
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		<title>Daegu, sempre nel segno di Bolt</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 22:22:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalla clamorosa falsa partenza al record del mondo nella 4&#215;100 passando per i 200 metri, dominati come al suo solito. Potrebbe sembrare irrispettoso nei confronti degli altri atleti ma, ancora una volta, il protagonista indiscusso della nove giorni iridata coreana è stato lui: Usain Bolt. Prima la delusione nella seconda giornata, quando nella finale degli uomini jet, il fulmine giamaicano scatta﻿ in netto anticipo dai blocchi di partenza e dice addio al sogno di ripetere il successo di Berlino. Da questo momento si scatena una pioggia di critiche sull&#8217;uomo che, nonostante la vittoria del connazionale Blake sui 100 metri, resta l&#8217;unico a saper esaltare un intero stadio con i suoi gesti sempre al limite tra lo scaramantico e il provocatorio. C&#8217;è chi accusa Usain di aver voluto strafare, chi, addirittura, arriva ad ipotizzare un gioco di scommesse quantomai fantasioso, ma il giamaicano non sembra risentirne. Passano cinque giorni e Bolt si ripresenta in pista per le batterie dei 200 con lo stesso, identico modo di fare. Prima della partenza in semifinale trova anche il tempo di scherzare con un giudice di gara e, dopo una qualificazione ottenuta passeggiando, vince e stravince con un fantastico 19”40, alla faccia di chi lo [...]]]></description>
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		<title>XXVI Universiade, studenti campioni alla ricerca di medaglie</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 22:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ci saranno stati i campioni del calibro di Bolt e Phelps, non ci sarà stata nessuna pioggia di record mondiali, ma la XXVI Universiade di Shenzhen, che si è conclusa il 23 agosto, è stata un vero e proprio successo sportivo e di pubblico. La metropoli della Cina meridionale ha infranto innumerevoli record nella storia delle Olimpiadi dedicate agli studenti universitari: 10603 partecipanti, tra atleti e dirigenti, provenienti da 151 paesi; il maggior numero di competizioni, ben 24, che hanno assegnato 929 medaglie; il tutto condito dalla presenza di più di un milione di volontari che hanno permesso il regolare svolgimento delle gare. Undici giorni di competizioni, aperte dalla medaglia d&#8217;oro dell&#8217;azzurro Simone Ruffini nella 10km di nuoto e concluse dall&#8217;ultima gara in programma, il taekwondo maschile (categoria +80kg), in cui ha trionfato il sudocoreano Park Yong Hyun. Alla fine, proprio come nelle ultime Olimpiadi pechinesi, la Cina ha trionfato nel medagliere con un totale di 149 medaglie, di cui ben 75 d&#8217;oro. Dietro i padroni di casa si sono piazzate la Russia e la Corea del Sud. La spedizione azzurra ha concluso con uno splendido sesto posto: 12 ori, 5 argenti e 13 bronzi, per un totale di [...]]]></description>
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		<title>Allez Cadel, finalmente il Tour è tuo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono atleti che iniziano a vincere fin da piccoli, atleti che hanno scritto a chiare lettere nel loro Dna la parola successo. Ce ne sono altri che, nonostante un immenso talento, sembrano costretti a passare la loro carriera all&#8217;ombra dei grandi nomi, rischiando di vedersi affibbiati soprannomi come “eterno piazzato” o “perdente di successo”. Questo è il rischio che ha corso fino a ieri Cadel Evans: australiano classe 1977, un passato in mountain bike e una carriera su strada fatta di pochi, anche se importanti, successi e di tanti, tantissimi piazzamenti. Il tipico ciclista completo, bravo in tutti i campi, ma non eccelso e con una sfortuna che spesso l&#8217;ha costretto a tagliare il traguardo a testa bassa, preceduto sempre dalla ruota di qualcuno più veloce di lui. Con il Tour de France, Cadel, aveva un conto aperto dal 2005: in sei edizioni l&#8217;australiano aveva raccolto un ottavo posto nel 2005, un quarto nel 2006, due secondi posti nel 2007 e nel 2008 e un gomito rotto lo scorso anno mentre indossava la maglia gialla, ma che, a dimostrazione del suo carattere, non è bastato per costringerlo a lasciare la tanto amata corsa francese. Quest&#8217;anno, il Tour numero 98, poteva [...]]]></description>
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		<title>Doping sì, doping no. Adesso tocca a Cielo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 22:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ben Johnson, Marion Jones, Bjarne Riis, Riccardo Riccò, Linford Christie. Sono solo alcuni nomi di grandi atleti del passato, vicino e lontano, che hanno visto la loro carriera macchiata dall&#8217;enorme fardello del doping. C&#8217;è chi, come il velocista britannico, ha lasciato l&#8217;attività agonistica dopo la squalifica e chi invece, come Riccò, ha commesso errori su errori rischiando di rimetterci la pelle. La ricerca della perfezione dettata dalla voglia di successo e dalle dure regole dello star system sportivo spingono questi ragazzi ad andare sempre oltre arrivando fin lì, fino a dove il loro corpo ha bisogno di un aiuto per fare quella pedalata o quello scatto in più. Condannare questi comportamenti sembra scontato ma non lo è. Anzi il vero problema del doping è forse la carenza di norme e sanzioni valide, certe e applicate uniformemente. Atletica e ciclismo, loro malgrado, sono da sempre gli sport in cui il doping sembra più diffuso, ma il primo di luglio anche il nuoto è finito nel ciclone delle sostanze dopanti. Ad essere messo sotto accusa è stato il due volte iridato e campione olimpico di Pechino Cesar Cielo. Il nuotatore brasiliano, trionfatore nei mondiali di Roma nei 50 e 100 stile libero, [...]]]></description>
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		<title>Bundu-Petrucci, parità e rematch in vista</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si dovrà attendere ancora un po&#8217; per rivedere un pugile italiano indossare la cintura di Campione d&#8217;Europa dopo la conclusione con il verdetto di parità all&#8217;ottava ripresa della sfida tra Daniele Petrucci e Leonard Bundu valida per il Titolo vacante di Campione Europeo dei pesi Welter. C&#8217;era grande attesa per il match che richiamava alla memoria la storica sfida per il titolo mondiale dei Pesi medi junior tra Benvenuti e Mazzinghi del 1965. Per un evento di tale importanza, in grado di ridare lustro alla boxe nostrana, è stata scelta la suggestiva cornice del centrale del tennis del Foro Italico. Ad accogliere i due pugili c&#8217;è il pubblico delle grande occasioni: 10000 spettatori scaldano il clima di un impianto tirato a lucido. Il primo a salire sul ring è Leonard Bundu: 36 anni, papà della Sierra Leone, ma nato e cresciuto a Firenze. Per lui un record di 24 vittorie, 7 KO e un pareggio. All&#8217;ingresso nello stadio di Daniele Petrucci, romano di San Basilio, il pubblico della capitale si scalda. Anche il trentenne romano si presenta con un record di tutto rispetto: 28 vittorie, 10 KO e un pareggio. Si preannuncia un match molto equilibrato tra due boxers di [...]]]></description>
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		<title>II Vladi International Polo Challenge</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 22:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna, dopo il successo dello scorso anno, il VLADI International Polo Challenge “Coppa della Federazione Italiana Polo”. La manifestazione giunge così alla sua seconda stagione con la voglia di rinnovarsi e coinvolgere sempre un maggior numero di persone. La tre giorni organizzata all’insegna del polo si è aperta con la conferenza di presentazione dell’evento che si è tenuta giovedì sera presso l’Exed Luxury Events di Piazza della Repubblica. Durante l’incontro con la stampa e i main sponsor, la Presidente dell’associazione organizzatrice e della Federazione Polo Italiana, Vladlena B.G. Hermés, ha voluto ricordare l’importanza che questo evento ricopre per la diffusione di uno sport spesso dimenticato in Italia. “L’obiettivo della nostra associazione”, ha spiegato la Dott.ssa Hermés , “è quello di rendere il polo più popolare e riuscire a raggiungere paesi come l’Inghilterra e l’Argentina, dove questo sport viene praticato da un numero molto maggiore di persone”. In Italia i giocatori di polo sono solamente 250, mentre oltremanica questo sport viene seguito da circa 25000 persone. &#160; “Bisogna abbattere il pregiudizio di cui è vittima il polo, descritto da tutti come sport per ricchi,” ha detto Marco Elser, Presidente dell’Acquedotto Romano Polo Club, che poi ha concluso dicendo:“Questo è uno sport [...]]]></description>
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		<title>Il Mondiale di Beach Volley sbarca al Foro</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 22:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivano per la prima volta in Italia i Campionati Mondiali di Beach Volley, giunti alla loro ottava edizione. Ad ospitare la rassegna mondiale, in programma dal 13 al 19 giugno, sarà il suggestivo scenario del Foro Italico. Nei cinque campi allestiti con la sabbia del litorale pontino si affronteranno 96 coppie di beachers, 48 uomini e 48 donne, pronte a darsi battaglia per la vittoria iridata e per un montepremi che si aggira attorno al milione di euro. Sarà un evento di risonanza mondiale per una disciplina che, diventata olimpica nel 1996, non fa altro che aumentare la propria popolarità. Reti televisive di 146 paesi dei 5 continenti saranno collegate e trasmetteranno le imprese pallavolisti da spiaggia. Il format del torneo prevede dodici gironi da quattro coppie ciascuno, con la formula del round robin. Al termine del gironi passeranno al turno successivo le prime due classificate di ognuno di essi e le otto migliori terze che andranno a comporre il tabellone ad eliminazione diretta composto da 32 coppie. Due tabelloni, uno maschile e uno femminile, in cui la nazionale italiana è rappresentata da ben sette coppie. Tra gli uomini i portacolori azzurri saranno: Nicolai-Martino, Paolo e Matteo Ingrosso e la [...]]]></description>
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		<title>12 e 13 giugno, dieci buoni motivi per non andare al mare</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 22:26:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Speciale Referendum 2011: i 4 SI e i 4 Perché di Fuori le Mura di F. Camilli Referendum 2011, votare SI per dire NO: l’acca non muta dell’eroica Italia di A. Marcopoli Referendum 2011, votare SI per dire NO: Nucleare, profezia di sciagura di E. Pochi Referendum 2011, votare SI per dire NO: impedire il-legittimo impedimento di F. Camilli 12 e 13 giugno, dieci buoni motivi per non andare al mare di T. Ulivieri Referendum abrogativo, c’eravamo tanto amati di A. Palazzo &#160; Il 12 e il 13 giugno: due giorni come tanti altri. Uno dei primi weekend estivi e tutti gli italiani sembrano avere l&#8217;istinto irrefrenabile di andare a fare il loro primo tuffo in mare. Ma se ci pensate bene esistono almeno dieci buoni motivi per non andare al mare. O comunque per non farlo proprio in questo finesettimana: 1) Come detto sembra che tutta l&#8217;Italia abbia intenzione di andare al mare in questo weekend. Avete idea di quanta gente ci sarà? Traffico in autostrada, fila al casello, ore e ore a cercare parcheggio e camminate infinite alla ricerca di un metro quadro dove stendere l&#8217;asciugamano. E se venisse a piovere? Vale la pena di affrontare [...]]]></description>
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		<title>Il Giro ha un solo padrone: Alberto Contador</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 22:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come da pronostico arriva il secondo successo di Alberto Contador al Giro d’Italia. Il madrileno ha dominato in lungo e in largo la corsa rosa, mettendo in chiaro il suo strapotere già nella nona tappa con l’arrivo sull’Etna. Da quel giorno, il campione spagnolo si è messo sulle spalle la maglia rosa e l’ha portata con sé fino al consueto arrivo in Piazza Duomo, a Milano. Gli oltre 6 minuti di vantaggio su Scarponi e Nibali, rispettivamente secondo e terzo della generale, la dicono lunga sull’andamento di questo Giro che ha avuto in Contador il suo padrone indiscusso. Re incontrastato delle montagne, vincitore per distacco della cronoscalata del Nevegal e forte anche nella cronometro finale di Milano, nonostante il successo già acquisito. Il Contador di questo Giro è senza dubbio il più forte di sempre e trovare un rivale credibile nelle corse a tappe sembra davvero un’impresa impossibile. La facilità con cui il ciclista iberico ha messo tutti in fila prima sull’Etna e poi sul Grosslockner è stata disarmante. Dal tappone con l’arrivo in Austria il Giro è finito nelle mani del capitano della Saxo-Bank e per gli altri si è trattato di lottare per il secondo posto. I due [...]]]></description>
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		<title>Tudelise e Loren, la musica del commercio equo e solidale</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: SPECIALE FLM: Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale &#160; Con la collaborazione di Andreas Marcopoli e Laura La Rocca A conclusione della giornata che ha visto protagonisti il Commercio Equo e Solidale e la condizione delle donne, si sono esibite, sul palco del Circolo degli Artisti, due band emergenti romane: i Tudelise e i Loren. Prodotti da The Alternative Factory, i due gruppi si stanno affermando tra il pubblico romano e sono riusciti ad entrare tra le band di MTV New Generation. Partecipando alla serata hanno presentato i loro primi lavori e ci hanno concesso una breve intervista che ci ha permesso di conoscerli più da vicino. Il vostro è un nome curioso. Perché questa scelta? Loren: La scelta di questo nome è stata fatta per richiamare la nostra origine italiana e il nostro cantare in italiano, ma allo stesso tempo vuole significare lo slancio e la dimensione internazionale che vogliamo dare alla nostra musica. Tudelise: Principalmente ci piaceva il suono. Abbiamo scelto una parola inglese che significa “fino in fondo”, ma volendo farla nostra, abbiamo cambiato il modo di scriverla. Come vi siete conosciuti e da dove nasce l’idea di creare il vostro gruppo? Loren: Siamo [...]]]></description>
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		<title>Il Racing pareggia e continua a sperare</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 22:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; La partita della verità. Quella in cui senti il peso di tutta la stagione e sai di non poter sbagliare. Probabilmente è stato questo lo spirito con cui le ragazze del Racing hanno affrontato il match casalingo contro il Cosernuoto Civitavecchia, penultima partita della regular season. Appaiato al terzo posto, l’ultimo valido per l’accesso ai playoff, insieme al Blu Team Catania, il Racing aveva l’obbligo di vincere per sfruttare la difficile trasferta delle siciliane a Gaeta. Ma già ad inizio partita si nota che in vasca c’è troppo nervosismo tra le fila romane. La paura e l’ansia la fanno da padrone e permettono alla squadra ospite di scavare subito un solco importante portandosi avanti per 2-0. La reazione delle padrone di casa stenta ad arrivare, ma sul finire del primo quarto Lania riesce ad accorciare le distanze. La partita si incanala verso un ritmo bassissimo con un susseguirsi di errori da una parte e dall’altra. L’incontro si accende nel terzo quarto con le ospiti ancora avanti di una lunghezza. Il Racing riesce a pareggiare sul 3-3 ed ha anche la possibilità di ottenere il primo vantaggio del match, ma il rigore tirato da Muccio si stampa sulla traversa. E [...]]]></description>
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