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	<title>Fuori le Mura &#187; Valentina Sabatini</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>L’educazione del bambino al rispetto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il 1912. Un uomo di Varsavia, medico con la passione per l’educazione, decide di realizzare il suo sogno: dare vita ad una struttura che possa ospitare bambini e ragazzi orfani. Quest’uomo è Janusz Korczak e le sue idee semplici, nate dalle preziose intuizioni scaturite dalle proprie esperienze, si diffondono agli inizi del ‘900 in diverse parti d’Europa, tentando di offrire degli spunti efficaci per la definizione di un nuovo sistema educativo. A cavallo tra i due secoli, in paesi apparentemente distanti socialmente e culturalmente, diversi pedagogisti giungono alla stessa conclusione rivoluzionaria di Korczak, ponendo al centro del proprio pensiero il rispetto del bambino in quanto essere umano. L’idea rivoluzionaria del medico polacco, nel 1929, viene condensata dallo stesso nel panplet Il diritto del bambino al rispetto – oggi edito dalle Edizioni dell’Asino – dove espone con forza provocatoria la necessità di una revisione del sistema educativo del suo tempo, a favore del benessere del bambino. &#8216;La Casa degli Orfani&#8217; di Varsavia, costituita grazie all’aiuto di amici facoltosi, ha permesso a Korczak di offrire a tanti giovani una casa luminosa, che non somiglia ad una caserma né a una scuola, ma piuttosto concepita come una ‘piccola repubblica’, dove gran parte del [...]]]></description>
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		<title>Non uccidete il futuro dei giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Se non ora adesso (Recensione) di V. Sabatini “Giovani indignatevi!” Questo il grido sincero con il quale Don Andrea Gallo &#8211; attraverso il suo nuovo libro Non uccidete il futuro dei giovani, edito da Dalai - incoraggia i giovani a trovare l&#8217;energia e il coraggio di rivendicare i propri diritti in favore di un futuro di valore. Un futuro in cui costruire una famiglia, non necessariamente l&#8217;istituzione &#8216;perfetta&#8217; dipinta dalle pubblicità o imposta da dogmatismi, ma quella che ogni individuo reputa tale. “Poi però oggi si fanno film tipo Generazione 1000 euro per riderci su. Uno va a vedere il film, si diverte, ride, e così gli passa l&#8217;incazzatura. E dire che a quanto pare i 1000 euro al mese sono un miraggio, oltretutto”. Il solito humor che contraddistingue il pensiero di Don Gallo, addolcisce in qualche modo l&#8217;amara verità di una società consumistica che, dominata dall&#8217;avarizia di alcuni &#8216;potenti&#8217;, accetta passivamente la disintegrazione del proprio avvenire. Il prete genovese invita i giovani ad agire e reagire immediatamente al comportamento sconsiderato di alcuni personaggi politici e non, che siedono senza merito su poltrone di potere. “Ecco perchè definisco &#8216;drogati dal potere&#8217; questi cattivi maestri e cattivi politici. Ed [...]]]></description>
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		<title>Se non ora, adesso</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Non uccidete il futuro dei giovani (Recensione) di V. Sabatini Irriverente, anarchico, comunista, amico dei trans. Nel corso del tempo, molti sono gli appellativi assegnati dai media e dai critici a Don Andrea Gallo, ma chi ha avuto l&#8217;onore di incontrarlo sulla propria strada lo considera una guida, un fratello, un compagno che al di là dell&#8217;abito talare indossato, si batte per la dignità e il rispetto di qualsiasi essere umano. Ispirato al movimento femminile di protesta nato lo scorso anno, Don Gallo risponde con un coinvolgente saggio intitolato Se non ora, adesso, edito da Chiarelettere. Un energico e sincero invito ad agire nel presente per costruire un proprio futuro, senza domandarsi quando sarà il momento giusto. “Con il poderoso strumento della sua coscienza cristiana, antifascista, critica, militante, laica ed evangelicamente rivoluzionaria, il prete cattolico Gallo riesce a confrontarsi con i temi più scabrosi, smascherando i moralismi, le rigidità dottrinarie, le ipocrisie che maldestramente traversano le intolleranze per indicare il cammino forte della fragilità umana come via per la liberazione”. La meravigliosa prefazione di Moni Ovadia, offre al lettore il lucido ritratto di un uomo semplice che ha fatto dell&#8217;individuo il centro della propria vita. “La passione per [...]]]></description>
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		<title>Hip Hop Nation</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos’è l’Hip Hop? Gli ascoltatori comuni che, almeno una volta nella propria vita, si sono imbattuti in un brano di Eminem piuttosto che 50 Cent, risponderebbero che si tratta semplicemente di un genere musicale, una sorta di etichetta, creata negli anni Novanta. Per un gruppo sempre crescente di appassionati, provenienti molto spesso dalle periferie delle grandi città, l’Hip Hop è invece una vera e propria cultura nata ben trent’anni fa nei sobborghi newyorkesi. Dalle strade del Bronx controllate da gang e infestate di droga, nasce infatti una cultura urbana che si sviluppa come un antidoto per l’orribile piaga che infetta le vite di molti giovani, i quali trovano nell’Hip Hop una soluzione, il prodotto di un’autorealizzazione, creatività ed orgoglio da comunicare al mondo. Tra gli anni ’80 e ’90 l’Hip Hop conquista definitivamente l’intero scenario della musica nera, trasformandosi da genere di nicchia a vero e proprio mainstream per la black music, facendo arrivare sulle scene un’intera nuova generazione di musicisti, rapper, produttori e dj. Procedendo verso il uovo millennio il rap militante dell’origine è stato scalzato da una ‘new school’ partita dalla West Coast e arrivata in breve tempo anche a Est. Se è vero che, durante gli anni [...]]]></description>
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		<title>Attentato al Papa</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:16:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono le ore 17.17 del 13 maggio 1981, come tutti i mercoledì primaverili, si festeggia la Madonna di Fatima e Piazza San Pietro è gremita di fedeli che attendono il passaggio di Giovanni Paolo II. Tra la folla una mano armata di pistola si alza e spara due colpi in direzione della campagnola scoperta, sulla quale si trova il pontefice che improvvisamente, colpito al ventre, si accascia tra le braccia del suo segretario Stanislaw. La mano colpevole di reato contro il papa è quella di Mehmet Ali Agca, killer che aveva già ucciso il direttore del quotidiano Milliyet e annunciato su altro giornale la sua intenzione di colpire il pontefice. Da qui si sviluppa la trama del libro inchiesta Attentato al papa, edito da Chiarelettere e realizzato da Sandro Provvisionato, noto giornalista, e dalla passione di Ferdinando Imposimato, magistrato che seguì un filone dell’inchiesta sull’attentato. Entrambi hanno l’ambizione di ricostruire la trama di una vicenda che ha inizio proprio quel mercoledì del maggio 1981 e si sviluppa nell’arco di diciassette anni e che, passando per il rapimento di Emanuela Orlandi – la vera vittima innocente di una storia che appare infinita &#8211; sembrerebbe essersi conclusa il 4 maggio 1998 con [...]]]></description>
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		<title>Quando parla Gaber</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:25:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ironico, graffiante, irriverente. Queste le caratteristiche che hanno sempre contraddistinto la produzione artistica di Giorgio Gaberscik, in arte Gaber. Guido Harari, già autore di Gaber. Illogica utopia-Autobiografia per parole e immagini, in Quando parla Gaber, fa rivivere l’artista milanese, proponendo una sorta di “breviario irreligioso” che raccoglie battute e pensieri illuminanti, tratti da spettacoli, canzoni e interviste realizzati da Gaber nel corso della sua carriera cantautorale. Questa piccola raccolta, edita da Chiarelettere, ripercorre, attraverso le provocazioni spinose del Signor G, i temi caldi dell’Italia di ieri, anticipando quello che è il Belpaese di oggi, come una sorta di presagio. “Un popolo intelligente non serve a nessuno e il miglior fruitore del mercato è un popolo inconsapevole. Solo se si è consapevoli si può far nascere qualcosa di diverso. Io e Luporini siamo convinti che solo attraverso un processo di conoscenza possiamo opporci a una condizione che non si può affrontare frontalmente perché ha una serie di implicazioni molto diverse. Questa è la condizione centrale dell’individuo oggi.” Giorgio Gaber è stato sempre descritto come un artista ‘diverso’, forse un po’ troppo originale per i suoi tempi, al punto che spesso le sue opere sono state tenute fuori da quello che è [...]]]></description>
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		<title>Pane, rose e libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 22:19:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le canzoni che hanno fatto l'Italia: 150 anni di musica popolare, sociale e di protesta.]]></description>
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		<title>L’umile versione pop del Mistero Buffo di Dario Fo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:17:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con Laura La Rocca Risate dolci e amare, lacrime di commozione per la bravura di Paolo Rossi che riesce a divertire ed emozionare allo stesso tempo, regalando al pubblico romano sprezzanti passaggi satirici, alternati ad intensi momenti drammatici, che portano agli occhi la cruda realtà dell&#8217;attuale situazione italiana. Il piccolo grande giullare di Monfalcone è arrivato a Roma, dove dal 1 marzo mette in scena al Teatro Vittoria, Il mistero buffo di Dario Fo, in una straordinaria più che umile versione pop, che pur ispirandosi alla versione originale , presenta elementi pop-olari che permettono di mostrare il &#8216;mistero buffo&#8217; dell&#8217;Italia del 2011. Paolo Rossi sul palco è accompagnato dalla chitarra elettrica di Emanuele Dell&#8217;Aquila e in chiusura dalla splendida partecipazione di Lucia Vasini, straordinaria attrice che è riuscita a far ridere il pubblico con la follia del personaggio surreale di una regista squattrinata ed emozionare allo stesso tempo con una struggente interpretazione della Madonna, in rappresentanza di tutte le madri. Un&#8217;interpretazione da togliere il fiato che contribuisce a rendere lo spettacolo un &#8216;gioiello teatrale&#8217; raro. Paolo Rossi, durante la conferenza stampa di presentazione, ha precisato subito come lo spettacolo che mette in scena, differisce molto dall’originale di Dario Fo. [...]]]></description>
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		<title>Tiziano Terzani. Un mondo che non esiste più</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 23:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un uomo con la passione per la scoperta del mondo e il racconto dello stesso con gli occhi di un viaggiatore instancabile. Tiziano Terzani, nella sua intensa carriera giornalistica, ha saputo comunicare il fascino di quell&#8217;oriente nascosto, nel quale decise di trasferire la residenza e far stabilire la propria famiglia. Un mondo che non esiste più, edito da Longanesi, nasce dal desiderio dello stesso giornalista toscano, di raccogliere tutti quegli scatti realizzati nei viaggi, con al collo la sua fedelissima &#8216;vecchia Leica&#8216;, alla ricerca di quei dettagli, che impressi in un&#8217;immagine possano comunicare in maniera immediata un chiaro messagio. &#8220;L&#8217;immagine è un&#8217;esigenza, diceva, lì dove le parole da sole non bastano.&#8221; Dall&#8217;idea di Terzani, suo figlio Folco decide di raccogliere alcuni dei tanti scatti conservati in grandi casse, in un&#8217;avvincente narrazione fatta di immagini e  testi editi e inediti, suddivisi in dieci paragrafi corrispondenti a quelli che sono stati i grandi viaggi del reporter fiorentino. Dal Vietnam, che rappresenta una delle sue prime grandi esperienze giornalistiche, all&#8217;Himalaya, dove invece decide di ritirarsi nell&#8217;ultimo periodo della sua vita, mentre lotta contro la sua malattia, sempre con uno splendido sorriso, che spicca tra la folta barba bianca. Poi ancora Cina, Tibet, Giappone [...]]]></description>
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		<title>Storia di un marsigliese</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 23:00:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stefania Nardini racconta la storia dello scrittore Jean Claude Izzo]]></description>
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		<title>1994, L’anno che ha cambiato l’Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:06:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari presentano una storia mai raccontata. Dal caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi. ]]></description>
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		<title>Musicaromanzo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 23:00:33 +0000</pubDate>
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		<title>Noir Desir. Nè vincitori, nè vinti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 16:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sasha Naspini]]></category>

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		<description><![CDATA[“È il 5 gennaio 2010, mi scrive Luigi Bernardi. L&#8217;oggetto della mail è: ‘Proposta a caldo!’. Tra una cosa e l&#8217;altra il testo dice più o meno così: Senti, perchè non mi scrivi un testo sui Noir Desir?&#8221; Un semplice scambio di mail tra scrittori è alla base della realizzazione di Noir Desir. Né vincitori, né vinti (Perdisapop). Un testo intenso, ricco di musica ed immagini, più o meno gradevoli, evocate con linguaggio semplice, che permette al libro di essere letto ‘tutto d’un fiato’. Sasha Naspini, racconta la storia di un gruppo rock francese, forse sconosciuto alle orecchie di molti italiani, ma che al contrario ha primeggiato nelle classifiche nazionali – e non solo – negli anni ’80 e ’90. I Noir Desir vengono raccontati come protagonisti di un avvincente romanzo di formazione: dalle cantine di Bordeaux, città natale, ai tour in tutto il mondo, passando per il drammatico evento di Vilnius, che ha visto protagonista Bertrand Cantant, leader carismatico della band, definito da sempre come ‘il nuovo Jim Morrison’: idolo e punto di riferimento per molti giovani francesi, che come lui volevano porsi ‘contro’ il sistema omologante che si è sempre più delineato a partire dagli anni ’80. Un artista affascinate sotto [...]]]></description>
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		<title>Francesco Guccini. Fiero del mio sognare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 22:58:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiero del mio sognare]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Veltri]]></category>

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		<description><![CDATA[“Dopo mezzo secolo di canzoni, questo cantastorie, capricciosamente guidato &#8216;dall&#8217;ambiguo segno dei Gemelli&#8217;, ha composto un&#8217;autobiografia poetica, un&#8217;opera che è un mondo parlante, un&#8217;agenda di note e parole, una narrazione geografica di personaggi, sentimenti e memorie.” Molte sono le parole che possono descrivere il &#8220;Maestrone&#8221; Francesco Guccini, ma ancor più numerose sono le canzoni capaci di raccontare in maniera semplice ed emozionante la sua vita. Francesco Cuccini. Fiero del mio sognare, viene pubblicato quest’anno da Arcana in occasione del settantesimo compleanno del cantautore emiliano. Un travolgente ‘songbook’ quello realizzato da Gianluca Veltri, il quale offre il ritratto genuino di un uomo che, pur lontano dai riflettori e copertine patinate delle riviste, ha dedicato la sua vita alla stesura di testi. Guccini è prima di tutto uno scrittore che negli ultimi cinquant’anni ha potuto esprimersi in diversi romanzi, come Cròniche epifaniche o Cittànova Blues, ed attraverso il suo vasto ‘canzoniere’. In ogni album si raccoglie un frammento di storia italiana e ‘gucciniana’, fatta di istantanee di vita quotidiana, trascorsa nelle strade di Pàvana, paese natale del cantautore, o di Modena e Bologna, città invece di adozione, alle quali ha dedicato diversi brani. Fiero del mio sognare coinvolge il lettore in un vero [...]]]></description>
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		<title>Quello che gli uomini (ci) dicono</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 23:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Reggiani]]></category>
		<category><![CDATA[Quello che gli uomini (ci) dicono]]></category>
		<category><![CDATA[sala umberto]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Lupi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante ne dicono  gli uomini, quante ce ne dicono e come ci vedono? Frizzante, ironica e pungente. Francesca Reggiani torna, sulla scia del successo dello scorso anno, con un nuovo spettacolo, Quello che gli uomini (CI) dicono, scritto a quattro mani con Valter Lupo e la collaborazione di Gianluca Giugliarelli. L&#8217;attrice romana, in scena dal 26 ottobre al 14 novembre al Sala Umberto, propone un variopinto show tutto al femminile, condotto attraverso la splendida partecipazione di suoi vecchi e nuovissimi personaggi, quali &#8216;Antonellina&#8217; Clerici, Enrico Ghezzi e Carla Bruni.&#8217; Una divertente, ma attenta riflessione sulla realtà socio politica italiana, popolata da&#8217;bambocci&#8217; famosi propinati tutti i giorni e presi come punti di riferimento in “una televisione sempre più piatta, perché sempre più vuota”. Francesca Reggiani, attraverso le sue ironiche e stuzzicanti osservazioni sull&#8217;universo maschile, lancia una spietata critica alla società, sempre più travolta dal caos mediatico e dipendente dai falsi valori creati dalla pubblicità, capace di ridicolizzare persino l&#8217;intimità femminile, proponendo l&#8217;utilizzo di &#8216;superassorbenti&#8217; che possano favorire una migliore socializzazione delle donne. Un&#8217;attrice formidabile che riesce con simpatia ed ironia a divertire il pubblico, coinvolgendolo in una riflessione sulla situazione più o meno surreale in cui si trova l&#8217;Italia. Lo spettacolo, [...]]]></description>
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		<title>Aglio, menta e basilico</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 13:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aglio]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni E/o]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Claude Izzo]]></category>
		<category><![CDATA[Marsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Menta e basilico]]></category>
		<category><![CDATA[Noir mediterraneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Marsiglia, il noir e il Mediterraneo &#8220;Raccontare storie di ampio respiro. Raccontare le grandi trasformazioni. denunciare e allo stesso tempo proporre l&#8217;alternativa della cultura della solidarietà&#8221; Questo è il noir mediterraneo secondo Massimo Cotto, che fa un piacevole Elogio a Jean Claude Izzo, in apertura di Aglio, menta e basilico. Un libro semplice, che attraverso piccoli racconti inediti dello scrittore e sceneggiatore francese, ci conduce verso un&#8217;appassionante scoperta del Mediterraneo. Un breve, ma intenso viaggio attraverso città apparentemente lontane tra loro, ma estremamente vicine per cultura.“Da Tangeri ad Istanbul, da Marsiglia ad Alessandria, da Napoli a Barcellona. E ognuna di queste città con le sue strade strette, tortuose, pullulanti di gente, mi ha offerto i suoi colori, i suoi frutti, i suoi fiori, i gesti dei suoi uomini e lo sguardo delle sue donne”. L&#8217;amore di Izzo per il Mediterraneo ed in particolare per la sua città Natale, Marsiglia, si esprime attraverso fotogrammi di vita quotidiana, fatta di passeggiate al porto, musica e cucina, non provenzale, ma“[fatta di] piatti senza artifici legati non a una tradizione, ma a una tenace fedeltà alle origini. […]Mettersi a tavola, in casa come al ristorante, in famiglia, tra amici, vuol dire far rivivere la [...]]]></description>
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		<title>432 Hertz: la rivoluzione musicale. L&#8217;accordatura Aurea per intonare la musica alla biologia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 22:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SCIENZE + TECNO]]></category>
		<category><![CDATA[432 Hertz:la rivoluzione musicale]]></category>
		<category><![CDATA[Ananda Bosman]]></category>
		<category><![CDATA[AuMega Music revolution]]></category>
		<category><![CDATA[Neurosonic Programming]]></category>
		<category><![CDATA[Nexus Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Tristano Tuis]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quello che noi interpretiamo come colori, profumi, sapori o oggetti fisici, sono solo delle specifiche frequenze delle vibrazioni, suoni estranei alla percezione uditiva che però vengono percepiti dai restanti sensi&#8221; Come possiamo mantenere il nostro benessere psico fisico? La risposta sembra alquanto facile. È sufficiente una giusta quantità di attività motoria, mangiar sano e magari una buona dose di meditazione, che faccia bene anche allo spirito. Un miglioramento generale è certamente assicurato, ma perché non aggiungere anche della musica intonata a 432 Hz? Una risposta argomentata in tal senso e piuttosto esauriente è fornita da 432 Hertz:La rivoluzione musicale, frutto di un’avventurosa ricerca indipendente condotta da Riccardo Tristano Tuis, compositore e scrittore, primo a parlare in lingua italiana dell’affascinante tema della musica a 432 Hz. Per tutti gli strumenti musicali, sui quali si esegue accordatura, si fa solitamente riferimento al 440 Hz, intonazione sonora che viene percepita dal cervello umano, ma, secondo gli studi della AUMega Music Revolution, a cui si riferiscono le argomentazioni di Tuis, è in completa disarmonia con le leggi dell’universo, basate invece su una frequenza armonica di 432 Hz. La materia proposta in quest’opera si basa sulla ricerca di Ananda M. Bosman, ricercatore visionario che “da [...]]]></description>
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		<title>Una cura per il freddo</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Una cura per il freddo]]></category>
		<category><![CDATA[Zibba]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Mallamore 2. Ordine e gioia 3. Una parola, illumina 4. La saga di Antonio 5. Ammami 6. Dauntaun 7. Bon voyage 8. Scalinata Donegaro 9. L&#8217;odore dei treni 10.Soffia leggero 11.Rockenroll 12.Tutto è casa mia 13.Una parte di te 14.Quattro notti 15.Dove vanno a riposare le api Un bicchiere di vino rosso, sorseggiato in un localino fuori mano, dove si assapora un&#8217;atmosfera magica fatta solo di musica e parole. Questa è l&#8217;immagine che si materializza ascoltando Una cura per il freddo, il nuovo lavoro discografico di Zibba e Almalibre. Un coinvolgente e piacevole susseguirsi di emozioni scandito da una sorprendente commistione di melodie intime, che stuzzicano  interessanti riflessioni, e ritmi popolari, sui quali viene naturale lasciarsi andare in danze improvvisate. L&#8217;album, pubblicato da Volume! Records ed edito da Universal e Cramps, rappresenta uno dei pochi prodotti davvero &#8216;genuini&#8217; dell&#8217;attuale panorama musicale italiano, saturo ormai di artisti (così si fanno chiamare) costruiti su misura per &#8216;fabbricare&#8217; canzoni, secondo gli schemi di quella che Simone Cristicchi definisce spesso &#8216;pedofilia musicale&#8217;, il cui unico scopo è di assecondare il gusto delle &#8216;ragazzine&#8217;. Zibba si presenta con una proposta originale, prodotto di una ricerca musicale unita all&#8217;influenza di paesaggi e personaggi che popolano la [...]]]></description>
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		<title>La &#8216;questione&#8217; dell&#8217;otto per mille</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La questione dell'otto per mille]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Antonellini]]></category>
		<category><![CDATA[Staino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;E l&#8217;otto per mille a chi lo destina?&#8221; &#8220;L&#8217;otto per mille?! E che cos&#8217;è?&#8221; Queste le domande che si pongono alcuni dei personaggi, protagonisti del formidabile prologo, diseganto da Staino, per il libro &#8216;pamphlet&#8217; di Michele Antonellini. Una breve, ma dettagliata ed attenta inchiesta, volta ad aprire al lettore una porta sull&#8217;ancora &#8216;misterioso mondo&#8217; dell&#8217;Otto per mille.  L&#8217;autore, supportato dagli &#8220;eroici spiriti di Giuseppe Garibaldi e Giorgio Gaber&#8221;, permette al &#8216;lettore o lettrice&#8217; di chiarire, in poco meno di 90 pagine, i meccanismi di un istituto fiscale ancora &#8216;oscuro&#8217; a gran parte della popolazione. Attraverso l&#8217;ironia e l&#8217;utilizzo di un linguaggio &#8216;semplice&#8217;, Antonellini rende piacevole, anche ai lettori &#8216;meno esperti&#8217; , la lettura di tabelle e la presentazione di leggi . Un libro interessante, che fornisce risposte utili, ponendo allo stesso tempo sani dubbi sul &#8216;retropalco&#8217; delle grandi Istituzioni italiane. &#8220;Ecco allora altri interventi, in beato disordine, tanto per rendere al gentile lettore (o alla gentile lettrice) la complessità della questione e infondergli (o infonderle) sani dubbi (operazione che piace molto all&#8217;autore, quella di infondere dubbi, e che l&#8217;editore ha accettato di buon gusto come uno dei suoi pilastri identificativi)&#8221; Pur essendo attraversato da un&#8217;anima satirica, La questione dell&#8217;otto per [...]]]></description>
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		<title>It still moves. Vecchi dischi, autostrade perdute e la ricerca della prossima musica Americana.</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 22:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Amanda Petrusich]]></category>
		<category><![CDATA[Arcana Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[It still moves]]></category>

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		<description><![CDATA[Uova fritte, bacon ed una buona tazza di caffè: tipica colazione ‘made in U.S.A. che, se gustata al tavolo di uno dei tanti locali old style, presenti sulle infinite e polverose Interstate statunitensi, regala indizi utili per capire cos’è l’Americana. Just Tubb, figlio di Ernest, vera leggenda del country, una volta la definì come “la musica del lavoratore, del contadino, del camionista, dell’operaio di fabbrica”, ma Amanda Petrusich, in It still moves, insegna che si tratta di qualcosa molto più complesso di qualsiasi possibile luogo comune. Attraverso le pagine di questo suo suggestivo ‘diario on the road’, l’autrice permette di salire a bordo della sua Honda Civic ‘sgangherata’ e scoprire l’interessante storia di un’America rurale, apparentemente scomparsa agli occhi di chi oggi guarda solo la superficie di quella vastissima terra al di là dell’oceano. Un viaggio interessante, intrapreso per ritrovare le origini e studiare l’evoluzione di una musica, ancora presente, seppur inconsciamente, in gran parte delle sonorità ‘americane’attuali. “[…]come Elvis Presley o Waylon Jennings o A.P. Carter o Woody Guthrie, i free folker saccheggiano il passato in cerca di frammenti scintillanti di suono, contemporaneamente attingendo a un secolo di musica e distorcendolo,inserendovi le loro speranze, reinventando l’Americana per un nuovo [...]]]></description>
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		<title>&#8216;Green&#8217;. Il primo disco di Simone Agostini</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 23:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Protosound Music]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Agostini]]></category>

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		<description><![CDATA[Tracklist: 1.   L’Enchantement du Phare 2.   Childhood memories 3.   A25 4.   The Bridge of sounds 5.   Brigante Se more 6.   Dialogues 7.   El llanto de Luna 8.   Waiting for May 9.   The village of gnomes 10. Little suite Ds Tranquillità, spensieratezza e aria pulita . Tutto questo riescono ad evocare i dieci brani di &#8216;Green&#8217;, primo lavoro discografico di Simone Agostini. Disco interessante, frutto di un&#8217;attenta ricerca delle sonorità, che regala un ascolto piacevole, coinvolgente e mai ripetitivo. Il chitarrista abbruzzese, pur imprimendo una propria personalità nell&#8217;esecuzione, si arricchisce con l&#8217;influenza di musicisti internazionali e del suo maestro Paolo Giordano. Come un pittore sulla sua tela, Simone Agostini con la sua chitarra, riescie a dipingere paesaggi colorati e prati &#8216;verdi&#8217;, come quello riprodotto nella stessa cover del suo cd. &#8220;Nel mare del panorama musicale italiano, &#8216;Green&#8217; è una perla rara, che merita di essere ammirata&#8221; Come e quando è  avvenuto il tuo primo incontro con la musica? E’difficile dare una risposta ben precisa. Sicuramente la musica mi ha sempre attratto tantissimo sin da quando ero bambino. Il mio primo incontro da protagonista con la musica è avvenuto all’età di 10 anni, quando chiesi ai miei genitore di farmi frequentare una scuola media [...]]]></description>
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		<title>Il Dharma Duet presenta Clazz</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alesandra Vinci]]></category>
		<category><![CDATA[Clazz]]></category>
		<category><![CDATA[Dharma Duet]]></category>
		<category><![CDATA[Ivo Papadopoulos]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Ercoli]]></category>
		<category><![CDATA[Mehran Moaghegh]]></category>
		<category><![CDATA[Saggi del tempo senza inizio]]></category>
		<category><![CDATA[St. Stephen School]]></category>

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		<description><![CDATA[Un interessante viaggio di scoperta musicale: questo è Clazz. Primo progetto discografico del Dharma Duet che, attraverso una straordinaria miscela di sonorità classiche e jazz, regala, anche all&#8217;orecchio meno esperto, un ascolto piacevole e coinvolgente. 9 intensi brani, che con la loro originalità danno vita ad un&#8217;atmosfera &#8216;colorata&#8217; dalla diversità di suoni armonizzati in maniera sorprendente. Qualche incursione &#8216;etnica&#8217; riconduce, a tratti, a quel mondo ellenico, a cui è particolarmente legato Ivo Papadopoulos, sassofonista, che insieme ad Alessandra Vinci, incarna l&#8217;anima del Dharma Duet. Questo primo cd vede inoltre la partecipazione del flautista Mehran Moaghegh, nel brano Les enfants.  Clazz è stato presentato per la prima volta a Roma, lo scorso 12 dicembre, presso la Sala Baldini, nell&#8217;ambito di un evento organizzato dalla Comunità Ellenica di Roma e del Lazio. serata di successo che ha dato il via ad una serie di concerti o poetry concert, durante i quali la musica del Dharma Duet farà da colonna sonora alla presentazione di alcune poesie, recitate dall&#8217;attrice Lucia Ercoli e tratte dalla raccolta Saggi del tempo senza inizio.    Quando e come nasce il Dharma Duet? In realtà il Dharma Duet è un’estensione del quintetto Jazz Rock Dharma dove suonavano anche Luigi Diana alla chitarra elettrica, Emiliano Venditti al basso elettrico e Alberto Esposito alla [...]]]></description>
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		<title>&#8216;Andiamo a Zanzibar&#8217; con i Saesciant</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Andiamo a Zanzibar]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo zambon]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Morcavallo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pofi]]></category>
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		<category><![CDATA[Synpress44]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Cutillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Tracklist: La cameretta Terra Valentina La Globalizzazione Nicotina Com&#8217;è Mania Zanzibar Mosconi MaLaVolessimo? Sorrisi, musica e movimento. Questi sono probabilmente gli effetti di quella &#8216;musica ricreativa&#8217; che i Saesciant affermano di produrre e che attraversa l&#8217;intero viaggio sonoro di &#8216;Andiamo a Zanzibar&#8217;. Miscela di testi e sonorità che regalano un ascolto vivace addentrandosi in tematiche importanti, ma mai seriose. Canzoni divertenti e colorate di quell&#8217;ironia e surrealismo che solo &#8216;personaggi&#8217; come Edoardo Bennato o Rino Gaetano sapevano dipingere, sulle tavolozze grigiastre di una società addormentata. 10 travolgenti brani si susseguono in un&#8217;alternanza di sonorità che dal classic rock, passando per brevi tratti per il funk e il reggae, ritorna sapientemente ad una musicalità piu tipicamente italiana. &#8220;Se un progetto è il punto di vista, beh, l&#8217;arte secondo noi sta nel punto di fuga&#8221;, affermano i Saesciant, che affrontano &#8216;l&#8217;elogio dela fuga&#8217; con uno sguardo surreale ed intelligente, in compagnia del Tenente Sciant, di due fanciulle misteriose Valentina e Giovanna ed una schiera di personaggi pittoreschi e animati solo dalla passione dei quattro frizzanti ragazzi romani. Intervista con Marco Pofi (Chitarra &#8211; Voce) e Umberto Cutillo (Basso &#8211; Voce) Cosa significa la parola ‘Saesciant? Marco Pofi &#8211; Fermati a riflettere spegnendo la logica del cervello [...]]]></description>
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		<title>Atlantide: ritorna la fusion mediterranea di Gio Gentile</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[atlantide]]></category>
		<category><![CDATA[fusion mediterranea]]></category>
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		<category><![CDATA[jazz rock]]></category>
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		<category><![CDATA[luca aquino]]></category>
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		<category><![CDATA[videoradio]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato Synpress44 Arriva finalmente nei negozi Atlantide, il nuovo disco del chitarrsta Gio Gentile, pubblicato dalla Videoradio di Beppe Aleo. A sei anni di distanza dal disco di esordio Makarìa, il giovane musicista campano esplora ancora una volta il mondo della &#8216;fusion mediterranea&#8217; con un concept-album dedicato al mitico continente sommerso. Un lungo periodo di lavoro per un disco ispirato nuovamente al mare, forza distruttrice e fonte di vita al tempo stesso, espresso con un rock-jazz caldo e sognante, segnato come non mai dalle radici isolane (Procida) dell&#8217;autore. Per realizzare questo ambizioso progetto, Gio Gentile si è avvalso di un formidabile team: l&#8217;apprezzato ingegnere del suono Pierluigi Iele, una solida band formata da validi musicisti (Gianluca Grasso, Giuseppe Timbro, Sisto Masone), uno stuolo di collaboratori come Davide Luciano, Franco Pastore, Marco Pietrantonio e Alfonso Coviello (Sancto Janne). Inoltre Gio ha avuto la generosa partecipazione di due prestigiosi special guest: il popolare tastierista Joe Amoruso (storico membro della band di Pino Daniele) in Utopeace, la nuova stella del jazz italiano Luca Aquino (tra i vincitori del Top Jazz 2009) alla tromba in Mike Day 2. Come in Makarìa, anche in Atlandide la proposta di Gio Gentile è orientata ad un jazz-rock [...]]]></description>
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		<title>&#8217;68 Italian Rock Musical</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[TEATRO]]></category>
		<category><![CDATA['68 Italian Rock Musical]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Costa]]></category>
		<category><![CDATA[LifeGate Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Saint Louis College of Music]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 dicembre debutta al Teatro Greco di Roma ’68 Italian Rock Musical, lo spettacolo musicale tutto originale sull’Italia del ’68. Nato dalla creatività di un team artistico affiatato, ’68 è interpretato da un cast formato interamente da giovanissimi talenti del Saint Louis College of Music, per raccontare attraverso la musica uno dei periodi più controversi della storia italiana. Un suggestivo intreccio di idee, aspirazioni e desideri, aspettative e delusioni che irrompono nell’Italia ancora conformista dell’epoca. ’68 Italian Rock Musical rilegge le diverse anime del sessantotto italiano, in un flashback musicale che racconta i diversi ambiti coinvolti da questa ventata di cambiamento: dalla famiglia all’università, dal boom economico alla fabbrica, dagli scontri con la polizia alla minigonna, dal Rischiatutto alla musica. Ed è la musica la protagonista indiscussa dell’opera: dai Rolling Stone a Giorgio Gaber, da Rita Pavone ai Led Zeppelin, da Rino Gaetano a Janis Joplin, dalle sigle televisive agli slogan di piazza, le sonorità seguono i brani dell’epoca per comporre una variegata fotografia delle contraddizioni anche musicali di quel periodo. Percorsi musicali, che si districano in più direzioni, e che portano in &#8216;piazza&#8217;, fuori dagli ambiti privati, il rifiuto dei valori dei padri, la fantasia dei giovani e le [...]]]></description>
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		<title>Gas Fusaro canta l&#8217;Africa e l&#8217;amore libero</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Craeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Giro Records]]></category>
		<category><![CDATA[Mi agiti]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo promettente rocker italiano. Gaspare Fusaro, in arte Gas, nasce  anagraficamente e musicalmente a Como, dove già da giovanissimo scrive i suoi primi brani sulle grandi tematiche sociali, come Africa Bianca e L&#8217;uomo invisibile. Canzoni importanti, che però rimangono nel cassetto fino al 2007, quando Gas decide di autoprodurle e promuoverle nelle radio locali, grazie alle quali risquote il suo primo successo tra il pubblico lombardo. Lo stesso anno partecipa anche ad uno dei concorsi canori più importanti nella sua regione, l&#8217;Acoustic Music Festival, dove si classifica al secondo posto, attirando l&#8217;attenzione della stampa locale. Gas continua ad incrementare la sua attività Live, esibendosi con i Craeo per il pubblico comasco e milanese. I brani, di cui è autore ed arrangiatore, eseguiti con la sua band, affrontano ancora tematiche sociali, molto care al giovane rocker lombardo, ma che lasciano anche spazio al racconto dell&#8217;amore in tutte le sue infinite sfaccettature, come nel brano Mi agiti,  prodotto dalla Ghiro Records di David Marchetti. La libertà di coppia e la voglia di uscire dalla routine che ci rende apatici e &#8216;vecchi&#8217; e distrugge i rapporti. Questo è il tema che Gas pone al centro del suo nuovo singolo, già disponibile sui maggiori [...]]]></description>
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		<title>Sindrome. Tra musica e parole con Giulia Daici</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 22:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attimi]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Daici]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovane e solare, Giulia Daici, cantautrice friulana fa della musica il ‘ponte’ tra il suo mondo interiore e l’universo che la circonda. La sua passione per il canto e la scrittura trova forma sui banchi di scuola, come lei stessa ci racconta: “E’ stato un lento processo di auto-consapevolezza che ha fatto emergere dentro di me sempre  di più  e con il tempo l’esigenza di comunicare le mie emozioni attraverso la musica (che fino ad allora avevano trovato voce nelle mie poesie). Sentivo che mi mancava qualcosa e quel ‘qualcosa’ l’ho trovato  un giorno, ai tempi del liceo, quando ho preso in mano la chitarra ed ho iniziato a comporre la mia prima canzone. Si chiamava Nel cielo ed esprimeva il mio desiderio di essere libera, libera di esprimermi andando, se necessario, anche controcorrente”. A distanza di due anni Giulia Daici ritorna con Sindrome, nuovo singolo il brano già da tempo sta riscuotendo successo su internet, sia attraverso i maggiori stores digitali, sia grazie all’omonimo video (regia di Sergio Puglia). Promettente cantautrice dell’attuale panorama italiano. Cosa significa per te, Giulia, poter realizzare musica e testo delle tue canzoni? Significa per me poter comunicare e ‘comunicarmi’, trasmettere quella che sono, dando spazio a tutte [...]]]></description>
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		<title>La notte di Ludovico Einaudi</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 22:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[auditorium Parco della Musica]]></category>
		<category><![CDATA[ludovico einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[nightbook]]></category>
		<category><![CDATA[sala santa cecilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una notte buia illuminata da piccole ‘sfere luminose’, nella quale ci si lascia trasportare da note magiche e ritmiche insolite, in un viaggio alla scoperta della parte più nascosta dell’animo umano. Questo è Nightbook, il nuovo capolavoro di Ludovico Einaudi, presentato ieri, in prima mondiale, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Punto di passaggio tra luce e buio, tra il noto e l’ignoto. La notte è una chiave che permette di entrare negli universi del desiderio, del sogno, del mistero. Nightbook è un percorso, ogni brano è il capitolo di una storia, la sfaccettatura di un prisma, uno sguardo possibile sulle esperienze, che appartengono al lato più onirico, più interno di noi stessi, la musica apre delle porte su mondi nascosti. Ascoltandola, ognuno può riuscire ad entrare in contatto con le proprie emozioni profonde.   Il pubblico numeroso della Sala Santa Cecilia, ha assaporato silenziosamente, in una sorta di incanto, la bellezza di una musica travolgente,  dando vita ad atmosfere, che si riflettono in una grande libertà espressiva, nella scelta di definizione di una struttura che lascia spazio a sonorità originali, ottenute da un uso dell’elettronica, la quale amplifica il suono del pianoforte, che si incontra con archi e percussioni, [...]]]></description>
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		<title>Non poesie. L&#8217;amore ai tempi di Myspace</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 22:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[LIBRI]]></category>
		<category><![CDATA[enrico nascimbeni]]></category>
		<category><![CDATA[l'amore ai tempi di myspace]]></category>
		<category><![CDATA[Non poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Attualità, amore, infanzia ed affetti. Queste sono le ‘note’ che hanno ispirato le poesie di Enrico Nascimbeni, scritte nelle sue notti insonni davanti al computer. Oggi, quelle liriche, pubblicate nei mesi scorsi sul blog personale del giornalista cantautore veronese, sono state raccolte in un’opera cartacea, disponibile online e nelle librerie italiane. Non poesie è uno scorrere di ricordi, sensazioni ed immagini di un uomo, che si susseguono senza seguire alcuno schema predefinito, senza alcuna regola, se non quella che Roberto Vecchioni, nella prefazione alla raccolta, definisce ‘aurea’: “il non scontato, l’inaspettato, l’ossimoro aristocratico e provocatorio e da questa regola [Nascimbeni] non recede, perché gli permette di smontare l’anima e sfidarsi a rimontarla per vedere se ne è capace e soprattutto se riesce a riconfigurarla pari pari a quand’era bambino, che è poi il suo tempo non-tempo, la sconfitta del non ritorno, la catastrofe a cui non si arrende”. Una raccolta di versi piacevoli, da leggere ‘tutta d’un fiato’.   Giornalista, scrittore e cantautore. Cos’è la ‘parola’ per Enrico Nascimbeni? La parola per me e’ tutto. La parola e’ libertà, il poter comunicare con gli altri, il sogno, la realtà. La trovo uno strumento fondamentale di democrazia. Un Paese dove ‘la [...]]]></description>
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		<title>Mardi Gras @ We A.R.E. The Festival. Il ritorno della Travellin&#8217; Band romana</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 07:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Cicala]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Fontanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Felt]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Simonetti]]></category>
		<category><![CDATA[Mardi Gras]]></category>
		<category><![CDATA[San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Travellin Tour]]></category>
		<category><![CDATA[We A.R.E. The Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Energici, grintosi e con tanta voglia di intraprendere insieme un nuovo viaggio musicale, i Mardi Gras ripartono con il loro Travellin Tour. Lo scorso 10 settembre li abbiamo visti tornare a suonare Live, sul palco del Felt di San Lorenzo, con una rinnovata formazione. Manuela Simonetti è infatti la nuova voce della band, che in sintonia con la poliedricità della cantante, sperimenta sonorità originali. A giudicare dal gradimento del pubblico, l’esperimento dei Mardi Gras sembra riuscito, la conferma è data anche dal raggiungimento della finale del We A.R.E. The Festival, come band di musica originale. Fuori le Mura ha seguito la band dalle origini, osservandola nelle sue evoluzioni e trasformazioni stilistiche e sonore, che trovano sempre più spazio sui palchi dei locali capitolini e non solo. Sabato 19, i Mardi Gras suoneranno di nuovo al Note Tempo Village di San Lorenzo.  Al termine della serata al Felt, li abbiamo incontrati per parlare di nuovi progetti musicali. I Mardi Gras ri-tornano con un nuovissimo progetto. Raccontateci cosa state preparando per i vostri fedeli ascoltatori. Fabrizio  Fontanelli &#8211; Siamo tornati on the road e questo è bellissimo,  riscopriamo ogni volta come è magico suonare assieme e siamo molto eccitati per nuovi brani, [...]]]></description>
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