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	<title>Fuori le Mura &#187; Ylenia Sina</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Malagrotta non chiude: prorogata di altri sei mesi la discarica di Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:11:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche il 2011 è passato ma la discarica di Malagrotta, che avrebbe dovuto chiudere i battenti già alla fine del 2007, è ancora lì. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, nominato commissario per l’emergenza rifiuti nella Provincia di Roma, decretata dall’allora premier Silvio Berlusconi il 22 luglio 2011, alla fine di dicembre ha emesso la sesta proroga per l’esercizio della discarica che da oltre trent’anni riceve i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e di Città del Vaticano. E se nell’ultimo mese una sesta proroga era stata data per scontata, visti i tempi di realizzazione delle due discariche alternative che non saranno pronte prima della prossima estate, a creare un colpo di scena ci ha pensato il Consiglio di Stato che diversamente da quanto deciso a novembre dal Tar del Lazio, ha accolto il ricorso presentato da Federambiente e dal Colari di Manlio Cerroni contro la decretazione dell’emergenza. In sintesi, tutti i provvedimenti presi fin ora dal commissario sono carta straccia. Si ritorna alla normale amministrazione. Per permettere a Pecoraro di emettere la proroga, ed evitare i rifiuti per le strade della Capitale a partire dal primo gennaio, il Governo ha dovuto emettere un decreto di conferma dello stato di emergenza [...]]]></description>
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		<title>Malagrotta non chiude: proroga di almeno sei mesi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:08:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma. La discarica di Malagrotta non chiuderà alla fine dell’anno. Questa la decisione annunciata il 14 dicembre scorso durante l’audizione in commissione parlamentare sulle ecomafie da Giuseppe Pecoraro, prefetto della Capitale e commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nella provincia di Roma, dichiarata proprio per “agevolare” la chiusura di Malagrotta. «Credo ci sia la possibilità di una proroga di almeno sei mesi» ha specificato. Quindi per dire addio della discarica più grande d’Europa bisognerà aspettare «almeno», stando alle parole del prefetto, l’estate prossima. Il tutto a differenza di quanto dichiarato dalla governatrice regionale Renata Polverini che il 30 giugno 2011, data dell’ultima proroga di sei mesi, aveva promesso: «sarà l’ultima» e «non sarà più possibile reiterarla». Da quella data, in merito a Malagrotta, di acqua sotto i ponti ne è passata. Il 22 luglio è stata decretata l’emergenza in tutta la provincia e il 6 settembre il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, è stato nominato commissario assumendo tutti i poteri di deroga permessi dalla situazione emergenziale. Sempre nel corso dell’audizione Pecoraro ha indicato i tempi per l’allestimento dei due siti “temporanei” identificati per sostituire Malagrotta in attesa di quello definitivo: «a metà gennaio dovremmo avere l’esito delle verifiche per stabilire definitivamente [...]]]></description>
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		<title>Roma: bus e metro aumento del biglietto in vista</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:10:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da un euro a un euro e cinquanta. È del 50% l’aumento del costo del biglietto per metro e autobus che i cittadini romani potrebbero veder applicato alle tariffe per il trasporto pubblico già a partire dal giugno dell’anno prossimo. L’annuncio è stato dato la settimana scorsa da Carlo Tosti, l’amministratore delegato dell’Atac, l’azienda di trasporto pubblico locale della Capitale, in occasione della presentazione dei primi sette mesi della nuova gestione dell’azienda travolta nei mesi scorsi dallo scandalo parentopoli. “Dall’aumento delle tariffe potrebbero entrare nelle tasche dell’azienda 35 milioni di euro” ha dichiarato l’amministratore delegato. L’annuncio, che ha subito sollevato le opposizioni del mondo politico - numerose le dichiarazioni da parte della sinistra romana contrarie all’aumento &#8211; e di quello sociale &#8211; che già dall’inizio del mese di novembre ha lanciato la campagna “Io l’aumento non lo pago” – è caduta proprio nella settimana in cui Roma è stata semi bloccata dallo smog che ha imposto la circolazione delle targhe alterne dimostrando la necessità di un potenziamento del trasporto pubblico cittadino. “A Roma e nel Lazio traffico e inquinamento continuano a farla da padroni. La ricetta è chiara, serve un nuovo slancio sul trasporto pubblico, lo stop ai tagli e [...]]]></description>
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		<title>I movimenti per l&#8217;acqua tornano in piazza</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“In piazza per l’acqua, i beni comuni e la democrazia”. Ecco i motivi che il popolo dell’acqua pubblica porterà per le strade di Roma sabato prossimo (26 novembre) con una manifestazione indetta dal Forum dei movimenti per l’acqua pubblica che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica. Alla giornata di mobilitazione ha già aderito una lunga lista di associazioni territoriali e hanno già dato il loro sostegno una serie di partiti della sinistra e liste civiche. Perché quel che più conta per il movimento è ribadire che la piazza deve rimanere “un luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirla insieme” dichiarano nell’appello che chiama alla manifestazione di sabato prossimo. Per difendersi dalle privatizzazioni, in tempi di crisi economica, non è bastata la vittoria referendaria del 12 e del 13 giugno quando 27 milioni di italiani hanno votato a favore di una gestione pubblica del servizio idrico. Come denunciano dal Forum dopo quella data nulla è cambiato: “la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari e gli enti locali proseguono nella gestione dei servizi idrici attraverso s.p.a. mentre nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa”. Tutti gli [...]]]></description>
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		<title>Studenti in mobilitazione: &#8220;riprendiamoci le strade&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:30:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Voi non potete fermare il vento, ci fate solo perder tempo”. Hanno scelto le parole di una canzone di De Andrè, gli studenti che la scorsa settimana sono tornati a protestare in decine di città italiane. 4 novembre, giorno della festa delle forze armate, la data scelta per ricordare che servono “più fondi agli studenti e meno agli armamenti” hanno sintetizzato dall’Unione degli Studenti cifre alla mano: 28 miliardi di euro all’anno per le spese militari a fronte dei 350 milioni di euro che basterebbero per finanziare le borse di studio agli studenti idonei. E ancora, 13 miliardi per un caccia F-35 contro il taglio di 1,5 miliardi per le università. 700 milioni per la missione militare in Afghanistan mentre il fondo per il diritto allo studio è stato tagliato del 95% (246 milioni nel 2009, 13 nel 2012). “Nella giornata delle forze armate, vogliamo lanciare una chiara provocazione: che vengano tagliate le spese militari utilizzate per fare le guerre che rendono l’Italia un paese belligerante, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 11 della nostra Costituzione, e si finanzi il diritto allo studio e l’edilizia scolastica” scrivono gli studenti. Ma veniamo alla cronaca. A Roma centinaia di studenti, soprattutto provenienti dalle [...]]]></description>
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		<title>Bonessio: &#8220;Sviluppo non sostenibile e occupazione a tempo determinato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:28:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Piano Casa: la Regione propone ma il Governo dispone di S. Avagliano Inchiesta &#124; Abitare la Roma immobile: il problema della casa nella Capitale di Redazione Il Consiglio regionale del Lazio elabora il nuovo Piano Casa di P. Sabatini &#160; La decisione del ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan di impugnare il Piano casa della regione Lazio ha dato vita a uno scontro politico tra la governatrice Renata Polverini e il governo. Fuorilemura.it ha intervistato Ferdinando Bonessio, presidente dei Verdi &#8211; Lazio che da sempre si sono opposti al Piano casa in questione. Partiamo dalla situazione attuale. Cosa è accaduto tra la Polverini e Galan in merito al Piano Casa? La situazione attuale è quella di un Lazio abbandonato a sé stesso da parte del governo. In un anno e mezzo la giunta Polverini ha approvato poche leggi, poco più di una decina, e quattro di queste sono state impugnate dal governo perché ritenute incostituzionali in quanto si sovrapponevano alle competenze governative. Anche il Piano Casa attiene a questo tipo di contenzioso: alcune leggi sono di competenza del governo nazionale e non possono essere scavalcate da quelle regionali. Da subito i Verdi si sono [...]]]></description>
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		<title>Dalla vittoria referendaria alla battaglia per i beni comuni</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:22:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ai mercati finanziari che il 13 giugno 2011 si sono finalmente turbati per un motivo reale: la democrazia”. In mesi in cui la vita di un continente è appesa alle variazioni del mercato finanziario leggere questa frase, tratta dalle dediche iniziali del libro Come abbiamo vinto il referendum. Dalla battaglia per l’acqua pubblica alla democrazia dei beni comuni (Alegre), le giornate referendarie di giugno assumono un significato ancora più forte. Il libro, scritto da Marco Bersani (Attac Italia e membro del Forum italiano dei movimenti per l’acqua pubblica) con prefazione di Stefano Rodotà (ordinario di diritto civile all&#8217;Università La Sapienza di Roma), restituisce il senso di un movimento animato da milioni di persone. Una sorta di narrazione  dal senso comune che da un lato racconta il declino culturale del liberismo e dall’altra entra nel merito del percorso che ci ha portato fin qui, partendo dalle radici di quel processo liberista che con l’idea dell’efficienza del privato rispetto al pubblico ha consegnato nelle mani delle multinazionali un bene comune prezioso come l’acqua. “In principio era Cochabamba” il titolo del capitolo uno, che ripercorre la battaglia della città boliviana che il 10 aprile del 2000, dopo che 100mila persone bloccarono l’autostrada e il [...]]]></description>
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		<title>La protesta contro discariche e inceneritori infiamma il Lazio</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 22:26:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuano le proteste contro il modello di gestione dei rifiuti nel Lazio. Tre le mobilitazioni che hanno scandito la scorsa settimana: la prima mercoledì quando comitati territoriali e associazioni provenienti da tutti i siti che “hanno pagato, o pagheranno” il prezzo di un ciclo dei rifiuti basato su discariche ed inceneritori hanno presidiato la sede della regione Lazio in occasione del consiglio straordinario sui rifiuti, poi sabato con due cortei, la mattina a Riano, comune individuato per accogliere la discarica temporanea in attesa di realizzare quella che definitivamente sostituirà Malagrotta, e il pomeriggio ad Albano dove i cittadini hanno ribadito la loro contrarietà all’inceneritore e all’ampliamento della vicina discarica di Roncigliano. Tre momenti di protesta indetti contro tre conseguenze diverse di uno stesso sistema di smaltimento dei rifiuti basato su discariche e inceneritori. Per questo da più parti la richiesta dei cittadini è unanime: “vogliamo la raccolta differenziata porta a porta, impianti per riciclare, misure per ridurre la produzione di rifiuti: solo così si potrà chiudere Malagrotta senza aprire altre mega-discariche o costruire altri inceneritori”. È questa la rivendicazione che comitati “rifiuti zero” provenienti da ogni parte del Lazio hanno portato fuori dalla sede della regione alla Pisana, mentre all’interno [...]]]></description>
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		<title>Post-Malagrotta: a Roma è caos rifiuti</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:29:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo alcune settimane nel caos, il destino post-Malagrotta di Roma in tema di rifiuti “sembra” deciso: due nuove discariche temporanee, una a Quadro Alto, nel comune di Riano, a una ventina di chilometri a nord della Capitale, e l’altra a Corcolle, nell’ottavo municipio, ospiteranno i rifiuti per un tempo di trentasei mesi in attesa che venga realizzata la discarica definitiva a Pizzo del Prete, a Fiumicino. Abbiamo scritto “sembra” perché le incognite che pendono sulla testa dei cittadini romani in materia di rifiuti sono molte. A partire dal fatto che l’ordinanza del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, nominato commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta, ufficializzerà la decisione solo questa settimana. Inoltre sono in molti – c’è un fiume di dichiarazioni politiche dalle posizioni contrastanti diffuse mezzo stampa &#8211; ad aver avanzato dubbi sul fatto che entro il 31 dicembre le due discariche temporanee saranno pronte e quindi che sarà necessaria un’ulteriore mini proroga per Malagrotta per permettere di completare i lavori. Se così fosse, il presidente della Commissione ecomafie Gaetano Pecorella avverte: “con un’altra proroga per Malagrotta, rischiamo la condanna da parte dell’Unione Europea”. E non sarebbe una novità per la discarica di Malagrotta che a giugno di quest’anno [...]]]></description>
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		<title>Officina Italia: il saggio-inchiesta sulla Fiat nell&#8217;era di Marchionne</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:20:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: La scelta di Marchionne di S. Avagliano &#8220;Gli esseri umani prima dei profitti&#8221;, arriva la rivolta mondiale di E. Pochi Giornata dell&#8217;indignazione europea: è partito il countdown di Y. Sina Nel suo libro Officina Italia. La Fiat secondo Marchionne (ed. Altrimedia), Fabio Sebastiani, giornalista che da anni si occupa di tematiche sindacali per il quotidiano Liberazione, entra nel vivo della recente trasformazione di uno dei simboli della produzione italiana. L’analisi sviluppata in Officina Italia permette un approfondimento preciso e puntuale della vicenda che ha occupato le prime pagine dei giornali italiani nei mesi scorsi &#8211; senza per questo colmare ogni aspetto &#8211; e arricchisce di nuove riflessioni uno degli eventi contemporanei più significative della storia sindacale e sociale italiana. Del suo lavoro Fabio Sebastiani scrive nell’introduzione: il libro “più che un’inchiesta o un saggio sulla Fiat […] è il tentativo di mettere insieme dei materiali che altrimenti non riceverebbero la giusta sottolineatura. Materiali che hanno una rilevanza particolare ai fini della valutazione sulla direzione che la Fiat sta prendendo con Fabbrica Italia e sul ruolo che stanno avendo i lavoratori”. I binari del ragionamento sono indirizzati fin dalla prima frase della prefazione, scritta dal segretario generale della Fiom, [...]]]></description>
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		<title>Giornata dell&#8217;indignazione europea: è partito il count down</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 22:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Noi il debito non lo paghiamo”. Sono queste le parole d’ordine che stanno guidando le mobilitazioni verso il 15 ottobre prossimo, giornata dell’indignazione indetta a livello europeo, quando, a Roma come nelle altre città euromediterranee, decine di migliaia di persone manifesteranno contro il “governo delle banche e le politiche di austerity imposte dall’Unione Europea”. Molte le realtà, i percorsi di lotta e le piattaforme messe in campo in preparazione di quella giornata. Difficile riassumerle se non sotto la necessità di affermare la volontà di un cambio di rotta rispetto alle politiche attuali. E se, dopo un’estate col fiato sospeso sull’andamento della borsa, l’autunno “caldo” italiano è iniziato fin dai primi giorni di settembre con numerose proteste contro la manovra finanziaria, il calendario di iniziative che ci dividono dal 15 ottobre è altrettanto intenso. Il primo appuntamento in ordine temporale è per sabato prossimo (1 ottobre) per un’assemblea pubblica a Roma al Teatro Ambra Jovinelli (via G. Pepe 43, ore 9,30). “Dobbiamo fermarli” è il titolo, e il monito, dell’appello da cui è scaturito questo incontro e che è stato firmato da centinaia di personalità appartenenti a realtà del sindacalismo, della politica, dell’associazionismo, dei movimenti e del mondo dell’informazione e della [...]]]></description>
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		<title>Roma: misteri e itinerari insoliti tra leggenda e realtà</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il turista così come per i suoi abitanti, Roma può essere una continua scoperta. Per i primi, guida alla mano, incuranti del traffico, è un susseguirsi di monumenti famosi in tutto il mondo da guardare con la testa alzata verso l’alto, da scoprire nelle viscere degli scavi, da contemplare al fresco di una chiesa. Per i secondi, un po’ più suscettibili ai gas di scarico e alle distanze difficili da colmare in poco tempo, può regalare, quando meno te lo aspetti, momenti estranei alla frenetica vita quotidiana, pause forzate dalla meraviglia di accorgersi dello scenario che ti si apre davanti. Ed è proprio questa sensibilità diversa e sentita che rende la guida Roma: misteri e itinerari insoliti tra leggenda e realtà preziosa sia per i turisti che per chi ci vive. I due autori, Dario Giardi e Francesca Brocchetta, riescono a trasmettere “oltre la rumorosa corteccia del presente” la passione della scoperta per una città che come un corpo vivo non dimentica anni di storia eterna e custodisce ciò che ha di più prezioso. Una città che ha un nome segreto che non si poteva pronunciare al di fuori delle celebrazioni dei misteri. La guida espone una visione romantica [...]]]></description>
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		<title>Scioperi e mobilitazioni: è già autunno caldo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 22:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’estate non è ancora finita ma per i lavoratori italiani l’autunno caldo è già alle porte: per il 6 settembre la Cgil e i sindacati di base (Usb, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI), con due piattaforme differenti, hanno indetto lo sciopero generale. Per i lavoratori della Cgil cento manifestazioni territoriali e otto ore di fermo per ogni turno per chiedere il ritiro di una manovra, in esame in Commissione Bilancio del Senato, “sbagliata, bugiarda, iniqua e depressiva”, come l’ha definita il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e per sostenere proposte alternative “in grado di contrastare realmente questa crisi”. Per Susanna Camusso, che ha presentato le motivazioni dello sciopero generale durante un presidio in piazza Navona, sotto al sole scottante del 24 agosto, la decisione di indire uno sciopero generale “si è resa necessaria di fronte a una manovra profondamente depressiva, socialmente iniqua, antisindacale che non permetterà al Paese di raggiungere gli obbiettivi dichiarati per i pareggi di bilancio”. Nessuna risorsa per la crescita e per l’occupazione. Aumento delle tasse, soprattutto sui redditi da lavoro dipendente e da pensione, “sui redditi medio bassi e sui contribuenti onesti”. Attacco ai diritti dei lavoratori attraverso la possibilità che gli accordi [...]]]></description>
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		<title>Ucciso il territorio: il killer è il cemento</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 22:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’Italia è una repubblica fondata sul cemento”. Potremmo riscriverlo così, il primo articolo della costituzione italiana. È con questa frase che si aprono i Titoli di Testa del libro Le conseguenze del cemento (Altreconomia) scritto dal giornalista Luca Martinelli e che inquadra fin da subito come sia il cemento uno dei traini dell’economia all’italiana e al tempo stesso l’arma del delitto di un territorio. E quando al centro del racconto c’è un arma, c’è anche un delitto con un movente, dei mandatari e degli assassini, dei complici e delle vittime. E il pregio di Le conseguenze del cemento è proprio quello di ricostruire la trama di un film, quello che racconta la cementificazione del Paese, che troppo spesso si riduce alla semplificazione di un meccanismo che vede come unici soggetti il costruttore con il suo cemento, i terreni e i suoi affari e che invece ad un occhio attento, come quello che ha scritto questo libro,  rivela un mondo molto più complesso e articolato in cui ogni anello della filiera del cemento ha i suoi protagonisti e un suo sistema di guadagno. Come spiegare che, anche quando il mercato immobiliare è fermo, ovvero quando rimangono invenduti metri cubi e metri [...]]]></description>
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		<title>Piano Nomadi, due anni di fallimenti</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 22:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 31 luglio 2011. Roma ‘festeggia’ il secondo anniversario del Piano Nomadi. Domenica 31 luglio 2009. Presso il ‘villaggio attrezzato’ di via di Salone, davanti alle telecamere e ai flash, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore ai servizi sociali (e oggi vicesindaco), Sveva Belviso, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, firmano quello che viene definito da Maroni “un esempio da esportare in Europa”, mentre Alemanno plaude a quella che ritiene “una rivoluzione copernicana”. Due anni dopo, i risultati di questo Piano emergenziale – e come ogni emergenza che si rispetti, lautamente finanziato – sono sotto gli occhi di tutti. Quel piano che avrebbe dovuto coinvolgere – come denuncia l’Associazione 21 Luglio – 6mila rom e sinti attraverso la costruzione di 13 villaggi attrezzati, “luoghi in cui si sarebbe, a detta delle istituzioni, coniugato il valore della ‘sicurezza’ con quello della ‘solidarietà’ per la costruzione di percorsi volti a dare autonomia ai soggetti interessati, si è rivelato come un progetto sociale che mortifica la dignità umana”. Nessuna soluzione ‘umana’, infatti, è stata trovata, da allora, per i rom che vivono nella capitale. Da quel giorno, i fatti di cronaca sono pieni di notizie drammatiche e [...]]]></description>
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		<title>Eur, un quartiere spa</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il colossale cantiere del nuovo palazzo dei congressi, la Nuvola, progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas per l’Eur a Roma potrebbe rimanere  un immenso scheletro di acciaio se la commissione urbanistica di Roma Capitale non sbloccherà i progetti di valorizzazione previsti per il quartiere, in particolare quelli dell’area dell’ex Velodromo. Sembra un ultimatum l’affermazione di Riccardo Mancini, l’amministratore delegato di Eur spa, la società che gestisce, proprio come una spa privata qualsiasi, l’intero quartiere dell’Eur, nato per l’esposizione universale del 1942. “Se non ci sarà il rilancio del Velodromo chiederò agli azionisti di intervenire” ha affermato durante la presentazione del bilancio della società il 19 luglio scorso. In sostanza o il territorio dell’Eur viene “valorizzato” con nuovo cemento o gli azionisti dovranno sborsare i 150 milioni di euro necessari per completare l’interminabile costruzione della Nuvola. Peccato che gli azionisti siano al 90% il Ministero del Tesoro e il 10% il Comune e che i soldi sul piatto della bilancia di quello che ha tutta l’aria di essere un vero e proprio aut aut siano pubblici. Quattro palazzine da cinque piani, una nuova caserma dei Vigili del Fuoco e sedicimila metri quadrati di servizi pubblici. In più, non molto distante da lì, due [...]]]></description>
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		<title>Dalla guerra per l&#8217;acqua di Cochabamba all&#8217;Italia del referendum</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 22:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando La visione dell’acqua. Un viaggio dalla cosmogonia andina all’Italia dei beni comuni è andato in stampa, il referendum contro la privatizzazione dell’acqua in Italia non aveva ancora avuto l’esito che tutti sappiamo. Ma il milione e quattrocento mila firme raccolte dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua per richiedere il referendum sono bastate a rendere l’Italia un tappa degna all’interno di un viaggio che dai movimenti dei popoli indigeni del Sudamerica arriva fino al nostro Paese. Così dalle voci e dai volti degli indigeni boliviani di Cochabamba che nell’aprile del 2000 diedero vita a una vera e propria guerra contro le multinazionali che volevano privatizzare l’acqua &#8211; “anche quella della pioggia” &#8211; passando per la Colombia, il viaggio che Yaku (l’associazione che ha curato il volume) ha compiuto termina in Italia. Qui “ci siamo messi a lavorare nella nostra terra e ne abbiamo riscoperto l’esoticità. Fatta, anche qui, di piccole grandi lotte, di contadini che si uniscono per difendere il proprio fiume o la propria montagna, di cittadini che affrontano multinazionali minacciose. Di montanari che ancora ascoltano le voci del bosco”. Ed è proprio questo viaggio reale, che nel libro affianca quello ideale della visione dell’acqua nel suo legame [...]]]></description>
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		<title>Cinque giorni di Indignazione Precaria a Piazza Montecitorio</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:30:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basta precarietà, basta tagli ai servizi, reddito minimo. E ancora, un adeguato sistema di welfare. Queste sono solo alcune delle richieste portate in piazza Montecitorio da migliaia di precari la settimana scorsa contro i tagli del Governo Berlusconi. Un assedio lungo cinque giorni che ha fatto guadagnare a piazza Montecitorio il nome di Piazza dell’Indignazione Precaria. Giorno uno. Sabato 18 giugno. La mobilitazione inizia con la protesta dei Precari della scuola che hanno optato per un presidio permanente davanti alla Camera. Una tenda nel centro della piazza e un gazebo ad aiutare un presidio che è durato giorno e notte fino a martedì, giorno in cui si sarebbe dovuta votare la fiducia al Governo. Prime rivendicazioni dei “Precari contro i tagli”, «il ritiro dei tagli iniziati con la legge 133 del 2008 che hanno peggiorato la qualità dell’insegnamento ed estromesso dalla scuola 150mila lavoratori e l’immissione in ruolo di tutti i precari nel rispetto della normativa europea che impone l’assunzione dopo tre anni di contratto a tempo determinato». In presidio, insieme ai Precari della scuola, anche il Coordinamento nazionale formazione primaria a rappresentanza dei tanti insegnanti “abilitati” per cui è impossibile accedere alle graduatorie per l’insegnamento di ruolo, nonostante il [...]]]></description>
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		<title>Milano, un campeggio climatico per denunciare le speculazioni di Expo 2015</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Zappa alla mano, è un orto il simbolo concreto del Climate Camp No Expo contro la Milano del “cemento, dei gas serra, dei Pm10”. L’evento milanese è iniziato giovedì sera con l’occupazione dell’area davanti a Cascina Merlata, parte della zona che dovrà ospitare il cemento marca Expo, e con l’allestimento del camping pronto ad accogliere la tre giorni di dibattiti, proiezioni, presentazioni di libri e, soprattutto, di sperimentazione di alternative pratiche contro il cambiamento climatico e “contro l’idea che siano i grandi eventi, che rispondono al mondo dei poteri forti e della finanza, a disegnare le città in cui dobbiamo vivere”. Come hanno spiegato gli attivisti No Expo “la scelta dell’area non è casuale”. Il progetto “Cascina Merlata è al centro delle trasformazioni legate a Expo e previste nel Piano di governo del territorio”: 520 mila metri quadri, per un estensione pari a 52 campi da calcio, sui quali verranno realizzati 323.597mq di residenze all’interno dei quali non è prevista la destinazione di parte delle cubature all’edilizia popolare ma solo all’housing sociale, “molto distante dalle esigenze di chi nella “Milano da bere” versa in condizioni di emergenza abitativa”. Oltre alle residenze, 10mila mq al terziario, 15mila mq al ricettivo, 45mila [...]]]></description>
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		<title>&#8220;A Roma non si combatte la povertà ma i poveri&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 22:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Tutti gli articoli dell’inchiesta Roma città straniera: la dura strada dell’integrazione &#160; &#8220;Alemanno non ha puntato il dito contro l’immigrazione in generale ma solo contro alcune etnie, come i rom, oppure i clandestini&#8220;. Queste parole sono di Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista, a cui Fuorilemura ha chiesto di analizzare le politiche sull’immigrazione della giunta di Alemanno. Partiamo da un giudizio sulle politiche sull’immigrazione della giunta Alemanno. Innanzitutto è doveroso fare una premessa: non c’è una grande discontinuità con le amministrazioni precedenti. Questo perché chi gestisce materialmente l’accoglienza o le questioni legate all’immigrazione, come questura e prefettura che seguono le linee del Ministero dell’Interno, non è mai cambiato. I sindaci hanno sempre cercato di ingraziarsi gli immigrati ben inseriti nel contesto socio-economico della città, circa 400mila persone, perché producono e perché prima o poi voteranno. Alemanno è particolarmente attento a questo frangente perché gli serve per togliersi di dosso la nomea di razzista che facilmente gli viene attribuita. Poi c’è il circuito dell’accoglienza di rifugiati, profughi, richiedenti asilo o semplicemente persone in difficoltà (circa 10mila persone in tutto) che frutta un sacco di soldi alle realtà, sempre le stesse, che lavorano in questo ambito. Sotto questo [...]]]></description>
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		<title>Al ghetto di Roma una mostra dedicata a Francesca Woodmann</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 22:24:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fotografie, lettere, lettere fotocopiate, lettere in inglese e in italiano, un libro di magia. Libri di filosofia e vecchi manuali di anatomia, biglietti d’invito, bigliettini per gli amici, disegni donati agli amici, fotografie scattate da amici nella preparazione del rituale dell’allestimento dello spazio fotografico. Opere d’arte, le fotografie, accanto alla vita di cui quest’arte si nutriva. Tracce e segni che raccontano, senza spiegare, l’arte e la vita d’artista di Francesca Woodmann in una mostra dedicata alla giovane fotografa americana, visitabile fino al 19 giugno presso la libreria-galleria il museo del louvre a Roma, nel cuore del ghetto. L’esposizione Francesca Woodmann Photographs 1977/1981, che anticipa la retrospettiva dell’artista presso il MoMa di San Francisco nel 2011 e il Guggenheim di New York nel 2012, trasmette quasi l’intimo raccoglimento del ricordo di un’amica. Come tanti ne aveva trovati nell’anno passato a Roma, dal 1977 al 1978. E questo era per il curatore della mostra, Giuseppe Casetti, che nel 1978 si occupò della prima personale della Woodman presso la propria libreria, Maldoror, o per la pittrice Sabina Mirri che nello spazio espositivo “Opera Unica” adiacente al museo del louvre espone Con caffè con panna (fino al 29 maggio) quattro acrilici su carta in [...]]]></description>
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		<title>Il commercio equo? &#8220;Un’alternativa pratica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 22:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: SPECIALE FLM: Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale Per la giornata mondiale del Commercio equo e solidale abbiamo intervistato Graziano Morando, consigliere in CTM (Cooperazione Terzo Mondo) per l’associazione lavoratori e socio di una delle cooperative fondatrici del Commercio equo e solidale in Italia. Il Commercio equo e solidale in Italia si diffonde solo verso la fine degli anni ’80. Cosa ha portato a questa decisione e cosa poteva significare in quel momento nel nostro paese un percorso di questo tipo? Prima che arrivasse in Italia il Commercio equo e solidale era già diffuso da molti anni in Europa. Alcune cooperative e associazioni avevano importato il Commercio equo ma non lavoravano in coordinamento tra loro. Le più attive erano quelle che si trovavano nei pressi di Bolzano perché molto vicine all’Austria dove il Commercio equo era già presente. I primi anni facevamo i banchetti con i prodotti nel tentativo di farci conoscere e di far conoscere le idee che stavano alla base di quel progetto. Ci siamo incontrati per discutere se era meglio agire indipendentemente oppure trovare delle forme di coordinamento solo alla fine degli anni ’80. Abbiamo optato per la seconda strada e così è nato [...]]]></description>
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		<title>6 maggio, sciopero generale: &#8220;fermati per cambiare&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 22:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 6 maggio il mondo del lavoro incrocia le braccia. Migliaia di lavoratori aderiranno allo sciopero generale della Cgil. Quattro ore di astensione dal lavoro che per un lungo elenco di regioni e provincie italiane e per una serie di categorie sarà esteso all’intera giornata lavorativa. Dal mondo dell’istruzione e della conoscenza (Flc, Federazione Lavoratori Conoscenza) al pubblico impiego (Fp, Funzione Pubblica), dai lavoratori del commercio (Filcams, Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Turismo e Servizi) agli addetti alle costruzioni (Fillea, Federazione italiana lavoratori legno edili e affini) fino ad arrivare ai metalmeccanici della Fiom in lotta da mesi contro il “modello Marchionne”. Per tutte queste categorie lo sciopero sarà di otto ore. L’importanza della giornata è spiegata dalle parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “è necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo”. La giornata di protesta è rivolta al governo: &#8220;dopo oltre due anni dall’inizio della crisi l’Italia è oggi più povera, più povere sono le famiglie, più alta la disoccupazione, a cominciare da quella dei giovani e delle donne&#8221;. Al centro delle rivendicazioni della giornata di mobilitazione il reddito, i diritti e la riconquista di un modello contrattuale unitario contro la pratica degli accordi [...]]]></description>
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		<title>Fiumicino, territorio tra grandi opere e nocività</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ylenia Sina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siamo qui per parlare della lista nera delle opere che cambieranno per sempre il panorama del nostro territorio”. Con queste parole, Stefania Carlucci, del Comitato Fiumicino Resiste, in una sala gremita di gente, ha aperto l’assemblea cittadina indetta dal Coordinamento dei  Comitati Uniti di Fiumicino Contro le Devastazioni e le Nocività Ambientali. All’assemblea, che si è svolta venerdì pomeriggio presso l’auditorium della scuola media Porto Romano a Fiumcino, si sono confrontati sul tema “nocività e mobilità” numerosi cittadini. Il primo intervento è stato dedicato alla costruzione di un mega porto turistico di lusso alla foce del Tevere, il più grande porto del Mediterraneo: 1445 posti barca, dotato di residenze, yacht club, negozi, alberghi. Un’opera dal colore politico bipartisan e dal nome promettente, Porto della Concordia, che verrà realizzato dalla società Acqua Marcia di proprietà di Francesco Bellavista Caltagirone. A seguire Mauro Mocci, dei Medici per l’ambiente Isde Italia, “medico di territorio” specifica rivendicando il suo ruolo nella lotta contro gli effetti delle nocività sulla salute dei cittadini e dei territori in cui vivono. “Le polveri sottili sono dei killer” spiega senza mezzi termini avvalendosi di una serie di slides che mostrano come respirare un’aria inquinata provochi tumori, neoplasie e malattie [...]]]></description>
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		<title>Da Roma al confine libico: la carovana Uniti per la libertà attraversa la Tunisia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 22:23:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte l'iniziativa Uniti per la libertà, una carovana che porterà aiuti umanitari dalla Libia alla Tunisia]]></description>
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		<title>&#8220;Il nostro tempo è adesso&#8221;: in piazza la generazione precaria</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 22:28:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta». Con questo slogan sabato pomeriggio (9 aprile) centinaia di precari scenderanno in decine di piazze italiane per rivendicare i propri diritti negati. A Roma una street parade che da piazza della Repubblica, con partenza ore 15, arriverà fino al Colosseo.]]></description>
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		<title>Università: quattro giorni di assemblee per la primavera studentesca</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:28:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un autunno di mobilitazioni di piazza la primavera universitaria è ripartita con quattro giorni di assemblee, incontri, dibattiti e workshop. Da giovedì 24 a domenica 27 iniziative organizzate dai diversi percorsi universitari che animano le proteste italiane hanno riempito le aule delle facoltà de La Sapienza di Roma.]]></description>
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		<title>Acqua e nucleare: due sì per il bene comune</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 23:28:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ll 26 marzo con una grande manifestazione nazionale a Roma partirà la campagna referendaria "Due si per l'acqua bene comune". In piazza anche per opporsi al nucleare e per rivendicare la difesa dei beni comuni, dei diritti e della democrazia.  ]]></description>
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		<title>Rifiuti, Malagrotta 2 e il Protocollo “Allumiere”</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 23:28:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un Protocollo d'Intesa tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il ministro della Difesa Ignazio La Russa prevede la realizzazione di una Città dei rifiuti nel territorio incontaminato di Allumiere, nell'Alto Lazio. "Solo un'ipotesi" ha dichiarato il sindaco, che però ha acceso il dibattito sulla gestione dei rifiuti del Lazio. ]]></description>
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		<title>Caserme pubbliche affari privati</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:26:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Roma, in accordo con il Ministero della Difesa, ha disposto la vendita di quindici caserme inserite nel territorio della Capitale. Una "valorizzazione" che porterà nuovo cemento e speculazioni. Ma cittadini e movimenti sono già sul piede di guerra. ]]></description>
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