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	<title>Fuori le Mura &#187; ATTUALITÀ</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Articolo 18, totem ideologico o strumento necessario?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romolo Simonicca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro fine Marzo, il governo ha deciso di varare la riforma del mercato del lavoro. Tra i punti più controversi previsti dal provvedimento, c&#8217;è l&#8217;abolizione o la riforma dell&#8217;Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, simbolo autentico delle lotte operaie di fine anni sessanta. Il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nell&#8217;illustrare la direzione in cui il governo intende andare, ha chiaramente fatto riferimento all&#8217;Articolo 18, definendolo una anomalia italiana che limita la cosiddetta flessibilità in uscita. Lo stesso Monti, lo ritiene un retaggio del passato e un freno per eventuali investitori stranieri nel belpaese. I due esponenti del governo, puntano forte su una riforma che a loro dire, ridurrà drasticamente il precariato in Italia, a vantaggio di una “flessibilità buona”, così come definita da vari membri dello stesso governo. Dalle trattative con le parti sociali, sono emerse distanze notevoli soprattutto in merito all&#8217;Articolo 18. Secondo Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, questo non può essere oggetto di trattativa. Da sempre, lo Statuto dei lavoratori, nella sua interezza è considerato l&#8217;emblema dell&#8217;avanzata del mondo del lavoro nell&#8217;Italia repubblicana, per molti non è che il naturale prolungamento dell&#8217;Articolo 1 della nostra Costituzione. Il  diciottesimo articolo dello Statuto, è quello rivestito di maggiore rilevanza [...]]]></description>
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		<title>Metro C troppo costosa, i fondi sono esauriti</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni  fa la Corte dei Conti ha stilato una relazione sull&#8217;avanzamento dei lavori della Metro C, esprimendo i suoi dubbi circa la fattibilità dell&#8217;opera. Secondo i magistrati Antonio Mezzera e Antonio Bucarelli, il fattore che più mette a rischio il prosieguo dei lavori sono i costi di produzione per cui la metropolitana già adesso avrebbe raggiunto il non invidiabile record di l&#8217;opera pubblica incompiuta più costosa d&#8217;Europa. I costi sarebbero cresciuti in maniera esponenziale con l&#8217;avanzamento dei lavori: se nel 2001, all&#8217;apertura dei cantieri, infatti era prevista una spesa di un miliardo 925 milioni, adesso grazie a ritardi, ritrovamenti archeologici e imprevisti vari si è arrivati alla mirabolante cifra, comprensiva delle opere complementari, di 5 miliardi e 72 milioni. Ma l&#8217;esborso potrebbe salire ancora visto che per la tratta Colosseo-Farnesina ancora non è stato fissato il termine dei lavori, e se si registrerà un rincaro anche per questi pochi chilometri di tragitto, si oltrepasserebbe quota 6 miliardi, nonostante siano state soppresse alcune stazioni rispetto al progetto originale. Oltretutto i magistrati fanno notare come si è corso al risparmio anche sui materiali e sulle strutture: la nuova opera non rispetterebbe gli ultimi criteri antisismici. Anche i tempi di realizzazione di [...]]]></description>
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		<title>Sulla responsabilità civile dei magistrati</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'emendamento proposto dall'onorevole Gianluca Pini riaccende le discussioni sulla responsabilità civile dei magistrati, creando nuovi attriti fra la magistratura e il sistema politico.]]></description>
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		<title>I giovani e il miraggio di un &#8216;noioso&#8217; posto fisso</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contratti a tempo rinnovati per anni, lavoro intermittente, tirocini, stage e contratti a progetto. Niente di più eccitante! In continua evoluzione, la vita lavorativa di un giovane sfuggirebbe così alla noia del contratto a tempo indeterminato, che, secondo il presidente del consiglio Monti, implicherebbe una vita noiosa. Indubbiamente, vive un&#8217;altra Italia. Nell&#8217;Italia de noantri, questo sconosciuto del contratto a tempo indeterminato fa parte di una specie contrattuale che percorre mestamente la via dell&#8217;estinzione, annichilendo la sicurezza e la tranquillità garantite dal &#8216;posto fisso&#8217;, impedendo l&#8217;uscita dei &#8216;bamboccioni&#8217; da casa (gli unici in Europa a non godere del reddito minimo garantito) e rendendo sempre più il &#8216;metter su famiglia&#8217; un&#8217;epica impresa. Con un tasso attuale di disoccupazione giovanile al 30,1%, il miraggio del &#8216;posto sicuro&#8217; è dovuto senza dubbio di crisi economica, ma c&#8217;è anche dell&#8217;altro. C&#8217;è n&#8217;è per gli &#8216;sfigati&#8217; laureati, che si ritrovano tra call-center di mattina e stage di pomeriggio, raccimolando di norma non più di 500 euro al mese. L&#8217;uso criminoso dello stage, sia nel settore pubblico che privato, bypassa la normativa che incardina i diritti dello stagista giustificandolo come &#8216;esperienza formativa&#8217; per il candidato, precludendo da subito possibilità d&#8217;inserimento e di un, seppur esiguo, rimborso spese. [...]]]></description>
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		<title>Scalfaro, l’impegno e l’amore per l’Italia e la Carta Costituzionale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara della Valle</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dobbiamo essere noi stessi. Nella democrazia, nella libertà. Facendo spazio a noi stessi. Eliminando le patologie che s’inseriscono terribilmente e, allora, le troviamo anche a casa nostra. Bisogna essere spietati. Non c’è amnistia. E buon Natale, non arrendetevi mai, mai! ” Oscar Luigi Scalfaro in uno dei suoi ultimi messaggi ai giovani italiani lo scorso dicembre; un filo di voce, ma un sorriso ancora molto vitale. L’ex Presidente della Repubblica si è spento nella notte tra il 28 e il 29 gennaio, a 93 anni, lasciando un’immagine di sé che, amata o temuta, ne riconosce unanimemente l’impegno e l’amore per l’Italia e la sua Carta Costituzionale. Nelle parole di Napolitano “esempio di coerenza ideale e integrità morale”, in quelle di Monti “difensore dei valori fondanti della Repubblica contenuti nella Carta Costituzionale”; Cicchito lo ricorda come “coerente e agguerrito avversario”; Bersani parla di “una decisione, una lucidità e un equilibrio impossibili da dimenticare”, aggiungendo che “verso di lui come democratici ed italiani abbiamo un grande dovere: quello di non abbandonare le sue battaglie, ricordando sempre che la nostra è la Costituzione più bella del mondo”. La vita di Oscar Luigi Scalfaro è quasi interamente dedicata alla politica. Fervente cattolico, formatosi nelle [...]]]></description>
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		<title>La Rete e suoi bavagli</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Libera informazione, condivisione e circolazione di idee, spirito di partecipazione. Sono queste le parole d’ordine che hanno reso possibile l’espansione di Internet e, successivamente, l’esplosione del fenomeno social network. Le statistiche sulla Rete raccontano di una crescita continua del numero di navigatori in ogni parte del mondo. Il Web è nato come uno spazio libero e potenzialmente rivoluzionario: nessun meccanismo top-down ma la possibilità offerta a ciascuno di esprimere il proprio pensiero e mettere in rete qualsiasi tipo di contenuto. I social network e i blog hanno rappresentato al meglio proprio questo principio di autodeterminazione: si è presenti online creando una pagina privata in cui interagire con altri utenti (conoscenti o meno). Ovviamente non può e non deve esistere il regno del “tutto è permesso”. La libertà di azione si scontra con i limiti giuridici e del buonsenso. È notizia degli ultimi giorni, però, la tornata di inibizioni che molti hanno denominato “censura gelocalizzata”. Ha cominciato Twitter, la cui decisione di promulgare nuove linee-guida ha destato polemiche a non finire. Il sito ha annunciato che si riserverà la possibilità di cancellare i messaggi privati, se richiesto dalle autorità nazionali per ragioni legali. È partita una vera e propria ondata di [...]]]></description>
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		<title>In Giappone il boia torna in azione</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 19 anni, il 2011 è stato un anno straordinario per il Giappone, in quanto non si sono registrate condanne a morte. Eppure il neo ministro della Giustizia, Ogawa Toshio, insediatosi a metà gennaio, ha già ventilato l’ipotesi di un ritorno alle esecuzioni capitali per i 130 detenuti nel braccio della morte. Allo stato attuale, fra i 47 paesi in cui viene applicata la pena capitale, solo 9 sono quelli in cui vige una democrazia liberale ed il Giappone è fra questi. Ad oggi l’anno più funesto per il Paese è stato il 2008, quando si sono registrate ben 15 esecuzioni, rischiando di battere il record del 1975, anno in cui vennero eseguite 17 condanne. Se poi si considera che dal 1995 al 2005 le pene capitali sono state 16, si percepisce la portata e la crescita esponenziale del fenomeno. Le ultime sentenze capitali sono avvenute il 28 luglio 2010. Il predecessore di Toshio, Hideo Hiraoka, aveva dimostrato molta più prudenza nel trattare l’argomento, dichiarando di essere intenzionato ad esaminare caso per caso, malgrado le incessanti pressioni operate dal segretario generale dell’esecutivo, Osamu Fujimura, affinché venissero avvallati gli ordini di esecuzione. &#8221;E&#8217; un compito molto difficile, ma voglio farmi carico [...]]]></description>
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		<title>A Fukushima per salvare gli animali</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piano di evacuazione ordinato dal governo giapponese dopo la catastrofe nucleare dello scorso marzo non mostrava alcun dubbio: tutti coloro che abitano nel raggio di venti chilometri dai reattori della centrale danneggiata dal terremoto dovevano essere immediatamente allontanati. C’è però un uomo di nome Naoto Matsumura, agricoltore giapponese, che ha deciso di non rispettare la legge, rimanendo nel luogo il cui nome, in poche ore, fece il giro del mondo. Naoto inizia la sua disobbedienza proprio il giorno dopo il terremoto. Mentre le decine di migliaia di residenti dell&#8217;area a maggiore rischio di contaminazione radioattiva lasciano le loro case, il cinquantaduenne organizza la sua resistenza in nome degli amati animali, poiché il piano approntato dalle autorità non prevedeva alcuna misura per evacuarli. A dieci mesi ormai dal disastro nucleare, l’area di venti chilometri di raggio che si estende attorno a Fukushima è un cimitero a cielo aperto. Le carcasse di cani e gatti, di mucche e maiali sono sparse ovunque e nonostante numerose associazioni animaliste abbiano fatto pressione sul governo giapponese per tentare di salvare gli animali, le autorità si sono rifiutate, ritenendo l’operazione di salvataggio troppo rischiosa per la salute degli incaricati. “Sono pieno di rabbia, io resto qui”, [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;elogio del fannullone</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore, è anche per questo che nel mio rione godo la fama di fannullone&#8221; (Fabrizio de Andrè, il fannullone) C&#8217;era una volta l&#8217;otium, il dolce far nulla propedeutico alla riflessione, in cui l&#8217;elemento riflessivo stesso trovava il suo spazio, la sua alcova segreta e riparata, permettendo così le più grandi scoperte, i progressi più impensati in campo scientifico, tecnico, filosofico, artistico e chi più ne ha più ne metta. Cosa stava facendo Newton quando ha scoperto la legge di gravità? Oziava sotto un albero, non doveva certo combattere le affollate segreterie didattiche de La Sapienza di Roma, tanto per dirne una. Avrete già capito dove voglio andare a parare: ho personalmente accolto con un sorriso amaro le recenti dichiarazioni del viceministro Martone sugli studenti fuori corso. Non tanto perché &#8211; come tutti hanno immancabilmente e giustamente sottolineato &#8211; ogni studente ha una sua storia personale e una fredda statistica non può certo renderle giustizia. Nemmeno perché la colpa del ritardo di alcuni studenti nel portare a termine il ciclo che hanno iniziato si possa ascrivere alla disorganizzazione del sistema universitario, che sta proprio a  individui come Martone &#8211; li si [...]]]></description>
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		<title>Naufragi di serie B</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Pasqualini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande attenzione mediatica è stata riservata al drammatico naufragio del Costa Concordia, avvenuto la sera del 13 gennaio 2012. Ben altra però è l&#8217;attenzione riservata dai media europei verso altri naufragi, che avvengono da anni nel bacino Mediterraneo e il cui bilancio totale è enormemente più grave. Migliaia di persone sono morte infatti negli ultimi anni nel mar Mediterraneo in naufragi passati molto presto nel dimenticatoio generale, se non addirittura sotto silenzio. Erano uomini, donne, bambini, che cercavano di raggiungere le coste italiane, greche e spagnole per accedere all&#8217;Europa. Fuggivano dai paesi del nord Africa, del Medio Oriente, dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa centrale. Di alcuni naufragi, i più gravi, la stampa ha parlato, anche se non certo con il dispiego di attenzione ed energie riservato a quelli di navi nostrane, ma tanti altri sono rimasti in fondo alla cronaca, piccoli trafiletti nella cronaca nera, oppure menzionati solo dalla stampa locale. Il sito Fortress Europe, curato dal giornalista Gabriele Del Grande, pubblica da anni, con continui aggiornamenti, il numero di persone morte in naufragi dal 1988 ad oggi. Persone che fuggivano da paesi in guerra, o da carestie, o da dittature feroci, su vecchie carrette del mare. La lista di questi [...]]]></description>
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		<title>Stangata al clan dei Casamonica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante quest&#8217;ultima settimana è stato inferto un duro colpo al clan dei Casamonica. Nel giro di pochi giorni il Gip Aldo Morigigni ha disposto l&#8217;arresto di 39 persone (15 donne) e l&#8217;espropriazione di beni per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro. Si parla di ville, terreni, 16 abitazioni, 36 autovetture tra cui Ferrari e Corvette, 20 orologi di lusso, 135mila euro in contanti, una borsa piena d&#8217;oro e numerosi conti correnti e depositi bancari e postali, tutti intestati a società fittizie o prestanome pagati. Quello che più ha colpito la squadra mobile che ha compiuto i sequestri, guidata da Vittorio Rizzi, è lo sfarzo e il kitsch che ricorda quello di Tony Montana, indimenticabile protagonista del film Scarface di Brian de Palma, con cui il clan era solito decorare le proprie abitazioni. Come la villa scoperta nei pressi di Rocca Cencia, nella periferia sud-est di Roma dove l&#8217;oro è presente persino nelle rifiniture e nei rubinetti della Jacuzzi modello piscina, dove gli stucchi e i panneggi nelle camere da letto non si contano e la malachite e il marmo di Carrara rivestono in larga misura gli interni della casa, arredata con marmi e colonne antiche. Non mancano [...]]]></description>
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		<title>Rsf, la libertà di stampa nel 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come se la passa la libertà di stampa al giorno d’oggi. È questa l’analisi che periodicamente l&#8217;organismo internazionale Reporter senza Frontiere realizza su scala planetaria, in 179 paesi nel mondo. La scorsa settimana sono stati pubblicati i dati relativi al 2011 con risultati che oscillano tra ennesime conferme e piacevoli sorprese. Il rapporto sottolinea l’eccezionalità dell’anno appena trascorso, chiaro riferimento alla cosiddetta primavera araba in cui “molti mezzi d’informazione hanno pagato a caro prezzo la loro copertura mediatica delle aspirazioni democratiche o dei movimenti di opposizione”. “La parola-chiave del 2011 è stata repressione – prosegue il Report Generale &#8211;  La libertà d’informazione non è mai stata così tanto associata alla democrazia. I giornalisti, con le loro cronache, non hanno mai infastidito così tanto i nemici della libertà”. Violazioni della libertà di stampa, grado di libertà di giornalisti e mezzi di informazione, utilizzo di Internet, misure messe in atto dai governi, censura, pressioni economiche sono alcuni dei 44 criteri utilizzati per la stesura della classifica. Ai primi posti si trovano sempre, ex aequo, Finlandia e Norvegia. La Scandinavia rimane un esempio ideale che collega solide democrazie ad un giornalismo efficace e indipendente. A seguire ci sono Estonia, Olanda, Austria, Islanda, Lussemburgo [...]]]></description>
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		<title>I cinguettii di papa Ratzinger</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Cataldo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;attesa della prossima giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si terrà il prossimo 2o maggio, il papa ha diffuso un messaggio in cui anticipa e spiega quello che ne sarà il tema: &#8220;Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione&#8221;. Come si evince dal titolo, Benedetto XVI introduce il tema del silenzio come componente fondamentale della comunicazione, fatta per definizione di scambio tra interlocutori che, però, prima di esprimere le proprie posizioni, dovrebbero necessariamente porsi in una condizione di ascolto delle motivazioni altrui. In un periodo fortemente caratterizzato dallo scontro tra parti, ognuna fortemente arroccata sulle proprie convinzioni, l&#8217;invito al silenzio appare come mai significativo, aprendo la strada a molteplici riflessioni. Soprattutto perchè,  accanto all&#8217;invito alla parsimonia di parole che spesso, più che arricchire il dialogo, ottengono il risultato opposto, si pone la revisione dell&#8217;uso dei social network che, data l&#8217;imposta brevità dei messaggi da veicolare, stimolano alla comunicazione ridotta all&#8217;essenziale e, pertanto, ad una chiarezza espositiva che non lasci spazio al dubbio interpretativo. “Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti -afferma infatti Benedetto XVI &#8211; il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da tutto ciò che è inutile o accessorio&#8221; e allora, benvengano realtà come facebook o [...]]]></description>
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		<title>Sull&#8217;inammissibilità dei quesiti referendari</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte costituzionale, con sentenza 13/2012, ha dichiarato inammissibili le richieste di referendum popolare per l’abrogazione della legge 21 dicembre 2005, n.270 (Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica). Le richieste erano state dichiarate legittime dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di Cassazione. Le polemiche intorno a questa decisione sono state molteplici e immediate. Il leader dell’Italia dei valori (Idv), Antonio Di Pietro, ha addirittura parlato di un’Italia “che si sta lentamente avviando verso una pericolosa deriva antidemocratica” e ha sostenuto, facendo riemergere lontane eco berlusconiane, che “quella della Corte non è stata una scelta giuridica, ma politica, per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti”. Ha concluso poi il suo intervento rivolgendo un appello ai cittadini affinché scendano in piazza. Prima di incitare i cittadini all’indignazione, prima di soffiare sul sacro fuoco della demagogia e di agitare lo spauracchio dell’autoritarismo, sarebbe opportuno leggere la sentenza della Corte costituzionale, che tutto è, fuorché un organo di regime. La contestazione della sentenza sarebbe stata accettabile se condotta sui singoli punti e motivando il disaccordo. Accettando o criticando senza motivare, [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;ultimo degli Jarawa</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà se Mann, leggendo questo articolo, non abbia voglia di dirigere un nuovo lungometraggio che narri le vicende di un’altra tribù indigena alle prese con uno scontro di civilità. I protagonisti di questa storia a tinte cupe non sono infatti i ben noti Mohicani, bensì gli Jarawa, abitanti da tempo immemore delle lontane isole Andamane, situate nell’Oceano Indiano. Padroni delle verdi foreste dell’arcipelago, gli Jarawa per secoli non hanno avuto nessun tipo di contatto con la civiltà. Tutt’oggi vivono come nomadi, cacciando maiali selvatici e varani, e raccogliendo i frutti che i boschi concedono umilmente loro. Questi ancestrali custodi di bellezze naturali, sconosciuti ai più, devono però fare adesso i conti con il progresso che minaccia la loro esistenza. Negli anni settanta venne infatti costruita, forse in nome del positivismo e di futuristiche visioni di benessere, una strada (la Andaman Truck Road) che attraversa la foresta degli Jarawa. Nel corso degli anni quella che per millenni è stata la casa di intere famiglie si è trasformata in uno squallido hotel dove a passare non erano ospiti in frack desiderosi di una colazione all’inglese, né missionari religiosi pronti a concedere le loro benedizioni, ma coloni, bracconieri e taglialegna pronti a depredare [...]]]></description>
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		<title>Google favoriva la vendita di farmaci illegali, multata per 500 milioni di dollari</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Lupo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il motore di ricerca più utilizzato nel mondo, Google, promuoveva la vendita di farmaci illegali online. L&#8217;Fbi è riuscita a scoprire la vicenda grazie all&#8217;aiuto di un truffatore che ha messo in trappola il colosso di Mountain View ed è riuscito a smascherare il suo business milionario. Questa storia sembra uscita da un film contro le multinazionali e le grandi lobby, dove gli imprenditori miliardari senza scrupoli si accordano con criminali scellerati in cerca di denaro facile, e in cui alla fine i buoni per trionfare e per abbattere il muro di omertà che avvolge le grandi aziende hanno bisogno di una trappola per cogliere con le mani nel sacco i lestofanti. Invece è la storia dell&#8217;inchiesta aperta nel 2008 dall&#8217;Fbi ai danni di David Whittaker, truffatore di rango, che si appoggiava al servizio pubblicitario di Google, consapevole dell&#8217;attività illecita, per promuovere i suoi traffici di farmaci, distribuiti senza ricetta medica, come steroidi e viagra, o addirittura illegali. Ma questa non è l&#8217;unica cosa da film della vicenda, come dimostra il singolare curriculum dello stesso Whittaker. A 16 anni sottrasse la carta di credito alla madre, con cui affittò un jet privato per volare con la fidanzatina a fare shopping [...]]]></description>
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		<title>La rivolta del silenzio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Marouani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quest&#8217;ultimo periodo abbiamo assistito al disastro della Costa Concordia che ha monopolizzato tutti i telegiornali, e abbiamo avuto come risultato la quasi totale astensione dei giornalisti a parlare d&#8217;altro,  insomma il solito gioco del prestigiatore che ti fa vedere una cosa per nascondertene un&#8217;altra. In realtà stanno succedendo parecchie cose che non vengono quasi menzionate, come le rivolte in Sicilia e Calabria ed in quest&#8217;ultima settimana anche in Sardegna. Il tutto era già iniziato da un po&#8217; di tempo con i pastori, i cassintegrati, i camionisti, i tassisti, i commercianti e infine con l&#8217;ispirazione che hanno dato i fratelli della Sicilia. Il popolo sardo ha deciso che era giunto il momento di urlare tutta la sua indignazione e  sofferenza che deriva dai soprusi che lo Stato, l&#8217;Agenzia delle Entrate, le grandi aziende che hanno licenziato migliaia di operai, tra cui molti padri di famiglia ed infine, ma non meno importante, Equitalia con le sue cartelle esattoriali deliranti che stanno mettendo in ginocchio le aziende e i locali della Sardegna, costrigendoli a chiudere o a indebitarsi ulteriormente per pagare i debiti gonfiati ad uso di chi ha interesse che ciò succeda. Esempi eclatanti di pastori che vanno in fallimento perché guadagnano, [...]]]></description>
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		<title>Che fine farà il Servizio Civile?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente basterebbe vendere un solo F35 dell’armamentario nazionale per trovare i fondi necessari a garantire un servizio annuale di volontariato con l’impiego sul campo di 25.000 giovani, stando a quanto dichiarato dal presidente nazionale dell’Arci Servizio Civile, Licio Palazzini, il 7 gennaio scorso. Oppure bisognerebbe modificare la legge di stabilità del 2012 per ripristinare nelle casse del Servizio Civile Nazionale quei 45 milioni di euro di sovvenzionamenti statali che sono venuti meno tra l’anno scorso e quest’anno. Eppure, al momento, l’attuale governo tecnico, afflitto principalmente dalle problematiche di riduzione dello spread e del debito pubblico, non è riuscito a porre rimedio su di  una questione che va a colpire dritto al cuore i giovani italiani, categoria molto cara al premier Monti, almeno nei suoi discorsi formali. Già perché il servizio civile, come si legge nella pagina di presentazione dell’ente, è un’opportunità messa a disposizione dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 28 anni e che, nei fatti, oltre a garantire una valenza educativa e formativa, assicura nelle tasche dei volontari un compenso simbolico di 400 euro al mese. Cifra non esaltante, ma la sola racimolabile per molti giovani in tempi di crisi. Sospendere il servizio rappresenterebbe dunque [...]]]></description>
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		<title>La difficile vita degli studenti di Giurisprudenza</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Possidoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, martedì 18 Gennaio 2011, ore 10:40. Una gran folla di studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università La Sapienza di Roma è accalcata davanti alle porte delle aule di Medicina Legale, all&#8217;interno della città universitaria: questi studenti sono stati da poco cacciati dalla lezione di Scienze delle Finanze, che si sta tendendo proprio in quell&#8217;ora, per via di un incredibile sovraffollamento. La motivazione di tutto ciò sarebbe dovuta alla precarietà di qualsiasi aula quando questa viene riempita da un numero esorbitante di persone. L&#8217;aula in questione, l&#8217;aula Gerin, può ospitare un numero massimo di 350 studenti. Quella mattina gli studenti presentatisi alla lezione di Scienze delle Finanze erano 600! Di sicuro si è trattato di una presa di posizione eccessiva: se ogni volta che alla Sapienza gli studenti fossero cacciati via dalla aule perche troppo affollate, non si svolgerebbero più lezioni. In effetti il fenomeno del sovraffollamento è di casa alla Sapienza, e a Giurisrudenza in particolare. La vicenda sopra citata è solo uno dei tanti casi di disorganizzazione che si possono riscontrare nel principale ateneo della Capitale. La questione delle aule a Giurisprudenza sta divenendo un problema isormontabile per gli studenti. Sono già due anni che l&#8217;Aula Magna e [...]]]></description>
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		<title>Il Movimento dei forconi, una rivolta siciliana</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romolo Simonicca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo diversi giorni, in cui l&#8217;intera Sicilia è stata paralizzata dagli scioperi degli autotrasportatori, finalmente il Movimento dei forconi ha deciso di porre fine ad una forma di lotta estrema e di ripristinare il flusso delle merci. Ad annunciarlo è Mariano Ferro, uno dei leader del movimento, il quale ha assicurato che la protesta continuerà in altre forme almeno fino a Giovedì 26 Gennaio. Due giorni dopo è previsto lo sciopero nazionale dell&#8217;intero settore indetto dai sindacati di base. Dal canto loro i manifestanti attendono un incontro col governo di Roma, al fine di trattare una via di uscita da quella che definiscono una situazione insostenibile. Di fatto le ingenti perdite, dovute al caro carburante, metterebbero in ginocchio la maggior parte delle aziende agricole presenti sull&#8217;Isola. Larga parte dell&#8217;opinione pubblica italiana ha solidarizzato con i cittadini siciliani in lotta, in molti si sono espressi, soprattutto nei social network affinchè la protesta si espanda su tutta la penisola. Dalla Sicilia parte un grido di allarme che deve far riflettere circa l&#8217;impopolarità delle politiche di austerity messe in atto dal governo Monti, ma sostanzialmente espressione della volontà di un ente sovranazionale quale la Comunità Europea. Proprio il Governo e l&#8217;Europa sono il [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;emergenza sicurezza e lo spauracchio delle frutterie etniche</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso, negli ultimi mesi, si è discusso dell’ondata di violenza che ha invaso la capitale tirando in ballo microcriminalità, camorra e, ultima in ordine di tempo, la mafia cinese. Eppure, in questi giorni, l’attenzione del Campidoglio si concentra sulle quelle che una circolare, inviata il 3 gennaio ai dirigenti dei diciannove gruppi della polizia municipale, definisce &#8220;frutterie etniche&#8221;. La firma è del nuovo vice comandante dei vigili, Antonio Di Maggio, cui il sindaco Alemanno ha affidato la gestione delle emergenze legate alla sicurezza e la nota parla chiaro: è necessario ricevere informazioni dettagliate sulle &#8220;attività gestite prevalentemente da persone originarie dei paesi del Nord Africa, che creano gravi disagi ai cittadini residenti negli edifici limitrofi alla loro ubicazione, occupando spazi pubblici abusivamente, creando rumori molesti, disagi al traffico e, cosa ancor più grave, utilizzando come manodopera cittadini stranieri che soggiornano illegalmente nel Paese&#8221;. Più che nei locali gestiti dai clan o in tutte quelle attività che alimentano l’usura e il riciclaggio sembra che la minaccia alla sicurezza della capitale si nasconda tra i banchi di frutta e verdura gestiti dai nordafricani. L’iniziativa ha subito scatenato il tourbillon di accuse e polemiche. In prima fila Jean-Leonard Touadi, deputato del Pd ed [...]]]></description>
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		<title>Roma si tuffa nel Sea Life</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giugno 2012, save the date. Bisognerà attendere solo l’arrivo dell’estate e poi l’Acquario di Roma vedrà finalmente la luce. L’atteso annuncio è arrivato la scorsa settimana attraverso una conferenza stampa in Campidoglio alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e dei responsabili del Sea Life Roma Aquarium. Il progetto è stato reso pubblico alla stampa nei dettagli, apertura ufficiale compresa. Il costo della struttura, in costruzione sotto il laghetto artificiale dell&#8217;Eur è di 15 milioni di euro. Altri 65 milioni verranno spesi per la realizzazione delle aree congressuali e museali, i servizi commerciali e di ristorazione, un parcheggio multipiano interrato da 700 posti auto. Roma e l’acqua, un solido binomio che dura da millenni. Dal ‘mare nostrum’ al ‘flumen tiberis’, l’acqua elemento vitale per la città. Il Sea life sarà composto da trenta vasche con all’interno oltre 5mila esemplari animali di circa 100 diverse specie. Durante i 90 minuti previsti per la visita si potrà passeggiare nel tunnel oceanico, avere a che fare con le vasche interattive, è il caso di dire “immergersi” in un universo parallelo. Diventerà il più grande acquario d’Italia (spodestando Genova), tra i più importanti d’Europa. Soprattutto si tratterà di un’occasione impedibile per il rilancio dell’Urbe e [...]]]></description>
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		<title>Sky: dalla qualità al qualunquismo?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche settimana i più accorti telespettatori in possesso del pacchetto Sky (in particolare gli appassionati sportivi) avranno notato la novità introdotta dalla emittente televisiva. Non parliamo di offerte promozionali, né di nuovi canali, ma dell’inclusione del pubblico nello studio di commento post-partita dedicato all’approfondimento serale della giornata calcistica su Sky Sport. La trovata sembra voler dare un messaggio ben preciso, che potrebbe essere riassunto con la volontà di avvicinare il format a quello più standard tipico delle televisioni generaliste come Rai e Mediaset, che da anni ormai affiancano agli esperti il tanto fantomatico pubblico. Se quest’ultimo sia soltanto l’amo gettato per cogliere un maggior numero di persone e avvicinarle alla piattaforma televisiva non ci è dato sapere, ma sicuramente l’azione porta ad una riflessione. Sky ha da sempre fatto della professionalità e degli alti standard qualitativi le sue armi di forza per poter giustificare l’alto prezzo dell’abbonamento; ha offerto un prodotto di livello che si differenziava dai concorrenti proprio per la sua maggiore abilità di approfondimento. Adesso invece lo studio con tanto di mani che applaudono e facce che si notano in secondo piano dietro all’esperto di turno sembra ricordare più i talk show alla Maria De Filippi e [...]]]></description>
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		<title>1912-2012, 100 anni dopo il Titanic: il disastro della Concordia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Del Croce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi xe in tera giudiga, chi xe in mar nàvega. Chi sta a terra giudica, chi è in mare naviga. L’incredibile è successo: alle 21.42 di venerdì 13 gennaio 2012, un capitano irresponsabile, perché troppo sicuro di sé, avvicina la prestigiosa nave da crociera Costa Concordia al limite del consentito presso la costa dell’isola del Giglio per il tradizionale “inchino” agli abitanti dell’isola, un istante, una manovra sbagliata, ed ecco all’improvviso un gran rumore e la nave piegata di 45 gradi sul fianco sinistro. Attimi di paura, il buio scatenato da un blackout, poi l’avviso di rimanere tranquilli e una serie di inspiegabili manovre: 76 minuti dopo il transatlantico affonda piegandosi sul fianco destro mentre 4300 passeggeri cercavano di salvarsi come possibile. Bilancio momentaneo 11 morti e 23 dispersi. Questa la tragedia che colpiva la nave ammiraglia della Costa Crociere, un&#8217;autentica disgrazia e un naufragio che ha dell’incredibile per le modalità in cui è avvenuto. Ormai a 10 giorni dalla catastrofe molte sono state le polemiche e molte le trattazioni che in altre sedi hanno riguardato la Concordia, ma scarsa è stata invece l’attenzione dedicata alla solidarietà, all’esperienza umana fatta di storie e di microuniversi che si incontrano e per [...]]]></description>
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		<title>Torna il Mein Kampf di Hitler, il manifesto nazista</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla seconda guerra mondiale il Mein Kampf non era mai stato ripubblicato in Germania. La recente decisione dell’editore britannico Peter McGee, di proporre in ristampa dal 26 gennaio il manifesto hitleriano, in versione commentata e ridotta, ha suscitato non poche polemiche. C’è disapprovazione anzitutto perché il 27 gennaio è la ‘Giornata della Memoria’, in cui si commemorano le vittime dell’olocausto. Vari storici e studiosi hanno definito inopportuna l&#8217;iniziativa dell&#8217;editore britannico, che sarebbe mosso da interessi economici piuttosto che da motivazioni di sensibilizzazione e riflessione culturale, come invece quest&#8217;ultimo ha recentemente dichiarato. “Vogliamo chiarire che non c’è nulla di ‘altruistico’ nella pubblicazione di questo editore, ma solo scopi riconducibili a fini lucrativi”, ha dichiarato Elan Steinberg, vicepresidente dell’associazione American Gathering of Holocaust Survivors, che rappresenta i sopravvissuti all’olocausto e le loro famiglie. I diritti d&#8217;autore del Mein Kampf appartengono allo Stato federale tedesco della Baviera, che dal secondo dopoguerra detiene l&#8217;esclusività editoriale dell&#8217;opera fino al 2015. Da parte sua, il governo bavarese ha minacciato di ricorrere a vie legali per impedire la pubblicazione, che secondo McGee sarebbe assolutamente lecita, giacché pubblicata in forma ridotta e commentata. Nonostante l&#8217;iniziale opposizione governativa e intellettuale, l&#8217;inserto sul Mein Kampf sarà comunque in edicola nel [...]]]></description>
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		<title>72 minuti di silenzio per Megavideo?</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Veronica Salemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un grande passo contro la pirateria digitale è stato compiuto la notte di giovedì 19 gennaio, lasciando milioni di utenti in tutto il mondo con l’amaro in bocca. L&#8217;FBI ha, infatti, chiuso, in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia americano, i siti Megaupload e Megavideo, ottenendo l&#8217;arresto del fondatore Kim Schmitz e di altre tre persone. Megaupload, uno dei più popolari siti di file-hosting, permetteva la condivisione, tra gli utenti, di file di grandi dimensioni che non potevano essere inviati tramite email o attraverso l&#8217;IM (Instant Messaging). Dopo aver caricato il file sul server della società, all&#8217;utente veniva rilasciato un URL tramite cui era possibile scaricare il file. Megavideo, invece, consentiva la trasmissione in diretta (streaming) di contenuti video: il sito permetteva di vederne gratis i primi 72 minuti e chiedeva, poi, una registrazione a pagamento per proseguire con la visualizzazione. Buona parte dei contenuti scaricati e visualizzati attraverso questi servizi erano coperti da copyright. E, per restare nell&#8217;ambito della legalità, Megaupload non offriva un motore di ricerca interno che permettesse di risalire direttamente ai file. I link che rimandavano ai vari contenuti multimediali, erano, però, reperibili grazie ai vari siti, forum e blog di supporto al servizio, che hanno [...]]]></description>
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		<title>Il nucleare francese non è sicuro</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’esplosione dello scorso 12 settembre, nella centrale nucleare di Marcoule, a pochi chilometri da Avignone, in Francia è rimasta nella memoria di tutti. Sconcerto, paura, attimi di puro terrore, poi svaniti in fretta vista l’assenza di fughe radioattive verso l’esterno. Un uomo perse la vita, milioni temettero per la propria. Oggi la Francia si interroga sulla sicurezza delle proprie centrali nucleari, e lo fa con uno studio interno dall’esito a dir poco preoccupante.Occorre infatti modificare il sistema di sicurezza delle centrali nucleari francesi. In questo momento non vi è la certezza che una mancanza improvvisa di elettricità o di refrigerante, generate da un terremoto molto intenso o da qualsiasi altra causa straordinaria e non prevista, non porti a una fusione più o meno parziale del nocciolo, come avvenuto lo scorso 11 marzo nella centrale di Fukushima, in Giappone. Occorre, in particolare, costruire rivestimenti che non consentano all’acqua radioattiva di fuoriuscire nell’ambiente esterno, come accaduto proprio a Fukushima. Inoltre è necessario allestire un equipe specializzata che, in caso di un grave ed imprevedibile incidente, sia in grado di intervenire nel giro di poche ore in qualsiasi centrale francese sapendo bene cosa fare, al contrario di quanto successo in Giappone, dove i [...]]]></description>
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		<title>eCommerce: la rivoluzione di Groupon</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella D'Angelo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Groupon; ecommerce; CityDeal; web; Osservatorio ecommerce B2C Netcomm; Politecnico Milano; couponing; Andrew Mason; overbooking; Groupon Italia; Boris Hageney]]></category>

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		<description><![CDATA[Stando ai dati dell’Osservatorio e-commerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, in Italia il valore del commercio elettronico “al dettaglio” nel 2011 è cresciuto del 20% con tre punti percentuali in più rispetto al 2010. Lo scorso anno circa nove milioni di persone, quasi uno ogni tre utenti Internet, hanno acquistato da shop online prodotti, servizi e viaggi. La spinta dell’eCommerce italiano, che supera ad oggi la quota di 8 miliardi di euro, è dovuta in parte ai progressi “strutturali” del canale e degli operatori già presenti, ma soprattutto dal boom registrato nell’ultimo anno dei siti che vendono coupons, come Groupon ma anche Glamoo, Groupalia, LetsBonus, Jumpin, Poinx, Prezzo Felice, e dell’ingresso di nuovi player nella grande distribuzione, tra cui Amazon. “Oggi più che mai, ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, in un contesto di crisi globale che investe anche il nostro Paese, l’eCommerce non è più un’opportunità, ma diventa un’esigenza inderogabile per le imprese italiane che vogliano seriamente competere sui mercati internazionali”. In particolare, Groupon (deriva da Group Coupon), fondato a Chicago nel 2008 da Andrew Mason, in meno di due anni si è trasformato da piccola azienda [...]]]></description>
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		<title>Roma a mano armata</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Colonna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordate i telefilm polizieschi di metà anni settanta in cui si raccontavano le vicende criminali delle metropoli italiane, come Roma a mano armata, per esempio, in cui l&#8217;integerrimo commissario Tanzi &#8211; Maurizio Merli &#8211; doveva fronteggiare il crimine che imperversava per le strade della città? Sembra proprio che quei film tanto apprezzati dal pubblico ma meno dalla critica televisiva, stiano tornando d&#8217;attualità; non a livello televisivo ma nella realtà ed in particolare nella capitale. L&#8217;omicidio avvenuto lo scorso 4 gennaio nel quartiere popolare di Torpignattara, ha inaugurato il nuovo anno, prolungando la lunga scia di violenza di quello appena conclusosi che ha avuto al suo attivo ben venti sparatorie e trentanove morti ammazzati. Questi gesti sono il tragico risultato di rapine, come il caso del benzinaio di Cerenova &#8211; tuttora irrisolto &#8211; di delitti di piccola malavita ma soprattutto di regolamenti di conti delle criminalità organizzate. Per non parlare dei reati minori come risse, danneggiamenti, lesioni, minacce che hanno fatto registrare un aumento negli ultimi due anni, rendendo la città eterna una delle metropoli europee più pericolose ed insicure a detta anche dei suoi abitanti e dei tanti che per vari motivi si trovano a venire in città. Tutto questo [...]]]></description>
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		<title>Tavolini ‘selvaggi’, cambiamenti in vista</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Regole più rigide per i proprietari di bar e ristoranti nel cuore di Roma. La Giunta capitolina è infatti intervenuta per porre un freno al fenomeno dei cosiddetti tavolini ‘selvaggi’, ovvero i tanti posti a sedere situati all’aperto per attrarre clienti e aumentare la superficie di esposizione. Verrà limitato lo spazio esterno concesso ai pubblici esercizi in modo da permettere a pedoni e automobilisti una visuale maggiore (mediante l’applicazione ai sensi del codice della strada), non sarà più concessa una disposizione di gazebo e tende volta a coprire beni artistici e monumenti (secondo le disposizioni della Sovrintendenza), tavoli e sedie non dovranno ostacolare l’accesso a portoni e abitazioni private. Il provvedimento, legato alla riduzione di concessione di suolo pubblico, riguarderà quattordici piazze del Centro storico: Piazza della Rotonda, Piazza Barberini, Piazza Madonna dei Monti, Piazza Mignanelli, Piazza di Pietra, Piazza della Repubblica, Piazza Sant&#8217;Apollinare, Piazza Santa Cecilia, Piazza Sant&#8217;Eustachio, Piazza San Giovanni in Laterano, Piazza Sant&#8217;Ignazio, Piazza Santa Maria in Trastevere, Piazza San Lorenzo in Lucina e Campo dè Fiori. Come si trasformeranno quindi i caratteristici dehors (con i loro teloni e, soprattutto in questo periodo, funghi anti-freddo e caloriferi) della movida romana? Un’ordinanza firmata dal sindaco Alemanno ha istituito [...]]]></description>
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