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	<title>Fuori le Mura &#187; CINEMA</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Sulla strada di casa</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Sulla strada di casa: il regista e il cast si raccontano (Conferenza Stampa) di G. Genovese Girato con un budget irrisorio, per nulla irrisorio è il tema che si cela dietro l&#8217;esordio cinematografico di Emiliano Corapi, dove l&#8217;uomo odierno affonda l&#8217;ennesimo scacco matto a quello nietzchiano: il super io non esiste più. Confuso, avvilito e annichilito da una società che non regala più certezze, è facile perdersi e la via del peccato sta proprio dietro l&#8217;angolo, ma a volte è proprio nel gesto più estremo che può ritrovare se stesso, e raggiungere di nuovo la strada di casa. Alberto, piccolo imprenditore ligure, riconosciuto e stimato da famiglia e amici  per la sua alta integrità etica e morale, ma minato dalla crisi economica che rischia di far chiudere la sua non meglio precisata azienda, si trova costretto, all&#8217;insaputa di tutti, ad arrotondare i suoi guadagni facendo da corriere per la malavita. Un neo nella vita di un uomo che  era riuscito fino a poco tempo prima ad aggrapparsi a quegli ideali di onestà e lealtà difficili da perseguire in una società che è continua dispensatrice di compromessi e scorciatoie. La sua vita ora si divide fra famiglia, azienda e weekend fatti [...]]]></description>
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		<title>Millennium – Uomini che odiano le donne</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo dello scorso anno con The Social Network, David Fincher torna in sala con l&#8217;attesissimo adattamento del primo romanzo della trilogia Millennium (27 milioni di copie vendute in tutto il mondo) dello svedese Stieg Larsson, che si rivela uno dei rarissimi casi di un remake americano che supera, quanto ad eleganza e ritmo, il film originale uscito meno di tre anni fa. La storia la conoscono tutti oramai: Mikael Blomkvist, popolare giornalista della rivista Millennium, viene accusato di diffamazione da un losco uomo d’affari, dopo che l’uomo ha portato alla luce molti dei suoi traffici non certo cristallini. Sulla cresta dell’onda mediatica, il giornalista viene contattato da Henrik Vanger per indagare sulla scomparsa di una sua nipote avvenuta quarant’anni prima sull’isola di famiglia. Vanger è il membro più anziano di una ricca e antica famiglia di industriali che in passato aveva aderito al nazionalsocialismo hitleriano. A collaborare con Blomkvist, l’intrepida hacker Lisbeth Salander, una giovane dal passato altrettanto misterioso e drammatico. Pian piano, la scomparsa della nipote di Vanger, avvenuta negli anni Sessanta, si ricollega con una serie di efferati crimini. Fincher in qualche modo compie la stessa operazione della nota serie televisiva inglese Wallander. Anche quella tratta da [...]]]></description>
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		<title>Hesher è stato qui!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hesher è stato qui! è il film che segna il debutto alla regia di Spencer Susser. Racconta la storia di un ragazzo di tredici anni, T.J., che si trova ad affrontare le conseguenze di un tragico incidente che ha causato la morte della madre e che ha gettato il padre in uno stato di acuta depressione. In questo contesto familiare delicato, nel quale si mescolano gli umori di un ragazzino arrabbiato con tutti, di un padre incapace di digerire il lutto e di una donna anziana premurosa e gentile che dona a tutti affetto e attenzioni, irrompe Hesher (Joseph Gordon- Levitt), un giovane metallaro dai capelli lunghi e dal corpo tatuato. Con il suo atteggiamento da duro, Hesher impone la sua presenza alla famiglia. L’unica figura che lo accoglie con una certa allegria è la nonna di TJ. Ed è proprio con l’anziana signora che Hesher instaura un rapporto confidenziale, mostrandole il proprio lato umano e mettendo da parte le asprezze del proprio carattere. Hesher è un folle. Fa ciò che gli detta l’istinto. Il suo è però l’istinto di uno squilibrato, ispirato dalla volgarità, dalla violenza, diseducato alla socialità e alle buone maniere. Sarà proprio lui, tuttavia, a mostrare [...]]]></description>
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		<title>Albert Nobbs</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei primi anni ’80 l’allora poco conosciuta Glenn Close fu protagonista di un’opera teatrale ispirata ad Albert Nobbs, un racconto breve dello scrittore irlandese George Moore. Colpita profondamente dal suo personaggio e non soddisfatta dell’adattamento che allora ne fece la drammaturga Simone Benmussa, l’attrice statunitense decise con il passare del tempo di occuparsi lei stessa di una possibile versione cinematografica. Per circa dieci anni la Close ha scritto e riscritto il copione con l’ausilio di John Banville e solo nel 2011 la produzione ha avuto finalmente inizio dopo un ulteriore ritardo dovuto alla sostituzione dei precedenti coprotagonisti, Amanda Seyfried e Orlando Bloom, con Mia Wasikowska e Aaron Johnson. Dietro la macchina da presa il figlio del noto scrittore colombiano Gabriel García Márquez, Rodrigo García, regista televisivo di vari episodi di serie cult come I Soprano e Six Feet Under, che aveva già lavorato al cinema con Glenn Close in  Le cose che so di lei e Nove vite da donna. Dopo le nomination ai Golden Globe e agli Screen Actors Guild Awards, Albert Nobbs è al momento candidato a tre premi Oscar: miglior trucco, miglior attrice non protagonista (Janet McTeer) e miglior attrice protagonista (Glenn Close). Date le premesse si [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;uomo sul cornicione</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intrattenere lo spettatore per più di un&#8217;ora sull&#8217;orlo di un cornicione non deve essere facile,  ma se si ha alle spalle una buona storia adornata da un&#8217;ottima recitazione ecco che il risultato diviene più semplice, quasi fosse normale routine quotidiana. Senza contare che il regista, Asger Leth, è un autore di documentari molto apprezzati, e proprio grazie a questo suo talento potrebbe esser riuscito a rendere questo film ancora più vivo, quasi fosse una storia vera. Ci troviamo a New York, probabilmente in una zona non troppo distante dal cuore di Manhattan. Un uomo entra in un lussuoso hotel, prende una camera con vista e celebra una sorta di &#8220;ultima cena&#8221;. Dopodiché, un piede dopo l&#8217;altro, scavalca la finestra e si ritrova su un cornicione a ventuno piani da terra. Subito il panico si scatena in strada, i mezzi di soccorso arrivano, la folla si accumula trepidante, i giornalisti si lanciano all&#8217;assalto; insomma, lo spettacolo ha inizio! Chi è l&#8217;uomo sul cornicione? Perché si vuole buttare? Questi sono i primi pensieri che vengono in mente, però dopo un po&#8217;, come dice il protagonista della pellicola, Sam Worthington, la domanda che gli spettatori si pongono passerà da &#8220;Si butterà o non [...]]]></description>
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		<title>Tre uomini e una pecora</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Vivona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[David è un ragazzo inglese che durante un viaggio incontra la donna della sua vita, l’australiana Mia, e decide di sposarla, pensando che tutto sia molto più semplice di quello che in realtà la decisione implica. Si scatena quindi uno scontro di culture tra lui, orfano che ha fatto dei suoi tre sgangherati amici inglesi la sua famiglia, e la famiglia della ragazza, figlia di un senatore del Parlamento australiano e destinata a seguire presto le orme del padre. Al tutto si aggiunge una povera pecora, che viene usata dal padre di Mia come mascotte per la campagna elettorale, che vivrà esperienze alquanto uniche per una pecora. Se John Hughes fosse ancora vivo, farebbe sicuramente una serie di film ambientati durante un matrimonio o nelle zone limitrofe. Questa tipologia di commedia infatti, negli Stati Uniti, e di conseguenza anche da noi, esce con la frequenza di episodi di serie tv e sono sempre una sicurezza al box office. E’ il nuovo sbocco dell’avventura di formazione, che si è spostata più in là con gli anni. Fulgido esempio ne è la commedia tutta al femminile Le amiche della sposa, marchio di fabbrica Judd Apatow, che l’anno scorso ha spostato l’ago della commedia sboccata ma [...]]]></description>
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		<title>La verità nascosta</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un motivo se la 20th Century Fox ha scommesso su un film diretto da un regista colombiano e recitato da un cast spagnolo. Il motivo è che La verità nascosta è una storia internazionale, nel senso che può essere capita allo stesso modo in tutto il mondo, e quindi vendibile e godibile in ogni angolo del pianeta. Il regista poi, bisogna dirlo, non era proprio sconosciuto: infatti Andi Baiz, in alcuni casi chiamato Andrés Baiz, si era già fatto notare a Cannes con il lungometraggio tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Mario Mendoza, Satana. Ora però Baiz abbandona i temi violenti per esplorare un non meno interessante effetto collaterale dell&#8217;amore, la speranza che lansciandosi andare non si verrà traditi. Belén (Clara Lago), una delle due protagoniste femminili, ha assolutamente necessità di verificare che il suo uomo non la tradisca, così decide di rinchiudersi in una stanza con le pareti insononizzate e dai vetri che le permettono di vedere tutto quello che combina il suo uomo. Inoltre Belén a lui, Adriàn (Quim Gutiérrez), ha lasciato un finto messaggio d&#8217;addio per metterlo alla prova, e quando l&#8217;uomo torna e non la trova, inizia a struggersi. Belén vorrebbe uscire fuori, abbracciarlo, consolarlo, ma non [...]]]></description>
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		<title>Nomination Oscar 2012: subito le prime polemiche</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Maglietta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa è uscita la lista delle nomination agli oscar 2012 creando non poche polemiche.  L&#8217;Academy ha deciso di escludere da tutte le categorie J. Edgar di Clint Eastwood, lo stesso Leonardo Di Caprio, Ryan Gosling per Le idi di marzo o Drive, Michael Fassbender per Shame e Albert Brooks per Drive. Proprio quest&#8217;ultimo, uno dei più delusi per l&#8217;esclusione.  Clamorosa inoltre l&#8217;assenza per il miglior film d&#8217;animazione de Le avventure di Tintin &#8211; Il segreto dell&#8217;unicorno di Steven Spielberg. Secondo gli addetti ai lavori americani, che basano le vittorie sui numeri e sulle scommesse, per la vittoria all&#8217;Oscar come miglior film dovrebbe spuntarla la rivelazione di Cannes The Artist, il quale ha fatto incetta di premi ai Golden Globe, dato a 1,25, in netto vantaggio su Paradiso amaro e Hugo Cabret di Scorsese dato a 11.00. Segue War Horse di Steven Spielberg a 13.00. Per la categoria miglior attore dovrebbe spuntarla la solita mediocre prova attoriale di George Clooney con il film Paradiso amaro che, dopo la premiazione ai Golden Globe, è favorito a 1,35.  Segue lo splendido Jean Dujardin, protagonista di The Artist, dato a 2,80. La vittoria di Brad Pitt per l&#8217;indecente interpretazione nel film Moneyball &#8211; L&#8217;arte [...]]]></description>
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		<title>Polisse</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:12:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: &#8220;Polisse&#8221;, a colloquio con i protagonisti (Conferenza Stampa) di S. Arseni Ci sono film che solo i francesi riescono a portare sul grande schermo e Polisse è uno di questi. Una pellicola didattica che abbatte ogni confine tra fiction e documentario; commovente fino alle lacrime riuscendo a trasporre con perfetto realismo la diffusione persistente degli abusi sui minori, delle perversioni e dell’ignoranza, servendosi di un’elevata cifra stilistica. Vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes, diretto dall’attrice e regista Maïween Le Besco (Perdonatemi,  Le Bal Des Actrices), che qui si è ritagliata un personaggio secondario, Polisse è un film complesso ma che già dall’errore grammaticale e dalla grafia infantile del titolo prova a circostanziare il suo punto di vista: raccontare la routine quotidiana degli agenti di polizia della Sezione Protezione Minori di una cittadina francese. In questo microcosmo, apparentemente simile a una qualsiasi realtà aziendale, la macchina da presa, discreta e riservata, indugia sugli uomini e le donne che con (apparente) freddezza da dietro una scrivania interrogano genitori che abusano dei figli, raccolgono le deposizioni di bambini vittime di maltrattamenti,  affrontano adolescenti dalla sessualità fuori controllo, arrestano pedofili e acciuffano piccoli borseggiatori. La loro freddezza, sintomo di un’attività [...]]]></description>
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		<title>Hugo Cabret</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martin Scorsese, in oltre quarant’anni di carriera registica, ci ha raccontato il mondo attraverso i suoi occhi costruendo visioni filmiche che sono passate da una sua prospettiva, dura, cocente, ma assolutamente personale, a omaggi referenziali del cinema stesso. Di questa sua seconda fase d&#8217;autore, in qualche modo, Hugo Cabret rappresenta la summa o, meglio di altre pellicole, ritrova quella fanciullesca innocenza di narrare le storie e rimodellare il mezzo attraverso le nuove tecnologie andando proprio alla genesi del mondo del cinema raccontando di Georges Méliès come farebbe Georges Méliès, ovvero attraverso la fantasia e la magia. E con questo film, che si presenta come una favola d’altri tempi, ambientata nella stazione di Parigi del 1931, Scorsese dichiara definitivamente e costosamente il suo amore per la settima arte a trecentosessanta gradi. Proprio per questa eccessiva partecipazione affettiva, la pellicola soffre di alcune cadute di stile, alcune banalità narrative. Un accorato e commovente omaggio per il quale, per la prima volta in assoluto nella sua carriera, mette da parte il tema della violenza e della colpa per raccontare altro. Hugo Cabret, candidato a ben undici premi Oscar, è una gioia estetica per gli occhi grazie alla cupa e parimenti luminosa confezione orchestrata dalla [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;arte di vincere le candidature agli Oscar</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I film sugli sport americani in Italia non vendono, o così immaginano i distributori nostrani che negli ultimi anni non hanno fatto arrivare al cinema una pellicola come The Blind Side – lungometraggio candidato all’Oscar come Miglior film e dove Sandra Bullock ha vinto il premio come Miglior attrice protagonista – che è stato mandato in onda su Mediaset Premium e poi editato in dvd. Quindi è una grande e piacevole sorpresa scovare L’arte di vincere distribuito nella maggior parte dei cinema italiani, ma se non fosse uscito un film che ha ottenuto ben 6 candidature agli Oscar più 4 ai Golden Globes,  che figura avremmo fatto? L&#8217;arte di vincere racconta la storia di un ragazzo, Billy Beane, che, iniziato al baseball professionistico ancora giovanissimo, non è riuscito a mantenere le alte aspettative e quindi si è ritirato dopo poche stagioni per passare a un altro aspetto del gioco, quello di general manager, e lo ha fatto per gli Oakland. Dopo una stagione in cui la squadra era riuscita sia a qualificarsi ai playoff che ad arrivare a un passo dal titolo, Billy ha visto perdere i suoi migliori giocatori per squadre con budget enormi come quello degli Yankees. In [...]]]></description>
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		<title>ACAB &#8211; All cops are bastards</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Oltre le barricate: parlano i protagonisti di ACAB (Conferenza Stampa) di S. D&#8217;Aliesio I fatti del G8 e la conseguente morte di Carlo Giuliani, l&#8217;assassinio dell&#8217;ispettore Filippo Raciti e quello dell&#8217;ultras Gabriele Sandri, ma anche la brutale aggressione e uccisione di Giovanna Reggiani da parte di un rumeno; da anni la cronaca nera imperversa di quella che è ormai  diventata una drammatica piaga sociale: gli scontri accesissimi fra ultras/manifestanti e la polizia, nonché i tanti abusi che le donne subiscono da extracomunitari. (Anche se parlare solo di stranieri sarebbe alquanto riduttivo,  la violenza si cela anche fra le mura domestiche ma ha sempre fatto meno scalpore). Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Carlo Bonini e riadattato per il grande schermo, Stefano Sollima al suo esordio  in un lungometraggio riesce a trovare un punto di equilibrio su un tema alquanto scottante. Non ha la presunzione di fare demagogia, né tanto meno di schierarsi dalla parte dello polizia o di mettere sotto cattiva luce il loro mestiere. Anche se il punto interrogativo rimane, ed è pure piuttosto inquietante: quando finisce il loro diritto al servizio pubblico e quale è il momento in cui si può iniziare a parlare di abuso di potere. Domande [...]]]></description>
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		<title>I Muppet</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kermit la rana, con la sua allegra combriccola di Muppet strampalati, torna sul grande schermo a far divertire ancora una volta i vecchi fan nostalgici e le nuove generazioni di bambini, che avranno modo di conoscere il loro humour molto personale. Il film racconta la storia di Walter, un fan sfegatato di Kermit, che insieme al fratello Gary e alla sua fidanzata Mary, vanno in vacanza a Los Angeles per visitare i Muppet Studios. Per caso Walter scopre che il petroliere Tex Richman vuole radere al suolo gli Studios per estrarre il petrolio situato nel terreno sottostante. Si dovrà riunire la vecchia banda dei Muppet per scongiurare il pericolo. È stato Jason Segel a proporre l’idea originale del film, oltre a dare il suo apporto come sceneggiatore. Ne è passata di acqua sotto i ponti dall’ultimo film dei Muppet e ancor di più da quel successo planetario che è stato The Muppet Show (andato in onda sulla CBS dal 1976 al 1981). Cinque stagioni televisive e ben 122 episodi, compreso l’episodio pilota del 1974 e il successivo del 1975. Trasmesso in cento paesi, questo spettacolo ha cambiato e innovato il modo di fare comicità per intrattenere i bambini e non solo. Dopo [...]]]></description>
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		<title>Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, il ritorno nella Terra di mezzo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Del Croce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;In te c’è più di quanto tu non sappia, figlio dell’Occidente cortese. Coraggio e saggezza, in giusta misura mischiati. Se un maggior numero di noi stimasse cibo, allegria e canzoni al di sopra dei tesori d’oro, questo sarebbe un mondo più lieto&#8221; (Thorin sul letto di morte a Bilbo Baggins in Lo Hobbit) Ormai ci siamo! Tra poco meno di dodici mesi conosceremo il segreto del momento esatto della sua forgiatura, del potere da esso sprigionato, di come finì nelle mani di Bilbo Baggins. E poi in quelle più famose di Frodo. E&#8217; lui, l&#8217;Anello del potere: &#8220;Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, u n Anello per ghermirli e nel buio incatenarli&#8221;. Esce infatti il 14 dicembre 2012, in cotemporanea mondiale, Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, prequel sia letterario che filmico del famosissimo Signore degli Anelli. Il progetto prevede due pellicole in uscita al cinema a distanza di un anno l&#8217;una dall&#8217;altra (2012, 2013). Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (titolo originale The Hobbit,There and Back Again) è un romanzo fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien . La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937 e rappresenta il punto di partenza nella narrazione della Terza Era e degli [...]]]></description>
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		<title>The Iron Lady</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;anziana signora un po&#8217; frastornata per l&#8217;età e la malattia si aggira fra gli scaffali di un supermercato alla ricerca di mezzo litro di latte di 49 penny. Dopo poco la vediamo tornare a casa alle prese con la colazione in compagnia del marito nella sua casa a Chester Square, Londra.  Le poche persone che non conoscessero la traduzione inglese di &#8220;La donna di ferro&#8221; a fatica potrebbero riconoscere dietro quel volto mite e quasi dolce, Margaret Thatcher, la donna che ha coinvolto e sconvolto nel bene e nel male un&#8217;intera nazione, e perché no, anche il mondo intero. Quando uscì la notizia di un film dedicato alla figura dell&#8217;unico Prime Minister donna della storia dell&#8217;Inghilterra, probabilmente nessuno avrebbe immaginato di vedere un ritratto così intimo della donna che, venuta dal nulla, ha sacrificato la famiglia in nome del successo, del potere e della politica. Ancora più destabilizzante capire dopo pochissime scene che il suo amato marito con cui dialoga abitualmente in realtà è morto da qualche anno. E invece inizia proprio così l&#8217;ultimo biopic della stagione (dopo J.Edgar di Clint Eastwood): giunta alla soglia degli 80 anni, della Thatcher non è rimasta più nulla, ma basta poco, davvero poco, qualche [...]]]></description>
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		<title>Golden Globes 2012: le star sul Red Carpet</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolamaria Coppola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’era tutta la Hollywood che conta domenica  scorsa sul tappeto rosso della 69esima  edizione dei Goldel Globes, i premi  statunitensi assegnati ai miglior film e  programmi televisivi della stagione. La  manifestazione, organizzata al Beverly Hilton  Hotel di Beverly Hills e condotta dall&#8217;irriverente  Ricky Gervais che non ha risparmiato nessuno  con le sue battute al vetriolo, ha visto trionfare  The Artist con tre premi, (Migliore  Commedia-Film Musicale, Migliore Attore  Protagonista &#8211; Jean Dujardin &#8211; e Miglior Colonna  Sonora) e The Descendant, con due  statuette, una per il Migliore Film Drammatico e  l&#8217;altra a George Clooney come Migliore Attore  Protagonista. Una sempre-verde Meryl Streep si è aggiudicata il Globo come Migliore Attrice Protagonista in un film drammatico, grazie alla sua interpretazione nella discussa pellicola su Margaret Thatcher, mentre Michelle Williams, fasciata in un abito di velluto azzurro maculato firmato Jason Wu, ha vinto il premio come Migliore Attrice Protagonista in una commedia o musical, per la sua performance in My week with Marilyn, nei panni di Marilyn Monroe. Sul Red Carpet di uno degli eventi più attesi dello showbiz internazionale hanno sfilato i più famosi attori del pianeta. Completi eleganti e ricercati per gli uomini più ammirati del mondo del cinema, e [...]]]></description>
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		<title>Il sentiero, l&#8217;ultimo film di Jasmila Zbanic</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia dei due innamorati Luna e Amar scorre lenta per la durata del film e lascia nello spettatore un'angoscia improduttiva, una assenza di speranza nella risoluzione dei conflitti e dei cambiamenti umani.]]></description>
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		<title>L&#8217;ora nera</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ora nera, a dispetto del titolo, non è un horror, è un film su un&#8217;invasione aliena su scala mondiale i cui protagonisti sono dei ragazzi americani che si trovano bloccati a Mosca, città dove è ambientato tutto il lungometraggio. L&#8217;aspetto originale di questa pellicola è quantomeno singolare: gli alieni appaiono come dei fasci di luce elettrica in grado di catturare e smaterializzare all&#8217;istante le persone; inoltre di giorno sono invisibili all&#8217;occhio umano, quindi ai giovani protagonisti non rimane che affrontarli di notte. Fin qui originalità, niente da dire. Poi però si inciampa negli stereotipi. Probabilmente le cose più interessanti de L&#8217;ora nera sono le informazioni che circolano a riguardo: la produzione è stata sospesa per tre settimane a causa dei catastrofici incendi dell&#8217;estate del 2010 (il fumo arrivato in città impediva le riprese) così tutta la troupe ha preso un aereo per Los Angeles e una volta atterrati sono venuti a sapere che il fumo si era diradato; il film è divenuto improvvisamente interessante quando invece di girarlo in un paesino americano è stato deciso di farlo a Mosca&#8230; Aneddoti, questi, che dovrebbero essere colorrario della fama e della qualità di una pellicola e non motivo di traino e/o ragione [...]]]></description>
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		<title>Underworld: Il risveglio</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Underworld: Il risveglio piacerà sia agli amanti della serie, sia a quelli che non hanno mai visto i film precendenti perché qui la storia si evolve, diventa qualcosa di nuovo e prende una direzione sinora intentata: Selene (Kate Beckinsale) smette di pensare solamente a se stessa, adesso ha una persona a cui badare e il ruolo di neomamma non è tra quelli che più le si addice. Inoltre si è risvegliata in un mondo che sembra quasi non appartenerle: sono passati quindici anni e tutto è profondamente cambiato, gli esseri umani hanno scoperto l&#8217;esistenza dei vampiri e dei licantropi &#8211; qui chiamati &#8220;lycan&#8221; &#8211; e ha sterminato entrambe le razze. Ambientato in un presente alternativo (o futuro) alternativo, questo capitolo di Underworld diviene una sorta di thriller fantascientifico e così si mostra appetibile anche nei confronti di quel pubblico incerto nei confronti del &#8220;soprannaturale&#8221;. Però è necessario precisare che, nonostante lo spessore dei personaggi e una buona sceneggiatura di sfondo (d&#8217;altronde ci ha lavorato quel genio di J. Michael Straczynski!), questo lungometraggio non è un capolavoro, ma è comunque intrattenimento puro e genuino condito con una buona dose di 3D. Proprio per le riprese è stato svolto un lavoro particolare: [...]]]></description>
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		<title>Mission Impossible: Protocollo fantasma</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna D&#39;Aliesio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati sedici anni dal primo Mission Impossible di Brian De Palma ma il tempo non sembra aver scalfito Tom Cruise. La scena in equilibrio girata nella sala dei computer ha fatto scuola e trovato schiere di imitatori ma ogni volta il regista di turno deve inventarsi qualcosa di più stupefacente. Cruise non accetta controfigure e ogni volta supera gli standard, ogni missione ha eclissato la precedente in spettacolarità e in quest&#8217;ultima pellicola di certo l&#8217;attore non delude. In una delle scene mozzafiato fa l&#8217;uomo ragno sull&#8217;edificio più alto del mondo. Protocollo fantasma è stato girato in cinque mesi tra Dubai, Mosca, Praga, Vancouver e Mumbai con un budget di 140 milioni di dollari. Alcune scene sono girate nel Burj Khalifa, l&#8217;edificio di cui sopra, la location perfetta come sfondo della sequenza più adrenalinica del film. In Protocollo fantasma si vede lo zampino di Abrams. Anche se non ne firma la regia, come avvenuto per il terzo capitolo, produce quest&#8217;ultimo con Cruise e Brian Burke, cofondatore della Bad Robot. Abrams è sotto i riflettori negli ultimi anni, ha firmato molti serial di successo planetario come Alias, Lost e l&#8217;ultimo Fringe. Mission Impossible III, infatti, ha molto dell&#8217;impronta di Alias, incentrato ugualmente [...]]]></description>
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		<title>Shame</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presentato in anteprima alla 68ª Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia, dove Michael Fassbender (nominato anche per i Golden Globes) ha ricevuto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, dopo essere passato per il TIFF arriva in sala il tanto acclamato Shame. Secondo film per l’artista Steve McQueen, regista di una pellicola che ha richiamato alla mente della critica Ultimo tango a Parigi e che ha consacrato Fassbender attore rivelazione del 2011 anno che lo ha visto in Jane Eyre, X-Men &#8211; L&#8217;inizio, A Dangerous Method e in Knockout di Soderbergh, ancora inedito in Italia. Non solo di bell’aspetto ma anche di notevoli capacità recitative, ha dimostrato di essere dotato l’attore irlandese il cui nudo frontale ha fatto guadagnare al film il divieto ai minori di 14 anni. Eppure di erotico c’è davvero poco nelle scene di sesso, di masturbazione e durante gli amplessi, l’unica cosa che traspare è soltanto solitudine, disperazione e vergogna. Come intuibile dalla prima inquadratura Shame è un film sul corpo, fisico e metaforico, che diventa espressione di uno dei drammi tipici della contemporaneità ovvero il sentirsi reclusi pur vivendo in un’epoca di uomini, almeno apparentemente, liberi. Poco più che trentenne Brandon è un individuo [...]]]></description>
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		<title>The Help</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Campione d’incassi, apprezzato dalla critica e dal circuito dei premi, già pronto a fare incetta di nomination agli Oscar, arriva finalmente in Italia il tanto atteso The Help, secondo lungometraggio dell&#8217;attore Tate Taylor, tratto dall’omonimo romanzo bestseller omonimo di Kathryn Stockett (pubblicato da Mondadori), che scandaglia i diritti civili nell’arretrato Mississippi degli anni Sessanta dal punto di vista delle donne afro-americane. La storia prende piede con il ritorno a Jackson della neolaureata Skeeter Phelan, giovane di buona famiglia con il desiderio di diventare scrittrice e giornalista. Ma lì vi trova tutte le sue coetanee sposate, con prole e un mondo fatto di razzismo e atavici silenzi. Al suo ritorno la domestica che l&#8217;ha cresciuta e le ha voluto bene come una vera figlia non c&#8217;è più perché si è trasferita a Chicago dalla figlia, ma un mistero si nasconde dietro questo repentino avvenimento. Così, Skeeter, che pur inesperta nel campo cura una rubrica di economia domestica cerca l’aiuto di Aibileen, la fedele e dolce domestica dell’amica Elizabeth. Pian piano le due donne cominciano a conoscersi e a fare amicizia e ben presto nasce in Skeeter l’idea di raccontare la storie vere di tutte le donne come Aibileen… Siamo all’inizio degli anni [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;industriale di Giuliano Montaldo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Vivona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Alla Casa del Cinema con&#8230; L&#8217;industriale (Conferenza Stampa) di G. Genovese Nicola è un imprenditore di quasi 40 anni, ha una moglie molto bella, Laura, che è una professionista, fa l&#8217;architetto. Oltretutto Laura è di origini nobili, la madre ha una tenuta con una vigna che produce un vino che rende bene, e la famiglia ha delle buone disponibilità economiche che potrebbero addirittura aiutare Nicola a superare il periodo di crisi che la sua fabbrica sta attraversando. Nicola è però deciso a fare tutto da solo senza chiedere aiuto a nessuno, quindi si destreggia tra banche, investitori più o meno reali e cuochi di sushi, perdendo di vista però il suo matrimonio. Laura infatti inizia ad accettare le attenzioni di un giovane rumeno, nel quale trova la semplicità che non esiste più nel suo rapporto con Nicola. In ritardo, Nicola se ne rende conto, e tenta un salvataggio in extremis anche di questa situazione, ma non tutto viene come se lo aspetta. Da anni ormai si parla di crisi, in Europa, in Italia e nel mondo. Attacca ovunque e soprattutto chi lavora e che non ha molti soldi. Questo sembra essere il messaggio superficiale del film. A parlare di crisi [...]]]></description>
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		<title>Tim Burton: La Fatata Malinconia della Fiaba Gotica</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Del Croce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando nel 1895 i fratelli Lumière inventarono il cinematografo, la letteratura ha ripetutamente rappresentato un’eccezionale fonte di ispirazione per la cinematografia. Questi due codici espressivi, nella loro concezione romantica ed espressionista di mondi fantastici e universi tangenti, rappresentano, grazie a due autori come E.A. Poe e Tim Burton la testimonianza più diretta di come nell’arte sia fondamentale l’occhio, l’intelletto, la personalità e il cuore dell’autore, di come insomma la soggettività e l’interiorità appartengano alla sfera creativa. Le fiabe, in particolar modo quelle gotiche, sono per definizione lo spazio dell’immaginario, della fantasia che si esercita attraverso una breve narrazione in cui sono coinvolti “tipi” e situazioni facilmente riconoscibili. Esse sono le espressioni di un interiorità, sono il bene e il male delle nostre personalità. L’idea positivista che svela l’ambizione ottocentesca di manipolare attraverso la scienza la psiche umana nel folle tentativo di dividere concretamente il bene dal male non ha fornito, per fortuna, risposta al grande mistero dell’intelligenza e della soggettività umana. Ma cosa sarebbe stato della letteratura, ma più in generale di ogni forma creativa, se il conflitto tra rettitudine, convenzione e immoralità fosse stato risolto? Ritengo che soltanto questa continua tensione possa realmente stimolare la creazione e la [...]]]></description>
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		<title>Benvenuti al Nord</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uscirà il prossimo 18 gennaio in circa 800 copie il sequel tanto annunciato e atteso di Benvenuti al Sud, pellicola che esattamente un anno fa raccolse un grossissimo successo di pubblico tanto che nella prima settimana di programmazione si classificò al quinto posto dei film italiani con il maggiore incasso di sempre. Non sono mancati nemmeno i riconoscimenti: 10 nomination ai David di Donatello (statuetta a Valentina Lodovini come miglior attrice non protagonista, ndr) e 6 nomination ai Nastri d&#8217;argento (premio come migliore sceneggiatura, ndr). Remake del francese Bienvenue chez les Ch&#8217;tis, anche il secondo capitolo ha tutte le chance per riconfermare il successo del precedente, grazie alla comicità travolgente del ben amalgamato duo Bisio/Siani e a una tematica, quella degli stereotipi, che non ha mai smesso di far sorridere gli italiani, sebbene molti pregiudizi siano ormai, è proprio il caso di dirlo, completamente anacronistici. &#8220;Quando un forestiero viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte&#8221;: Le lungimiranti parole di Mattia pare avessero sortito il loro effetto su Alberto, quasi rammaricato di dover lasciare l&#8217;accogliente paesino di Castellabate per raggiungere Milano, dove finalmente è riuscito a ottenere la tanta attesa promozione. Ma il destino è imprevedibile, e questa [...]]]></description>
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		<title>E ora dove andiamo?, un film di Nadine Labaki</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tono favolistico e fiabesco utilizzato per descrivere un tema complesso e certo avvertito dalla regista rende il film piacevole e dinamico]]></description>
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		<title>Sette opere di misericordia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come un dipinto del &#8217;600 di Caravaggio si intitola il primo lungometraggio dei fratelli gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, artisti e registi di vari documentari e cortometraggi. Sette opere di misericordia, in concorso all’ultimo Festival del cinema di Locarno, è già stato richiesto da numerosissime manifestazioni internazionali che lo hanno spesso fregiato di premi e riconoscimenti. Distribuito in appena quindici copie, destinate per ora soltanto agli schermi delle principali città italiane, arriva in sala un film che si potrebbe definire quasi controcorrente rispetto a ciò a cui ci ha abituato la cinematografia italiana contemporanea. Una pellicola d’autore, coraggiosamente sperimentale non tanto per quel che concerne il discorso stilistico e poetico in sé (che non è nulla di particolarmente originale), ma per come quest’ultimo si pone nei confronti dello spettatore comune spesso non avvezzo alla contemplazione passiva di un’opera che si lascia ammirare sovente come la tela di un dipinto, suggerendo cioè una storia definita solo a grandi linee lasciando poi a chi guarda il compito  di conferirgli un’umana profondità e continuità. “Sette opere di misericordia è il punto di arrivo di una ricerca intorno ad alcuni temi su cui abbiamo lavorato nei nostri cortometraggi, nei documentari e nella nostra [...]]]></description>
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		<title>Getting Any?, humour made in Japan</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Caruso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti sono i film recuperati grazie alla trasmissione televisiva notturna Fuori Orario. Cose (mai) viste, in onda su Rai 3, soprattutto asiatici e russi (in lingua originale sottotitolati). Getting Any? è uno di questi. Il film racconta le vicissitudini di Asao, un ragazzo che ha solo una cosa in mente: trovare il modo di fare sesso con una donna. Si lascia consigliare da ciò che vede alla televisione, pensando che sia una cosa semplice. Prima si mette alla ricerca di una bella auto, che attiri le ragazze, poi diventa attore, si unisce a un clan yakuza e si affida ad uno scienziato per diventare invisibile e godersela indisturbato. Ogni tentativo finisce per naufragare miseramente. Si comprende meglio la natura di questo film, se si conosce anche solo un poco la figura di Takeshi Kitano e le sue mille sfaccettature. Se poi si è anche letto il suo libro Asakusa Kid (edito in Italia da Mondadori) si nota come la sua verve comica arrivi da lontano: da un periodo in cui Kitano è semplicemente Takeshi, un cabarettista che inizia a farsi conoscere al Français, un locale di strip-tease nel quartiere di Asakusa (Tokyo). È il 1973, Takeshi ha venticinque anni, inizia così la [...]]]></description>
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		<title>La talpa</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La locandina de La talpa sembra promettere bene: &#8220;Un cast di fuori classe&#8221;, Corriere della sera; &#8220;Una spy story magistrale&#8221;, Il giornale; &#8220;Il thriller più elegante e sofisticato dell&#8217;anno&#8221;, Esquire. Peccato, e sono sinceramente dispiaciuto, che l&#8217;unico giudizio col quale mi trovi d&#8217;accordo è quello del Corriere e forse un pochino, ma solo in parte, con quello dell&#8217;Esquire, rivista che si occupa di moda e per questo viene il dubbio che la parolina &#8220;sofisticato&#8221; sia riferita sempre agli abiti e ai modi di fare dei personaggi, più che alla trama e agli intrecci. La talpa, film tratto dall&#8217;omonimo romanzo di John le Carré, racconta la storia di un uomo, George Smiley (Gary Oldman), che viene richiamato in servizio ai vertici del Circus per cercare di capire chi è la spia che fa il doppiogioco. Diverso da quasi tutti i thriller sbarcato al cinema negli ultimi trenta o più anni &#8211; le uniche scene d&#8217;azione sono quelle presenti nel trailer -, la pellicola è un susseguirsi di dialoghi infiniti, piatti (ma questa è colpa dei doppiatori), che oltre a portare lo spettatore allo sbadiglio, gli fanno perdere il filo logico tanto che arrivati alla fine ci si chiede: &#8220;Perché diavolo è [...]]]></description>
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		<title>Immaturi &#8211; il viaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: In viaggio con&#8230; Immaturi (Conferenza Stampa) di G. Genovese Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio, Francesca, Eleonora, saranno riusciti a superare il loro esame di maturità? Dal grande entusiasmo che i nostri mettono nell&#8217;organizzare il loro viaggio la risposta non potrebbe che essere affermativa. E allora, Isola di Paros sia! Esattamente a un anno di distanza dal sorprendente successo sia di critica che di pubblico del primo capitolo, (furono ben 16 i milioni di euro incassati) torna nelle sale italiane Immaturi &#8211; il viaggio, sequel quasi naturale e forse anche obbligatorio dato il forte riscontro. Se il primo lavoro di Paolo Genovese voleva raccontare attraverso un espediente forse un po&#8217; assurdo, il ripetere l&#8217;esame di maturità, un viaggio interiore nella memoria  e nel passato, per ritrovare se stessi e riscoprire che in fondo la vera maturità non coincide mai con l&#8217;età anagrafica, nel secondo capitolo il viaggio è reale, la meta sarà l&#8217;Isola di Paros, ma non si tratterà  solo di un viaggio fisico. Ancora una volta i protagonisti saranno alle prese con la propria coscienza, i propri dubbi, le proprie paure, ma soprattutto alle prese con se stessi e quello che la vita ha in serbo per ognuno [...]]]></description>
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