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	<title>Fuori le Mura &#187; FOOD + WINE</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Quando il bene comune si coltiva in città</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’ondata verde ha da pochi anni travolto Roma e molte delle sue aree, strappandole all’abbandono e al degrado. Sulla scia dei jardins partagés, che si sono diffusi spontaneamente negli anni ‘90 a Parigi, e dei più noti community gardens  negli Usa, orti di quartiere condivisi tra più persone e famiglie, negli ultimi anni sono nati parchi, orti, giardini condivisi, fattorie urbane, aiuole su cui sono intervenuti diversi gruppi di guerrilla gardening e molte zone verdi con le quali associazioni e cittadini si sono riappropriati della città e dei suoi spazi pubblici. Fioriscono così luoghi realizzati e gestiti dai cittadini stessi in cui è possibile ritrovare il contatto con la terra e coltivare direttamente ciò che poi finisce sulla propria tavola, con tutti i vantaggi legati alla coltivazione biologica e ad una filiera produttiva più corta. Ma, soprattutto, luoghi in cui è possibile incontrarsi, creare oasi di relax e presidi contro la speculazione edilizia, dare vita a progetti di educazione ambientale o che coinvolgano bambini, anziani, disabili e lavoratori in mobilità. Spazi che fanno risparmiare alle amministrazioni le spese di manutenzione e gestione e che diventano fulcro di nuove forme di interpretazione dello spazio urbano e delle relazioni sociali. In Italia [...]]]></description>
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		<title>Artstudio Café: la nuova tendenza della ristorazione capitolina</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Capitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete voglia di sfogare il vostro lato creativo o semplicemente passare qualche ora tra arte e artigianato, l’Artstudio Café, in via dei Gracchi a Roma, è il posto che fa per voi. Il nome non è dei più originali, ma descrive il concept alla base del locale: un luogo per consumare la prima colazione, il brunch o l’aperitivo e nel contempo dipingere, frequentare corsi di ceramica, mosaico e fare shopping tra i tanti oggetti di design esposti. L’idea è semplice e arriva direttamente da Londra, dove già da parecchi anni nel quartiere West Hampstead esiste Art 4 Fun: si va lì da soli o con un gruppo di amici, si ordina da mangiare e si sceglie un pezzo in ceramica grezza tra piatti, teiere, tazzine, vasi messi a disposizione dal team del locale, insieme al materiale necessario (pennelli, colori, stencil, spugne) e ai suggerimenti utili per procedere alla decorazione. Una volta concluso il lavoro, i ceramisti del locale applicano lo smalto e si occupano della cottura in forno e dopo tre giorni è possibile andare a ritirare il proprio “pezzo d’arte”. L’ambiente è moderno, l’arredamento sobrio e sofisticato: pavimenti e tavoli in legno chiaro, divani bianchi in pelle e [...]]]></description>
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		<title>GGP, il cibo emozionale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cibo è capace di nutrire non solo il corpo ma anche l’anima. Gli alimenti in grado di assolvere questa “missione” sono stati battezzati GGP, Glue Generational Products: prodotti di uso quotidiano capaci di creare o rinsaldare un legame intergenerazionale fra genitori e figli. Il primo studio a riguardo è stato condotto negli Usa da Banwari Mittal, della Nothern Kentucky University e Marla B. Royne, della Memphis University, mentre in Italia le ricerche sul cibo-affettivo sono state svolte da Found!, la prima agenzia di Mood Marketing Communication in Italia, con metodologia WOA (Web Opinion Analysis). Lo studio è stato condotto su circa 1.100 italiani adulti, tra i 35 e i 55 anni, e circa 400 ragazzi, tra i 10 e i 14 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum, blog e comunità interattive, nel tentativo di determinare non solo le modalità di utilizzo di determinati alimenti, ma come questi siano atti a creare una sorta di condivisione di atteggiamenti, valori, comportamenti e gusti fra grandi e piccoli. Alla domanda specifica su cosa crei o incentivi integrazione fra genitori e figli il 21% ha risposto che il legame intergenerazionale avviene quando si hanno gli stessi hobby, se si [...]]]></description>
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		<title>In medio stat virtus: alimentazione e ortoressia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Veronica Salemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ortoressia, ovvero l&#8217;ossessione maniacale per il mangiare sano, è tra i disturbi alimentari in forte crescita negli ultimi anni. La patologia non è stata ancora riconosciuta in via ufficiale dal mondo psichiatrico e per tale motivo non risulta presente nel &#8221;Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali&#8221; (DSM). Il termine ortoressia deriva dal greco &#8216;orthos&#8217; (sano, corretto) e &#8216;orexis&#8217; (fame, appetito), fu coniato da Steven Bratman, esperto di medicine alternative e autore di &#8220;Health Food Junkies&#8221;, libro divenuto in poco tempo un best seller negli Usa. Egli diagnosticò questo particolare disturbo alimentare proprio su se stesso, rendendosi conto di alcuni suoi comportamenti estremizzati relativi all&#8217;alimentazione che sfociavano in un atteggiamento patologico. Le cause all&#8217;origine del disturbo sono molteplici, fra le principali: il ritmo di vita stressante e i canoni di bellezza e salute che si rivolgono sempre più al consumismo. Il disturbo sembra colpire soprattutto le persone appartenenti alle classi medio-alte e, in particolare, le donne. Tutto inizia in modo apparentemente giusto, quello di voler controllare l&#8217;alimentazione al fine di perdere peso o di migliorare lo stato generale della salute. Si inizia evitando i cibi grassi, per poi eliminare dalla propria alimentazione anche i carboidrati, i formaggi e il latte. [...]]]></description>
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		<title>Spaghetti, pizza e dedizione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Capitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ambiente a Rossopomodoro è caldo, accogliente, sofisticato. Proprio come Lisa Girone,  giovanissima e intraprendente manager che da quattro anni, insieme alla sua socia Maria Gialone, gestisce il ristorante-pizzeria di via Verbania (zona Porta Pia), una delle sedi della famosa catena napoletana tra le più frequentate di Roma. Lisa, niente crisi per voi? “Ottobre e Novembre sono stati due mesi molto incerti, si percepiva tensione, malcontento. Ma gli italiani alla pizza non rinunciano, soprattutto qui, dove trovano un prodotto di qualità a un prezzo medio. Anche la ristorazione non sta andando male, a pranzo facciamo più di 120 coperti al giorno”. E’ sorridente, elegante e un po’ emozionata Lisa, ma anche soddisfatta e sicura di sè. Nata trentasette anni fa nel cuore di Napoli, ha iniziato a lavorare come grafica per poi trasferirsi  in Toscana, dove ha intrapreso la gavetta nell’alta ristorazione, proseguita a Londra per altri tre anni e conclusasi a Roma con l’attuale ruolo di manager. “Sono una donna manager, è vero, ma sono anche una mamma-single convinta. Penso che nella vita ci voglia parecchia fortuna per riuscire a ottenere quello che si desidera, ma pure molta positività e tantissima autostima. Dopo tutti gli anni di gavetta, ho imparato [...]]]></description>
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		<title>E dopo le feste: tutti a dieta!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni anno rientra tra i buoni propositi, ma spesso viene immancabilmente disattesa. Di cosa sto parlando? Della “dieta post feste”! È tempo di mettere in pratica i buoni consigli per perdere velocemente quei chili di troppo. Durante i pranzi o le cene di Natale e Capodanno l&#8217;alimentazione è più ricca di grassi e di zuccheri, quindi più calorica, aggiunge facilmente uno o più chili  a quelli che si accumulano in media durante il periodo invernale. Secondo Coldiretti sono due i chili presi dagli italiani durante le festività, gli esperti hanno stimato un consumo medio di 15 mila-20 mila chilocalorie in più per l’effetto combinato del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche e della rinuncia di alimenti fondamentali come frutta e verdura. “Da smaltire per gli italiani ci sono – precisa la Coldiretti – i quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, ottanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 8 milioni di cotechini e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo di ben oltre cinque miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno. E l’abbuffata natalizia è stata anche accompagnata da una maggiore sedentarietà con le lunghe [...]]]></description>
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		<title>Pasta Madre day, il più grande spaccio collettivo del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 10 dicembre è scoccata l’ora del Terra Madre Day grazie al quale, con più di mille eventi e quasi 200 mila persone, Slow Food ha proclamato il diritto a un cibo buono per il palato, pulito per uomini, animali e natura, e giusto per produttori e consumatori. Ma la giornata è stata anche l’occasione per festeggiare il Pasta Madre Day, il più grande momento di spaccio collettivo mondiale. Niente di illegale, perché i &#8220;pusher&#8221; di cui parliamo spacciano solo pasta madre, il lievito naturale usato per fare il pane prima che il lievito di birra si diffondesse su larga scala. In mercati, negozi, centri sociali, e tanti altri punti d’incontro di tutta Italia, più di 250 spacciatori si sono organizzati per condividere la propria passione e, soprattutto, per regalare un po’ di pasta madre. A Roma, alla Casetta Rossa di Garbatella, in tanti hanno affollato la sala dove le organizzatrici dell’evento hanno spiegato, mentre non smettevano un attimo di impastare, perché e come usare la pasta madre. Tra loro anche Angela Falasca dell’Università del Saper Fare, gruppo operativo dell’associazione Movimento della Decrescita Felice (MDF), e referente di questo evento. &#8220;Usare pasta madre per la panificazione domestica comporta molti [...]]]></description>
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		<title>La spesa bio? Grazie a Zolle si fa sul web!</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Mannocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mele dallo squisito sapore di mela, deliziosi pomodori dal sapore di pomodoro, insalata croccante che sa di insalata. Detto così può sembrare una tautologia ma l’equivalenza frutto della terra-sapore, ad oggi, non è più così scontata. Ritrovare il gusto di un cibo sano e di qualità sembra essere, al contrario, il principale obiettivo di Zolle, un servizio che riduce ad un solo passaggio la filiera produzione-vendita dei prodotti alimentari: dal contadino alla tavola. Ogni settimana è possibile ricevere direttamente a casa propria frutta e verdura rigorosamente di stagione da aziende laziali che producono con metodo biologico, biodinamico e di lotta integrata. Zolle nasce nel 2008 a Roma, da un’intuizione di Simona Limentani e Ghila Debenedetti, due giovani donne che, nonostante la crisi finanziaria appena scoppiata, decidono di lanciarsi in un’impresa che ricalca un servizio molto popolare in Germania e in numerosi paesi del centro-nord Europa: quello della cassetta di frutta, verdura e altri alimenti freschi recapitati a domicilio. Oltre dieci mesi di lavoro preparatorio per conoscere le aziende agricole del Lazio con le quali collaborare e per organizzare la logistica, prima di cominciare a svolgere settimanalmente le consegne dei migliori prodotti di agricoltura locale, espandendo e fidelizzando una clientela in [...]]]></description>
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		<title>Terra Madre Day 2011: diversi e uniti per un migliore futuro del cibo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono già in 130 mila ma giorno per giorni diventano sempre di più. Sono le persone che in tutto il mondo festeggieranno, il prossimo 10 dicembre, la terza edizione del Terra Madre Day. L’evento organizzato da Slow Food vedrà ogni sede locale dell’associazione no-profit (chiamate condotte in Italia e convivum nel resto del mondo) coinvolte in più di 700 iniziative . Tutte in festa per celebrare la biodiversità alimentare, per creare un modello alternativo di produzione e consumo degli alimenti e per proclamare il diritto a un cibo buono per il palato, pulito per uomini, animali e natura, e giusto per produttori e consumatori. Un virtuale giro del mondo in ottanta secondi ci porterebbe al festival gastronomico dedicato ai meleti di Almaty, in Kazakistan, e a quello a Mawphlang, in India, dedicato alla diversità alimentare della regione. Il viaggio continuerebbe a Figueras, in Spagna, dove 18 ristoranti parteciperanno a una sfida a colpi di piatti della tradizione locale e fino in Australia. Lo Slow Food Brisbane preparerà, infatti, una cena con cibo ancora commestibile ma non più idoneo alla vendita nei supermercati, per portare all’attenzione dei consumatori la grande quantità di prodotti che ogni giorno vengono buttati via a causa [...]]]></description>
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		<title>Quale futuro per le mense scolastiche?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 23:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A scuola è possibile garantire pasti di qualità e a basso costo? A tal proposito Sodexo, azienda operante nel settore della ristorazione ha incaricato Lexis Ricerche di realizzare un’indagine sulla ristorazione scolastica, domandando ai genitori italiani specifiche valutazioni sulle mense delle scuole materne ed elementari. I risultati completi della ricerca verranno resi pubblici nel corso del convegno &#8220;Ristorazione scolastica. Contenimento dei costi e garanzie di qualità: una sfida impossibile?&#8221;, che si terrà il 23 novembre presso l&#8217;Università Milano Bicocca. Attraverso 600 interviste telefoniche la ricerca ha rilevato i seguenti dati: poco più della metà dei genitori intervistati afferma di non aver avuto dubbi nel mandare i propri figli alla mensa scolastica; per circa il 20% è stata invece una scelta obbligata e per circa il 20% è stata una scelta un po&#8217; sofferta. Il 70% dei genitori ritiene di essere sufficientemente informato riguardo la programmazione e la pianificazione dei menù, mentre risultano meno conosciuti i metodi ed i responsabili del controllo di qualità. Il dato più interessante riguarda i desiderata: secondo meno della metà dei genitori l’alimentazione corretta dei bambini deve derivare da una dieta equilibrata, mentre per la stragrande maggioranza degli intervistati il ruolo delle mense scolastiche deve essere [...]]]></description>
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		<title>I &#8220;Sapori Diversi&#8221; della cucina inclusiva</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 23:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso si sente parlare di &#8220;pari opportunità&#8221;, ma i contesti e le occasioni in cui non resta solo uno slogan sono davvero poche. Ancora meno in un periodo come questo in cui, tra spread e rischio default, uno degli effetti peggiori della crisi è stato il taglio del welfare, con risorse sempre più scarse per supportare chi ne avrebbe più bisogno. Per fortuna esistono iniziative come quella della Comunità di Sant’Egidio. Si è infatti conclusa, a Roma, la prima edizione di &#8220;Sapori Diversi&#8221;, il programma di &#8220;cucina inclusiva&#8221; che mira alla formazione e all&#8217;inserimento lavorativo dei disabili in diversi locali romani. Grazie alla collaborazione di noti chef della Capitale, ben 12 portatori di handicap hanno trovato lavoro in un ristorante. Si sono guadagnati questa grande occasione seguendo, per 14 mesi, i corsi tenuti da specialisti del settore, chef del calibro di Cristina Bowerman (Glass Hostaria), Davide Cianetti (OS Club), Saverio Crescente (Grano), Riccardo Di Giacinto (All’Oro), Dany Di Giuseppe (Porto Fluviale), Alessandro Roscioli (Roscioli), Angelo Troiani (Il Convivio) e Leonardo Vignoli (Da Cesare). Il progetto, realizzato insieme alla Laurenzi Consulting e con il sostegno di Fondazione Telecom Italia, è un’iniziativa inedita in Italia ed è nato sulla scia dell’esperienza della [...]]]></description>
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		<title>Fame Globale: evoluzione metropolitana della catena alimentare</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna Fraccon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Sapremmo assai di più della complessità della vita se ci fossimo applicati a studiare con determinazione le sue contraddizioni, invece di perdere tanto tempo con le identità e le coerenze, le quali hanno il dovere di spiegarsi da sole”. Josè Saramago, La caverna In molte regioni dell’Africa, con ottime probabilità, un neonato appena venuto alla luce dal grembo materno sarebbe subito preda della denutrizione. A Roma, sotto il sole di piazza Vittorio, sua madre si rifornisce con pochi euro ad un fast-food e assume circa 265 kcal con un milkshake alla fragola e 255kcal con un hamburger. Curioso come il rosso vivo del suo abito richiami con una giusta dose di folklore il logo di una nota catena di fast-food. Ma non perdiamo troppo tempo a disgustarci della dubbia provenienza e qualità dei cibi confezionati presso le numerose catene che trovano sempre più spazio e clientela nelle nostre città: in fondo, di più dell’ 80% del cibo che acquistiamo e ingeriamo ogni giorno non saremmo in grado di stabilire l’esatta provenienza, la trafila di produzione, tantomeno il viaggio fatto per arrivare fino a noi, figuriamoci la qualità. E se è vero che l’ “uomo è ciò che mangia” non c’è da stupirsi certo [...]]]></description>
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		<title>Pay What You Can</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Spinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di idee geniali state sicuri che, con tutta probabilità, si parla di Stati Uniti. E&#8217; qui infatti che alcune delle menti più importanti al mondo hanno creato oggetti o partorito idee che hanno reso, in qualche modo, la nostra vita migliore o semplicemente più felice. I primi e banali esempi che mi vengono in mente sono  le carte di credito, il GPS, le scarpe da ginnastica e l&#8217;elenco potrebbe non avere fine. Tra le idee che più mi hanno colpita quando sono andata in vacanza negli Stati Uniti c&#8217;è anche quella del &#8220;Pay what you can afford&#8220;, modello per il quale quando si visita un museo &#8211; anche uno importante come il Metropolitan o quello di Storia Natuale &#8211; esiste la possibilità di pagare solo ciò che è affordable, cioè solo ciò che ci si può permettere. In questo modo il museo è fruibile non solo da coloro che hanno la possibilità di pagare il prezzo pieno ma anche da coloro che, in altre circostanze, sarebbero costretti a viverlo al massimo da fuori. Gli americani ne hanno pensata un&#8217;altra delle loro: hanno trasportato l&#8217;idea del &#8220;Pay what you can afford&#8221; fuori dai musei. Partendo dal presupposto che [...]]]></description>
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		<title>Il copyright sul broccolo</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Frodi alimentari: quante “bufale” sulle nostre tavole di F. Sportelli &#8220;Ci sono cose che non si possono comprare…&#8221; ammette lo slogan di una celebre carta di credito. L’abbiamo sentito così tante volte che ci abbiamo quasi creduto. Quasi. Già, perché le grandi multinazionali dell’agroalimentare hanno deciso di mettere le mani sul più importante bene comune del pianeta che, almeno in teoria, non ha prezzo: il suo patrimonio genetico . Risorse naturali alla base dell’agricoltura e della produzione alimentare potrebbero diventare presto un’esclusiva delle varie Monsanto, Bayer, Syngenta, Dupont, Basf. Diverrebbero padrone di patate, broccoli, cetrioli, carote, pomodori e addirittura bistecche, latte e formaggio, come se fossero loro ad averle &#8220;inventate&#8221;. Da quando l’Ufficio Europero dei Brevetti (Epo) ha aperto i battenti nel 1999, infatti, sono stati rilasciati circa 900 brevetti sull&#8217;allevamento degli animali e quasi il doppio sulle piante. Diminuiscono le richieste di brevetti relative a coltivazioni transgeniche, mentre quelle riguardanti metodi convenzionali, di uso normale nelle campagne, sfiorano ormai il 30% del totale. Il 26 ottobre l’Epo si sarebbe dovuto pronunciare, nel corso di un’udienza pubblica, sulla revoca (alquanto improbabile) del brevetto del broccolo (EP10698199). Per questo, in quel giorno, cittadini, agricoltori, attivisti, comitati e Ong europee [...]]]></description>
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		<title>Sapori d’autunno</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Autunno, per il mondo contadino significa festa, e quindi, tempo di fiere, sagre, tempo di raccolta, tempo di vendemmia. Le piazze e i borghi d’Italia si vestono a festa per celebrare i numerosi prodotti tipici stagionali. Da nord a sud sono tantissime le manifestazioni che si susseguono per tutto il periodo autunnale e che interessano svariati settori del mondo contadino: dalle sfilate dei bovini e le tavolate organizzate tra formaggi e salumi alle degustazioni di mele, tartufo, miele, olio, uva e vino; alla sagra del cinghiale, dell’oca, della patata; alla degustazione del pesto, alla festa dello speck, della polenta, delle anguille; alle gare tra cuochi nella preparazione del tortello dolce, all’assaggio di fagioli, castagne e nocciole; alle specialità regionali come le orecchiette, il peperoncino, i prodotti sott’olio, le olive, la mostarda, il pane. In occasione di queste manifestazioni si assiste ad una riscoperta delle tradizioni locali e popolari, ad un risveglio del sentimento di unità e di appartenenza tipico di un luogo, alla riscoperta di antiche tradizioni culinarie che vengono tramandate di generazione in generazione e ad un ritorno alle radici, alle proprie origini regionali. A ciò si aggiungono i canti, i balli, l’artigianato locale che contribuiscono ad arricchire e ad allietare questi momenti di festa cittadina. Negli ultimi anni [...]]]></description>
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		<title>Buongustai a tavola: il Piatto del Buon Ricordo è servito!</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele Mannocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se siete amanti della cucina regionale e curiosi avventori di trattorie e ristoranti tipici vi sarà capitato, dopo aver degustato una squisita pietanza, di ricevere in dono un piatto dai colori vivaci al momento del conto. Non un souvenir qualsiasi, ma una ceramica d’arte realizzata, con un bozzetto esclusivo, dagli artigiani di Vietri sul Mare, celebre cittadina del salernitano famosa per le sue ceramiche artistiche. Benvenuti in uno dei 126 Ristoranti del Buon Ricordo: uno dei più noti ed antichi sodalizi tra ristoratori più antichi in Italia che, nel 2011, ha raggiunto il traguardo dei 47 anni di vita. Un’iniziativa nata nel lontano 1964 dalla fantasia di un grande uomo di cultura &#8211; nonchè dal palato fine – di nome Dino Villani, celebre pubblicitario dell’epoca inventore di eventi e ricorrenze che hanno segnato la nostra storia: dal Concorso di Miss Italia alla Festa della Mamma fino a quella degli innamorati a San Valentino. Grande appassionato della cucina del territorio e alla ricerca di un modo per valorizzarla e divulgarla al meglio, Villani pensò ad una formula con cui venissero promossi ristoranti e trattorie che proponessero, nel loro menu, piatti tipici locali: regalare ai clienti che avessero degustato le specialità regionali, [...]]]></description>
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		<title>Il vegetarianesimo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l&#8217;evoluzione verso una dieta vegetariana”. Così asseriva Albert Einstein. Dal 1° al 7 ottobre si è celebrata la settimana dell’Alimentazione vegetariana, concepita allo scopo di promuovere e divulgare uno stile di vita sano, etico e sostenibile. La manifestazione, nata nel 2008, coinvolge le associazioni vegetariane di tutto il mondo che, nel corso degli anni, hanno dato vita ad un movimento internazionale e globale, impegnato su fronti di battaglia diversificati. Numerose sono state le iniziative organizzate nei vari angoli del pianeta (dall’Australia al Canada, dall’India all’Argentina) volte alla celebrazione e alla diffusione del vegetarianesimo, inteso non solo come modo di nutrirsi ma soprattutto come modus vivendi improntato al rispetto dell’ambiente, dei principi etici e pacifisti, nonché all’osservanza dell’ecosostenibilità. La storia del vegetarismo è antichissima ed è stata capace di attraversare quasi tutte le epoche: le tracce si trovano nell’antico Egitto e nella Grecia antica; ne fanno menzione i concili cristiani; ci sono testimonianze risalenti al Medioevo e all’Umanesimo fino ad arrivare all’Illuminismo. La fusione di abitudini alimentari e convinzioni etico-filosofiche determina uno stile di vita perfettamente rappresentato dal celebre proverbio “siamo ciò che mangiamo”. In effetti il vegetariano (etico) abbraccia e segue [...]]]></description>
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		<title>Benessere ed efficienza: come rendere al meglio</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 22:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Zagami</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del convegno Benessere ed efficienza stare bene per rendere al meglio che si terrà presso l’università Salesiana di Roma il 15 ottobre 2011, saranno trattate tematiche di grande interesse relative i problemi di sovrappeso e le possibili strategie risolutive. La vita di tutti i giorni ci impone dei ritmi frenetici e non sempre siamo in grado di seguire una corretta alimentazione che privilegi ortaggi, frutta e cibi a basso contenuto calorico. Siamo abituati a consumare, quasi a divorare, il pasto durante la pausa pranzo: un trancio di pizza, un panino o una piadina, o peggio ancora i fastfood all’americana, per poi ritornare seduti dietro ad una scrivania per ore. Tutti gli sfortunati che hanno un patrimonio genetico metabolico pigro, tendente alla conservazione delle calorie ingerite tramite il cibo, saranno destinati ad ingrassare miseramente, a porre chili su chili creando uno scompenso fisico e spesso anche psicologico. Chi non si accetta con qualche chilo in più tenta sempre di ricorrere ai ripari cercando soluzioni facili e veloci, magari apprese dai svariati settimanali che lanciano le diete più glamour del momento. Come la Dukan, uno dei regimi ipocalorici più apprezzati dalle star del momento, e seguita dalla stessa Kate Middleton [...]]]></description>
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		<title>Sapori d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 22:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedete a un africano del Senegal di rievocare le proprie radici, vi parlerà certamente del cibo e di sua madre. La cucina senegalese è il regno deputato della donna e nasce e si sviluppa intorno ai fornelli delle case. Poligamia, povertà, condivisione. Si mangia tutti insieme attingendo a un vassoio comune e formando un unico cerchio perfetto di sei-dieci persone. La profonda dimensione comunitaria dona al momento del pasto (spesso solo quello del mezzogiorno nelle zone rurali e nei quartieri più poveri della città) un forte spirito di sacralità, che nell’etica più autentica dello slow food, rinsalda la coesione del gruppo all’insegna della solidarietà. Considerata tra le migliori di tutta l’Africa occidentale, la cucina senegalese profuma di arachidi tostate, merendine di tamarindo, spezie e infanzia. Fatte salve le variazioni nella prepareazione degli alimenti appartenenti ai diversi gruppi etnici, ingredienti di base restano pollame, cucinato alla griglia dopo una lunga marinatura di limone e cipolla (yassa) o al massimo carne di bue o agnello, pesce, verdure e riso (tiep) ad accompagnare (preferito quello frumentato simile al cous cous, retaggio del periodo coloniale durante il quale i francesi consumavano solo il riso intero ritenendolo più pregiato e lasciavano alle popolazioni locali [...]]]></description>
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		<title>Messico e Nuvole</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se amate consumare portate sostanziose e nutrienti o rimpinzarvi di spuntini veloci e golosi (antojitos, capricci) nei momenti più diversi della giornata, il Messico è la patria che fa per voi. Quando gli spagnoli vi giunsero nel 1519 scoprirono che Aztechi e Maya disponevano già di un sistema alimentare efficiente e completo e avevano messo a punto avanzati sistemi agricoli di coltivazione da cui trarre straordinarie varietà di fagioli, patate dolci, peperoncini, zucche, pomodori rossi e verdi (tomatillos). Al turista viziato dai presunti piatti messicani venduti all’estero, l’esperienza con l’autentica tradizione culinaria di questo Paese può rivelarsi addirittura stupefacente. Avocado, papaya, ananas, cioccolato, chiodi di garofano, noci e peperoncino, salsette e intingoli. Suggestioni matriarcali. Contaminazioni. Dimenticate burritos o nachos al formaggio, appendete al chiodo il sombrero e non abbiate fretta. Appassionatevi a una cucina economica e varia, a piatti sempre freschi preparati al momento spesso con ingredienti locali e di stagione e alla semplicità della tavola e della mensa curata dalle madri. La combinazione degli ingredienti accende le fragranze e incanta i sensi. Profumo di cannella e cioccolato dell’Oaxaca addolcisce l’aria. Considerato divino nell’antica Teotihuacán, oggi Città del Messico, il cioccolato era la bevanda degli dei, cui gli Aztechi attribuivano [...]]]></description>
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		<title>Lemoncocco: la bevanda fresca a base di limone e cocco</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 22:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La città di Roma durante il periodo estivo diventa rovente, e sono tanti gli abitanti e i turisti alla costante ricerca di fontanelle romane o di bibite fresche. Una gustosa alternativa per fronteggiare la torrida estate romana è offerta da un suggestivo chiosco situato in piena Piazza Buenos Aires, alla fine di Viale Regina Margherita. Lì si può gustare il lemoncocco: freschissima bevanda di limone e cocco, arricchita da cremolato di diversi gusti. Ogni anno il lemoncocco romano si propone come bevanda estiva, grazie al sapore dolciastro del cocco che ben si amalgama con l’aspro limone e il gelido cremolato. Ma come si prepara il lemoncocco? Acqua, la scorza di mezzo limone e sciroppo di cocco: sembra essere questo il segreto della deliziosa bevanda dissetante. Al liquido così creato si aggiunge il cremolato, ossia ghiaccio tritato unito allo sciroppo di frutta. E la moda del lemoncocco conquista fans anche su facebook! Diversi sono i gruppi pro lemoncocco che imperversano sul social network più famoso nel mondo: da Per quelli che vorrebbero emigrare e aprire un chiosco di Lemoncocco a Gli Irriducibili del Lemoncocco di P.zza Quadrata, da A quelli ke a Roma si fermano a bersi il lemoncocco!! a Il Lemoncocco: [...]]]></description>
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		<title>Carne di manzo radioattiva in Giappone</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea De Angelis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La paura innescata dalla vendita e consumo di manzo con radiazioni è cresciuta in Giappone dopo che le autorità hanno registrato un sensibile aumento del numero di animali che si nutrono di fieno con alti livelli di cesio radioattivo. L&#8217;annuncio arriva dopo che il governo aveva già ordinato la sospensione di tutte le forniture di bestiame nella prefettura di Fukushima, in seguito alla scoperta di bestiame nutrito con foraggio di piante di riso radioattive,venduto e distribuito in tutto il Paese. Molti supermercati tra cui Aeon, il più grande del Paese, hanno confermato di aver venduto carne di manzo poi rivelatasi contaminata a Tokyo e in altre città. Il governo del Giappone ha chiesto ai suoi agricoltori di cessare la distribuzione di carni bovine provenienti da prefettura di Fukushima e si prevede di vietare qualsiasi spedizione di vitello dalla provincia. L&#8217;esecutivo è stato di fatto costretto a prendere simili misure dopo che sono stati rilevati livelli di radioattività cinquecento volte superiori agli standard di sicurezza. L&#8217;agenzia di stampa Kyodo ha precisato che sono almeno sette le aziende agricole ad aver alimentato il bestiame con la paglia contaminata. In particolare la fattoria Motominaya conteneva 690.000 becquerel di cesio al chilo, 1.380 volte [...]]]></description>
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		<title>Il gelato ecosostenibile</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 22:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come è noto la canicola estiva stimola la voglia di gelato. Meglio ancora se il gelato che scegliamo è biologico e rispetta l’ambiente. Da una stagione decadente in cui i gusti preferiti erano anche i più improbabili, dal puffo a tutto ciò che è commestibile, oggi il mondo del sottozero inizia a guardare al passato, cercando di realizzare i gusti classici al meglio e secondo criteri ecosostenibili. Sono tantissime le aziende e i piccoli produttori artigianali lanciatisi in questa crociata equo solidale. La realizzazione del gelato sostenibile avviene su diversi livelli: l’energia con cui viene prodotto, le materie prime utilizzate, gli imballaggi, il trasporto. In Scozia il gelato “pulito” viene preparato nella fattoria di Westertown, nell’Aberdeenshire, attraverso tre pale eoliche che riescono a produrre circa 2.5 MW. Il 30% dell&#8217;energia rinnovabile serve ad alimentare la fattoria e il resto viene venduto a Good Energy, la società leader in Gran Bretagna per l’energia rinnovabile. Oltre a questo l’azienda gestita dalla famiglia Makies produce 10 milioni di litri di gelato sostenibile all’anno e punta ad essere una delle realtà imprenditoriali più verdi della Gran Bretagna: non solo mirando a ridurre le emissioni di CO2, ma riciclando anche gli scarti biologici del gelato [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;idromele: la bevanda degli dei</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcholic History X: leggi le origini degli alcolici e le leggende che la danno a bere! Ci sono storie, che già a raccontarle nel tempo del C&#8217;era una volta, ci si trova in imbarazzo, perchè si tratta di racconti per cui ci vorrebbe perlomeno un&#8217;invocazione a una musa. L&#8217;idromele, cantami o diva, quella bevanda consumata dagli dei dell&#8217;Olimpo e da quelli di Asgardh e assaggiata dai migliori tra gli uomini, gli aristos appunto: poeti e guerrieri, cui quel fermentato di miele donava sapienza e forza (ricordate Asterix? Cos&#8217;è quella pozione magica che gli dona tutte le proprietà di un mitico guerriero vichingo, bollita in un pentolone, se non idromele?). La storia qui si fonde con la leggenda: il mito è necessario per ricostruire gli avvenimenti. Si pensa che la bevanda sia nata nel Corno d&#8217;Africa &#8211; a tutt&#8217;oggi in Etiopia è il liquore nazionale &#8211; e che abbia viaggiato attraverso l&#8217;Egitto per raggiungere Creta e dunque la Grecia prima ancora del periodo classico e degli dei olimpici, nell&#8217;epoca dei Titani, tanto per capirci. Da qui avrebbe proseguito il suo viaggio, in maniera misteriosa, verso i popoli indoeuropei: dall&#8217;Est fino al Centro Europa, toccando persino la Scandinavia. Dal Dioniso di Karl [...]]]></description>
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		<title>Thai food</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 22:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per lo più sconosciuta al resto del mondo fino alla metà del secolo scorso, e maturata nel crogiolo della dominanza cinese, indiana e araba, la cucina thailandese si caratterizza per la straordinaria e suggestiva varietà, anche grazie al clima monsonico che l’ha resa una terra fertile e dalla vegetazione lussureggiante. Tramandata oralmente secondo la tradizione di ciascun gruppo familiare, delicata e saggia nel bilanciare gli ingredienti in accostamenti facilmente digeribili e dietetici senza perdere in bontà, è un’arte dai profumi esotici e raffinati, basata essenzialmente su improvvisazione e sperimentazione creativa. Decisa e infuocata nei sapori più aromatici e piccanti, ghiotta e rinfrescante sulla nota più amabile, il thai food è una rivendicazione identitaria unica ed inimitabile e non una semplice appendice regionale della tradizione cinese. La tolleranza di un Paese che ha fatto del sorriso gentile e del modo pacato la propria arma vincente, vi conquisterà. Sedotti dall’aroma del leis (gelsomino) o assaliti dal profumo sublime del curry piccante e del pollo arrosto speziato, magari in bastocini di satay in salsa di arachide, vivrete un’esperienza appagante e indimenticabile. Nell’armonica combinazione delle portate scodellate in ciotole di porcellana e attentamente disposte al vostro cospetto, potreste notare meloni e ananas che si [...]]]></description>
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		<title>Piccole delizie crescono, la Porchetta d’Ariccia diventa IGP</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Palazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ottima servita fredda, insuperabile quando ancora calda e pronta da gustare. La giusta quantità di grasso (diffidare dai tranci completamente magri), la crosta rigorosamente croccante (o ‘scrocchiarella’). Come accompagnamento fette di pane casereccio (un po’ salato e con tanta mollica) e vino rosso a volontà, magari stappando bottiglie di Romanella. Stiamo parlando della celebre ‘Porchetta di Ariccia’, uno di quegli alimenti da ‘strappo alla regola’ della propria dieta, in grado di accontentare allo stesso tempo stomaco e palato. Un prodotto anacronistico nell’epoca della globalizzazione. Gli ambienti ideali per la sua consumazione sono le &#8220;fraschette&#8221;, le caratteristiche osterie che pullulano la città ariccina e riempiono le serate di brindisi e stornelli. Il piccolo comune dei Castelli Romani si trova a sud della Capitale, ad appena 30 chilometri dall’Urbe percorrendo la via Appia. È meta dei tanti cittadini della metropoli per un sabato sera fuori dal raccordo o per un tour enogastronomico, ma la fama della porchetta non è rimasta vincolata ai confini provinciali o regionali: non solo alimento da gita fuori porta visto che è notizia dei giorni scorsi la denominazione IGP del prodotto. A seguito della pubblicazione del Regolamento sulla Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea (Serie L 158 del 16 giugno [...]]]></description>
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		<title>Quando troppa carne fa male&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 22:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’azienda tedesca Lidl, con sede italiana ad Arcole (VR), dopo il caso mediatico scoppiato un paio di anni fa dal blog di Beppe Grillo in merito all’introduzione della rivoluzionaria figura del caposettore, è nuovamente sotto l’occhio del ciclone. Ma procediamo con ordine. Due settimane fa otto bambini francesi sono finiti in ospedale dopo aver mangiato gli hamburger surgelati prodotti dalla Seb e venduti con marchio Steaks Country dalla multinazionale tedesca Lidl, leader nel settore dei discount alimentari. I piccoli hanno contratto un’infezione alimentare causata dal batterio E.coli che ha provocato nei bimbi una forte diarrea con perdita di sangue. Il batterio E.coli non ha nulla a che vedere con l’epidemia che in queste settimane sta colpendo la Germania, ciò nonostante la divisione francese della Lidl ha dovuto bloccare la vendita della carne incriminata e ritirare dal mercato il prodotto posto in vendita. Lo stato di allarme si è esteso anche da noi in Italia, dove la squadra dei Nas di Padova ha accuratamente sequestrato e analizzato gli hamburger presenti nella sede logistica italiana della multinazionale. I risultati, ottenuti a distanza di pochi giorni, hanno tranquillizzato i milioni di consumatori italiani che quotidianamente acquistano generi alimentari presso i punti vendita Lidl [...]]]></description>
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		<title>Sushi e paella addio: con lo Slow Food si riscopre il “local”</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se amate i ravioli al vapore o il pollo al curry forse non siete capitati nel posto giusto. Il 19 giugno a Ciampino si è infatti svolto il Mercato della Terra, manifestazione organizzata da Slow Food Italia, che ha lo scopo di incentivare la consumazione di prodotti locali provenienti dal territorio, senza scomodare vivande cinesi o indiane. Il Mercato, che si svolge ogni terza domenica del mese in Via Mario Calò, è formato da vari stand di produttori che offrono alimenti caratteristici e di provenienza regionale. La mescolanza di odori e sapori nostrani è veramente suggestiva. Ecco quindi la cooperativa Agricoltura Capodarco, che mette in mostra il suo dolcissimo succo d’uva accompagnato da biscotti artigianali al limone Preferite il salato? Nessun problema: Le mucche di Luciana, azienda di vendita diretta specializzata in formaggi e salumi, offre un ottimo prosciutto di Frosinone dal gusto delicato. Le golosizie di Miranda è invece il nome di un atelier di confetture creative: gelatina di prosecco con scorzette di pompelmo, confettura agrodolce di cipolle rosse o marmellata dolcemara di limoni; ricercati nel nome, ottimi nel gusto. Patè di olive, e gelatina alcolica di lampone e more sono invece le prelibatezze dell’Azienda Agricola Futura di Giulianello, [...]]]></description>
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		<title>Non sai che pesci prendere?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Sportelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Niente più pesce nei nostri piatti dal prossimo 2 luglio. È quello che succederebbe se tutti i paesi dell’Ue dovessero consumare solo prodotti ittici nazionali, come denuncia il dossier &#8220;Fish dependance day&#8221; della New Economics Foundation. Le scorte finirebbero presto perché spesso noi, come i nostri cugini europei, consumiamo il pesce sbagliato. Basti pensare che nel Mediterraneo vivono almeno 500 specie di pesce commestibile ma sulle noster tavole ne arrivano, si e no, una decina. L’indiscriminata e continua cattura di pesci impedisce a molte specie di riprodursi e di ripopolare le acque, condannandole all’estinzione e obbligandoci a importarne il 37% in più rispetto a 20 anni fa. Come il pesce spada o il tonno rosso del Mediterraneo, a rischio anche per la contaminazione da mercurio o policlorobiofenili (diossina e simili). A parziale giustificazione si può obiettare che quasi sempre la scelta è limitata a ciò che offre un qualsiasi banco del pesce, ma non bisognerebbe dimenticare che tocca a noi consumatori condizionare il mercato e fare la differenza. Come? Ce lo spiega Slow Food che da più di 20 anni si batte in nome del consumo responsabile, anche in campo ittico grazie a Slow Fish, fiera che si tiene ogni [...]]]></description>
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		<title>Mirto: la Natura che diventa Poesia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 22:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Poladas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcholic History X: leggi le origini degli alcolici e le leggende che la danno a bere! “Conosci la terra dei limoni in fiore, dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure, dal cielo azzurro spira un mite vento, quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso, la conosci forse? Laggiù, laggiù io andare vorrei con te, o amato mio!” Così scriveva Johann Wolfgang von Goethe, a dimostrazione del fatto che chi dice mirto dice Italia, o quanto meno macchia mediterranea. Come accade per tutte le tradizioni popolari le origini di questo prodotto sono incerte. in Grecia il mirto (pianta) è legato alla leggenda di Myrsine, giovane donna che durante le Olimpiadi battè un giovane e venne per questa tramutata in pianta di mirto. Ecco l’abitudine di cingere il capo dei vincitori dei giochi con una corona di mirto. “Con un rametto di mirto e una rosa in mano sorrideva, e i suoi capelli sul collo le cadevano e le spalle”. Sono versi di Archiloco, il celebre poeta vissuto a Paro, in Grecia, nella prima metà del VII sec a.C. Nella sua poesia narra del mirto, la leggendaria pianta consacrata ad Afrodite, la dea greca dell’Amore la quale, quando Paride [...]]]></description>
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