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	<title>Fuori le Mura &#187; LIBRI</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Fanzines Revolution</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicolamaria Coppola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Irregular Rhythm Asylum è sito al  primo  piano di un anonimo edificio bianco al civico 302 di New  Shinjuku-ku,  nel quartiere di    Shinjuku a Tokyo. È un  negozio nel  quale ci si  trova di tutto: da  datati e  introvabili CD di artisti  giapponesi  e  internazionali a dvd di ignoti film  fuori  commercio fino a t-shirt di designer contemporanei e libri e  giornali di  fenomeni di nicchia. Irregular Rhythm Asylum, però, è  soprattutto il regno delle Fanzines, e da quando  ha aperto un bel po&#8217; di anni fa, ormai, è diventato un polo d&#8217;attrazione per spiriti fuori dagli  schemi. Il Giappone è sempre un passo avanti  rispetto all&#8217;Occidente, e mentre altrove la carta  stampata è in netto declino, con un nutrito stuolo di apocalittici che presagiscono la sua definitiva scomparsa nel giro di pochi anni, nel Sol Levante la stampa tradizionale continua a prosperare: ne è una palese dimostrazione  il successo sempre più crescente delle fanzines, le riviste “non viste”. Figlie dell&#8217;ideologia punk, se non addirittura dello spirito controculturale degli anni &#8217;60, le fanzines (termine che nasce dalla contrazione delle parole fan, appassionato, e magazine, rivista) sono riviste fatte dagli e per gli appassionati, create con l&#8217;aiuto di un computer o con [...]]]></description>
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		<title>Non solo Assange: quale eredità per il cablegate WikiLeaks?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se vi dicessi WikiLeaks? Voi mi rispondereste Julian Assange. Qualcuno potrebbe anche avercelo presente: uno spilungone, capelli color platino, occhi piccoli e indecifrabili. Dita veloci, abituate a dominare le tastiere più restie, a interrogare i database più riluttanti e, a quanto pare, anche a convincere le mutandine più indecise. Un uomo complesso, difficile da capire, condannare o stimare. Un&#8217;infanzia turbolenta, una concezione del mondo più assolutista di quello che sarebbe disposto ad ammettere; un eroe autoincensatosi martire, un condottiero della libertà d&#8217;espressione ma solo finché è lui a tenere alta la bandiera. Sulla difficoltà di interagire con un soggetto del genere ma anche sugli incredibili pregi che un pensiero in bianco e nero come il suo può produrre è parzialmente tessuta la narrazione di WikiLeaks, la battaglia di Julian Assange contro il segreto di Stato (Nutrimenti), libro che ripercorre la genesi del cosiddetto cablegate attraverso il racconto dei giornalisti del Guardian con i quali Assange ha stipulato l&#8217;accordo per la diffusione dei documenti in suo possesso. L&#8217;opera “si legge come un thriller” (è scritto dappertutto, perché non qui?) ma è davvero molto di più: David Leigh, ora vicedirettore del Guardian e Luke Harding, corrispondente da Mosca, fanno luce in maniera sistematica [...]]]></description>
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		<title>Chaplin secondo Chaplin</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un volteggiare, quasi una danza: Hynkel, dittatore di Tomania, lancia in aria un mappamondo. Su e giù, a destra e a sinistra. Quella scena de Il grande dittatore, pellicola del 1940 e capolavoro fra i più autorevoli di Charles Spencer Chaplin non è entrato solo nella storia del cinema, ma è in qualche modo rappresentazione dell’intero Novecento. Un uomo che gioca con il destino del mondo, ritratto grottesco di un folle Hitler nell’Europa dei nazionalsocialismi, che sussurra ai campi di concentramento quando tutti facevano ancora finta che fosse un omuncolo innocuo. Piovvero accuse, il film non fu visto di buon occhio, la critica si dimostrò ambigua nei giudizi, non andò bene al botteghino, ma ottenne cinque silenti nomination all’Oscar. Charlie Chaplin con questo film trascrive un pezzo di storia prima che si veda il suo compiersi. Lungimirante e crudele nella sua secca denuncia del mondo, nella descrizione della povertà e nel suo umanesimo cinematografico. La figura di Chaplin si staglia nella sua autobiografia (La mia autobiografia, riproposta recentemente da Mattioli 1885) in tutta la sua compiutezza cronologica. Dall’infanzia nella povera Inghilterra di fine Ottocento in compagnia di una madre pazza, alla sofferenza di una carriera nell’avanspettacolo, all’immigrazione negli Stati Uniti, [...]]]></description>
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		<title>Dove non cresce il cemento</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andreas Marcopoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: In difesa dell’acqua pubblica: intervista a Domenico Finiguerra, il sindaco che ha conquistato Facebook di A. Marcopoli Che cosa può avere di speciale un piccolo paese di 1800 anime situato a pochi passi dalla Milano metropolitana? Le risposte a questa domanda possono essere trovate nel nuovo libro di Chiara Sasso, Il suolo è dei nostri figli, edito da Instar Libri, che narra la storia di Cassinetta di Lugagnano e del suo instancabile sindaco Domenico Finiguerra, strenuo difensore dell’ambiente in un mondo che spesso se ne occupa troppo poco. L’amministrazione di Cassinetta ha deciso infatti, ormai 5 anni fa, di dire basta al consumo del territorio, impedendo all’interno del perimetro comunale la costruzione di nuovi edifici, per salvaguardare l’ambiente e il suolo per le generazioni presenti e per quelle future. Ma come si è arrivati a questa scelta in netta controtendenza con il resto del paese, dove, per far cassa coi soldi degli oneri di urbanizzazione, i comuni svendono il suolo pubblico ai privati permettendo una cementificazione selvaggia? Chiara Sasso parte dalle origini, lasciando un costante spazio nelle pagine del libro alle parole del protagonista. Quel Domenico Finiguerra che, nato in terra lucana e trasferitosi al Nord, comincia ad operare [...]]]></description>
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		<title>Veleni di Dio, medicine del diavolo, l’Africa segreta dei misteri</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Vila Cacimba c’è sempre la nebbia. Avvolge e dissolve le case nella sua polvere di bicarbonato impenetrabile e leggera. A Vila Cacimba ci abitano il vecchio Bartolomeu Sozinho e la moglie dona Munda. Lui, il Solitario, è un ex marinaio misantropo ed ex meccanico in pensione, arrabbiato e malato di nostalgia. Si cura coi farmaci, ma quella non passa. Sta per morire o forse lo vorrebbe, perchè essere vivi non è mica vita per forza, poi, da quando ha rinunciato a tutto quello che c’è là fuori, quelle strade polverose sono solo una terra straniera dal fascino pericoloso. Di domenica va alla finestra e saluta con la mano. Dice addio, dalla stanza puzzolente. Odia quella fattucchiera della sua signora, ma non potrebbe separarsene per niente al mondo. Dona Munda ha perso le parole, si consuma le ginocchia a forza di pregare e sgancia ogni tanto qualche perla di saggezza popolare che più che altro ha quel sapore di anatema che ti si appiccica addosso e non ti lascia più. Ha cinquant’anni e casa sua è sempre al buio, alle finestre ci ha messo le trapunte e non si sa come scaldarsi. A Vila Cacimba adesso ci vive pure Sidónio [...]]]></description>
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		<title>“Così in terra” di Davide Enia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Margherita Fratantonio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ironico, violento, tenero, questo romanzo di formazione, in cui il protagonista Davide (Davidù per i familiari) ci racconta i suoi anni, dai nove ai diciotto, e i sedici soprattutto, fatti di allenamenti e incontri di pugilato, coerenza di un amore bambino prima e adolescente poi; rimpianto per un padre sconosciuto da ricordare nell’emulazione. Scoperta della sessualità e del proprio posto nel mondo, in una Palermo martoriata dalle bombe del ’92 che richiamano quelle lontane, le stesse dello spettacolo “Maggio ‘43” dello stesso Davide Enia. Il ritmo e il montaggio sono serrati per tutta la narrazione, serratissimi alla fine, quando la storia alterna solo vicende personali (e presenti), non più il passato di Davidù e degli altri. Oggi c’è lui, Davide, che deve vincere le scommesse con la vita, mentre ieri erano le persone della famiglia (lo zio, i genitori, i nonni) a fronteggiarne cadute e risollevamenti. Quando la posta in gioco si fa così alta, le frasi s’inseguono veloci. D’altra parte, l’autore dice che la recitazione per lui è nata dalla scrittura, perché “la parola scritta si fa suono e ritmo”. Le sequenze prevalentemente dialogate di Così in terra, infatti, fanno quasi sentire la voce di Davide Enia – questo moderno [...]]]></description>
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		<title>Miracolo a Maiorca</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Marrazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno della celebrazione del funerale del padre Pere de Son Gall incontra e si innamora a prima vista di Maria Boscana, figlia di Jaume Boscana di Ca s’Hereu, acerrimo nemico di famiglia per una questione di confini terrieri, o almeno è quel che si dice. Pere è ciò che più comunemente viene definito un sognatore, ostinato com’è nel voler realizzare a tutti i costi il sogno di costruire il cometagiraviò, una macchina volante progettata da lui stesso e assemblata con fatica ed enorme dispendio del patrimonio di Son Gall. La comunità di Llucmajor non tarda a farne lo zimbello del paese deridendolo per l’assurdità della sua invenzione e canzonandolo al passaggio, ma Pere continua per la sua strada. Nel frattempo giunge da Barcellona una rappresentanza della &#8220;Lliga del Bon Mot&#8221; composta da tre singolari quanto differenti figure femminili intente a debellare cattive maniere e turpiloqui. Miracolo a Maiorca è il quarto romanzo di Sebastià Alzamora, scrittore maiorchino conosciuto in particolar modo per La pelle e la principessa e autore di varie raccolte di poesie. E la vena poetica è più che evidente non solo nei versi della madona di s’Allapassa ma anche in una certa costruzione del testo tramite [...]]]></description>
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		<title>I bambini speciali di miss Peregrine</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Ponte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La casa per bambini speciali di miss Peregrine porta con sé qualcosa di mistico e magico sin dalla pubblicazione negli USA da parte di una casa editrice che sforna al massimo 25 titoli l&#8217;anno, e che tra i suoi bestseller ha avuto giusto Orgoglio e pregiudizio e zombie e alcuni manuali di non grande importanta. Insomma, deve essere stata una piacevole sorpresa vedere Miss Peregrine prima essere nominato libro del mese su Amazon, poi entrare nella classifica bestseller del NY Times e in seguito vendere 200.000 copie nelle prime settimane di pubblicazione. Ma mettiamo da parte le cifre, per quanto favolose. Vediamo il contenuto di quest&#8217;opera che molto probabilmente diventerà un classico. Jacob Portman è un bambino che sogna l&#8217;avventura. Jacob ha un nonno, un raccontastorie al quale non crede nessuno. Quando Jacob diventerà un ragazzo scoprirà che è inutile partire all&#8217;avventura, perché il mondo è già stato completamente esplorato, e inoltre si renderà conto che le storie del nonno devono per forza esser false. Bambini speciali, figurati se è possibile! La vita per Jacob è quindi una noia, una noia tremenda, spezzata solo dalla traumatica uccisione del nonno, che e in punto di morte lo indirizzerà verso un&#8217;isola misteriosa [...]]]></description>
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		<title>Tutta la bellezza deve morire di Luigi Pingitore: nessuna risposta per il lettore</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se chiedessimo alle persone intorno a noi a quale stagione della propria vita legano la maggior quantità di tormento, con molta probabilità racconterebbero il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Questo, forse, perché si tratta di una grande salto della nostra esistenza che viviamo, a differenza degli altri esperiti fino a quel momento, in totale coscienza e, a differenza di quelli che verranno successivamente, senza avere ancora gli strumenti critici migliori. Succede perciò di essere capaci di intendere il cambiamento in atto, ma di farne esperienza senza sapere come fare a risolverlo nel modo più indolore. Il dolore, cioè, deriva sia da una sorta di crisi di adattamento al nuovo mondo, quello degli  adulti, e, ancor più, dalla difficoltà di vivere questo mutamento con ansia per quello che verrà. Questa la premessa necessaria per approcciare il romanzo di Luigi Pingitore Tutta la bellezza deve morire (Hacca). L’opera racconta, in un continuo palleggio scandito in quindici capitoli, la vicenda di “loro” e quella di “lui”. A far parte del gruppo sono Pier, il protagonista, Dario, Silvia e Liv, con Rudy e Luca in secondo piano. Dall’altra parte, invece, il viaggio di Ezra alla riscoperta del testamento al mondo lasciato dalla figlia Silvia, prima [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;elogio del fannullone</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore, è anche per questo che nel mio rione godo la fama di fannullone&#8221; (Fabrizio de Andrè, il fannullone) C&#8217;era una volta l&#8217;otium, il dolce far nulla propedeutico alla riflessione, in cui l&#8217;elemento riflessivo stesso trovava il suo spazio, la sua alcova segreta e riparata, permettendo così le più grandi scoperte, i progressi più impensati in campo scientifico, tecnico, filosofico, artistico e chi più ne ha più ne metta. Cosa stava facendo Newton quando ha scoperto la legge di gravità? Oziava sotto un albero, non doveva certo combattere le affollate segreterie didattiche de La Sapienza di Roma, tanto per dirne una. Avrete già capito dove voglio andare a parare: ho personalmente accolto con un sorriso amaro le recenti dichiarazioni del viceministro Martone sugli studenti fuori corso. Non tanto perché &#8211; come tutti hanno immancabilmente e giustamente sottolineato &#8211; ogni studente ha una sua storia personale e una fredda statistica non può certo renderle giustizia. Nemmeno perché la colpa del ritardo di alcuni studenti nel portare a termine il ciclo che hanno iniziato si possa ascrivere alla disorganizzazione del sistema universitario, che sta proprio a  individui come Martone &#8211; li si [...]]]></description>
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		<title>L’educazione del bambino al rispetto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Janusz Korczak]]></category>
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		<description><![CDATA[È il 1912. Un uomo di Varsavia, medico con la passione per l’educazione, decide di realizzare il suo sogno: dare vita ad una struttura che possa ospitare bambini e ragazzi orfani. Quest’uomo è Janusz Korczak e le sue idee semplici, nate dalle preziose intuizioni scaturite dalle proprie esperienze, si diffondono agli inizi del ‘900 in diverse parti d’Europa, tentando di offrire degli spunti efficaci per la definizione di un nuovo sistema educativo. A cavallo tra i due secoli, in paesi apparentemente distanti socialmente e culturalmente, diversi pedagogisti giungono alla stessa conclusione rivoluzionaria di Korczak, ponendo al centro del proprio pensiero il rispetto del bambino in quanto essere umano. L’idea rivoluzionaria del medico polacco, nel 1929, viene condensata dallo stesso nel panplet Il diritto del bambino al rispetto – oggi edito dalle Edizioni dell’Asino – dove espone con forza provocatoria la necessità di una revisione del sistema educativo del suo tempo, a favore del benessere del bambino. &#8216;La Casa degli Orfani&#8217; di Varsavia, costituita grazie all’aiuto di amici facoltosi, ha permesso a Korczak di offrire a tanti giovani una casa luminosa, che non somiglia ad una caserma né a una scuola, ma piuttosto concepita come una ‘piccola repubblica’, dove gran parte del [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;angelo di pietra</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle figure più interessanti della letteratura canadese, politicamente attiva nel disarmo nucleare, nell’alfabetizzazione ed in altre notevoli cause, Margaret Laurence è stata una delle massime esponenti della sua generazione, negli anni Sessanta, in particolare per un’ideologia femminista cruda e sincera. Come la collega Carol Shields (L’amore è una repubblica, premio Pulitzer per Diari di pietra), americana, naturalizzata canadese, è scomparsa nel pieno della sua produzione letteraria, troppo presto all’età di sessanta anni, nel 1987. Nel 1968 fu al centro del panorama letterario internazionale grazie al bellissimo adattamento che fece Paul Newman, nel suo esordio alla regia, del suo libro A Jest of God, con il titolo Rachel, Rachel (in Italia uscito con il titolo La prima volta di Jennifer), che vedeva come protagonista la notevole Joanne Woodward. Ma è The Stone Angel (anche questo adattato per il cinema, nel 2007 per la regia di Kari Skogland e con Ellen Burstyn nelle vesti della protagonista) il romanzo considerato dalla critica uno dei suoi lavori più importanti, nonché uno dei più amati per il modo in cui affronta temi universali contestualizzati nella realtà della provincia canadese, nelle vicissitudini di mondi lontani, altri, psicologicamente violenti, ideologicamente ricchi e precisi. Il racconto prende corpo [...]]]></description>
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		<title>Patologie, quel sentimento di alienazione tutto del Novecento</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egor Taševskij deve prendere un maledetto elicottero alla volta di Groznyj, Cecenia, deve andare a fare le guerra. Giovane soldato dai nervi delicati e comandante di squadra appartenente agli OMON, i corpi speciali russi, guida un nucleo stanziato alla periferia della città, in una scuola dimenticata da Dio in cui quasi ti ci perdi. L’ordine è di dare una bella ripulita al territorio circostante, stanare i ribelli ceceni e procedere alla disinfestazione a qualunque costo. Sfottò e giochi di carte, pensieri sparsi, qualche speranza ricacciata di corsa nelle tasche dell’uniforme, al momento della partenza sembra quasi di andare in gita. C’è chi ha lasciato la famiglia, chi è solo come un cane, chi voleva farsi prete e va predicando di tanto in tanto. Giovani insolenti e programmati per combattere e uccidere un nemico che li odia da una vita. Macchine da guerra. Sconsiderati, cinici, risoluti e poi finalmente furiosi, l’esercito li vuole così. Egor però la guerra la odia. Tutta quella roba di case in ginocchio, quartieri desolati, finestre senz’occhi, femmine come puttane e bocconi di cipolla, lo agita, gli fa venire il voltastomaco e riaccende le sue antiche ossessioni. Non ci riesce proprio a non pensare e pensa troppo, [...]]]></description>
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		<title>Union Civica Radical</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è facile trattare un tema storico e mostrarsi distaccati, ma inevitabilmente se si vuole raccontare un “fatto” così com’è accaduto allora occorre esporlo in maniera oggettiva. Se però il “fatto” raccontato assume una sostanziale influenza nella cultura, nella politica e nel costume di un intero Paese allora il messaggio da far passare al lettore deve essere quanto più chiaro possibile, al fine di far comprendere tra le righe la visione intellettuale di chi scrive. Union Civica Radical, saggio a tematica politica che ripercorre la storia dell’Argentina dal 1880 al 1962, tenta di fare proprio quanto descritto sopra. Quattro capitoli, ad opera di Giovanni Santoprete, che racchiudono l’essenza storico-politica di un Paese attraverso un’analisi dettagliata dei governi e dei presidenti che si sono succeduti durante l’arco temporale preso in esame. Si parte dal periodo storico che intercorre tra il 1880 e il 1916, l’era conservatrice sotto la presidenza di Roca, Celman, Quintana, Saénz Peña, Uriburu, Alcorta, de la Plaza: la crisi economica del 1890, con conseguente indebitamento finanziario nei confronti della Gran Bretagna, predispone le basi su cui le forze di opposizione fonderanno i loro principi allo scopo di entrare al Governo e costituire una nuova linea guida che orienti [...]]]></description>
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		<title>Stelle che cadono, bombe che brillano: Azra Nuhefendić e le piccole-grandi storie dell&#8217;Ex Jugoslavia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Ulivieri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche le stelle a volte scendono a dare conforto ai sognatori, agli innocenti e ai non rassegnati. Le stelle che stanno giù sono le luci di una città, Sarajevo, che di luce non ne ha vista molta. Di notte, dalla collina dove è sepolta la sorella, Azra Nuhefendić, giornalista di origine bosniaca, osserva le finestre gialle dei palazzi, piccoli astri in caduta libera, simili alle bombe che striarono gli stessi cieli ma diverse nell&#8217;essenza: la scia delle stelle morenti racconta una storia vecchia di miliardi di anni, e sempre la stessa, la vicenda delle ceneri, di quel che rimane dopo i grandi incendi. Tra la crudeltà della cronaca e l&#8217;indulgenza della fiaba, Nuhefendić racconta in 18 brani ciò che era ma soprattutto cià che è rimasto della confusa terra abbracciata dai balcani, in seguito alla morte di Tito, avvenuta nel 1980. Quelli di Azra sono minuscoli reportage slegati dal presente, che attrvarsano il tempo e le epoche e collegano le persone e le etnie, così irrimediabilmente divise dal crollo dell&#8217;ideale di fratellanza e unità che Tito avrebbe voluto portare avanti, anche a costo di pagare prezzi fin troppo ingenti. La scrittura della Nuhefendic potrebbe essere scambiata per narrativa, se solo [...]]]></description>
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		<title>Confessioni di uno psicopatico</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;. attento lettore la risposta potrebbe non piacerti! Inizia così, con un&#8217;irriverente apologia sulla psicopatia il romanzo (che poi romanzo non è) di Michele Ponte, alla sua seconda opera narrativa. Seguendo le mille peripezie del protagonista, quasi il suo alter ego, anche se il romanzo non vuole essere né una biografia né una monografia, sta al lettore scoprire pagina dopo pagina quello che questi fogli racchiudono e cosa vogliono essere, arrivando alla constatazione che di Luigi Trampoli ne è pieno il mondo e volente o nolente anche noi potremmo far parte della categoria. D&#8217;altronde cosa è la follia se non l&#8217;unico modo per rendere più accattivante la vita? Non solo, per Luigi è anche un modo per sfuggire da quella realtà che gli va stretta e che lo turba. Cosa succede se in un giorno come tutti gli altri qualcuno ti informa che è appena morto anche l&#8217;altro fratello? Una mente cosiddetta normale sentirebbe il bisogno di star vicino ai genitori e di avere del calore umano intorno; invece il nostro protagonista sceglie la fuga. Insofferente a qualsiasi tipo di comunicazione che gli possa ricordare la tragedia in corso, sceglie di vagabondare da una parte all&#8217;altra della città, bazzicando night [...]]]></description>
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		<title>Una lezione prima di morire</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’unico capolavoro di Ernest J. Gaines tradotto in italiano è il viaggio duro di un condannato a morte afro-americano nella Louisiana razzista degli anni ’40 alla ricerca della propria dignità di uomo]]></description>
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		<title>Nessuna pietà per Pasolini</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Arseni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro ha dei buoni contenuti e apre alcuni interessanti spiranti interpretativi e alcuni ipotesi relative all'assassinio di Pasolini. Peccato per lo stile giornalistico per le velleità letterarie che rovinano alcuni brani e appesantiscono la lettura.]]></description>
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		<title>Caterina fu gettata</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scutellà</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consigliamo al lettore che voglia approcciarsi a questo romanzo di non leggere l&#8217;avvertenza, che l&#8217;autore ha giustamente ribattezzato come un &#8220;mettiamo le mani avanti&#8221;. Infatti Carlo Sperduti prima di cominciare la sua narrazione &#8211; perchè di narrazione si tratta &#8211; ci tiene a chiamarsi fuori dalle possibili incongruenze riscontrabili nella storia e dichiara, così en passant, che quello che ha scritto non è affatto un romanzo. Quell&#8217;avvertenza però ha il fastidioso effetto di trascinare il lettore a forza fuori dalla storia sin dall&#8217;inizio. Un effetto rinnovato dalle divertenti note che l&#8217;autore mette a piè di pagina segnalando le incongruenze nella trama da parte di un onnipresente detrattore, evidente parodia del classico lettore rompicoglioni (e non è una parolaccia, ma la definizione più calzante), che guarda alla storia come ad un&#8217;accozzaglia di particolari che devono combaciare tra di loro, perdendo così l&#8217;effetto del tutto. Il problema è che queste critiche, in una narrazione, dovrebbero emergere dalla lettura, da alcuni accorgimenti formali, non dalla dichiarazione d&#8217;intenti o dalla nota a piè pagina dell&#8217;autore, che ha il difetto, come già detto, di sbalzare il lettore fuori dalla storia. Ma Caterina fu gettata, è o non è un romanzo? Di certo non è un [...]]]></description>
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		<title>Swamplandia! Benvenuti nella terra degli alligatori</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella regione delle Everglades, al largo della costa sud-occidentale della Florida, c’è un isolotto di cento acri con un orologio di cartone, Paludelandia! Primo parco tematico della zona dedicato agli alligatori e dimora storica della tribù Grande Albero, è torturata dall’ assedio di certe forze nemiche che ne minacciano la sopravvivenza. Sarà la concorrenza della terraferma, con le sue attrazioni elettrificate, o i boschi di maleuca infestante. Sarà la morte di mamma Hilola, Centaura della Palude e più grande lottatrice con gli alligatori di tutti i tempi, o l’esilio forzato del nonno Dente di Sega, affetto da una strana demenza senile e costretto alla Comunità dei Pensionati Sul Mare (in perfetto stile casa del non riposo, ma del rimbambimento spinto). Fatto sta che il padre Capo Grande Albero, il fratello maggiore Kiwi e le piccole Ava e Ossie non sanno più a che Santo votarsi. La modernità ha la faccia del diavolo, è tutto più veloce, più spregiudicato. Cosa potranno mai contrapporle? Un museo di cianfrusaglie, un juke box fermo a 30 anni prima, un traghetto riverniciato da una corsa al giorno? Nella contea di Loomis, il Regno delle Tenebre con i suoi tour pazzeschi in ascensore per i gironi [...]]]></description>
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		<title>Le nuove Cenerentole vogliono&#8230; Innamorarsi a Manhattan</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho iniziato a leggere Innamorarsi a Manhattan di Kate Parker (Leggereditore) con la chiara convinzione di essere critica e obiettiva, e sfuggire ai commenti che, in qualche modo, finiscono per sminuire un certo tipo di produzione letteraria raccolta sotto la definizione di chick lit. Perché di questo si tratta. L’enciclopedia più fruita del web – stiamo parlando di Wikipedia – la definisce “un genere letterario emerso negli anni novanta e rappresentato da scrittrici, soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera”. Da questa definizione, così, si irradiano una serie di caratteristiche del genere che pure sono riscontrabili nel romanzo della scrittrice newyorkese. La protagonista dell’avventura romantica, ambientata per metà nella grande mela, è Alice Irene Giuliani, dottoressa che si avvilisce per il dolore dei piccoli pazienti al suo reparto, quello di pediatria, ma che ha superato la tragica separazione dal marito, alcolista e violento. Alice ha una ferita profonda data dal fallimento del primo matrimonio, finito con una tremenda storia di stalking, subito da Carl, ma crede ancora nell’amore romantico. Ha con sé la criticità scientifica di un medico, ma sa sognare, con la recitazione, che pure pratica e che [...]]]></description>
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		<title>Non uccidete il futuro dei giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Se non ora adesso (Recensione) di V. Sabatini “Giovani indignatevi!” Questo il grido sincero con il quale Don Andrea Gallo &#8211; attraverso il suo nuovo libro Non uccidete il futuro dei giovani, edito da Dalai - incoraggia i giovani a trovare l&#8217;energia e il coraggio di rivendicare i propri diritti in favore di un futuro di valore. Un futuro in cui costruire una famiglia, non necessariamente l&#8217;istituzione &#8216;perfetta&#8217; dipinta dalle pubblicità o imposta da dogmatismi, ma quella che ogni individuo reputa tale. “Poi però oggi si fanno film tipo Generazione 1000 euro per riderci su. Uno va a vedere il film, si diverte, ride, e così gli passa l&#8217;incazzatura. E dire che a quanto pare i 1000 euro al mese sono un miraggio, oltretutto”. Il solito humor che contraddistingue il pensiero di Don Gallo, addolcisce in qualche modo l&#8217;amara verità di una società consumistica che, dominata dall&#8217;avarizia di alcuni &#8216;potenti&#8217;, accetta passivamente la disintegrazione del proprio avvenire. Il prete genovese invita i giovani ad agire e reagire immediatamente al comportamento sconsiderato di alcuni personaggi politici e non, che siedono senza merito su poltrone di potere. “Ecco perchè definisco &#8216;drogati dal potere&#8217; questi cattivi maestri e cattivi politici. Ed [...]]]></description>
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		<title>Se non ora, adesso</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi anche: Non uccidete il futuro dei giovani (Recensione) di V. Sabatini Irriverente, anarchico, comunista, amico dei trans. Nel corso del tempo, molti sono gli appellativi assegnati dai media e dai critici a Don Andrea Gallo, ma chi ha avuto l&#8217;onore di incontrarlo sulla propria strada lo considera una guida, un fratello, un compagno che al di là dell&#8217;abito talare indossato, si batte per la dignità e il rispetto di qualsiasi essere umano. Ispirato al movimento femminile di protesta nato lo scorso anno, Don Gallo risponde con un coinvolgente saggio intitolato Se non ora, adesso, edito da Chiarelettere. Un energico e sincero invito ad agire nel presente per costruire un proprio futuro, senza domandarsi quando sarà il momento giusto. “Con il poderoso strumento della sua coscienza cristiana, antifascista, critica, militante, laica ed evangelicamente rivoluzionaria, il prete cattolico Gallo riesce a confrontarsi con i temi più scabrosi, smascherando i moralismi, le rigidità dottrinarie, le ipocrisie che maldestramente traversano le intolleranze per indicare il cammino forte della fragilità umana come via per la liberazione”. La meravigliosa prefazione di Moni Ovadia, offre al lettore il lucido ritratto di un uomo semplice che ha fatto dell&#8217;individuo il centro della propria vita. “La passione per [...]]]></description>
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		<title>“Gymkhana-Cross” di Luigi Davì, quaranta fotografie della classe operaia anni &#8217;50</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciò che lega un autore alla sua opera è indubbiamente un patto inscindibile, fatto di stile e trama, che rende, alla fine, i due soggetti, scritto e scrittore, una verità unica. Una situazione che diviene più che mai forte nel caso di una scrittura nata per raccontare l’autore stesso e la sua vicenda. È questo il caso di Gymkhana-Cross di Luigi Davì (Hacca edizioni), una lettura semplice e piacevole che sottende un mondo profondo e complesso. Negli oltre 40 racconti raccolti nel testo di Davì, infatti, convivono, su tutto, due mondi: quello dell’esperienza autoriale di un giovane 28enne deciso a scrivere per testimoniare la vita in fabbrica, quello di un giovane operaio che guarda al futuro dall’interno del mondo del lavoro. Gymkhana-Cross debutta nel 1957 nei “Gettoni” di Elio Vittorini e, come gli altri testi di questa raccolta hanno fatto prima di quello di Davì, si evince un chiaro desiderio testimoniale più che letterario. Il racconto affonda nella periferia torinese dopo il conflitto mondiale e prima di quelli che furono ribattezzati “gli anni di piombo”. Un ventennio caratterizzato, anche culturalmente, da una diffusa sensazione di “limbo”, in cui si gioisce della pace ottenuta nel proprio quotidiano, quasi senza troppe pretese. [...]]]></description>
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		<title>Neanche i cani</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erminio Fischetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di vite ai margini della società, il ritrovamento di un cadavere in una fredda giornata di fine dicembre. Sono queste le premesse dell’ultimo intenso romanzo di Jon McGregor, Even the Dogs, edito in Italia da Isbn Edizioni con il titolo Neanche i cani. Al suo terzo romanzo, il giovane e lodato scrittore britannico, classe 1976, è capace di andare da un genere all’altro senza risentirne nella prosa e nella struttura narrativa, è capace di passare da una confezione convenzionale ad uno sperimentalismo narrativo che implica e ingloba un fraseggio volutamente disordinato privo di punteggiatura e avallato dal discorso libero indiretto. Dopo un romanzo dal respiro storico novecentesco come Diversi modi per ricominciare (edito da Neri Pozza), che pur nella sua armonia classicheggiante non è privo di sperimentalismi strutturali, McGregor passa ad un contesto alla Irvine Welsh di Trainspotting, la sporcizia, la violenza e la droga di un mondo contemporaneo privo di prospettive dove la meta più profonda da raggiungere è quella di procurarsi la prossima dose. E la sua storia può essere paragonata ad un horror psicologico nel quale i personaggi morti, realmente o metaforicamente, si incontrano e si animano delle loro sofferenze. Se il racconto ammicca quindi in [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;elfo nasone, Il seme della follia e le regole del Fantasy</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Camilli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse non per gli sfegatati del fantasy, ma di certo per molti dei modesti ammiratori, il primo comandamento è: non avrai altro Dio al di fuori di Tolkien. L&#8217;ingombrante ombra dello scrittore britannico e quelle minuziosamente raccontate dei protagonisti del fin troppo celebre Signore degli Anelli e dei tomi a precedere e a seguire hanno spesso offuscato tutto il resto. Shannara? Terry Brooks? Non scherziamo! Gli elfi vengono da Lothlórien e senza hobbit non c&#8217;è fantasy. È chiaro che si tratta di un approccio riduttivo, anche se inevitabile. Anche chi scrive, lo ammetto senza vergogna, fa parte di questa schiera. Il seme della follia, recentemente edito in verisone integrale da Magic Press, ha acceso un dubbio: che di fantasy valido ce ne sia a non finire. Com&#8217;è potuto accadere? Forse perché l&#8217;opera di Emmanuel Civiello e Thomas Mosdi è innanzitutto un bande dessinée estremamente interessante, anche se non esente da mancanze rilevanti? Probabilmente per lo stupefacente apparato grafico? Due verità, ma Il punto è un altro: il duo attinge con moderazione e senza mascheramenti citazionistici alle dinamiche del genere e arriva, oltre a dare forma a una vicenda più o meno godibile, a esplicitare la funzione letteraria del fantasy a livelli [...]]]></description>
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		<title>Il figlio, quando il dolore diventa poesia</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Di Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In principio erano le lacrime. Lion ha ventunanni, studia filosofia. Una meningite fulminante se lo porta via un pomeriggio d’autunno. Lion è il figlio. Michel, è l’intellettuale aggrappato alla ragione, quasi sessantenne, una vita di teatro. È straziato, non sa darsi pace. Michel è il padre. La frustrazione lo assale, i timori, le perplessità. Ha scoperto che non si può stare neanche un giorno senza piangere. Come fai a perdonarti quando sai che, mentre il corpo del tuo ragazzo in preda al delirio febbresco stava quasi per esplodere sotto le scosse livide della morte, tu riempivi un maledetto carrello girovagando tra gli scaffali di un supermercato ansiogeno della Bretagna? Anche mamma Martine lo ha capito troppo tardi, stavolta non è la solita influenza. Poi la corsa in ospedale e il mostro che ti piomba addosso. Punto e stop. Non puoi farci niente. Michel adesso spia e passa in rassegna gli amabili resti, tuffa il naso nella biancheria, esamina le carte, eredita enigmi. Si infila nella vita del figlio, gli è un pò sconosciuta in effetti, ma questo è normale. Le tenaglie della psicoanalisi lo tentano, le immagini lo condannano a moltiplicare l’angoscia a colpi di pixel. Certo sarebbe stato bello [...]]]></description>
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		<title>Le pagine nere del calcio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Possidoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Corruzione, calcio scommesse, sistema Moggi, Calciopoli, combriccole, alleanze, doping, intercettazioni: queste e molte altre sono le parole che si imprimono in maniera quasi indelebile nella nostra mente leggendo, anche solo scorrendolo, il nuovo libro  di Antonio Felici, gionalista sportivo, il quale nel proprio curriculum può vantare importanti collaborazioni con i maggiori quotidiani italiani come il Corriere dello Sport e Il Sole 24 ore Sport, oltre che, all&#8217;estero, con il France Football. Il libro di Antonio Felici si intitola Le pagine nere del calcio &#8211; Tutti gli scandali minuto per minuto, edito dalla casa editrice Iacobelli proprio nel 2011, l&#8217;anno della riscoperta di un mondo tanto illecito quanto insulso come quello del calcio scommesse. Non che il calcio ci abbia mai concesso una tregua da queste nefandezze,  ma il libro non poteva uscire in un momento migliore di questo in cui noi poveri tifosi ci troviamo di nuovo a fare i conti con i più brutti retroscena che questo sport ci riserva ormai in maniera incessante. A differenza di quanto ci si possa aspettare, il lettore non avrà tra le mani un libro interamente dedicato allo scandalo delle scommesse e/o allo scandalo di Calciopoli, anche se questi due argomenti occupano buona [...]]]></description>
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		<title>Nel cuore della notte: nove storie per l&#8217;originale progetto di Katharina Schmidt</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:01:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La notte è il momento in cui scrivo più volentieri, perché non c’è altro da fare. Vi siete mai trovati a dover trascorrere una notte insonne, soli con i vostri pensieri, nell’attesa che il sole torni a splendere nelle prime ore del mattino? E se è vero il detto per cui la notte porta consiglio, lo scorrere lento e interminabile delle ore notturne scandisce un tempo che si insidia nei ricordi e nella mente di chi resta sveglio, nell’attesa dei primi bagliori dell’alba. Edito da Del Vecchio, esce in libreria Nel cuore della notte: concept book ad opera di Katharina Schmidt, traduttrice delle più quotate, che mette insieme i racconti di nove scrittori in un libro coinvolgente. Storie di amori, tormenti, passioni, ma anche dialoghi nonsense, poesie e racconti dai risvolti imprevisti. Le nove storie raccontate nell’ambizioso progetto della Schmidt si incastrano naturalmente nelle ore che segnano lo spazio temporale dalle 21 alle 6; ore infinite, che si impregnano di significato e sono utilizzate come pretesto narrativo in ciascun racconto. È questo il leitmotiv ideato e curato nei minimi dettagli dalla traduttrice berlinese, cui partecipano nove scrittori interessanti. Il primo a sciogliere il ghiaccio è Nicola Verde con un noir [...]]]></description>
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		<title>Picabo Swayne. Le storie della camera oscura</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Genovese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo nel 2095 a Coldbay, un posto dimenticato da Dio, e forse dai suoi stessi abitanti. Il mondo pare essere arrivato alla sua fine: la Crisi Energetica Globale ha costretto i cittadini a (soprav)vivere da reclusi, come larve, strisciando sotto la Metro alla ricerca di scarafaggi con cui cibarsi e recandosi alla Zuppa cercando di evitare la discarica di rifiuti tossici. La popolazione è completamente in balia di un governo che  controlla passo dopo passo le scelte e l&#8217;esistenza di ogni singolo. La Crisi ha cancellato via tutto, del passato non esiste più niente. Anche il mare ormai è solo una distesa di rifiuti tossici e gli animali non esistono più, solo i ratti. Le razioni di cibo e l&#8217;elettricità sono ridottissimi, le persone sono marchiate con un numero seriale, e costretti già a sedici anni a sposarsi e a  procreare. Raggiunta una certa età, non c&#8217;è altra via di fuga, se non quella di venire rinchiusi dai Quattro Regnanti della città, guidati da Barnaba Cox e lasciati morire. Ma non è solo la vita pratica a essere pilotata: al servizio del potere vengono messi all&#8217;asta anche i ricordi, il pensiero. Libri, carta, computer, tutto viene bandito. Nessuna libertà. Solo asservimento. Ma [...]]]></description>
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