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	<title>Fuori le Mura &#187; MUSICA</title>
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	<description>Il primo settimanale online di Roma</description>
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		<title>Niente di serio, il nuovo disco dei Diaframma</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Flaminia Attanasio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono cose che pur apparendo semplici, nascondono una complessità disarmante. Cose che dietro una facciata di scanzonatezza e linearità, celano un intreccio solido di contenuti. Un po’ come una pesca che, fasciata dalla buccia vellutata, e forte della sua polpa succosa, nasconde un nocciolo duro capace di spaccare i denti. E come la storica musica dei Diaframma. Per chi ancora non li conoscesse: i Diaframma sono uno dei gruppi di spicco della musica indipendente italiana, nascono a Firenze, agli albori degli anni ’80 sulla spinta del compositore, chitarrista e poeta Federico Fiumani reclamando ed ottenendo immediatamente un posto importante tra i principali esponenti della new wave italiana. Nel 1984 la allora neonata Ira Records (etichetta fiorentina destinata a diventare riferimento fondamentale della musica alternativa italiana) pubblica il loro debutto su 33 giri Siberia, un disco di notevole spessore che li proietta ai vertici del circuito indipendente. Escono poi Tre Volte Lacrime (1986) e Boxe (1988), dischi che denotano il desiderio di emanciparsi musicalmente imboccando una via meno oscura e più eclettica. Dal 1989 Fiumani inizia a presentarsi anche come vocalist ed i dischi successivi sono testimonianza della sua ispirazione e di un’originale miscela fra rock e canzone d&#8217;autore. Poi [...]]]></description>
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		<title>Billie Holiday: semplicemente ‘La voce del blues&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri su FLM tutte Le donne del Rock, talenti (al femminile) che hanno fatto e fanno Storia Mai come negli ultimi anni il panorama pop-rock internazionale si è popolato di interessanti voci femminili. In un music business ancora troppo affollato dai maschi, si stanno facendo spazio travolgenti sonorità in rosa. Chiunque si sia illuso che solo con il nuovo millennio le donne si siano interessate al mondo rock, dovrà ricredersi. Da oggi Fuori le Mura vi condurrà in uno splendido viaggio al femminile proponendo, ogni settimana, il ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia della musica, italiana e mondiale, degli ultimi quarant’anni. Ogni grande nome porta sempre con sé una grande storia, un travaglio in salita. Anche dietro lo struggente talento di Billie Holiday,  infatti, è tessuta una tela di dolore, violenza e povertà. Un groviglio di difficoltà che portarono, in ogni caso, alla luce una delle più grandi leggende del jazz e del blues: gardenia bianca in testa e pubblico in trepidazioni urlante “Lady Day”. La vicenda di Eleonor Fagan Gough &#8211; questo il nome originale &#8211; inizia il 7 aprile 1915 a Baltimora, quando la tredicenne Sadie Fagan, ballerina di fila, diede alla luce il [...]]]></description>
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		<title>Musichefestival 2012, dove il talento viene premiato</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella D'Angelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande opportunità ai musicisti romani sarà data da Musiche, suoni e visioni di Roma Capitale, primo festival per valorizzare nuovi talenti, voluto dall’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico Dino Gasperini in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo. L’iniziativa è rivolta a tutti gli artisti solisti o gruppi che producono ed eseguono composizioni originali, sia vocali che strumentali. Ne sono esclusi jazz e musica classica “perché l’obiettivo – illustra Gasperini – è intercettare quegli artisti che si esprimono attraverso generi che non hanno già una sede istituzionale. Vogliamo avvicinare le realtà musicali che per natura sfuggono alla categorizzazione, come il punk, la musica elettronica o la progressive, senza comprometterne la spontaneità”. Sono escluse anche cover di qualsiasi tipo e coloro che abbiano pubblicato più di due dischi. Lo scopo del Festival, dunque, è quello di aiutare e dare visibilità ai talenti musicali presenti nel nostro territorio in quanto “il fenomeno del rock – sottolinea il direttore generale dell&#8217;Azienda Palaexpo Mario de Simoni –  è quanto di meno istituzionalizzato ci sia, ma in questo caso l&#8217;Istituzione apre le porte al rock, con tutta la sua libertà di espressione. La Casa del Jazz ospita così anche altri generi musicali, dimostrando tutte le sue [...]]]></description>
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		<title>Janis Joplin: bandiera di una vita oltre il limite</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri su FLM tutte Le donne del Rock, talenti (al femminile) che hanno fatto e fanno Storia Mai come negli ultimi anni il panorama pop-rock internazionale si è popolato di interessanti voci femminili. In un music business ancora troppo affollato dai maschi, si stanno facendo spazio travolgenti sonorità in rosa. Chiunque si sia illuso che solo con il nuovo millennio le donne si siano interessate al mondo rock, dovrà ricredersi. Da oggi Fuori le Mura vi condurrà in uno splendido viaggio al femminile proponendo, ogni settimana, il ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia della musica, italiana e mondiale, degli ultimi quarant’anni. “Hon, I want the sunshine. Yeah, take the stars out of the night – Dolcezza, voglio lo splendore del sole. Si dai, priva la notte delle stelle!”. Se non fosse stato per il rock, ha confessato Bruce Springsteen, non avrei saputo che c&#8217;era vita su questo pianeta. Riconosciuta e ricordata per l&#8217;intensità delle sue interpretazioni, Janis Joplin la “regina del rock” non ha bisogno di presentazioni: la sua vita fu quanto più di simile a una delle sue canzoni. Nacque a Port Arthur in Texas nel 1943 e fin da adolescente sviluppò un certo odio [...]]]></description>
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		<title>XV° edizione di “Voci per la libertà”</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giunge alla quindicesima edizione il concorso per cantanti e gruppi emergenti ‘Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty’, indetto dalla sezione italiana di Amnesty International e dall’associazione culturale Voci per la Libertà. Festival organizzato al fine di promuovere e far conoscere i diritti umani veicolando la causa dei diritti umani attraverso la musica per far conoscere a quante più persone possibili i diritti dell’essere umano. ‘Voci per la Libertà’ nasce nel 1998, in occasione del 50° anniversario della dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo ed ogni anno assegna al gruppo o l’artista vincitore il premio ‘Amnesty Italia Emergenti’. Il riconoscimento sarà assegnato al brano che “meglio abbia saputo interpretare i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani” in base al giudizio di una giuria composta da esperti di stampa specializzata, specialisti di radio, televisione e quotidiani; decretato in base all’attinenza dei testi ai principi della dichiarazione universale dei diritti umani e di Amnesty International e sulla qualità artistica della performance. “Nella finale del 22 luglio – riporta il bando – sarà proclamato il vincitore del Premio Amnesty Italia Emergenti, il quale farà da testimonial al Cd Compilation. Tale promozione sarà curata dall’organizzazione anche attraverso la produzione di un cd [...]]]></description>
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		<title>L’ultimo saluto di Ivano Fossati nella Capitale</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dicono che c&#8217;è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare, io dico che c&#8217;era un tempo sognato che bisognava sognare&#8221;. Parole di Ivano Fossati, che di sogni ne ha dipinti tanti con la sua musica e le sue parole, mettendo a segno quarant&#8217;anni di straordinaria carriera. Il Decadancing Tour di Ivano Fossati giunge a riva nella Capitale. Immancabile appuntamento con la musica e l’esibizione del cantautore genovese, che salirà sul palcoscenico all&#8217;Auditorium Conciliazione di Roma il prossimo 3 e 4 febbraio ore 21 per presentare il suo Decadancing (Emi), l&#8217;ultima fatica in studio dopo il recente annuncio del ritiro dalle scene annunciato durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Il tour, celebra i 40 anni di carriera dell’artista, è iniziato a novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano toccando i migliori teatri delle maggiori città italiane. Decadancing, uscito lo scorso ottobre 2011, è il venticinquesimo disco di Fossati, album che nel giro di poco tempo (complice l’annuncio del goodbye alle scene) ha scalato il mercato discografico aggiudicandosi la prima posizione nelle classifiche. Il titolo dell’album lascia un po’ perplessi: un misto di parole che gioca sull’ambiguità della parola decadance, tra francese e l’assonanza con [...]]]></description>
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		<title>Tutte le donne dei Laika Vendetta</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La donna. È lei la protagonista principale di Laika, Sylvia, Jeanne e &#8230; le altre, album di debutto dei Laika Vendetta. Loro sono cinque ragazzi uniti dalla passione per la musica rock e il progetto discografico, curato nei minimi dettagli, si presenta come un concept album che richiama ed evoca la figura femminile mostrandola sotto diverse sfaccettature, tutte rigorosamente rock. I brani, però, non convincono del tutto e undici tracce (più due bonus track) appaiono forse troppe per un gruppo che ancora non ha consolidato un sound personale in grado di distinguerlo dalla massa e, malgrado le buone intenzioni e l’originalità del progetto, le canzoni non lasciano il segno e difficilmente si fanno ricordare. Ciò nonostante c’è da ammettere che alcuni brani presentano interessanti spunti di riflessione: dal singolo Misty destroy al lento Plastica frigida passando per Filastrocca della luna, dalla particolare struttura musicale. Le tematiche sociali di fondo ci sono, trattate in maniera banale nonostante i testi volutamente complessi, e il disco appare ben confezionato da una grafica accattivante a cura di Mokina e un’energia vitale che traspare in ogni brano. Dal disco emerge la voglia di suonare e far sentire la propria voce, e proprio il bisogno di [...]]]></description>
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		<title>Patti Smith, incarnazione del rock ribelle</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri su FLM tutte Le donne del Rock, talenti (al femminile) che hanno fatto e fanno Storia Mai come negli ultimi anni il panorama pop-rock internazionale si è popolato di interessanti voci femminili. In un music business ancora troppo affollato dai maschi, si stanno facendo spazio travolgenti sonorità in rosa. Chiunque si sia illuso che solo con il nuovo millennio le donne si siano interessate al mondo rock, dovrà ricredersi. Da oggi Fuori le Mura vi condurrà in uno splendido viaggio al femminile proponendo, ogni settimana, il ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia della musica, italiana e mondiale, degli ultimi quarant’anni. “My sins my own, they belong to me, me &#8211; i miei peccati, me stessa appartengono a me”. Le prime parole della sua versione di Gloria di Van Morrison dicono tutto. Stiamo parlando di Patti Smith o meglio della &#8216;sacerdotessa del rock&#8217; per eccellenza, al secolo Patricia Lee Smith, scrittrice, poetessa, pittrice, idealista politicante, attrice e cantante, autrice di canzoni indimenticabili e figura chiave della scena underground newyorchese degli anni Settanta. Nata a Chicago il 30 dicembre 1946, Patti Smith si trasferisce da bambina nel New Jersey. Nel 1967, ancora giovanissima, dà alla luce un [...]]]></description>
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		<title>MTV Spit, dietro i riflettori del programma sul Rap</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 23:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 14 febbraio andrà in onda su MTV il programma sulle rap battles condotto da Marracash, noto rapper milanese. Spit, che significa &#8216;sputo&#8217;, offrirà una serie di appuntamenti che vedranno protagonisti talentuosi Mc provenienti da tutto lo stivale, sfidarsi in battles di freestyle, monitorati da una giuria e ascoltati dal pubblico presente, che deciderà il vincitore di ogni puntata.  Il Gala, andato in onda il 22 dicembre, ha aperto il sipario sullo show con le sfide di Rancore, Clementino, Ensi e Kiave. Qualcuno si chiederà qual&#8217;è la ragion d&#8217;essere del programma. Bene. Occorre precisare che Spit non nasce da un&#8217;invenzione televisiva, bensì trae origine e rimanda a un qualcosa che da oltre un decennio si svolge, lontano dai riflettori. In Italia, fino al 2006, ogni anno i più bravi Mc si ritrovavano nella manifestazione nazionale “2theBeat”, nella quale ci si sfidava attraverso improvvisazioni in rima, con regole simili a quelle applicate alle gare andate in onda su Mtv. Kiave, Ensi e Clementino, gli Mc che si sono sfidati nel gala di Spit, sono tutti saliti sul ring del 2theBeat (gli ultimi due sono stati vincitori rispettivamente nelle edizioni 2005 e 2006).  Altra manifestazione legata al freestyle è il “Tecniche Perfette”, [...]]]></description>
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		<title>Dal genio all&#8217;arte: dalla fredda Islanda arriva l&#8217;anima calda di Bjork</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scopri su FLM tutte Le donne del Rock, talenti (al femminile) che hanno fatto e fanno Storia Mai come negli ultimi anni il panorama pop-rock internazionale si è popolato di interessanti voci femminili. In un music business ancora troppo affollato dai maschi, si stanno facendo spazio travolgenti sonorità in rosa. Chiunque si sia illuso che solo con il nuovo millennio le donne si siano interessate al mondo rock, dovrà ricredersi. Da oggi Fuori le Mura vi condurrà in uno splendido viaggio al femminile proponendo, ogni settimana, il ritratto di una donna che ha lasciato il segno nella storia della musica, italiana e mondiale, degli ultimi quarant&#8217;anni. Algida, enigmatica, carismatica. Per definire un talento come Bjork non occorrono parole, basterebbe far suonare la sua musica e lasciare che l&#8217;arte si definisca da sola. Questo perché Bjork, eclettica e versatile come poche, ha il merito di aver creato uno stile musicale molto personale che è difficile catalogare in un unico genere. Famosissima in tutto il mondo, l&#8217;artista si fa notare già da adolescente come esponente principale di gruppi punk/rock islandesi; i primi successi, però, arrivano a metà anni &#8217;80 come vocalist dei Sugarcubes con cui sforna i primi successi discografici apprezzati anche [...]]]></description>
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		<title>“Andrà tutto bene”, l’hanno detto i Rashomon</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha solo un mese di vita eppure già muove i primi passi verso il successo. Il segreto? Il talento tipico di chi conosce la musica e la forza di chi vuole farne un mezzo di comunicazione effettivo. Parliamo dei Rashomon, che ad un anno dalla fondazione in band, hanno pubblicato, lo scorso 25 novembre,  il primo album dal titolo Andrà tutto bene (etichetta Lo scafandro, distribuzione Wondermarl). Una collezione di 10 brani che ha molto da comunicare, a chi si nasconde dietro le solite tracce e a chi è stufo di sentire sempre gli stessi comodi cliché risuonare per le radio. La tipicità del sound nasce, anzitutto, dagli elementi che compongono la band. Un trio, nato e cresciuto a Modena, formato da Kheyre Walamaghe (voce e piano), Simone Galassi (chitarra) e Matteo Fiorini (batteria). Ne viene fuori un mood (a cui mancano le cupezze del basso, molto brevemente) e che non smette di graffiare, brano dopo brano, caso dopo caso, con un fare semplice e diretto e per questo veramente forte. Ingredienti del percorso il rock duro, i riff elettrici nervosi, un pizzico di blues, una spolverata di funky contornate dalla sensibilità d’autore, sulla riga di grandi nomi come Tom Waits [...]]]></description>
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		<title>Anniversario d’oro per i Rolling Stones: possibile ritorno sulle scene</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 23:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La straordinaria band che ha incarnato tutti gli eccessi del rock si accinge a spegnere cinquanta candeline di carriera. Mick Jagger e Keith Richards, voce e chitarra dei Rolling Stones non escludono di tornare sui palcoscenici di tutto il  mondo per un gigantesco tour dedicato proprio all’importante anniversario che ricade il prossimo aprile 2012. A mettere a rischio il progetto potrebbero essere però le incomprensioni tra le prime due &#8216;donne&#8217;. In seguito all’uscita di Life biografia di Keith Richards scritta a quattro mani con il giornalista James Fox, le tensioni sono cresciute, poiché l’impertinente chitarrista non aveva usato parole al miele nei confronti del collega definendolo addirittura &#8216;la diva e paragonandolo a Maria Callas. Tra i battibecchi dei due musicisti si è unito anche Ron Wood, chitarra ritmica della band e cori, presente nel gruppo dal 1975, secondo il quale un ritorno sulle scene non è da scartare a patto che Jagger e Richards risolvano i lori problemi. Fonti molto vicine al gruppo hanno svelato che promoter come AEG Live e Live Nation sono già in mediazione per discutere i diritti di un eventuale tour mondiale. Richards, dal canto suo, ha affermato lo scorso settembre: “Non vedo perché gli Stones [...]]]></description>
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		<title>Call it Blazing</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Flaminia Attanasio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sono toni e suoni bruschi in Call It Blazing, tutto scivola come come l’olio, come se le note fossero suonate sul velluto, e ci sono solo melodie tenui, quasi languide, nelle quail sembra quasi di sentire l’ampio respiro dei grandi spazi d’America. Delle praterie del profondo cuore degli Stati Uniti, delle loro strade polverose solcate da moto guidate da ragazzi, in cerca di chissà cosa, in fuga da chissà chi. Il disco d’esordio degli A classic education, gruppo che finalmente giunge in Italia cavalcando la scia dei copiosi successi ottenuti all’estero, in particolare negli States e in Canada, è tutto questo e anche di più. Esso nasce dall’incontro casuale tra Johnatan Clancy, il leader italo-canadese della band, e un libro di fotografie di Danny Lyon, trovato in un mercatino in quel di Bologna. E in effetti l’intero album è così: pieno di fotografie, dodici per l’esattezza, tutte non perfettamente nitide nei contorni, ma sfumate, che delineano però, man mano, uno scenario sempre più preciso, un landscape fatto di nostalgie, spazi aperti, ma anche di province da cui evadere. Di sogni da realizzare e di atmosfere decadenti. Ma quello espresso in Call it Blazing è un decadentismo, se così [...]]]></description>
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		<title>Bruce Springsteen, tre date in Italia nel 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Rotondi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tour 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[“Abbiamo imparato più da un disco che da tutto quello che ci hanno insegnato a scuola”: parola di Bruce Springsteen. Il Boss torna in Italia più in forma che mai con tre imperdibili concerti che si terranno il 10 giugno allo Stadio Franchi di Firenze, l’11 giugno allo Stadio Nereo Rocco di Trieste e il 7 giugno al San Siro di  Milano. Un grande ritorno per il leggendario rocker supportato dalla mitica “Bruce Springsteen band” meglio conosciuta  “E Street Band”, dopo il tour del 2009, che lo aveva portato a Roma, a Torino e a Udine. L&#8217;ultima volta a Milano invece era stata il 25 giugno 2008 (la serata del famoso “bis di troppo” durato 22 minuti) con un concerto a dir poco leggendario di fronte a 60 mila fan in delirio. La notizia è stata annunciata dallo stesso Springsteen sul suo sito. Il tour, organizzato per supportare la pubblicazione del nuovo album di inediti (seguito di The Promise) partirà a fine maggio con i concerti europei dopo il tradizionale “warm up’’ alla Convention Hall di Asbury Park nel New Jersey. Nel frattempo è scattata la caccia al biglietto. La prevendita, solo su Ticketone.it,  per San Siro ha aperto i battenti [...]]]></description>
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		<title>Irol si perde nel tempo ma si ritrova nella musica</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È appena diciottenne ma, a dispetto della giovane età, ha già tanto da dire. Lorenzo Salvatori &#8211; in arte Irol &#8211; debutta con Perso nel tempo, ep composto da sei brani (più un intro e un outro) in cui il mc sanmarinese fa il punto della situazione sui sentimenti e sul mondo giovanile. Perso nel tempo dipinge con giusta criticità e un pizzico di pessimismo, lo stato d’animo di chi vede il mondo intorno con occhi curiosi e si lascia andare in impressioni di vita quotidiana. E se i testi risultano interessanti anche se non pretenziosi e dai soliti contenuti, ciò che arricchisce il disco è sicuramente un sound fresco e accattivante che impreziosisce le otto tracce. La musica di Smith è l’elemento chiave che attrae all’ascolto del disco e scandisce il ritmo dei testi, perfettamente in metrica. Il ragazzo ha stoffa e nel tempo potrebbe riservare parecchie sorprese; per ora si gode le vittorie di freestyle che lo hanno fatto conoscere nei dintorni di Borgo Maggiore, paese natio, nonché di Umbria e Marche, e si appresta a promuovere la sua prima fatica discografica. Tempo, il brano che apre il disco, si veste di una velata malinconia riaffiorata da ricordi [...]]]></description>
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		<title>Thomas: quando il suono assume colore</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una miscela esplosiva di suoni sperimentali innesca una bomba pronta a far danni, e il nuovo album dei Thomas sembra proprio intenzionato a farti esplodere il cervello! Dieci brani in cui funky, dance, elettronica, pop e rock si amalgamano tra loro come fossero ingredienti segreti di una pietanza succulenta cui non si può proprio dire di no. E il risultato è Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic, un album eccentrico che si insidia suadente nel panorama discografico italiano. Per chi non li conoscesse, i Thomas nascono nel 2001 e, nel corso degli anni, la band si completa dei sei elementi attuali: Massimiliano Zaccone, voce del gruppo, Giordano Menegazzi, tastiera e cori, Walter Menegazzi, chitarra e cori, Enrico Di Marzio, chitarra elettrica e cori, Nicolò Gallo, basso, e Sergio Sciammacca, batteria. Una carriera decennale che consolida l’amicizia del gruppo e li fortifica di un bagaglio artistico che stupisce e conferma le aspettative di un sound nuovo e originale. E la chiave del successo è proprio la sperimentazione musicale, che si percepisce in ogni singola traccia del progetto discografico: i Thomas sono curiosi e non lasciano nulla al caso, inventando un genere musicale nuovo e innovativo che fa ballare e divertire. Inoltre, la graffiante [...]]]></description>
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		<title>Professor Green, il ciclone del rap inglese</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pochi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Virgin Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrebbe classificarsi come il rapper più stravagante del Regno Unito, anche se dietro le quinte appare più tranquillo e ‘normale’ di quanto si possa immaginare. Stephen Paul Mandrerson, meglio conosciuto come Professor Green, nasce nel 1983 a Hackney, un quartiere ai confini di Londra. A causa della separazione dei genitori, Stephen cresce con la nonna, con la quale dichiara di avere un profondo legame. Il suicidio del padre, nel 2008, ha pesantemente influenzato Stephen, che ha successivamente dichiarato alla stampa inglese: “Scrivere era il mio modo di affrontarlo”. Ha iniziato a fare rap per caso, trovandosi ad una festa a casa di amici, dove tutti facevano freestyle, Stephen provo’ ad improvvisare versi in rima. Da li’, partecipò a diverse battle, fino a confermarsi secondo all’Hip Hop Power Summit, svoltosi nel 2005 alle Bahamas. Dopo il primo mixtape ‘Lecture1’, dal quale spiccano tracce come “So sick, No really”, autoproduce “The Green EP”, ma qualche anno dopo debutta nel podio delle charts inglesi con l’album ‘Alive Till I’m Dead’(2010- Virgin Records), anticipato dal fortunatissimo singolo “I Need you Tonight”, campionamento degli INXS, e dal conseguente successo di “Monster” e “Jungle” in feat. con Maverick Sabre. Ha confermato il boom “Just be good [...]]]></description>
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		<title>Umbria Jazz Winter 2011: la &#8220;soluzione musica&#8221; in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nè spread né bond, solo jazz. In tempi di crisi, la musica sembra essere ancora la soluzione giusta. Anche quest’anno, nonostante le gravi condizioni in cui comuni e enti pubblici versano, l’Umbria Jazz Winter – ormai è certo – si fa. Sono, infatti, ormai noti i nomi della 19esima edizione di Umbria Jazz Winter, in scena da mercoledì 28 dicembre a domenica 1 gennaio 2012 ad Orvieto. Una perla nel  cuore verde dell’Umbria che ospita il più magnifico duomo del pianeta e che, conservando l’alta qualità di vita, fa degli eventi, fra musica ed enogastronomia, i propri comparti di ripresa. Così, a salutare il 2011 arrivano tanti talenti della musica jazz di origine latina e di tradizione italiana. La parola d’ordine di questa 19esima edizione è, infatti, contaminazione. Per questo, nel programma, Juan Pablo Jofre Romarion incontrerà I solisti di Perugia in un tributo ad Astor Piazzolla in tre appuntamenti a partire da giovedì 29 dicembre alle 12 alla sala dei 400 del Palazzo del Popolo. Paolo Fresu, invece, sarà sul palco con l’Alborada String Quartet in “Scores!” ancora nella sala dei 400 sabato 31. E poi Danilo Rea. In duo con Michel Camilo giovedì 30 alle 21 al teatro [...]]]></description>
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		<title>L&#8217;Arca di Giada</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura La Rocca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[toni verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Una storia d’amore e di magia raccontata con un’originalità senza precedenti. Molto di più che un musical fantasy 3D live, L’Arca di Giada riprende fedelmente l’atmosfera medievale in termini di scenografia, ambientazione e costumi. Due atti della durata di un’ora circa ciascuno raccontano il trionfo del bene sul male  in maniera accattivante per i più piccoli e affascinante per gli adulti. Nuovissima l’idea di far interagire gli attori in scena con personaggi animati virtuali e tridimensionali. Attori, cantanti, ballerini e acrobati si alternano e si fondono sul palco attraverso cambi di scena velocissimi ed effetti di luce studiati nei minimi dettagli che rendono la kermesse perfetta sotto ogni aspetto. Un tocco in più viene dato dalle interpretazioni di alta qualità del soprano e del tenore che ammaliano il pubblico in numerosi momenti della rappresentazione. Il racconto parlato della storia cede il posto per quasi tutto lo spettacolo alla narrazione cantata (caratteristica fondamentale del musical). L’alternanza tra musica lirica e musica rock genera una commistione piacevole che aiuta a comprendere meglio come il racconto si sviluppi attraverso quattro luoghi: Il Regno del Sole, il Regno delle Terre Incantate, il Regno del Mare e il Regno dell’Aria. La storia ha inizio in una libreria. Il Libraio di sogni [...]]]></description>
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		<title>Siamo pur sempre animali, il nuovo disco d&#8217;esordio dei Venus in Furs</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Flaminia Attanasio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Audioglobe]]></category>
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		<category><![CDATA[Venus in Furs]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente hanno scelto di chiamarsi così per amor di Lou Reed o meglio, dei primissimi Velvet Underground. Non c’è altra spiegazione, infatti, che giustifichi la scelta di tre giovanissimi ragazzi pisani, classe’89 per intenderci, di chiamarsi proprio Venus in Furs, come l’omonima canzone contenuta nel primo disco dei Velvet Underground, quello prodotto da Andy Warhol, che aveva quella grossa banana gialla in copertina. Da ciò si deduce inoltre che a guidare questo quartetto di &#8216;toscanacci&#8217; nati a ridosso della caduta del Muro di Berlino, a dar vita e forma a un progetto musicale completamente loro, sia stato proprio quel rock lì: quello reediano, quello dei primi anni ’60, quello distorto, disturbato e distrubante, provocatorio, che ha dato poi il via alla lunga tradizione del rock psichedelico e non solo. E’ forse da lì che sono partiti I Venus in Furs per plasmare Siamo pur sempre animali, il loro disco d’esordio, da pochi giorni sul mercato. Lavoro questo che, in tredici intense tracce, snocciola tutta la &#8216;filosofia&#8217; Venus in furs, tutta la loro poetica: un rock ruvido, a tinte forti, di protesta, atto a smontare le istituzioni fondanti della società civile, come la famiglia così come il perbenismo e la consuetudine l’intendono [...]]]></description>
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		<title>Aiuto! A cantarvele ci pensano i Sick Tamburo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Energia allo stato puro in ogni singola nota. È ciò che trasuda nel secondo album dei Sick Tamburo: dodici brani impregnati di rock e testi per nulla banali che toccano tematiche sociali spaziando dal punk a sonorità influenzate dall’elettronica. A.I.U.T.O. è il grido di ogni essere umano davanti alle difficoltà della vita; è un’invocazione che reclama salvezza da situazioni di pericolo che ci vedono coinvolti; è la volontà di risalire dopo una brusca caduta per ricominciare daccapo. A.I.U.T.O. è anche il titolo del secondo lavoro di Boom Girl (al secolo, Elisabetta Imelio) e Mr. Man (Gian Maria Accusani) – entrambi ex Prozac + &#8211; dopo l’omonimo album Sick Tamburo del 2009. “Altamente Irritanti Umane Tecniche Ossessive”, questo l’acronimo misterioso, per raccontare i percorsi che portano l’uomo a richiedere l’aiuto di qualcuno per uscire dal tunnel. Diversi sono i brani che si elevano qualitativamente dai precedenti lavori della band: dall’introspettiva La mia stanza alle potenziali hit Finché tu sei qua e Si muore di AIDS nel 2023; passando per Magra, cantata da Mr.Man sullo stesso stile di Boom Girl, e la martellante Aiuto tamburo che chiude il disco. Menzione a parte merita E so che sai che un giorno &#8211; [...]]]></description>
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		<title>Hip Hop Nation</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Sabatini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos’è l’Hip Hop? Gli ascoltatori comuni che, almeno una volta nella propria vita, si sono imbattuti in un brano di Eminem piuttosto che 50 Cent, risponderebbero che si tratta semplicemente di un genere musicale, una sorta di etichetta, creata negli anni Novanta. Per un gruppo sempre crescente di appassionati, provenienti molto spesso dalle periferie delle grandi città, l’Hip Hop è invece una vera e propria cultura nata ben trent’anni fa nei sobborghi newyorkesi. Dalle strade del Bronx controllate da gang e infestate di droga, nasce infatti una cultura urbana che si sviluppa come un antidoto per l’orribile piaga che infetta le vite di molti giovani, i quali trovano nell’Hip Hop una soluzione, il prodotto di un’autorealizzazione, creatività ed orgoglio da comunicare al mondo. Tra gli anni ’80 e ’90 l’Hip Hop conquista definitivamente l’intero scenario della musica nera, trasformandosi da genere di nicchia a vero e proprio mainstream per la black music, facendo arrivare sulle scene un’intera nuova generazione di musicisti, rapper, produttori e dj. Procedendo verso il uovo millennio il rap militante dell’origine è stato scalzato da una ‘new school’ partita dalla West Coast e arrivata in breve tempo anche a Est. Se è vero che, durante gli anni [...]]]></description>
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		<title>F come Ferrario: arriva l&#8217;album di debutto del chitarrista di Battiato</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 23:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è facile capire la musica di Davide Ferrario basandosi solo ad un primo ascolto; la si deve ascoltare più volte e metabolizzarne l’essenza sin dai primi versi del disco (“è già un inferno mentre strappi via i miei nervi addormentati come rami essiccati/ lo sguardo di chi passa e osserva in silenzio/ urla più di una lama squarcia il cielo in due” – da Come ieri) per poter capire che non si ha a che fare con qualcosa di banale e già sentito. Entrare nell’universo del trentenne padovano potrebbe stimolare la curiosità e l’interesse dell’ascoltatore, catturato da uno stile unico ed inconfondibile che sapientemente è marchiato a fuoco dall’artista. F come Ferrario: si presenta così il giovane chitarrista/bassista di mostri sacri come Milva, Gianna Nannini e Franco Battiato, alla sua prima esperienza da cantautore. Il risultato rivela che Davide Ferrario ha fatto tesoro degli insegnamenti ricevuti dai cantanti citati e oggi rischia di essere davvero bravo e competitivo sulla scena musicale italiana. Ferrario non è, però, alla prima esperienza da cantante; già nel 2007 ha partecipato al Festival di Sanremo come componente del gruppo FSC – di cui ha fatto parte per sei anni – presentando il brano Non [...]]]></description>
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		<title>Mike Stern Band</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 23:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara della Valle</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roma Jazz Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la consulenza di Niclas Benni Ritorna il leggendario chitarrista Mike Stern, in concerto giovedì  all’Auditorium -Sala Sinopoli- nella cornice del Roma Jazz Festival. La rassegna vede come ospiti alcuni dei più importanti nomi del panorama jazzistico italiano ed internazionale (Danilo Rea, Paolo Fresu, Roberto Gatto, Tigran Hamasyan, Wayne Shorter e Pat Metheny). Mike Stern è uno dei più rinomati virtuosi nella storia della chitarra jazz, nato nel 1953 a Boston e diplomato al Berklee College of Music. Stern ottenne i primi successi a metà degli anni Settanta entrando a far parte dei Blood, Sweat and Tears, per poi suonare con Billy Cobham, Jaco Pastorius, David Sanborn, Michael Brecker, e soprattutto  con il gruppo di Miles Davis dal 1981 al 1983. Assieme a lui giovedì sera una sezione ritmica di altissimo livello (Dave Weckl alla batteria e Chris Minh Doky al basso e contrabbasso elettrico); a condividere il ruolo di solista  Bob Malach al sax tenore. I virtuosismi solistici di Stern hanno ovviamente fatto da padrone al concerto; lo stile inconfondibile del chitarrista è un melange raffinato di jazz, blues e rock, in cui l’assoluta maestria dello strumento traspare da ogni singola nota. Stern ha riproposto brani che ripercorrono parte [...]]]></description>
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		<title>Legittimo Brigantaggio presentano Liberamente tratto</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Cristina Costanza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il demo del 2003, Quando le lancette danzeranno all’incontrario, dopo il primo album intitolato Senza troppi preamboli, alla cui tracklist prende parte anche Stefano Fiori dei Ratti della Sabina, dopo Il Cielo degli esclusi del 2008. Dopo decine di tracce e di concerti live in Italia, ecco la terza fatica dei Legittimo Brigantaggio, la band italian folk composta da Gaetano Lestingi (voce e chitarra), Domenico Cicala (basso), Gianluca Agostini (piano elettrico, synth e fisarmonica), Ilario Parascandolo (batteria) e Pino Lestingi (chitarra elettrica). L’album, uscito ufficialmente il 10 ottobre, è Liberamente tratto, per Cinico disincanto/Audioglobe. Liberamente tratto è titolo e suggestione principale dell’album che trae ispirazione da numerose altre opere, offrendosi al pubblico come il primo disco meta-culturale, in ogni sua traccia. Dal cinema, alla narrativa fino alla poesia per trarre da grandi autori l’osservazione dei problemi importanti del nostro tempo. Si parte con Uscita operai che nasce dall’osservazione del dipinto “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Ancora arti figurative per  Il diavolo in camera oscura, la terza traccia, tratta dall’eliografia “View from the window at the gras” di Joseph Nicéphone Niépce. La maggior parte delle tracce traggono invece ispirazione da romanzi. Da La lettera viola tratto da [...]]]></description>
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		<title>Tutti pronti per la caccia alla volpe&#8230; arriva Frei!</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Curioso ed interessante! È questo il commento che scaturisce dall’ascolto di Sulle tracce della volpe, album di debutto della promessa romagnola Frei. Undici tracce di puro pop italiano prodotte e mixate da Loris Ceroni – una garanzia nel campo della musica italiana, con il merito di aver collaborato con artisti quali Miguel Bosé, Anna Oxa e Dolcenera – pronte a lanciare l’artista romagnolo nel panorama discografico del cantautorato made in Italy. Perché Frei si propone come cantautore, curando nel minimo dettaglio testi e musiche del suo primo album: e il risultato conferma le aspettative di pubblico e addetti ai lavori. Sulle tracce della volpe incuriosisce e appassiona all’ascolto di piccole storie raccontate dalla calda e ruvida voce del giovane cantante. La title-track Sulle tracce della volpe apre il disco: sound Caparezza style e un ritornello che è impossibile non canticchiare (“è certo che la volpe per quanto poi si dica non c’entra proprio niente col grillo e la formica / la vedo come un’ombra che piano si defila lasciando con l’inganno le prede nella tana / magari tra le foglie di questa selva oscura la guarderò negli occhi scoprendo la paura”). I brani si legano naturalmente l’uno con l’altro e [...]]]></description>
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		<title>MOR Una prova di Stefano Mordenti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 23:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amore. Ogni cantautore italiano che si rispetti è obbligato a parlare d’amore. Ed è cosi anche per Stefano Mordenti che, da Firenze &#8220;con furore&#8221;, si presenta al pubblico con un album di debutto contenente otto brani in cui il leitmotiv è proprio il sentimento che fa palpitare il cuore. Tra collaborazioni importanti – Pino Fidanza dei Litfiba alla batteria – e motivetti pop/rock un po’ scontati il cantautore fiorentino autoproduce il suo primo album e il risultato, seppur non eccezionale, mette in risalto l’intimità dell’artista. Mor, questo il titolo del disco, spazia da Innamorarmi ancora, in cui il protagonista non perde la speranza di innamorarsi una seconda volta dopo una cocente delusione d’amore, a È troppo tardi ormai, dove un promesso sposo aspetta la sua amata dinanzi all’altare fino a quando non prende la decisione di rendersi libero; da Saremo liberi, in cui si nutre la speranza di poter vivere una storia d’amore al di fuori dal mondo e in totale libertà, a Un passo lento, dove il protagonista è attratto sessualmente dal passo lento e sensuale della sua donna. Ed è la donna la destinataria delle canzoni di Mor, le tracce toccano tutti i temi possibili dell’amore verso il [...]]]></description>
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		<title>Can eating hot stars make me sick?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Flaminia Attanasio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Can eating hot stars make me sick?: “Mangiare stelle calde può farmi ammalare?”. Così s’intitola il primo disco degli Atari (nome alquanto singolare non è vero?), bizzarro duo, formato da un batterista alle prese anche con un organo vintage e con un sintetizzatore analogico e da un bassista che esegue riff superdistorti, nato nel 2006 in quel di Napoli, terra natia dei due componenti. L’opera, accompagnata da una bellissima quanto enigmatica copertina, che sembra voler riprodurre il gioco dei puntini da unire con un tratto di penna, è alquanto riuscita, estremamente varia, piacevolmente piena di suoni e sperimentazioni, senza però sembrare un’accozzaglia inutile di suoni cacofonici posti là solo per far scena e riempire i buchi. In Can eating hot stars make me sick? Nulla è fatto per disorientare, ma tutto, ogni singola traccia delle dieci che compongono il disco, è tirata su, come un’impalcatura architettonica, come un ponteggio per costruire un nuovo edificio, per far riflettere, per il gusto del culto musicale, per amore del cambiamento, della sperimentazione, della contaminazione, della ribellione, della mescolanze. E la lista sarebbe lunga, perché sono tate le cose che evoca questo disco, estremamente curato nei minimi dettagli, nel “punto di vista” da dare [...]]]></description>
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		<title>Semplicemente interessante: Roberta Barabino presenta Magot</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Carruba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica controcorrente]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Barabino]]></category>
		<category><![CDATA[una mezzaluna]]></category>

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		<description><![CDATA[Intima ed emozionante, lo stile di Roberta Barabino non lascia indifferente e la sua musica si esprime in suoni e testi elaborati e fiabeschi in cui l&#8217;artista mostra a 360° il suo mondo. Eclettica e sognatrice, Roberta Barabino debutta con Magot: nove tracce inedite in cui la cantautrice genovese esprime con efficacia semplicità il suo personale punto di vista sul mondo, l’amore e la vita di tutti i giorni. Il risultato è straordinario: Magot è un disco intimo, in cui la voce e la chitarra che accompagna la cantautrice si mescolano a rumori casalinghi e suoni della natura. Decisamente originale, Roberta Barabino non copia nessuno e la sua creatività musicale, semplice ma d’impatto, si discosta dagli ultimi modelli musicali che la società e i media solitamente impongono. Come in un cartone animato, il disco è un susseguirsi di emozioni e di storie raccontate quasi in chiave acustica dalla Barabino: da Una mezzaluna, prima traccia del progetto, si percepisce che pur nella sua semplicità musicale lo schema metrico utilizzato dall’artista e la poetica del testo rendono interessante l’ascolto del disco (&#8220;cerco qualcosa ma non so cos’è / appare scompare e poi è qui di fronte a me / amore lontano di [...]]]></description>
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		<title>Natura umana, il nuovo album di Grignani</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 23:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Verduci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Istinto, passione e rock: sono questi i tre elementi che accompagnano l’ascolto del nuovo album del cantautore milanese. Grignani tra qualche mese compirà 40 anni e, da molti,  questo disco viene considerato il disco della maturità. Una maturità alla quale il cantante milanese è giunto superando spesso qualche difficoltà umana e artistica. Dopo l’esordio del ’94 sul palco dell’Ariston, le esperienze, le trasgressioni e gli errori che lo hanno fatto evolvere, Grignani torna con l’ultima fatica discografica. Per questo progetto ha scelto di mettere sullacopertina del cd una doppia immagine di sè urlante e arrabbiata, l’album contiene undici brani inediti, nei quali il cantautore fa sapere al mondo che diverse cose non gli piacciono e lo fa affidandosi alle sonorità rock e, soprattutto, alle sue amate chitarre elettriche. Racconta l&#8217;amore, la fragilità umana, ma anche la voglia e l&#8217;importanza di distinguersi, è un Grignani rigenerato, pieno di rabbia e di energia, sensibile all&#8217;evolversi della società, convinto che nella vita bisogna prendere in mano il proprio destino. Ciò per Grignani rappresenta anche un ritorno alle origini, a &#8220;Campi di popcorn&#8221; il disco del 1998, dove la sperimentazione e l&#8217;elettronica la fecero da padrona, inoltre anche da questo album è possibile notare l’influenza nella musica e nelle parole di Grignani di [...]]]></description>
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